Quello che resta. Tre riti nelle montagne del Friuli

  • 05 maggio 2026
  • 20.00
  • Visionario

PROIEZIONE IN ANTEPRIMA
documentario di Marco D’Agostini
interviste di Marta Pascolini
intervengono
MARCO D’AGOSTINI
MARTA PASCOLINI

Italia, 2026, 50’
una produzione SNAIT Società cooperativa
evento di anteprima di vicino/lontano mont 2026 e della Setemane de culture furlane 2026 organizzata dalla Società Filologica Friulana

in collaborazione con CEC – Centro Espressioni Cinematografiche

Il documentario è un viaggio attraverso tre comunità del Friuli Venezia Giulia, unite da un patrimonio rituale ancora vivo e condiviso. A Rodda il carnevale irrompe tra le borgate con maschere e frastuono, mettendo in scena il conflitto tra ordine e caos. A Erto il Venerdì Santo diventa una Passione corale che trasforma il paese in un teatro sacro. A Cercivento le Cidulis solcano la notte: rotelle infuocate lanciate verso il paese come stelle, tra memoria e appartenenza. Il regista osserva ciò che rimane quando la tradizione non è nostalgia, ma scelta quotidiana, non separa i tre racconti, ma li intreccia seguendo i gesti, le attese, i preparativi e le voci di chi quei riti li custodisce e li rinnova.

MARCO D’AGOSTINI Autore e regista di documentari e docufilm. La sua produzione filmica esplora tematiche legate alla spiritualità (I volti spirituali del Friuli, 2014; Pierluigi Di Piazza, 2016; Incanto, 2019), alle arti (JNK, 2013; Suns Europe, 2015-2025) e alle condizioni antropologiche e sociali, con particolare attenzione ai fenomeni dell’emigrazione (La vie di là. Friulani dell’Est Europa, 2010; Emigrat, 2018) e della ritualità (Quello che resta, 2026). Insegna Regia e montaggio digitale all’Università di Udine ed è professore alla Link Campus University di Roma dove si occupa dell’applicazione degli audiovisivi nella didattica e nella pedagogia speciale. Dal 2025 è direttore artistico del Museo Sgorlon di Cassacco.

MARTA PASCOLINI Antropologa, dottoressa di ricerca in Scienze umane, lavora con i musei e le comunità. È consulente dell’Ente Regionale del Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia per lo sviluppo della rete regionale dei musei etnografici e fa parte dell’associazione Isoipse con cui lavora da anni allo sviluppo di progetti culturali sostenibili in contesti montani.