Sopravvissuta a un gulag cinese

video-testimonianza
in collaborazione con add editore

Si stima che nello Xinjiang, provincia della Cina occidentale, più di un milione di uiguri siano stati deportati in “campi di rieducazione” sulla base di infondate accuse di terrorismo, infiltrazione e separatismo. Gli “Xinjiang Papers”, pubblicati dal New York Times nel novembre 2019, hanno rivelato al mondo, e provato, la sistematica repressione della minoranza musulmana degli uiguri attraverso la detenzione di massa, la più devastante dall’era di Mao. Per quasi tre anni, Gulbahar Haitiwaji è stata privata della libertà e ha subìto ogni sorta di violenza dalla polizia, centinaia di ore di interrogatori, fame, freddo, torture, sterilizzazione forzata e dodici ore al giorno di propaganda cinese. Salvata grazie alle disperate trattative della figlia e all’ostinazione del ministero degli Affari esteri francese, è la prima testimone del genocidio culturale in atto. Ha raccontato la sua esperienza a una giornalista del Figaro esperta della questione uigura, Rozenn Morgat, nel corso di un lungo anno di incontri. La pubblicazione di Sopravvissuta a un gulag cinese, best seller internazionale edito in Italia da add editore, comporta un terribile rischio, che lei e la sua famiglia hanno deciso di assumersi, perché la sua voce raggiunga l’Occidente e ne scuota l’indifferenza.