Quello che resta – Tre riti nelle montagne del Friuli

  • 10 ottobe 2026
  • 17.30
  • Erto, Sala centro visite del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane

proiezione del documentario di Marco D’Agostini 
interviste di Marta Pascolini 
intervengono MARCO D’AGOSTINI, MARTA PASCOLINI 
Italia, 2026, 50’ 
una produzione SNAIT Società cooperativa 
con il patrocinio di Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, Comune di Erto e Casso

Il documentario è un viaggio attraverso tre comunità del Friuli Venezia Giulia, unite da un patrimonio rituale ancora vivo e condiviso. A Rodda il carnevale irrompe tra le borgate con maschere e frastuono, mettendo in scena il conflitto tra ordine e caos. A Erto il Venerdì Santo diventa una Passione corale che trasforma il paese in un teatro sacro. A Cercivento le Cidulis solcano la notte: rotelle infuocate lanciate verso il paese come stelle, tra memoria e appartenenza. Il regista osserva ciò che rimane quando la tradizione non è nostalgia, ma scelta quotidiana, non separa i tre racconti ma li intreccia seguendo i gesti, le attese, i preparativi e le voci di chi quei riti li custodisce e li rinnova.

MARCO D’AGOSTINI Autore e regista di documentari e docufilm. La sua produzione filmica esplora tematiche legate alla spiritualità (I volti spirituali del Friuli, 2014; Pierluigi Di Piazza, 2016; Incanto, 2019), alle arti (JNK, 2013; Suns Europe, 2015-2025) e alle condizioni antropologiche e sociali, con particolare attenzione ai fenomeni dell’emigrazione (La vie di là. Friulani dell’Est Europa, 2010; Emigrat, 2018) e della ritualità (Quello che resta, 2026). Insegna Regia e montaggio digitale all’Università di Udine ed è professore alla Link Campus University di Roma, dove si occupa dell’applicazione degli audiovisivi nella didattica e nella pedagogia speciale.  Dal 2025 è direttore artistico del Museo Sgorlon di Cassacco.

MARTA PASCOLINI Antropologa, dottore di ricerca in Scienze umane, lavora con i musei e le comunità. È consulente dell’Ente Regionale del Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia per lo sviluppo della rete regionale dei musei etnografici e fa parte dell’associazione Isoipse con cui lavora da anni allo sviluppo di progetti culturali sostenibili in contesti montani.