Identità e differenze al tempo dei conflitti

È proprio vero che la globalizzazione ha cancellato le identità e le differenze culturali, omologandole tutte a un unico modello, quello occidentale? Oggi, mentre assistiamo a un nuovo conflitto nel cuore d’Europa, siamo sicuri che “la guerra di Putin” sia riducibile soltanto a una questione di confini e/o di interessi economici? Oppure la crisi in cui siamo precipitati ha a che fare anche con uno scontro tra “visioni del mondo” incompatibili? Quanto pesano, e quanto peseranno, le differenti culture antropologiche – dei popoli e dei loro leader – nel ridisegnare le mappe della geopolitica che forse d’ora in poi dovremo chiamare “post-globale”? Sarebbe imperdonabile eludere questi interrogativi, se vogliamo ricostruire equilibri internazionali accettabili, sulla base di rapporti non equivoci.