Sabato 07 Maggio
Ore 16.00 — Chiesa di San Francesco — Ingresso Gratuito

Europa. I muri della paura

Confronto

Migranti, profughi, rifugiati, clandestini. È questo il lessico, inadeguato, che usiamo per descrivere un processo che ha assunto le caratteristiche di un esodo epocale. Nel cuore di questo processo, in un’Europa che si voleva senza confini, la paura o l’egoismo ricominciano a marcare lo spazio di un dentro e di un fuori. Una risposta regressiva e miope. Non è un muro, infatti, non il mare o un fiume, e nemmeno un filo spinato o una cordata di poliziotti armati di lacrimogeni e manganelli che arresterà la marcia verso la salvezza di intere popolazioni in fuga da guerre, persecuzioni, terrorismo, disastri climatici e fame. Sui governanti di oggi incombe la responsabilità storica di dare una risposta umanitaria, comune e razionale, alla sfida migratoria. Dobbiamo cambiare in fretta il nostro sguardo per accorgerci in tempo che il Grande Esodo cambierà il mondo e che il viaggio, in terra e in mare, che accomuna oggi tanti disperati, trasformerà “noi” e “loro” nel “popolo nuovo” che abiterà il pianeta.
Prima del dibattito viene proiettato un reportage realizzato dal fotoreporter Marco Vacca lungo la Balkan Route.
Al termine dell’incontro

Present

Proiezione del video

di Isabella Pers
riprese a cura di Marco RossittiQuasar Multimedia e Giovanni Andreotta
in collaborazione con ALL Università di Udine
con il supporto della Regione Friuli Venezia Giulia 
con il patrocinio del Comune di Fogliano-Redipuglia

main partner: Vulcano unità di produzione contemporanea
si ringraziano le associazioni: Pro Loco Fogliano Redipuglia-Sentieri di Pace, Ospiti in Arrivo, Corima, Ngemba-Yenge, Nuovi Cittadini, Anpi, Casa Cave, Ucai, Circoli ARCI MissKappa  Cas’Aupa
Decine di persone provenienti da scenari di guerra, terrorismo e dittature sono invitate a condividere una momentanea perdita di confini in un gesto di presenza simultanea: da chi ha vissuto la Seconda Guerra Mondiale ai profughi della più recente Guerra nei Balcani, fino ai protagonisti delle attuali odissee migratorie: dall’Africa al Medio Oriente e oltre. Un flusso umano dal passo discreto percorre le trincee del Carso. Mentre migliaia di persone tentano un disperato attraversamento del mare e dei nuovi fili spinati, la differenza tra religioni, comunità ed esperienze individuali si fa silenziosa sinfonia corale e interroga ciascuno di noi sul senso primario dell’incontrarsi. Present allora diventa dono di sé, del proprio vissuto che si fa parola di cura in una babele di spazi e di tempi, con passi che vanno alla ricerca di una dimensione ancora da inventare.