Premio Letterario Internazionale Tiziano Terzani 2025

  • 09 maggio 2026
  • 21.00
  • Teatro Nuovo Giovanni da Udine

Serata per la premiazione 
di Alaa Faraj per
Perché ero ragazzo 
Sellerio, 2015

annuncia le motivazioni del Premio ANGELA TERZANI STAUDE
intervengono
ALAA FARAJ
LUCIANA CASTELLINA, ALESSANDRA SCIURBA, 
FRANCESCO SACCAVINI, GUSTAVO ZAGREBELSKY
interviste MARINO SINIBALDI 
letture MASSIMO SOMAGLINO
ORCHESTRA D’ARCHI E PERCUSSIONI
DEL CONSERVATORIO “J. TOMADINI” DI UDINE
LUCIO DEGANI violino solista
FABIO SERAFINI direttore

musica
Arvo Pärt – Fratres (per violino solista, orchestra d’archi e percussioni)

È previsto il servizio di interpretariato italiano - LIS
CC - Evento Sottotitolato
CC – Evento Sottotitolato

ALAA FARAJ Nato nel 1995 a Bengasi, in Libia. Studente di ingegneria e promessa del calcio nazionale. Nel 2017, una sentenza della giustizia italiana lo ha condannato a 30 anni di carcere. Il reato contestatogli è di “concorso in omicidio plurimo e violazione delle norme sull’immigrazione”. Sulla base di testimonianze frettolose e confuse, era stato indicato come lo “scafista” del barcone dove furono trovati, nella stiva, i corpi di 49 persone morte per asfissìa durante la traversata. Era la notte di Ferragosto del 2015 e Alaa, che allora aveva vent’anni, si è sempre dichiarato innocente. Nel giugno 2025 la Corte di Cassazione ha confermato la non ammissibilità della richiesta di revisione già dichiarata dalla Corte d’Appello di Messina, che però rilevava lo scarto tra la pena comminata e la condotta tenuta, suggerendo per questo di chiedere la grazia al Presidente Mattarella. Lo scorso dicembre il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli ha concesso la grazia “parziale”, tenendo conto “del parere favorevole del Ministro della Giustizia, della giovane età del condannato al momento del fatto” e del “proficuo percorso di recupero avviato in carcere”. Ad Alaa ora restano da scontare ancora alcuni anni ed è in corso una nuova procedura di revisione del processo. Ha raccontato la sua storia in Perché ero ragazzo (Sellerio 2025), che vince il Premio Terzani 2026.

LUCIANA CASTELLINA Giornalista e scrittrice. Militante nel PCI dal 1947, è stata tra i fondatori del ‘Manifesto’ nel 1969, direttrice di ‘Liberazione’ dal 1992 al 1994, più volte deputata italiana ed europea. Tra le sue pubblicazioni più recenti, per Nottetempo: Guardati dalla mia fame (con M. Agus, 2014) e Amori comunisti (2018); per Forum: Un mondo di donne in cammino (con D. De Marco e A. Floramo, 2024). La scoperta del mondo (Nottetempo 2025) è l’edizione aggiornata e rivista del suo diario del 2011.

ALESSANDRA SCIURBA Professoressa di Filosofia del diritto nel Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Palermo, dove coordina la Clinica legale Migrazioni e diritti. È stata presidente di Mediterranea Saving Humans e ha effettuato missioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale. Da molti anni si occupa di diritti umani, cittadinanza, migrazioni, questioni di genere, sfruttamento e tratta di esseri umani. È stata consulente di ricerca per il Parlamento europeo e per il Consiglio d’Europa. Coordina progetti sul territorio siciliano come operatrice socio-legale. Sia come studiosa che come attivista, connette sempre la ricerca teorica con l’intervento sul campo. Ha conosciuto Alaa Faraj in carcere durante un laboratorio e lo ha incoraggiato a raccontare la sua storia. 

MARINO SINIBALDI Giornalista e critico letterario. Ideatore e conduttore della trasmissione Fahrenheit su Rai Radio 3, rete di cui è stato direttore fino al 2021. Dal 2020 dirige la Festa del libro e della lettura “Libri come” di Roma. Ha pubblicato Un millimetro in là. Intervista sulla cultura (a cura di G. Zanchini, Laterza 2014). Ha fondato e diretto la rivista “Sotto il Vulcano”. Dal 2023 cura “Timbuctu”, un podcast per Il Post dove viene proposta una narrazione del mondo attraverso i libri. È membro della giuria del Premio Terzani.

MASSIMO SOMAGLINO Attore, autore e regista teatrale. Collaboratore del Teatro dell’Elfo di Milano. Con Giuliana Musso ha messo in scena Nati in casa, Sexmachine e Tanti Saluti. Ha realizzato, tra gli altri: Zitto, Menocchio!, Cercivento. Ha riscritto l’Histoire du soldat di Stravinskij-Ramuz e Il sogno di una cosa di 

Pasolini, dal titolo Nini e Cecilia (2019). È direttore artistico del Teatri Stabil Furlan.

don FRANCO SACCAVINI Prete di periferia, da cinquant’anni radicato a Udine nella San Domenico che fu di don Emilio de Roja, presidio di accoglienza, pluralismo, solidarietà, costruzione di una cultura di pace. È presidente dell’associazione e cooperativa Vicini di casa, che ha contribuito a fondare.

ANGELA TERZANI STAUDE Nata a Firenze da genitori tedeschi, ha conosciuto Tiziano Terzani a 18 anni e lo ha seguito da allora nelle sue peregrinazioni. Ha scritto per Longanesi Giorni cinesi(1987) e Giorni giapponesi (1994), ha curato con Àlen Loreti i diari del marito Un’idea di destino (2014) e l’antologia di reportage In America (2018). Autrice del memoir L’età dell’entusiasmo (2022), è presidente della giuria del Premio Terzani e cittadina onoraria di Udine.

GUSTAVO ZAGREBELSKY Giurista. Già presidente della Corte costituzionale, professore emerito dell’Università di Torino, docente all’Università San Raffaele di Milano e Accademico dei Lincei. Attivo attraverso i media nel dibattito pubblico sulla costituzione. Tra i suoi numerosi volumi in materia giuridica: Il legno storto della giustizia (con G. Colombo, Garzanti 2017, 2022); il monumentale Giustizia costituzionale. Vol 1 e 2 (con V. MarcenòIl Mulino 2018); e per Einaudi: Diritto allo specchio (2018), La Giustizia come professione (2021), La lezione (2022) e l’autobiografico Memoria di casa (2025).

LA MOTIVAZIONE DELLA GIURIA

Era ragazzo Alaa Faraj quando la guerra civile in Libia ha sospeso il gioco del calcio: la sua passione, il suo talento. Non aveva ancora vent’anni quando fu chiusa l’Università di ingegneria: il suo progetto di ragazzo di famiglia benestante. Aveva la testa piena di sogni quando è salito su quel barcone maledetto per cercare in Europa un futuro possibile. È l’inizio di un “incubo chiamato giustizia”. È condannato a 30 anni di carcere con l’accusa di essere lo scafista responsabile della morte di 49 migranti nascosti nella stiva. 

Alaa non si fa sconfiggere dalla disperazione. Studiare, imparare diventa il suo modo di sopravvivere. Ma è l’incontro in carcere con Alessandra Sciurba, docente di Filosofia del diritto, che lo trasforma in uno scrittore. 

È così che ci fa entrare nei ricordi della sua bella famiglia, nella spensieratezza della vita di quartiere a Bengasi, nella sacralità delle sue amicizie. E ci precipita nel suo inferno giudiziario. Alaa non vuole la nostra pietà: cerca giustizia.

Un romanzo di formazione e un romanzo epistolare. Un resoconto in presa diretta che si fa stile letterario a pieno titolo.

L’italiano è quello imparato in carcere, per capire e farsi capire, scolpito in una neo-lingua dal lessico originale, talvolta approssimativa nelle desinenze e nelle concordanze, ma mai nella chiarezza dei ragionamenti e nella potenza espressiva di emozioni e sentimenti. È la lingua speciale della testimonianza diretta, che ci concede il diritto di commuoverci fino alle lacrime. La destinataria delle sue lettere dal carcere sa ascoltare la sua voce, il suo respiro narrativo, ne incoraggia la funzione terapeutica. Ma il padrone della pagina è lui: è lui a imporre il metodo nel procedere della scrittura. E lei lo rispetta, regalandogli l’accesso a quel surrogato di libertà che la letteratura concede perfino ai carcerati. 

Per questo racconto doloroso ma necessario, per questa storia esemplare di dignità e coraggio, la giuria del Premio letterario Internazionale Tiziano Terzani conferisce il Premio Terzani 2026 a Alaa Faraj per la sua opera prima Perché ero ragazzo, Sellerio 2025.

GIURIA 2026
ANGELA TERZANI presidente
ENZA CAMPINO
TONI CAPUOZZO
MARCO DEL CORONA
ANDREA FILIPPI
MILENA GABANELLI
NICOLA GASBARRO
CARLA NICOLINI
MARCO PACINI
PAOLO PECILE
REMO ANDREA POLITEO
MARINO SINIBALDI
MARIO SOLDAINI
SASKIA TERZANI