A distanza di quattro secoli: I benandanti

Presentazione della nuova edizione del saggio
in collaborazione con l’associazione “la Bassa”
con il patrocinio del Comune di Latisana

Tutto è partito dal racconto di un bovaro di Latisana. Dal 1966 I benandanti segna la ricerca di storici e antropologi che si dedicano ai risvolti profondi delle culture contadine. A margine della ristampa 2020 Ginzburg ripercorre genesi, sviluppi e dibattiti suscitati da quel suo primo libro. Rievoca la profonda emozione che provò quando a Venezia – giovane storico che aveva deciso di occuparsi della persecuzione della stregoneria ponendosi dalla parte degli accusati e non dei giudici – ebbe di fronte, per caso, il verbale d’interrogatorio del suo primo benandante. Era il quarantenne Menichino della Nota. Nel 1591, a un sorpreso frate che lo interrogava a Latisana (e a un sorpreso storico, a distanza di quattro secoli) Menichino parlò dei voli estatici suoi e dei compagni che condividevano con lui marcati tratti sciamanici, verso un misterioso «prato di Josafat»: bisognava combattere streghe e stregoni e garantirsi la fertilità dei campi. Quel frammento di cultura contadina, affrontato come “analisi di distanza”, ha dato il via a una sorprendente avventura comparativa, sintetizzata nel titolo di un altro recente saggio dell’autore, Viaggiare in spirito, dal Friuli alla Siberia (Viella 2019).