Domenica 14 Maggio
Ore 21.00 — Chiesa di San Francesco — Ingresso Gratuito

Maledette suffragette

Storie, canti e immagini della lotta per l’emancipazione delle donne

SPETTACOLO
di e con Gian Antonio Stella voce narrante
e Gualtiero Bertelli voce, chitarra, fisarmonica
e con Paolo Favorido pianoforte, Rachele Colombo percussioni, voce
Giuseppina Casarin voce, Domenico Santaniello contrabbasso, violoncello
con la partecipazione di Maurizio Camardi sassofoni, duduk, flauti etnici
produzione Gershwin Spettacoli
I primi movimenti per l’uguaglianza delle donne nacquero durante la Rivoluzione Francese, quando la parola égalité sembrava dilagare in ogni dove. “La donna nasce libera e ha gli stessi diritti dell’uomo. L’esercizio dei diritti naturali della donna non ha altri limiti se non la perpetua tirannia che le oppone l’uomo”.  Olympe de Gouge, una drammaturga francese nota per le sue idee femministe, lottò per raggiungere questo traguardo. Ghigliottinata in piena rivoluzione nel 1793, il “problema” fu rinviato di un secolo. Nel 1893 la Nuova Zelanda fu il primo Stato a concedere, in modo definitivo, il voto a tutte le donne.

Nel diciannovesimo secolo migliaia di donne dedicarono la loro vita alla rivendicazione del “Woman suffrage”. Ci volle il sacrificio di Emily Davinson, che volontariamente si gettò tra le zampe del cavallo reale durante il derby di Epsom del 1913; ci volle lo sciopero della fame di Marion Dunlop, imitata da decine di militanti del movimento delle Suffragette; ci vollero le centinaia di proteste anche violente, gli atti dimostrativi, le cariche della polizia, gli innumerevoli arresti, l’infinita sequenza degli anni di carcere comminati a centinaia di donne. Ci vollero le 129 operaie bruciate vive nella camiceria della Triangle Waist Company di Washington Place a New York, il 25 marzo del 1911. E prima ancora ci vollero le migliaia di donne bruciate vive per stregoneria – superstizione figlia dell’eterna discriminazione a cui fu sottoposta per secoli la donna, in anima e corpo, dalla Chiesa. Tutto questo e altro ancora racconta Maledette Suffragette, che intreccia e alterna i diversi linguaggi – il racconto, la canzone e le immagini – di un gruppo affiatato di artisti, con quello di un prestigioso giornalista, che si trasforma per l’occasione in grande affabulatore da palcoscenico.