Kalashnikov o bandiera bianca?

  • 10 maggio 2024
  • 21.00
  • Loggia del Lionello

PRESENTAZIONE
con DOMENICO QUIRICO 
introduce VALERIO PELLIZZARI

Tre chili scarsi di ferro e legno, lo può imbracciare chiunque, resiste a sabbia, fango, gelo, caldo torrido. Se si rompe bastano quaranta dollari per comprarne un altro. Il kalashnikov è diabolicamente perfetto. Può trasformare in killer anche un bambino. È l’arma che ha fatto più morti nella storia dell’umanità. Ovunque sul pianeta il fucile d’assalto sovietico distingue chi ha il potere da chi non ce l’ha. Domenico Quirico, storico inviato di guerra dai fronti più pericolosi, racconta le scorribande di questa arma. Che a suo modo si contrappone a chi sventola bandiera bianca. Agli inizi della guerra in Ucraina Quirico suggeriva al Papa un viaggio sulla piazza Rossa e a Kyiv come negoziatore disarmato. E questa idea è riapparsa di recente quando Francesco ha proposto di usare la bandiera bianca. Come capitò con un foglio bianco in tasca a Giandomenico Picco, negoziatore Onu straordinario, morto da poco in America. Iniziò su quel foglio vuoto il negoziato concluso con il ritiro dell’Armata rossa da Kabul. 

DOMENICO QUIRICO Giornalista e inviato per la Stampa: dalla Somalia al Congo, dal Ruanda alle primavere arabe. È stato sequestrato dai soldati di Gheddafi in Libia nel 2011 e dai jihadisti siriani nel 2013, rimanendo prigioniero per cinque mesi. Autore di numerosi libri, con Succede ad Aleppo (Laterza 2017) ha vinto il Premio Terzani 2018. È in libreria con Kalashnikov (Rizzoli 2024).

VALERIO PELLIZZARI Giornalista, inviato di guerra, ha seguito per oltre quarant’anni gli avvenimenti che hanno sconvolto l’Europa dell’Est, il Maghreb, il Medio Oriente, l’Asia centrale e l’Estremo Oriente. Autore del memorabile Kabul Kabul (con E. Mo, Vallecchi 1989), l’ultimo suo volume sull’Afghanistan è In battaglia, quando l’uva è maturaQuarant’anni di Afghanistan (Laterza 2012). È uno dei membri fondatori del Premio Terzani.