Occhiacci di legno: distanza e straniamento

in collaborazione con il gruppo di ricerca “Straniamenti”
del Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Trieste

Vedere le cose come se si vedessero per la prima volta: potrebbe essere questa la possibilità che si apre nel momento in cui adottiamo uno sguardo a distanza, operiamo uno straniamento, uno spaesamento. “Tutti siamo spaesati rispetto a qualcosa e a qualcuno”, ha scritto Carlo Ginzburg, nell’invitarci a riflettere sulle potenzialità cognitive ed etiche che si aprono a uno sguardo straniato. È lui stesso che ce ne parla, a partire dalla recente riedizione del suo saggio fondamentale sulla distanza – Occhiacci di legno -, in dialogo con un antropologo e studioso di saperi che intrecciano cultura materiale e valori simbolici nel rapporto fra tradizione e modernità, e con una teorica della letteratura, che con la dimensione dello straniamento deve confrontarsi ogni giorno sui testi.