Uomini e donne: vicinanze e distanze nei percorsi amorosi

Seminario
a cura della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi-Udine
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In principio era l’Eros, in principio era l’Amore. Il filosofo greco Platone, nella sua opera dedicata al Dio Eros, il Simposio, narra per bocca del poeta comico Aristofane il mito dei tre generi umani: gli uomini, le donne e gli ermafroditi, tagliati in due metà da Zeus e sempre alla ricerca della propria ricongiunzione. Lacan nel Seminario VIII, il Transfert, (1960-1961) ci ricorda che “l’amore è il dono di ciò che non si ha”.  Tra uomini e donneallora, desiderio e mancanzavicinanza e distanzaamore e guerra, saranno i significanti principali che scandiranno le danze, con le parate maschili e le mascherate femminili.

Oggi, nella contemporaneità, l’Eros, l’amore, a partire dall’adolescenza, è scandito ed articolato nel grande calderone speculare dei social, con tutti gli effetti di mimetismo, mistificazione e cattura immaginaria che il mezzo consente e comporta, con gli onnipresenti ed inevitabili effetti delusivi e inappaganti.

Può la Psicoanalisi lacaniana suggerire una risposta che non sia del sembiante?