Gerusalemme senza dio. Ritratto di una città crudele

Una città di indimenticabile bellezza è dilaniata da millenni di guerre, scontri fra religioni, conflitti fra politiche contrapposte, che ne hanno fatto un simbolo, un avamposto strategico. Una città – dove israeliani e palestinesi fanno talvolta la spesa negli stessi supermercati – costellata di posti di blocco che controllano gli spostamenti di persone, merci, idee. Ogni stagione politica porta con sé nuove versioni della storia passata, nuove ripartizioni degli spazi urbani, nuove costrizioni, che annullano anzitutto i diritti nella città, differenti nei fatti a seconda di chi prova a esercitarli. Sopravvive la speranza: che Gerusalemme, una e condivisa da tutti, torni a essere una città per gli uomini e le donne che lì vivono. Perché “Alla base del destino di Gerusalemme c’è la miopia di chi ha osservato le mappe senza guardare il destino degli uomini.”