“E se accorciassimo le distanze tra il dentro e il fuori?” Riflessioni sull’esecuzione penale

PERFORMANCE TEATRALE
realizzato da SPAZIO APERTO
con Nicoletta, Antonio, Giovanni, Giusi, Francesco, Elisabetta, Sandro, Olsi, Virgilio
regia SANDRO CARPINI
A cura del progetto “Il piacere della legalità? Mondi a confronto”

Il progetto formativo “Il piacere della legalità? Mondi a confronto” coinvolge dieci Istituti scolastici superiori di Udine, l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna, Spazio Aperto e la Casa circondariale di Udine. Nonostante le limitazioni imposte, anche nell’anno della pandemia, sono state svolte significative attività formative con le scuole della Rete. Pur non potendo realizzare la tradizionale Giornata della Legalità al Teatro Giovanni da Udine, il progetto è comunque presente al Festival, con una performance realizzata dal Gruppo teatrale Spazio Aperto, sui temi della giustizia e della pena detentiva per chi ha sbagliato, ma è pur sempre un essere umano.

La città, il territorio e il carcere sembrano ancor oggi mondi separati, distanti. L’assenza di interazione tra il dentro e il fuori, tra il prima, il durante e il dopo la detenzione crea distanze, rendendo difficile il reinserimento sociale delle persone che hanno commesso reati. La mentalità corrente pensa al carcere come unica modalità di espiazione delle pene e considera gli autori di reati persone indesiderabili, fallite, irrecuperabili: da scartare. Le Istituzioni penitenziarie e quelle del territorio dovrebbero invece attuare politiche di rieducazione e inclusione, come recita l’art. 27 della Costituzione, secondo cui “…le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità”.

La performance di Spazio Aperto immagina, come in un sogno, un mondo libero dalla necessità del carcere grazie all’implementazione di misure alternative già in vigore e dove la detenzione sia riservata solo a pochi. Seguirà un confronto con i rappresentanti delle Istituzioni presenti.