Nutrire il pianeta o nutrire i ricchi?

Con il sostegno di Coop Cooperative Nordest

Nelle società occidentali da tempo il cibo ha perduto ogni valore di sussistenza. Si mangia non più per sfamarsi, ma ormai sempre di più per sperimentare, con ossessione maniacale e sotto dettatura dei nuovi guru della video-cucina, pietanze sofisticate cui si attribuiscono perfino significati simbolici. Per contro, nei paesi in via di sviluppo, quasi il 15% della popolazione è denutrita. La quantità di cibo oggi prodotta che, se equamente distribuita, sarebbe a malapena sufficiente ad assicurare la sussistenza dei 7 miliardi di individui che abitano il nostro pianeta, non appare tuttavia sufficiente a far fronte a una larga fascia della popolazione mondiale che cresce non solo in numero ma soprattutto in benessere e anche in esigenze alimentari. Quale sarà quindi la situazione quando, nel 2050, saremo più di 10 miliardi? Nella proclamata lotta contro la fame nel mondo, quali saranno le ripercussioni in termini di sostenibilità ambientale? Ci sarà una sufficiente disponibilità di terreni coltivabili? Quali scenari ci prospetta il progresso tecnologico e scientifico? Sarà in grado la ricerca agroalimentare di “nutrire il pianeta”? Come cambierà la nostra dieta? Oppure la diseguaglianza tra chi soffre fame e sete e chi invece deve fare i conti con un eccesso alimentare che non ha precedenti nella storia dell’uomo si aggraverà ulteriormente?