Abitare la distanza

LECTIO MAGISTRALIS

La questione è stata lanciata venticinque anni fa nell’omonima monografia di Rovatti che attraversa una buona parte del pensiero contemporaneo, psicoanalisi compresa. Allora suscitò obiezioni di scarsa concretezza, nonostante vi si trattasse delle difficoltà dei nostri modi di “vedere”, della crescente incapacità di “ascoltare” gli altri e dei problemi collegati alla pratica di “scrittura”. Oggi questo tema è balzato decisamente in primo piano grazie anche alle torsioni che la pandemia ha prodotto sulla vita quotidiana. Rovatti è tornato più volte, in maniera critica, sulla facile contrapposizione tra distanza e prossimità, osservando che l’esperienza vissuta della distanza mette in dubbio che la si possa cancellare per riguadagnare la prossimità perduta. Nella lezione l’accento cadrà proprio sull’esigenza di far nostra la distanza, senza la quale ogni prossimità potrebbe risultare illusoria. Dunque il punto su cui riflettere consiste appunto nella difficoltà con cui stentiamo ad “abitare la distanza”.