L’isola più lontana

“Papà, siamo tutti finiti come il coniglio dalle lunghe orecchie appoggiato al baobab? Ci vedi fino a quaggiù? Cosa pensate di noi?” Uno scambio epistolare fra una figlia e un padre. La figlia vive in un “qui” a noi vicino. Il padre si trova in un “lassù” molto lontano, quell’aldilà cui tanti hanno cercato di dare un paesaggio e una geografia. I due si confrontano sull’andare del mondo, su visioni politiche e religiose, in un dialogo generazionale teso e profondo, dentro all’inevitabilità degli errori e alla difficoltà del capirsi, che rivela l’urgenza delle parole come strada per poter riannodare i legami. Un dialogo serrato e avvincente che trascende la stessa idea di mortalità e ci regala molti spunti per riflettere sulla nostra identità e su come ci rapportiamo agli altri.