La scomoda eredità: un paese di primule e caserme

A cura di Arpa-LaREA

La cultura geopolitica che ha determinato la contrapposizione tra Paesi della NATO e Paesi del Patto di Varsavia ha pesantemente condizionato fino al 1989 la vita di larghe fasce di popolazione che vivevano al di qua e al di là della “cortina di ferro”. La pace armata tra i due blocchi ha segnato in modo indelebile territori, paesaggi e sistemi ambientali, utilizzati per costruire un sistema di difesa a una possibile invasione. Caduti ora i motivi di quel sistema difensivo, una scomoda eredità chiede di essere gestita: l’1,3 % del territorio della Regione Friuli Venezia Giulia, pari a 102 Kmq, è occupato da ex aree militari, passate dallo Stato alla Regione. Come ripensare, riprogettare e riutilizzare queste aree, che, oltre ai manufatti e alle infrastrutture, sono costituiti da brandelli di paesaggio per decenni sottratti all’uso civile? Può questa parte significativa di territorio rappresentare un’occasione da non perdere per realizzare concreti progetti di sviluppo sostenibile, superando il totem di un modello economico e sociale volto al consumo e allo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali?