Perché la guerra: la sfida della psicoanalisi

SEMINARIO

a cura della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi-Udine

1932: uno scambio epistolare.
“Caro signor Freud, la proposta fattami dalla Società delle Nazioni mi offre la gradita occasione di dialogare con Lei circa una domanda – la più urgente -: c’è un modo per liberare gli uomini dalla fatalità della guerra?”
“Caro signor Einstein, con l’introduzione delle armi, la superiorità intellettuale comincia già a prendere il posto della forza: una delle due parti deve essere costretta a desistere. Ciò è ottenuto nel modo più radicale quando la violenza toglie di mezzo l’avversario. All’intenzione di uccidere subentra talora la riflessione che il nemico può essere impiegato in mansioni servili utili. Ma il vincitore da ora in poi ha da fare i conti con la smania di vendetta del vinto, e rinuncia in parte alla propria sicurezza.”
Allora, non c’è speranza?