Teocrazie. La follia di credersi Dio

  • 06 maggio 2023
  • 18.00
  • Chiesa San Francesco

CONFRONTO

In quanti paesi il potere viene esercitato in nome e per conto di Dio? Quando la religione è strumento dell’agire politico e a governare sono i capi religiosi, quando l’autorità dello stato è sostenuta dalla paura del “peccato”, quando l’etica pubblica coincide con la morale religiosa, quale spazio rimane alla tolleranza per la libertà del pensiero, per i comportamenti non conformi a un presunto ordine trascendente? Quanta violenza si giustifica, soprattutto a carico delle donne, quando i regimi sono sessuofobici per definizione e maschilisti per un intrinseco diritto di superiorità dell’uomo sulla donna, peccatrice per nascita e per inclinazione? È compatibile tutto questo con le aspirazioni delle nuove generazioni ormai “connesse” con altri modelli culturali? D’altra parte, se le grandi religioni continuano, legittimamente, a porsi come sistemi di valore e di senso, come rendere autonomo il fondamento dell’autorità civile, e laico l’esercizio del potere?