Fabio Balducci Romano

Avvocato cassazionista e professore aggregato di diritto dell’Unione europea all’Università di Roma “Tor Vergata”.

È autore di numerosi saggi, articoli giuridici e di due monografie in materia di diritto dell’Unione europea. Membro del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Udine dal 2023.

I pregiudizi dell’AI. Disuguaglianze e potere nell’era dell’algoritmo

PRESENTAZIONE
con FLAVIA BARCA
introduce GIOVANNI LEGHISSA

La tecnologia non è mai neutra, e non lo sono nemmeno i suoi effetti sociali. L’intelligenza artificiale ne è una delle espressioni più evidenti: dietro le promesse di progresso, concentra potere e produce nuove disuguaglianze. Mentre ridefiniscono conoscenza, lavoro e diritti, questi sistemi incorporano visioni del mondo, gerarchie e rapporti di forza. Ripoliticizzare l’innovazione diviene allora la condizione per orientare l’intelligenza artificiale verso modelli di sviluppo alternativi, capaci di restituire spazio alla pluralità, alla libertà e alla giustizia sociale. L’intelligenza artificiale non agisce nel vuoto: si alimenta di dati, contesti e scelte che riflettono rapporti di potere già esistenti. Per questo, lungi dall’essere uno strumento neutrale, finisce per rafforzare asimmetrie economiche, culturali e sociali. 

FLAVIA BARCA Esperta di politiche culturali, media e trasformazione digitale, sviluppa ricerche, analisi e progetti per istituzioni pubbliche e organismi nazionali e internazionali (tra cui Rai, Istat, Commissione europea). È co-direttrice della rivista «Letture Lente» (AgenziaCult). Tra le sue pubblicazioni più recenti: La mappa delle diseguaglianze di genere (Editrice Bibliografica 2025) e I pregiudizi dell’AIDisuguaglianze e potere nell’era dell’algoritmo (Donzelli 2026), in libreria dall’8 maggio.

GIOVANNI LEGHISSA Filosofo, è professore associato all’Università di Torino. È redattore di “aut aut” e direttore della rivista online “Philosophy Kitchen”. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Neoliberismo. Un’introduzione critica (Mimesis 2012); Postumani per scelta. Verso un’ecosofia dei collettivi (Mimesis 2015); The Origins of Neoliberalism (con G. Becchio, Routledge 2016); L’inconscio e il trascendentale. Saggi tra filosofia e psicoanalisi (Orthotes 2023). Fa parte del comitato scientifico di vicino/lontano.

La nuova lingua del potere

lectio magistralis
di RAFFAELE SIMONE
introduce NICOLA GASBARRO

CC - Evento Sottotitolato
CC – Evento Sottotitolato

Dall’inizio del suo mandato nel 2025, Donald Trump ha abituato il mondo a un linguaggio pubblico completamente nuovo, che ha poi fatto presa su quasi tutti i componenti della sua amministrazione. In un contesto elocutivo di sconcertante elementarità – vocabolario limitato, aggettivazione infantile, metafore scurrili – appaiono continue promesse di guerra, di “letalità” degli attacchi, di acquisizioni coloniali, minacce, autoesaltazioni ridicole, dati statistici inventati di sana pianta, insulti a giornalisti e interlocutori, denigrazioni, vendette, insieme a complimenti puerili e imbarazzanti. Questo stile, condiviso con quello di Putin e Netanyahu, sta rendendo legittimo per tutti un nuovo codice della comunicazione politica. Quale la portata futura di questa neolingua violenta e irresponsabile del potere?

Ossigeno per la democrazia

CONFRONTO
con TIZIANA BAGATELLA, GIACOMO MARRAMAO, GIAN MARIO VILLALTA
modera NICOLA GASBARRO

Populismo, sovranismo, nazionalismo, autocrazia, tecnocrazia… capo-crazia… Sono queste le malattie che stanno soffocando la democrazia. Siamo in grado di rianimarla, e di medicarla con gli strumenti della sola ragione politica? Ci troviamo all’interno di un processo difficile da decifrare e le nostre categorie interpretative, quelle della logica e perfino quelle della filosofia, non sembrano più in grado di indicarci una via di uscita verso la guarigione. Forse potrebbe venirci in aiuto un pensiero visionario che sia capace di trascendere le nostre abituali categorie di interpretazione e magari ci suggerisca nuove strategie di intervento: una dimensione dell’immaginario che ci spalanchi i polmoni e ci consenta di respirare il futuro, magari anche oltre l’utopia.  

TIZIANA BAGATELLA Attrice di teatro, cinema, radio e televisione e doppiatrice. Ha lavorato, tra gli altri, con Albertazzi, Zeffirelli, Cavani, Fo, Bolognini, Squarzina. Ha scritto con Gianni Guardigli la commedia Una canzone a tre tempi sulla vita di Edith Piaf ed è autrice del testo teatrale Io guardo all’Orizzonte dedicato al filosofo Carlo Michelstaedter. Ha partecipato a numerose fiction televisive tra cui C’era una volta la città dei matti sull’esperienza basagliana di Gorizia, con Fabrizio Gifuni.

GIACOMO MARRAMAO Professore emerito dell’Università di Roma Tre, dove ha insegnato Filosofia teoretica e Filosofia politica. Dirige la Fondazione Basso ed è membro del Collège International de Philosophie di Parigi. Tra i suoi libri più recenti: con Castelvecchi Per un nuovo Rinascimento (2020) e Sulla sindrome populista (2020); con Bollati Boringhieri Dopo il Leviatano. Individuo e comunità(2013), Kairós. Apologia del tempo debito (2020) e Modernità di Dante (2024). 

GIAN MARIO VILLALTA Ha curato per Mondadori gli Scritti sulla letteratura di Andrea Zanzotto (2001) e il Meridiano Poesie e prose scelte (con S. Dal Bianco1999) dedicato al poeta veneto. Sulla poesia ha scritto in numerose occasioni, e pubblicato i volumi La costanza del vocativo. Lettura della “trilogia” di Andrea Zanzotto (Guerini e Associati 1992); Il respiro e lo sguardo (Rizzoli 2005) e La poesia, ancora? (Mimesis 2021). La sua opera poetica, dal 1988 al 2022, è raccolta nel volume Poesie (Garzanti 2025). Dal 2002 è direttore artistico del festival letterario pordenonelegge.

NICOLA GASBARRO Antropologo. È presidente del comitato scientifico di vicino/lontano e membro della giuria del Premio Terzani. Si occupa di problemi relativi alla comparazione storico-religiosa e all’antropologia della complessità. Autore di numerose pubblicazioni, per la collana ‘vicino/lontano’ ha curato L’uomo che (non) verrà di Mike Singleton (Forum 2013).

Diario segreto di Pasolini

Diario segreto di Pasolini è una graphic novel, pubblicata da Altraeconomia, di Elettra Stamboulis e Gianluca Costantini. Una nuova edizione completamente rinnovata, che esce a dieci anni dalla prima, con un nuovo lettering interamente realizzato a mano e un’introduzione di Massimo Raffaeli. Un mosaico di memorie e risonanze, un’educazione sentimentale, che ci restituisce Pasolini immerso nella polvere dorata dell’adolescenza, capace di guardare il mondo con meraviglia e inquietudine. Tra parole e disegni, fotografie ridisegnate e collage, prende forma un romanzo di formazione impossibile e necessario, che dona nuovamente voce a Pasolini, una voce che continua a risuonare, oggi, dentro di noi. 

GIANLUCA COSTANTINI Artista attivista, combatte le sue battaglie civili e umanitarie attraverso il disegno. Collabora con ActionAid, Amnesty International e Arci. Pubblica su testate italiane e straniere. I suoi ultimi libri: Libia (con F. Mannocchi, Mondadori 2019); Patrick Zaki, una storia egiziana (con L. Cappon, Feltrinelli 2022); con Becco Giallo:Human Rights Portraits (2023); Julian Assange. WikiLeaks e la sfida per la libertà d’informazione (con D. Morgante, Altreconomia 2024). Ha illustrato il graphic memoir di Ai Weiwei Zodiac, pubblicato nel 2024 con i testi di Elettra Stamboulis in lingua inglese (Random House), portoghese (Objectiva) e italiano (Oblomov Edizioni). È in libreria con la graphic novel Diario segreto di Pasolini (testi di E. Stamboulis, Altraeconomia 2025). Già presente

ELETTRA STAMBOULIS Scrittrice e curatrice d’arte italo-greca, ha scritto graphic novel, storie brevi e articoli di cronaca a fumetti pubblicati in tutto il mondo. Ha curato mostre di artisti come Joe Sacco, Marjane Satrapi, Zehra Doğan e Badiucao. Specializzata in “fumetto di realtà”, ha fondato il festival Komikazen di Ravenna. Tra le ultime pubblicazioni di cui è autrice dei testi: il graphic memoir di Ai Weiwei Zodiac, pubblicato nel 2024 in lingua inglese (Random House), portoghese (Objectiva) e italiano (Oblomov Edizioni) e la graphic novel Diario segreto di Pasolini (Altraeconomia 2025).

Marco Zatterin

Giornalista professionista dal 1982, già vicedirettore de La Stampa, per cui è stato responsabile della redazione economica e finanziaria e corrispondente da Bruxelles. Segue da sempre l’economia macro e monetaria, le banche, le nuove tecnologie e il processo di integrazione europea. Fa parte del Consiglio direttivo della Fondazione CSF dal 2022 ed è ora editorialista per i sei giornali del Gruppo Nem.

Libertà di informazione sotto scacco

INCONTRO
con VITTORIO DI TRAPANI, LUCIANA ESPOSITO
modera LUCA PERRINO
in collaborazione con Leali delle Notizie-Festival del Giornalismo di Ronchi dei Legionari

Lo stato di salute dell’informazione in Italia, se si guardano i dati del 2025, appare critico. Il Paese è scivolato al 49° posto nel World Press Freedom Index di Reporters Sans Frontières, posizionandosi come fanalino di coda nell’Europa occidentale. In quali condizioni lavorano le giornaliste e i giornalisti in Italia? Negli anni è cresciuto il numero degli operatori dell’informazione che vivono sotto scorta, preoccupano l’uso di querele temerarie, le minacce, le “leggi bavaglio” e i condizionamenti politici. Nel frattempo il calo delle vendite e i passaggi di mano nella proprietà dei quotidiani rendono precaria e sottopagata una categoria il cui contratto non si rinnova dal 2016, nonostante i carichi e i ritmi di lavoro siano aumentati a dismisura, con le prestazioni su multipiattaforma e redazioni quasi fantasma. E in tutto questo il lettore che aria respira?

VITTORIO DI TRAPANI Giornalista Rai. Dal 2023 è presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi). Dal 2012 al 2021 è stato Segretario dell’Usigrai (Unione Sindacale Giornalisti Rai). 

LUCIANA ESPOSITO Giornalista, scrittrice, direttrice del giornale online Napolitan. Dal maggio 2025 vive sotto scorta per le sue inchieste sulla criminalità organizzata della periferia orientale di Napoli. Dal luglio 2025 è anche testimone di giustizia. È la prima giornalista napoletana alla quale è stata assegnata la scorta.

LUCA PERRINO Giornalista. Co-fondatore e presidente dell’Associazione Culturale Leali delle Notizie, che organizza il Festival del Giornalismo, che vedrà la sua 12esima edizione dal 9 al 14 giugno a Ronchi dei Legionari.

Quello che resta. Tre riti nelle montagne del Friuli

PROIEZIONE IN ANTEPRIMA
documentario di Marco D’Agostini
interviste di Marta Pascolini
intervengono
MARCO D’AGOSTINI
MARTA PASCOLINI

Italia, 2026, 50’
una produzione SNAIT Società cooperativa
evento di anteprima di vicino/lontano mont 2026 e della Setemane de culture furlane 2026 organizzata dalla Società Filologica Friulana

in collaborazione con CEC – Centro Espressioni Cinematografiche

Il documentario è un viaggio attraverso tre comunità del Friuli Venezia Giulia, unite da un patrimonio rituale ancora vivo e condiviso. A Rodda il Pust irrompe tra le borgate con maschere e frastuono, mettendo in scena il conflitto tra ordine e caos. A Erto il Venerdì Santo diventa una Passione corale che trasforma il paese in un teatro sacro. A Cercivento le Cidules solcano la notte: rotelle infuocate lanciate verso il paese come stelle, tra memoria e appartenenza. Il regista osserva ciò che rimane quando la tradizione non è nostalgia, ma scelta quotidiana, non separa i tre racconti, ma li intreccia seguendo i gesti, le attese, i preparativi e le voci di chi quei riti li custodisce e li rinnova.

MARCO D’AGOSTINI Autore e regista di documentari e docufilm. La sua produzione filmica esplora tematiche legate alla spiritualità (I volti spirituali del Friuli, 2014; Pierluigi Di Piazza, 2016; Incanto, 2019), alle arti (JNK, 2013; Suns Europe, 2015-2025) e alle condizioni antropologiche e sociali, con particolare attenzione ai fenomeni dell’emigrazione (La vie di là. Friulani dell’Est Europa, 2010; Emigrat, 2018) e della ritualità (Quello che resta, 2026). Insegna Regia e montaggio digitale all’Università di Udine ed è professore alla Link Campus University di Roma dove si occupa dell’applicazione degli audiovisivi nella didattica e nella pedagogia speciale. Dal 2025 è direttore artistico del Museo Sgorlon di Cassacco.

MARTA PASCOLINI Marta Pascolini si occupa di antropologia del patrimonio e museografia etnografica. Dottore di ricerca in Scienze Umane e già borsista presso la Fondazione Scuola dei Beni e delle Attività Culturali di Roma, è stata referente tecnico scientifico del Museo dell’Arte Fabbrile di Maniago per il quale ha curato il progetto espositivo LAMEMORIA. È consulente dell’Ente Regionale del Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia per lo sviluppo della rete regionale dei musei etnografici, fa parte dell’associazione Isoipse con cui lavora da anni allo sviluppo di progetti culturali sostenibili in contesti montani.

vicino/lontano 2026

LA VENTIDUESIMA EDIZIONE: “RESPIRO

Il nuovo disordine globale rende difficile decifrare, con gli strumenti della logica, gli scenari del presente. Impossibile prevedere gli azzardi del domani. All’ombra della bomba atomica, un potere fuori controllo intossica nel mondo l’aria che respiriamo. E nel cuore dell’Europa la democrazia si scopre vulnerabile: esposta al contagio di derive illiberali e sovraniste.

Tratteniamo il respiro mentre i conflitti bruciano i polmoni del mondo. Quelli delle vittime di Gaza, cui l’edizione 2026 di vicino/lontano dedica uno spazio centrale, riprendendo il filo del discorso aperto lo scorso anno con l’attribuzione del Premio Terzani alla memoria dei giornalisti palestinesi uccisi nella Striscia.

Sono i fatti a imporlo. Gaza è una frattura della nostra storia, la pietra d’inciampo di una civiltà che ha smarrito sé stessa, la ferita che toglie il respiro. È l’urgenza che chiama in causa la responsabilità dei potenti. C’è un prima e un dopo Gaza. Tacerne ci renderebbe complici. Perché anche il silenzio uccide. Dare la parola ai testimoni e alle vittime, ascoltare la loro voce, è un dovere che ci invita a sconfiggere, dentro e fuori di noi, il punto cieco della nostra umanità: l’indifferenza.

E in una società che tende a isolare, separare, contrapporre, vicino/lontano non rinuncia a coltivare, in un confronto democratico, il respiro del pensiero critico: quel tempo lento, profondo e vitale che ogni cultura deve imparare a proteggere, insieme alla pietà, se vuole davvero restare viva.

È previsto il servizio di interpretariato italiano - LIS
CC - Evento Sottotitolato

Per vicino/lontano l’inclusione passa anche attraverso piccoli gesti. Per gli eventi in Chiesa di San Francesco è prevista la sottotitolazione grazie al supporto di Sub-ti. Per la serata del Premio Terzani è previsto l’interpretariato in LIS. Interventi site specific permettono l’accessibilità dei luoghi. In Galleria Fotografica Tina Modotti sarà a disposizione del pubblico un rifugio sensoriale.

Vicino/lontano continua a chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni.

Concorso Scuole Tiziano Terzani 2026

PREMIAZIONE
con il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale 
premia i vincitori SASKIA TERZANI
conduce DORIS CUTRINO

Il Concorso Scuole Tiziano Terzani, che si realizza anche quest’anno con il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale, è stato ideato da vicino/lontano in collaborazione con la famiglia Terzani. È aperto agli istituti scolastici di ogni ordine e grado della regione Friuli Venezia Giulia e ha l’obiettivo di stimolare e promuovere all’interno della scuola la realizzazione di percorsi di riflessione e creatività, attraverso modalità espressive e didattiche differenti. Intende contribuire a sviluppare nei bambini e nei ragazzi il senso di ‘cittadinanza attiva’ con l’obiettivo di prepararli ad “assumere le responsabilità della vita in una società libera, in uno spirito di comprensione, di pace, di tolleranza, di uguaglianza tra i sessi e di amicizia tra tutti i popoli e gruppi etnici, nazionali e religiosi e delle persone di origine autoctona” (art. 29 della Convenzione sui diritti dell’infanzia approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite – 1989).  

Per tutte e quattro le sezioni del Concorso la traccia di lavoro proposta è la citazione tratta di Tiziano Terzan:i

Non potremo mai essere in pace, se gli altri sono in guerra. Non potremo mai essere felici, se gli altri non lo sono. Non potremo avere un mondo di serenità, quando c’è una metà del mondo che si preoccupa di ingrassare e l’altra che non ha da mangiare
da Tiziano Terzani. Guardare i fiori da un cavallo in corsa (Rizzoli 2014)

SCUOLA CAPOFILA per l’edizione 2026 
ISIS “Arturo Malignani”, Udine

GIURIA 2026
Doris Cutrino docente Scuola Secondaria di Secondo Grado e responsabile del Concorso
Anna Chiarandini ex docente Scuola Secondaria di Secondo Grado, Udine
Angela Arboritanza docente presso ISIS Arturo Malignani Udine e referente della scuola capofila per l’edizione 2025/26
Anna Croppo docente e coordinatrice Scuola dell’Infanzia, Qualso-Reana del Rojale
Luca d’Agostino fotografo
Carlo Della Vedova Entract Multimedia, professionista dell’audiovisivo
Mariangela Di Maio docente Scuola Primaria, Udine
Margherita Mangilli docente Scuola Secondaria di Primo Grado, Udine
Vanessa Marcone docente presso I.C. 3 Udine e referente della scuola capofila per l’edizione 2024/25
Rosanna Nassimbeni ex docente Scuola Secondaria di Primo Grado
Antonella Sbuelz scrittrice ed ex docente Scuola Secondaria di Secondo Grado, Udine
Gabriella Scrufari giornalista, responsabile della redazione ragazzi dell’inserto “Scuola” del Messaggero Veneto


PROGRAMMA

Rossini… per quattro (arrangiamento di G. di Bacco)
INTERVENTO MUSICALE
con Rapsodia Saxophone Quartet – Conservatorio J. Tomadini di Udine
Giacomo Zampa sassofono soprano
Marco Berlasso sassofono contralto
Mauro Marnicco sassofono tenore
Mattia Turco sassofono baritono

Il respiro nelle cose  
SPETTACOLO
con gli allievi del primo anno di corso della Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe
regia e drammaturgia Claudio de Maglio, collaborazione alla messinscena di Alessandro Maione, interventi coreografici di Marta Bevilacqua.

“Respirare” è una sfida quotidiana. Il respiro è l’anello di congiunzione tra la nostra dimensione corporea e banalmente materiale e la percezione profonda dell’”esistere” davvero nella vita: di esserci, con tutte le emozioni che siamo in grado di sperimentare e che proprio attraverso il respiro – il suo ritmo, la sua frequenza, la sua intensità – si fanno corpo, si manifestano e si rendono riconoscibili. A quante frasi la parola respiro permette di raccontare gli aspetti di una relazione? “Lasciami respirare” “Ho bisogno d’aria” “Con te finalmente respiro” “Respiriamo assieme …”. Attraverso il gesto e la parola un gruppo di giovani aspiranti attori hanno esplorato alcune delle tante sfaccettature di una condizione che accomuna l’intera umanità e tutti gli esseri viventi.  E hanno scoperto una cosa: tutti noi, da troppo tempo, viviamo in una condizione di apnea, scoraggiati nelle nostre aspirazioni più nobili. Chi ci toglie l’aria per respirare? È ora di riprendersela …  Riprendiamoci il respiro! Partiamo da qui.
Claudio de Maglio

Interpreti: Matteo Cola, Matteo Conti, Sara Gilone, Antonio Raul Lannunziata, Stefano Lionetti, Martina Marini, Gaia Mazzolin, Edoardo Pahor, Tommaso Pecorari, Annaclara Pietrogrande, Martina Pugliese, Antonio Quercia, Guglielmo Scialpi, Edoardo Tocchetto, Maddalena Vinco, Timoteo Volpi.

New Faboulouse Circus Copernicus 
progetto del Liceo Scientifico Niccolò Copernico
diretto da Davide Perissutti
docente referente Sonia Adorinni

Il circo è uno spazio sospeso, un “non luogo” in cui le differenze non separano ma si incontrano, si mescolano e diventano ricchezza: un viaggio fatto di corpi, emozioni e linguaggi che arrivano da esperienze diverse, ma che sul palco trovano un’armonia comune. Ogni gesto racconta una storia, ogni numero è un ponte tra identità differenti, ogni sorriso è un invito a sentirsi parte di qualcosa. Il circo è esperienza e simbolo di inclusione e convivenza, un piccolo mondo in cui ciascuno ha il proprio spazio e il proprio valore. Un luogo aperto, accogliente, capace di unire ciò che fuori spesso resta diviso. Perché questo circo non è solo uno spettacolo: è un modo di stare insieme.


I premi in denaro sono messi a disposizione da Banca di Udine Credito Cooperativo

I libri sono messi a disposizione da Salani Editore, Gruppo Mauri Spagnol

I peluche sono messi a disposizione da Trudi

I gadget sono stati realizzati e offerti da Hattiva Lab, Udine

E targhe consegnate ai vincitori sono realizzate da Carraro Chabarik mosaico contemporaneo


DORIS CUTRINO È docente di Discipline letterarie nella scuola superiore, a Udine, dopo essere stata insegnante di sostegno in diversi istituti della provincia. Nel 2017 ha aderito al progetto nazionale promosso dall’Accademia della Crusca, realizzando il percorso didattico “Viaggio nelle Parole della Cucina Friulana”, poi pubblicato sul sito “Cruscascuole”.  Dal 2019 è responsabile per vicino/lontano del Concorso Scuole “Tiziano Terzani”. 

SASKIA TERZANI Figlia di Tiziano Terzani. Nata in Italia e cresciuta in Asia, si è laureata in Storia all’Università di Cambridge. Dopo la specializzazione in Storia dell’Arte, ha lavorato per 25 anni nel campo della moda per prestigiosi marchi internazionali, vivendo a Hong Kong, Milano, Parigi, Londra. È da poco rientrata in Italia. È sposata e ha tre figli. Dal 2025 fa parte della Giuria del Premio Terzani.

Premio Letterario Internazionale Tiziano Terzani 2026

Serata per la premiazione 
di Alaa Faraj per
Perché ero ragazzo 
Sellerio, 2015

annuncia le motivazioni del Premio ANGELA TERZANI STAUDE
intervengono
ALAA FARAJ
LUCIANA CASTELLINA, ALESSANDRA SCIURBA, 
FRANCESCO SACCAVINI, GUSTAVO ZAGREBELSKY
interviste MARINO SINIBALDI 
letture MASSIMO SOMAGLINO
ORCHESTRA D’ARCHI E PERCUSSIONI
DEL CONSERVATORIO “J. TOMADINI” DI UDINE
LUCIO DEGANI violino solista
FABIO SERAFINI direttore

musica
Arvo Pärt – Fratres (per violino solista, orchestra d’archi e percussioni)

È previsto il servizio di interpretariato italiano - LIS

ALAA FARAJ Nato nel 1995 a Bengasi, in Libia. Studente di ingegneria e promessa del calcio nazionale. Nel 2017, una sentenza della giustizia italiana lo ha condannato a 30 anni di carcere. Il reato contestatogli è di “concorso in omicidio plurimo e violazione delle norme sull’immigrazione”. Sulla base di testimonianze frettolose e confuse, era stato indicato come lo “scafista” del barcone dove furono trovati, nella stiva, i corpi di 49 persone morte per asfissìa durante la traversata. Era la notte di Ferragosto del 2015 e Alaa, che allora aveva vent’anni, si è sempre dichiarato innocente. Nel giugno 2025 la Corte di Cassazione ha confermato la non ammissibilità della richiesta di revisione già dichiarata dalla Corte d’Appello di Messina, che però rilevava lo scarto tra la pena comminata e la condotta tenuta, suggerendo per questo di chiedere la grazia al Presidente Mattarella. Lo scorso dicembre il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli ha concesso la grazia “parziale”, tenendo conto “del parere favorevole del Ministro della Giustizia, della giovane età del condannato al momento del fatto” e del “proficuo percorso di recupero avviato in carcere”. Ad Alaa ora restano da scontare ancora alcuni anni ed è in corso una nuova procedura di revisione del processo. Ha raccontato la sua storia in Perché ero ragazzo (Sellerio 2025), che vince il Premio Terzani 2026.

LUCIANA CASTELLINA Giornalista e scrittrice. Militante nel PCI dal 1947, è stata tra i fondatori del ‘Manifesto’ nel 1969, direttrice di ‘Liberazione’ dal 1992 al 1994, più volte deputata italiana ed europea. Tra le sue pubblicazioni più recenti, per Nottetempo: Guardati dalla mia fame (con M. Agus, 2014) e Amori comunisti (2018); per Forum: Un mondo di donne in cammino (con D. De Marco e A. Floramo, 2024). La scoperta del mondo (Nottetempo 2025) è l’edizione aggiornata e rivista del suo diario del 2011.

ALESSANDRA SCIURBA Professoressa di Filosofia del diritto nel Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Palermo, dove coordina la Clinica legale Migrazioni e diritti. È stata presidente di Mediterranea Saving Humans e ha effettuato missioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale. Da molti anni si occupa di diritti umani, cittadinanza, migrazioni, questioni di genere, sfruttamento e tratta di esseri umani. È stata consulente di ricerca per il Parlamento europeo e per il Consiglio d’Europa. Coordina progetti sul territorio siciliano come operatrice socio-legale. Sia come studiosa che come attivista, connette sempre la ricerca teorica con l’intervento sul campo. Ha conosciuto Alaa Faraj in carcere durante un laboratorio e lo ha incoraggiato a raccontare la sua storia. 

MARINO SINIBALDI Giornalista e critico letterario. Ideatore e conduttore della trasmissione Fahrenheit su Rai Radio 3, rete di cui è stato direttore fino al 2021. Dal 2020 dirige la Festa del libro e della lettura “Libri come” di Roma. Ha pubblicato Un millimetro in là. Intervista sulla cultura (a cura di G. Zanchini, Laterza 2014). Ha fondato e diretto la rivista “Sotto il Vulcano”. Dal 2023 cura “Timbuctu”, un podcast per Il Post dove viene proposta una narrazione del mondo attraverso i libri. È membro della giuria del Premio Terzani.

MASSIMO SOMAGLINO Attore, autore e regista teatrale. Collaboratore del Teatro dell’Elfo di Milano. Con Giuliana Musso ha messo in scena Nati in casa, Sexmachine e Tanti Saluti. Ha realizzato, tra gli altri: Zitto, Menocchio!, Cercivento. Ha riscritto l’Histoire du soldat di Stravinskij-Ramuz e Il sogno di una cosa di 

Pasolini, dal titolo Nini e Cecilia (2019). È direttore artistico del Teatri Stabil Furlan.

don FRANCO SACCAVINI Prete di periferia, da cinquant’anni radicato a Udine nella San Domenico che fu di don Emilio de Roja, presidio di accoglienza, pluralismo, solidarietà, costruzione di una cultura di pace. È presidente dell’associazione e cooperativa Vicini di casa, che ha contribuito a fondare.

ANGELA TERZANI STAUDE Nata a Firenze da genitori tedeschi, ha conosciuto Tiziano Terzani a 18 anni e lo ha seguito da allora nelle sue peregrinazioni. Ha scritto per Longanesi Giorni cinesi(1987) e Giorni giapponesi (1994), ha curato con Àlen Loreti i diari del marito Un’idea di destino (2014) e l’antologia di reportage In America (2018). Autrice del memoir L’età dell’entusiasmo (2022), è presidente della giuria del Premio Terzani e cittadina onoraria di Udine.

GUSTAVO ZAGREBELSKY Giurista. Già presidente della Corte costituzionale, professore emerito dell’Università di Torino, docente all’Università San Raffaele di Milano e Accademico dei Lincei. Attivo attraverso i media nel dibattito pubblico sulla costituzione. Tra i suoi numerosi volumi in materia giuridica: Il legno storto della giustizia (con G. Colombo, Garzanti 2017, 2022); il monumentale Giustizia costituzionale. Vol 1 e 2 (con V. MarcenòIl Mulino 2018); e per Einaudi: Diritto allo specchio (2018), La Giustizia come professione (2021), La lezione (2022) e l’autobiografico Memoria di casa (2025).

LA MOTIVAZIONE DELLA GIURIA

Era ragazzo Alaa Faraj quando la guerra civile in Libia ha sospeso il gioco del calcio: la sua passione, il suo talento. Non aveva ancora vent’anni quando fu chiusa l’Università di ingegneria: il suo progetto di ragazzo di famiglia benestante. Aveva la testa piena di sogni quando è salito su quel barcone maledetto per cercare in Europa un futuro possibile. È l’inizio di un “incubo chiamato giustizia”. È condannato a 30 anni di carcere con l’accusa di essere lo scafista responsabile della morte di 49 migranti nascosti nella stiva. 

Alaa non si fa sconfiggere dalla disperazione. Studiare, imparare diventa il suo modo di sopravvivere. Ma è l’incontro in carcere con Alessandra Sciurba, docente di Filosofia del diritto, che lo trasforma in uno scrittore. 

È così che ci fa entrare nei ricordi della sua bella famiglia, nella spensieratezza della vita di quartiere a Bengasi, nella sacralità delle sue amicizie. E ci precipita nel suo inferno giudiziario. Alaa non vuole la nostra pietà: cerca giustizia.

Un romanzo di formazione e un romanzo epistolare. Un resoconto in presa diretta che si fa stile letterario a pieno titolo.

L’italiano è quello imparato in carcere, per capire e farsi capire, scolpito in una neo-lingua dal lessico originale, talvolta approssimativa nelle desinenze e nelle concordanze, ma mai nella chiarezza dei ragionamenti e nella potenza espressiva di emozioni e sentimenti. È la lingua speciale della testimonianza diretta, che ci concede il diritto di commuoverci fino alle lacrime. La destinataria delle sue lettere dal carcere sa ascoltare la sua voce, il suo respiro narrativo, ne incoraggia la funzione terapeutica. Ma il padrone della pagina è lui: è lui a imporre il metodo nel procedere della scrittura. E lei lo rispetta, regalandogli l’accesso a quel surrogato di libertà che la letteratura concede perfino ai carcerati. 

Per questo racconto doloroso ma necessario, per questa storia esemplare di dignità e coraggio, la giuria del Premio letterario Internazionale Tiziano Terzani conferisce il Premio Terzani 2026 a Alaa Faraj per la sua opera prima Perché ero ragazzo, Sellerio 2025.

GIURIA 2026
ANGELA TERZANI presidente
ENZA CAMPINO
TONI CAPUOZZO
MARCO DEL CORONA
ANDREA FILIPPI
MILENA GABANELLI
NICOLA GASBARRO
CARLA NICOLINI
MARCO PACINI
PAOLO PECILE
REMO ANDREA POLITEO
MARINO SINIBALDI
MARIO SOLDAINI
SASKIA TERZANI

Gustavo Zagrebelsky

Giurista. Già presidente della Corte costituzionale, professore emerito dell’Università di Torino, docente all’Università San Raffaele di Milano e Accademico dei Lincei. Attivo attraverso i media nel dibattito pubblico sulla costituzione. Tra i suoi numerosi volumi in materia giuridica: Il legno storto della giustizia (con G. Colombo, Garzanti 2017, 2022); il monumentale Giustizia costituzionale. Vol 1 e 2 (con V. MarcenòIl Mulino 2018); e per Einaudi: Diritto allo specchio (2018), La Giustizia come professione (2021), La lezione (2022) e l’autobiografico Memoria di casa (2025).

Don Franco Saccavini

Prete di periferia, da cinquant’anni radicato a Udine nella San Domenico che fu di don Emilio de Roja, presidio di accoglienza, pluralismo, solidarietà, costruzione di una cultura di pace. È presidente dell’associazione e cooperativa Vicini di casa, che ha contribuito a fondare.

Alessandra Sciurba

Professoressa di Filosofia del diritto nel Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Palermo, dove coordina la Clinica legale Migrazioni e diritti. È stata presidente di Mediterranea Saving Humans e ha effettuato missioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale. Da molti anni si occupa di diritti umani, cittadinanza, migrazioni, questioni di genere, sfruttamento e tratta di esseri umani. È stata consulente di ricerca per il Parlamento europeo e per il Consiglio d’Europa. Coordina progetti sul territorio siciliano come operatrice socio-legale. Sia come studiosa che come attivista, connette sempre la ricerca teorica con l’intervento sul campo. Ha conosciuto Alaa Faraj in carcere durante un laboratorio e lo ha incoraggiato a raccontare la sua storia.

Alaa Faraj

Nato nel 1995 a Bengasi, in Libia. Studente di ingegneria e promessa del calcio nazionale. Nel 2017, una sentenza della giustizia italiana lo ha condannato a 30 anni di carcere. Il reato contestatogli è di “concorso in omicidio plurimo e violazione delle norme sull’immigrazione”. Sulla base di testimonianze frettolose e confuse, era stato indicato come lo “scafista” del barcone dove furono trovati, nella stiva, i corpi di 49 persone morte per asfissìa durante la traversata. Era la notte di Ferragosto del 2015 e Alaa, che allora aveva vent’anni, si è sempre dichiarato innocente. Nel giugno 2025 la Corte di Cassazione ha confermato la non ammissibilità della richiesta di revisione già dichiarata dalla Corte d’Appello di Messina, che però rilevava lo scarto tra la pena comminata e la condotta tenuta, suggerendo per questo di chiedere la grazia al Presidente Mattarella. Lo scorso dicembre il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli ha concesso la grazia “parziale”, tenendo conto “del parere favorevole del Ministro della Giustizia, della giovane età del condannato al momento del fatto” e del “proficuo percorso di recupero avviato in carcere”. Ad Alaa ora restano da scontare ancora alcuni anni ed è in corso una nuova procedura di revisione del processo. Ha raccontato la sua storia in Perché ero ragazzo (Sellerio 2025), che vince il Premio Terzani 2026.

Lo scisma di Occidente

presentazione del volume n 4/2026
con LUCIO CARACCIOLO, GIUSEPPE CUCCHI in collegamento
modera GUGLIELMO CEVOLIN
in collaborazione con Historia e LiMes Club PN UD VE
prenotazione obbligatoria su eventbrite

https://www.eventbrite.it/e/leuropa-nel-vuoto-post-atlantico-tickets-1987301525359?aff=oddtdtcreator

Tra Washington e Santa Sede lo scontro è aperto. La Casa Bianca non tollera le critiche rivolte da Papa Prevost all’amministrazione americana, che dichiara di combattere guerre “giuste” in nome e con la benedizione di Dio. Qualcuno ha agitato maldestramente il fantasma di Avignone, con il rischio di innescare, a distanza di parecchi secoli, una nuova lotta tra Papato e Impero. Un Papa americano che invoca la “pace disarmata e disarmante” irrita il presidente Usa, accusato di “delirio di onnipotenza”. All’interno degli Stati Uniti intanto si è scatenato un putiferio: si rivolgono a Leone alcune voci democratiche che implorano il Papa di scomunicare Vance per aver evocato l’impiego di “strumenti nella nostra cassetta degli attrezzi”, leggasi bomba. In questo scenario, “l’ombrello della Nato”, peraltro già in fase di dismissione, potrebbe essere addirittura pericoloso. C’è una vita per noi oltre la Nato?

LUCIO CARACCIOLO Massimo esperto italiano di geopolitica, dirige le riviste LiMes Heartland. Ha fondato e dirige la Scuola di geopolitica e di governo di LiMes. Scrive di politica estera per ‘la Repubblica’e per testate straniere. Insegna Studi strategici alla Luiss di Roma e Geopolitica all’Università San Raffaele di Milano. È presidente del think tank Macrogeo ed è membro del comitato scientifico di vicino/lontano. Tra i suoi ultimi libri La pace è finita. Così ricomincia la storia in Europa (Feltrinelli, 2022); Accogliere (con A. Riccardi, Piemme 2023).

GIUSEPPE CUCCHI Generale di Corpo d’Armata (ris.) dell’Esercito Italiano. Dal 1991 al 1997 è stato direttore del Centro Militare di Studi Strategici, e fino al 1999 consigliere militare del Presidente del Consiglio dei ministri durante il primo governo Prodi e il primo governo D’Alema, poi rappresentante militare italiano presso la NATO. È stato il primo Direttore generale del DIS (Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza) tra il 2007 e il 2008, l’organismo che coordina i servizi di informazione italiani (AISE e AISI). È una delle figure chiave della sicurezza nazionale e della strategia geopolitica italiana degli ultimi decenni. Collabora con LiMes e Analisi difesa

GUGLIELMO CEVOLIN Insegna Istituzioni di Diritto pubblico all’Università di Udine, dove è vicedirettore del Master in Intelligence e Ict e referente nella Rete delle Università per la pace (RUniPace). È presidente di Historia Gruppo Studi Storici e Sociali Pordenone, coordinatore del LiMes club Pordenone-Udine-Venezia e membro del comitato scientifico di vicino/lontano.

Giuseppe Cucchi

Generale di Corpo d’Armata (ris.) dell’Esercito Italiano. Dal 1991 al 1997 è stato direttore del Centro Militare di Studi Strategici, e fino al 1999 consigliere militare del Presidente del Consiglio dei ministri durante il primo governo Prodi e il primo governo D’Alema, poi rappresentante militare italiano presso la NATO. È stato il primo Direttore generale del DIS (Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza) tra il 2007 e il 2008, l’organismo che coordina i servizi di informazione italiani (AISE e AISI). È una delle figure chiave della sicurezza nazionale e della strategia geopolitica italiana degli ultimi decenni. Collabora con LiMes e Analisi difesa.

Il piacere della legalità? Mondi a confronto. Legami di responsabilità

PROGETTO FORMATIVO DELLE SCUOLE IN RETE INTERISTITUZIONALE

Presentazione dei risultati della XIX edizione, dedicata alla memoria di FRANCESCO MACRÌ, già Direttore della Casa Circondariale di Udine. Ha sfidato convenzioni e pregiudizi, per avviare un percorso formativo con gli studenti detenuti e dei licei, garantendo un’esperienza di crescita, comprensione e relazioni umane di grande valore.

Momento conclusivo di un percorso formativo rivolto agli studenti su cittadinanza attiva, legalità, etica e responsabilità. Durante la mattinata in teatro, i ragazzi delle Scuole della Rete presentano i risultati delle loro attività e si confrontano con testimoni che mettono la propria vita al servizio dei valori di cittadinanza, dignità, solidarietà, legalità.

Coordinamento del progetto LILIANA MAURO, CHIARA TEMPO

a cura di 
Liceo C. Percoto, Scuola capofila Udine
Liceo Artistico G. Sello Udine
Liceo Scientifico N. Copernico Udine
Liceo Scientifico G. Marinelli Udine 
ISIS A. Malignani Udine
ISIS B. Stringher Udine
ISIS C. Deganutti Udine
ISIS V. Manzini S. Daniele del Friuli
ISIS Magrini Marchetti Gemona del Friuli
ISIS R. D’Aronco Gemona del Friuli
ISIS Paschini Linussio Tolmezzo
ITG GG. Marinoni Udine
CPIA Centro Provinciale Istruzione Adulti-Casa Circondariale Udine
IC 2° Udine sede Valussi
Presidio degli insegnanti di Libera Udine, intitolato a Rita Atria

con il patrocinio di
Regione FVG, Comune di Udine, Garante Comunale dei diritti delle persone private della libertà personale, Camera Penale FVG, Osservatorio Regionale Antimafia, Direzione Investigativa Antimafia Trieste, Consulta regionale delle associazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglievicino/lontano, Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, Comitato Pari Opportunità – Avvocati di Udine, MoVI FVG, CTA Friuli centrale

con il sostegno di 
Regione FVG, Comune di Udine, Fondazione Friuli, Fondazione Paolo Petrucco, vicino/lontano, MoVI FVG, Teatro Nuovo Giovanni da Udine

Il progetto, alla sua diciannovesima edizione, ha coinvolto quattordici istituti scolastici di Udine, San Daniele, Gemona del Friuli e Tolmezzo.

Insieme a: Prefettura di Udine; Magistratura di sorveglianza – Tribunale Udine; Casa Circondariale Udine; Ufficio Esecuzione Penale Esterna UD-PN; Garante Comunale dei diritti delle persone detenute; Camera Penale FVG; Carcere Femminile di Pozzuoli; Osservatorio Regionale Antimafia; Direzione Investigativa Antimafia Trieste; Nucleo Polizia di Stato Udine; Corpo VV.FF. Udine; Agenzia delle Entrate Udine, Comitato Pari Opportunità-Ordine Avvocati Udine; Università degli Studi di Trieste; Zero Tolerance Comune Udine; ASUFC-Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze-SERD Udine; CEFS Udine; Centro di accoglienza e promozione culturale E. Balducci Zugliano; Laboratorio teatrale Spazio Aperto

e con le Associazioni vicino/lontano; Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie; ICAROVolontariato Giustizia OdV; Sisifo OdV; Centro Servizi Volontariato-CTA Friuli Centrale; MoVI FVG; Centro Caritas OdV Udine; Mensa La Gracie di Diu Caritas; Fondazione ProgettoAutismo FVG;

Consulta regionale delle associazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie FVG – OdV; IRSREC- Istituto Regionale per la Storia della Resistenza nell’Età Contemporanea; Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra; ADO FVG, AFDS S. Daniele del Friuli, CeVI OdV; OIKOS ETS;  Festival Costituzione San Daniele del Friuli; Rete delle Scuole di Pace; Rondine-Cittadella della Pace; L’Istrice-Centro formazione con uomini autori di violenza; Co.S.M.O SCS; Legacoop; Linea d’Ombra OdV Trieste; ARACON coop sociale onlus; Associazione Casa Giovani del Sole; Compagnia teatrale L’Arlecchino Errante PN; Laboratorio teatrale SPAZIO APERTO; Addiopizzo-Palermo; Gariwo-Giardino dei Giusti Milano; Memoriale Shoah-Binario 21-Milano; Casa ACMOS Torino; Emmaus OdV Palermo; Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato – Cinisi; Centro Padre Puglisi Palermo; Comitato don Peppe Diana – Casal di Principe; La Scugnizzeria- Libreria di Scampia- Napoli; MOSS-Ecomuseo Diffuso Scampia, NA; Cooperativa Sociale La Paranza – Rione Sanità – NA; Art Espressa CasertaFondazione Giancarlo Siani; Associazione Pereira, Bagnacavallo (RA); Cooperativa sociale Al di là dei sogni Caserta; Cooperativa sociale Davar – Dulcis in Fundo – Casal di Principe

intervengono
DON CARLO BURGIO: non vi guardo perché rischio di fidarmi. Storie di cadute e riscatto
SILVANA DRAGUTINOVIC: donne che pensano di notte
LUCA DA PRATO: una storia di resilienza e determinazione
FRANCESCO DIANA: coraggio delle parole, potere dei segni, forza delle azioni
LORIS DE FILIPPI: e ancora chiediamo perdono. Una testimonianza da Gaza
GIULIA CHIOPRIS: dobbiamo parlare del Sudan!
DJ TUBET: parole che ricostruiscono-freestyle

conducono gli studenti e le studentesse della Rete delle Scuole
Samuele Bellina, Donia Imene Bouchenafa, Gaia Del Gobbo, Giulia Felea, Maria Raffaella Kousis, Alice Leone, Teresa Talotti 

VIDEO DEGLI STUDENTI

Un cammino di armonia e Legalità
CPIA-Casa Circondariale
Licei C. Percoto e G. Sello

La ragnatela della giustizia
Sezione RONDINE
Liceo C. Percoto

WONDERLAND: prevenire i rischi
ASUFC – Co.S.M.O. e C. Percoto,
N. Copernico, G. Sello, G. Marinelli

MACRAMÈ: VISITARE LUOGHI PER INCONTRARE VOLTI
Liceo Artistico G. Sello

21 MARZO
Liceo scientifico N. Copernico

PAROLE CHE RICOSTRUISCONO – Freestyle
DJ Tubet con CPIA-Casa Circondariale
Licei C. Percoto e G. Sello 

LA VIDEOTECA DELLA RETE
www.ilpiaceredellalegalita.it
ITG GG. Marinoni, E. Fuligni

ESIBIZIONI DEGLI STUDENTI

IL MONOLOGO DEL NASO 
da Cyrano De Bergerac di E. Rostand

FEDERICO CIRINÀ e LA TRIBU’ NOMADE
gruppo teatrale Liceo Percoto 
regia di Federica SANSEVERO

MUSICA

ANTHONY BASSO
GIULIA e GIANLUIGI NUCCIO

DON CLAUDIO BURGIO Cappellano del carcere Beccaria di Milano, fondatore di Kayros, associazione che accoglie in comunità residenziali minori adolescenti e giovani maggiorenni (14 – 25 anni) con procedimenti penali, provvedimenti amministrativi e civili in atto. Promuove progetti personalizzati, finalizzati al reinserimento sociale autonomo e responsabile, individuando nella qualità della relazione, la risorsa primaria dell’intervento educativo.

SILVANA DRAGUTINOVIC Donna Rom che ha voluto cambiare la sua esistenza e ci è riuscita. Nata in Croazia, vive da sempre in Italia. Inizialmente ha lavorato come rilegatrice di libri, ma ben presto ha sentito la necessità di spendersi professionalmente in ambito sociale. Attualmente svolge il suo lavoro in situazioni di grave marginalità, con minori, giovani adulti e donne vittime di tratta e di violenza.

LUCA DA PRATO Campione della Federazione Italiana Nuoto Paralimpico con i colori della Gorizia Nuoto. È un’eccellenza dello sport paralimpico mondiale. Paraplegico dopo l’incidente del 2023, ha trovato nel nuoto la sua rinascita, vincendo l’oro mondiale nei 100m dorso a Lima e diverse medaglie d’argento. Nel 2025 ha stabilito sei record Nazionali con cinque titoli di Campione Italiano e la miglior prestazione Nazionale. Tedoforo dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali di Milano Cortina 2026, è portavoce dei valori dello sport paralimpico.

LORIS DE FILIPPI Infermiere di formazione. Da trent’anni operatore umanitario in contesti di crisi, conflitti armati ed epidemie. Ha prestato servizio a Gaza come Health Specialist per UNICEF. Ha lavorato anche con Medici Senza Frontiere, WHO, UNFPA e WFP in Siria, Iraq, Haiti, Bangladesh, Indonesia, Africa, America Centrale e America Latina. È stato presidente di MSF Italia e direttore delle operazioni di MSF Belgio, contribuendo alla definizione delle strategie globali dell’organizzazione.

GIULIA CHIOPRIS Pediatra ospedaliera, nata a Udine, vive a Parma. Dal 2019 ha collaborato con Emergency e con Medici Senza Frontiere, con cui ha lavorato in Yemen, Repubblica Centroafricana e Sudan, da dove è rientrata di recente. In quest’ultima missione in Darfur, in un contesto di guerra civile attiva, è stata testimone della più grande crisi umanitaria al mondo, da sempre ignorata.

FRANCESCO DIANA Psicologo, docente e attivista delle associazioni Comitato don Peppe Diana e LiberaAssociazioni, nomi e numeri contro le mafie – coordinamento provinciale di Caserta. Da anni si occupa di progetti di sviluppo locale, come la rigenerazione urbana in provincia di Caserta e Napoli e di formazione sui temi della responsabilità sociale e dell’economia solidale. 

DJ TUBET Rapper, produttore e freestyler friulano, contamina l’hip hop con dub, reggae e world music. Nel freestyle in friulano raggiunge 15 sillabe al secondo. Fin Cumò è il suo album più recente (14 canzoni in 14 lingue). È tra i pionieri di una tecnica rap e della Pedagogia Hip Hop che applica nelle scuole e in contesti educativi, grazie ad una formazione accademica in ambito psicologico ed educativo.

ANTONY BASSO Chitarrista e cantante friulano, attivo da oltre 20 anni nella scena Rock Blues tra Europa e Stati Uniti, collabora con artisti di rilievo internazionale. Laureato in Didattica della Musica, è impegnato nella ricerca etnomusicologica in FVG sulle connessioni tra repertori popolari locali, tradizioni folk, blues e country d’oltreoceano.

FEDERICA SANSEVERO Attrice-autrice direttrice artistica del Teatro del Silenzio, promuove il pensiero a-duale. Il suo percorso integra invenzione del Femminile, interculturalità, lavoro sociale, anche con adolescenti, oltre a realizzare produzioni che uniscono lo stile del teatro popolare con quello filosofico. Ultimi lavori: Il Mostro sul disagio giovanile, CRAC sull’accettazione del cambiamento, PPP Doppia prospettiva sulla morte di Pasolini.

GIULIA e GIANLUIGI NUCCIO Due fantastici fratelli, uniti dalla passione per la musica e il canto. Vantano numerose esibizioni in pubblico. 

Luca Da Prato

Campione della Federazione Italiana Nuoto Paralimpico con i colori della Gorizia Nuoto. È un’eccellenza dello sport paralimpico mondiale. Paraplegico dopo l’incidente del 2023, ha trovato nel nuoto la sua rinascita, vincendo l’oro mondiale nei 100m dorso a Lima e diverse medaglie d’argento. Nel 2025 ha stabilito sei record Nazionali con cinque titoli di Campione Italiano e la miglior prestazione Nazionale. Tedoforo dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali di Milano Cortina 2026, è portavoce dei valori dello sport paralimpico.

Silvana Dragutinovic

Donna Rom che ha voluto cambiare la sua esistenza e ci è riuscita. Nata in Croazia, vive da sempre in Italia. Inizialmente ha lavorato come rilegatrice di libri, ma ben presto ha sentito la necessità di spendersi professionalmente in ambito sociale. Attualmente svolge il suo lavoro in situazioni di grave marginalità, con minori, giovani adulti e donne vittime di tratta e di violenza.

Don Claudio Burgio

Cappellano del carcere Beccaria di Milano, fondatore di Kayros, associazione che accoglie in comunità residenziali minori adolescenti e giovani maggiorenni (14 – 25 anni) con procedimenti penali, provvedimenti amministrativi e civili in atto. Promuove progetti personalizzati, finalizzati al reinserimento sociale autonomo e responsabile, individuando nella qualità della relazione, la risorsa primaria dell’intervento educativo.

Francesco Diana

Psicologo, docente e attivista delle associazioni Comitato don Peppe Diana e LiberaAssociazioni, nomi e numeri contro le mafie – coordinamento provinciale di Caserta. Da anni si occupa di progetti di sviluppo locale, come la rigenerazione urbana in provincia di Caserta e Napoli e di formazione sui temi della responsabilità sociale e dell’economia solidale. 

Il respiro degli agenti AI: informazione, autonomia, democrazia

CONFERENZA
con PAOLO OMERO
a cura di Confcooperative Alpe Adria

Come gli esseri umani scambiano ossigeno con l’ambiente, anche gli agenti AI “respirano” informazione: la ispirano dal web, la elaborano e la espirano come contenuti e azioni autonome. Una metafora che rivela l’ambivalenza di questi sistemi: curativi quando diffondono conoscenza di qualità, patogeni quando amplificano disinformazione e manipolazione. L’intervento esplora l’anatomia degli agenti autonomi, le differenze tra prompt, skill, workflow e orchestrazione, e lo stato attuale dello sviluppo dell’Intelligenza Artificiale Generativa e del suo impatto sul mondo del lavoro. Richiama le posizioni sul “diritto di parola” delle AI e i rischi per la democrazia: agenti coordinati possono avvelenare la conversazione pubblica, spostare l’attenzione e manipolare opinioni su scala.

PAOLO OMERO CEO di infoFactory, società nata come spinoff del laboratorio di Intelligenza Artificiale dell’Università di Udine. Docente a contratto di Sistemi informativi aziendali presso il corso di Ingegneria gestionale dello stesso Ateneo. Co-fondatore di “accademIA” polo di formazione dedicato a portare l’Intelligenza Artificiale Generativa nelle aziende ed enti pubblici.

Paolo Omero

CEO di infoFactory, società nata come spinoff del laboratorio di Intelligenza Artificiale dell’Università di Udine. Docente a contratto di Sistemi informativi aziendali presso il corso di Ingegneria gestionale dello stesso Ateneo. Co-fondatore di “accademIA” polo di formazione dedicato a portare l’Intelligenza Artificiale Generativa nelle aziende ed enti pubblici.

Omaggio a Aldo Colonnello

con DANILO DE MARCO, CARLO GINZBURG, GIAN PAOLO GRI

Maestro elementare, Aldo Colonnello era convinto che apprendere dai suoi piccoli allievi fosse necessario per non cristallizzare l’esperienza del sapere e lui fu un instancabile seminatore di cultura, capace di educare alla libertà di pensiero. La Biblioteca civica di Montereale, da lui fondata e diretta per decenni, è stata un centro vivo di incontri, conferenze, ricerche archeologiche, poesia e storia locale. Attorno a quell’esperienza nacque il Circolo Menocchio, che ha trasformato un piccolo centro della pedemontana in un crocevia culturale capace di attirare studiosi e scrittori dal mondo. Fu lui a intuire, già negli anni Settanta, la portata del lavoro di Carlo Ginzburg e il suo Il formaggio e i vermi quando Menocchio non era ancora diventato un simbolo internazionale della microstoria. Fu sempre lui a dare spazio e voce a poeti come Federico Tavan, Pierluigi Cappello e a tanti artisti che hanno trovato lì una casa dove respirare una cultura libera e rigorosa, fondamento della società civile. 

DANILO DE MARCO Fotogiornalista indipendente, collabora con testate giornalistiche internazionali utilizzando la fotografia per combattere l’indifferenza. Dal Tibet al Messico, dalle montagne dei Kurdi alle selve degli U’wa fino alle Ande dell’Equador, racconta la resistenza dei popoli sottomessi alla legge del più forte. Ha vinto il Premio Gentile da Fabriano 2023. Tra gli ultimi volumi, per Forum: Un tempo in Cina(2022); Un mondo di donne in cammino (con A. Floramo e L. Castellina, 2024); Cantata per il Cid (con A. Floramo, 2025) e ha curato, sempre per Forum, Interno K. Una storia curda (2026).

CARLO GINZBURG Storico. Ha insegnato in diverse Università italiane, europee e statunitensi. Ha ricevuto premi prestigiosi e sedici lauree honoris causa da diverse università straniere. Tra i suoi numerosi libri, tradotti in più di venti lingue, per Einaudi (prima edizione) e Adelphi (seconda edizione): I benandanti (1966, 2020), Il formaggio e i vermi (1976, 2019), Storia notturna (1989, 2017); per Feltrinelli: Occhiacci di legno. Nove riflessioni sulla distanza (1998, 2011; riedito con Dieci riflessioni nel 2019 per Quodlibet). È ora in libreria con Il vincolo della vergogna (Adelphi 2026). 

GIAN PAOLO GRI Antropologo. Tra le sue pubblicazioni: Tessere tela, tessere simboli. Antropologia e storia dell’abbigliamento in area alpina (Forum 2001); (S)confini. Memoria e futuro, identità e tradizione in Friuli (Circolo culturale Menocchio 2015); Cose dall’altro mondo. Temi di cultura materiale in Friuli(Forum 2024).

Nostra signora della frontiera

PRESENTAZIONE
con ANDREA MELLA
introduce ROBERTA ALTIN
in collaborazione con Bottega Errante per il progetto “Estensioni, dentro le letterature di confine”

A est, lungo il confine orientale, si snoda la vita di Loris Degrassi, un passeur, un contrabbandiere di uomini che fa passare i migranti dall’altra parte. Loris è solo un manovale al soldo di trafficanti molto più potenti, ma pagano bene, e tanto gli basta. Lui fa quello che sa fare: batte piste secondarie, cosa che ha fatto per molti anni quando, col suo camioncino, consegnava bibite a bar e ristoranti della zona. Il suo destino si incrocia prima con quello di Branka, una donna che sconvolge la sua vita, e poi con quello di Adnan, un profugo siriano che ha intrapreso un viaggio attraverso la rotta balcanica per approdare in Europa assieme al figlio Nadir. È da questi incroci che si aprirà una faglia nella coscienza di Loris, che, come se avesse fiutato l’aria che anticipa la discesa di una slavina, proverà a invertire la rotta che la sorte sembrava aver irrimediabilmente tracciato.

ANDREA MELLA Friulano di nascita, classe 1977, vive circondato dai campi nella provincia di Treviso, dove prova a recepire l’eco e le storie minute dei territori di confine. Ha pubblicato: Marittimo blues(Ediciclo 2014), un reportage narrativo sulle genti di mare dell’alto Adriatico; Il misantropo dei Sargassi(Edizioni del Foglio Clandestino 2018), la sua prima raccolta poetica. È autore di Nostra signora della frontiera (Bottega Errante 2025). Suoi lavori, in prosa o poesia, sono apparsi tra l’altro sulle riviste “Risme”, “Il Foglio Clandestino”, “Digressioni” e sul blog di poesia della Rai.

ROBERTA ALTIN Professoressa di antropologia culturale all’Università di Trieste, studia le migrazioni transnazionali e l’antropologia pubblica e museale. Dirige il Centro interdipartimentale su Migrazioni e Cooperazione allo sviluppo sostenibile dell’ateneo triestino. Ha pubblicato: Destini incrociati. Migrazioni tra località e mobilità: spazi e rappresentazioni (con A. Guaran e F. Virgilio, Forum 2014); Border Heritage: Migration and Displaced Memories in Trieste (Lexington Books 2024).

Andrea Mella

Friulano di nascita, classe 1977, vive circondato dai campi nella provincia di Treviso, dove prova a recepire l’eco e le storie minute dei territori di confine. Ha pubblicato: Marittimo blues(Ediciclo 2014), un reportage narrativo sulle genti di mare dell’alto Adriatico; Il misantropo dei Sargassi(Edizioni del Foglio Clandestino 2018), la sua prima raccolta poetica. È autore di Nostra signora della frontiera (Bottega Errante 2025). Suoi lavori, in prosa o poesia, sono apparsi tra l’altro sulle riviste “Risme”, “Il Foglio Clandestino”, “Digressioni” e sul blog di poesia della Rai.

Dai Quaranta ai Settanta

PRESENTAZIONE
FRANCESCA CADEL dialoga con NICOLA GASBARRO, GIAN MARIO VILLATA

Il volume attraversa il lungo dopoguerra italiano passando per diversi testi letterari noti e meno noti: da Scorciatoie e raccontini (1946) di Umberto Saba, fino al primo testo che Pietro Di Donato (1911-1992) dedicò ad Aldo Moro: Christ in Plastic (1978), e alla sua sceneggiatura inedita: Moro (la prima stesura è del 1979). Il contesto della Guerra Fredda in Italia e degli Anni di Piombo è esaminato nei capitoli dedicati a Petrolio di Pier Paolo Pasolini e ad Aracoeli di Elsa Morante, con particolare riferimento al “misto”, un concetto importante in entrambi i romanzi, in cui lo scontro tra il “rosso” e il “nero” del postfascismo americano risulta legato ai cadaveri eccellenti della politica transnazionale: da Marylin Monroe, a Malcom X, dai Kennedy e Martin Luther King, a Pier Paolo Pasolini. In appendice una conversazione con Toni Negri e un’intervista a Wilson McLean, che illustrò Christ in Plastic con uno splendido ritratto di Aldo Moro.

FRANCESCA CADEL Professoressa di Italian e Film Studies alla University of Calgary. Tra le sue più recenti pubblicazioni: Italy in the Second Half of the 19th Century: Bridging New Cultures (a cura di, con P. Nastri, Vernon Press 2024) e Dai Quaranta ai Settanta. Un percorso di Scorciatoie: da Umberto Saba al Moro di Pietro Di Donato (Mimesis 2024).

NICOLA GASBARRO Antropologo. È presidente del comitato scientifico di vicino/lontano e membro della giuria del Premio Terzani. Si occupa di problemi relativi alla comparazione storico-religiosa e all’antropologia della complessità. Autore di numerose pubblicazioni, per la collana ‘vicino/lontano’ ha curato L’uomo che (non) verrà di Mike Singleton (Forum 2013).

GIAN MARIO VILLALTA Poeta, scrittore, insegnante. Direttore artistico del festival letterario pordenonelegge. I suoi libri di poesia, in dialetto veneto e in italiano, e di narrativa, gli sono valsi numerosi riconoscimenti. Tra i quali il Premio Viareggio per Vanità della mente (Mondadori 2011). Alcune sue poesie sono tradotte in antologie e riviste in francese, inglese, sloveno, serbo, spagnolo, olandese. È ora uscita l’edizione quasi completa delle sue opere in versi: Poesie (Garzanti 2025).

Essere/avere un corpo

PRESENTAZIONE  
con BEATRICE BONATO, FILIPPO PIOVESAN, MATTEO SEGATTO
a cura di Società Filosofica Italiana-Sezione FVG

Pensare il corpo significa partire da ciò che ci è più prossimo e, al contempo, più enigmatico. Significa fare i conti con ciò che ci costituisce prima ancora di ogni riflessione: la nostra stessa carne, la nostra postura nel mondo, la nostra esposizione allo sguardo, al tempo, alla malattia, alla cura, al desiderio. Il volume offre prospettive diverse sul tema del corpo, indagato con gli strumenti della filosofia, della psicoanalisi e della letteratura. Ci fa riflettere sull’esperienza perturbante della corporeità, che inquieta una soggettività incentrata sull’autocoscienza e che resiste all’oggettivazione e all’uniformazione. I testi raccolti nel Quaderno di Edizione Essere/avere un corpo, a cura di B. Bonato, M. Segatto e C. Troilo, nascono dalle lezioni e dalle attività seminariali proposte alla Summer School 2024, organizzata da Link-Rete regionale per la Filosofia.

BEATRICE BONATO Presidente della Società Filosofica Italiana-Sezione FVG, fa parte del comitato scientifico di vicino/lontano e della redazione di “aut aut”. Collabora con la Scuola di Filosofia di Trieste, diretta da Pier Aldo Rovatti. Ha curato i fascicoli monogra­fici di “aut aut” La scuola impossibile (2013) e, con F. Leoni e M. Pacini, Bruno Latour e la modernità impossibile (2024), e diversi Quaderni di “Edizione”. Ha pubblicato il saggio Sospendere la competizione. Un esercizio etico (Mimesis 2015).

FILIPPO PIOVESAN Insegna Filosofia e Storia presso il Liceo “A. Ein­stein” di Cervignano del Friuli. Ha studiato all’Università di Padova, dove ha conseguito la laurea magistrale in Scienze filosofiche con una tesi sulla relazione tra Heidegger e la fenomenologia, e all’Università di Pavia, dove è stato cultore della materia in Filosofia teoretica e ha ottenuto il titolo di dottore di ricerca discutendo una tesi dedicata al pensiero di Husserl. Ha pubblicato contributi su “Discipline filosofiche” e “Axiomathes”. 

MATTEO SEGATTO Dirigente Scolastico dell’ISIS della Bassa Friulana. Dal 2017 al 2025 ha insegnato pres­so il Liceo Scientifico “G. Galilei” di Trieste. Laureato in Filosofia, nel 2015 ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Filosofia Teoretica presso l’Università degli Studi di Verona. La sua attività di ricerca riguarda il pensiero di Martin Heidegger, i temi e i problemi tradizionali della filosofia teoretica, dell’estetica e le impostazio­ni contemporanee dell’epistemologia di area continentale. È membro della Martin Heidegger Gesellschaft.

Matteo Segatto

Dirigente Scolastico dell’ISIS della Bassa Friulana. Dal 2017 al 2025 ha insegnato pres­so il Liceo Scientifico “G. Galilei” di Trieste. Laureato in Filosofia, nel 2015 ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Filosofia Teoretica presso l’Università degli Studi di Verona. La sua attività di ricerca riguarda il pensiero di Martin Heidegger, i temi e i problemi tradizionali della filosofia teoretica, dell’estetica e le impostazio­ni contemporanee dell’epistemologia di area continentale. È membro della Martin Heidegger Gesellschaft.

Filippo Piovesan

Insegna Filosofia e Storia presso il Liceo “A. Ein­stein” di Cervignano del Friuli. Ha studiato all’Università di Padova, dove ha conseguito la laurea magistrale in Scienze filosofiche con una tesi sulla relazione tra Heidegger e la fenomenologia, e all’Università di Pavia, dove è stato cultore della materia in Filosofia teoretica e ha ottenuto il titolo di dottore di ricerca discutendo una tesi dedicata al pensiero di Husserl. Ha pubblicato contributi su “Discipline filosofiche” e “Axiomathes”.

Filosofia nella cura. Per un’armonia di vuoto e pieno

PRESENTAZIONE
con CLAUDIO MARIO FERUGLIO, LUCA FONTANINI, EMANUELA SOZIO
in collaborazione con Forum Editrice

Dall’unione feconda tra medicina e filosofia riemerge il senso del prendersi cura; questo libro nasce dal desiderio di approfondirne il significato, attraverso un approccio innovativo che porta il pensiero filosofico nella pratica clinica. Superando i confini disciplinari e aprendosi a una prospettiva interculturale, la cura diventa un processo dinamico tra sé, l’altro e il mondo. Intrecciando Oriente e Occidente, antico e moderno, esplora i concetti di pieno e vuoto come chiavi per la relazione terapeutica e l’ascolto interiore. Respirare, in questo contesto, significa aprire possibilità, togliere confini stringenti e stimolare un’educazione del pensiero, aiutando la Salute a riappropriarsi delle sue radici. 

CLAUDIO MARIO FERUGLIO Pittore formatosi all’Accademia di Belle Arti di Venezia sotto la guida del maestro spazialista Edmondo Bacci. Le sue opere, attraversate da una profonda tensione spirituale e intimista, vengono esposte in mostre personali e collettive in musei, gallerie private e luoghi di culto in Italia e all’estero, suscitando l’interesse di critici, storici dell’arte, filosofi, sociologi, teologi e scrittori.  

LUCA FONTANINI Fisioterapista, chinesiologo, filosofo specializzato in filosofia interculturale e pop, facilitatore di medicina narrativa e presidente di Ritorno all’Essere Umani. Per Forum ha curato, insieme a Emanuela Sozio, Orizzonti di cura. Un viaggio tra salute, medicina e filosofia (2024), Al di qua. Sguardi trasversali sulla morte (2025), ed è autore di Filosofia nella cura. Per un’armonia di vuoto e pieno (2026). 

EMANUELA SOZIO Medico, facilitatrice di medicina narrativa e vice presidente di Ritorno all’Essere Umani. Per Forum ha curato, curato, insieme a Luca Fontanini, Orizzonti di cura. Un viaggio tra salute, medicina e filosofia (2024) e Al di qua. Sguardi trasversali sulla morte (2025).

Emanuela Sozio

Medico, facilitatrice di medicina narrativa e vice presidente di Ritorno all’Essere Umani. Per Forum ha curato, curato, insieme a Luca Fontanini, Orizzonti di cura. Un viaggio tra salute, medicina e filosofia (2024) e Al di qua. Sguardi trasversali sulla morte (2025).

Luca Fontanini

Fisioterapista, chinesiologo, filosofo specializzato in filosofia interculturale e pop, facilitatore di medicina narrativa e presidente di Ritorno all’Essere Umani. Per Forum ha curato, insieme a Emanuela Sozio, Orizzonti di cura. Un viaggio tra salute, medicina e filosofia (2024), Al di qua. Sguardi trasversali sulla morte (2025), ed è autore di Filosofia nella cura. Per un’armonia di vuoto e pieno (2026).

Claudio Mario Feruglio

Pittore formatosi all’Accademia di Belle Arti di Venezia sotto la guida del maestro spazialista Edmondo Bacci. Le sue opere, attraversate da una profonda tensione spirituale e intimista, vengono esposte in mostre personali e collettive in musei, gallerie private e luoghi di culto in Italia e all’estero, suscitando l’interesse di critici, storici dell’arte, filosofi, sociologi, teologi e scrittori. 

Partita dimostrativa di Baskin

in memoria di Roberto Pelos
Speaker GABRIELE “GASO” ZAMPARO 
in collaborazione con Zio Pino Baskin Udine e Sportinclusion Fvg APS

Per la prima volta a vicino/lontano si disputa una partita che non usa la dialettica delle parole, ma mette in competizione, in campo aperto, corpi che si mettono in gioco ciascuno con la propria unicità. Un’occasione per conoscere, e far conoscere, lo sport inclusivo. Il Baskin è praticato da tutti, insieme, persone con disabilità senza disabilità, diverse per età e genere. Ideato in Italia in un contesto scolastico, il Baskin raggruppa oggi circa duecento associazioni sportive che lo praticano in tutte le regioni italiane, ma sta prendendo piede anche oltre confine: in Francia, Spagna, Grecia, Serbia, Croazia, Germania, Belgio e Lussemburgo. Grazie all’incessante lavoro di Zio Pino Baskin Udine, che ha vinto lo scudetto nel 2024 e la Coppa Italia nel 2025, si è diffuso anche in Friuli Venezia Giulia con la formazione di nuovi tecnici e squadre. Sportinclusion FVG ha recentemente depositato il regolamento e il marchio del FutsALL, calcio a 5 inclusivo, un nuovo gioco inclusivo made in FVG. 

La partita dimostrativa di Baskin al parco Ambrosoli è anche un’occasione per ricordare Roberto Pelos, socio fondatore e membro del CD di Zio Pino Baskin Udine

GABRIELE “GASO” ZAMPARO Speaker della pallacanestro dal 1990, è stato la voce dei campionati italiani di tutte le categorie e di numerose finali nazionali, europee e mondiali.

Gabriele “Gaso” Zamparo

Speaker della pallacanestro dal 1990, è stato la voce dei campionati italiani di tutte le categorie e di numerose finali nazionali, europee e mondiali.

Il tempo delle scelte

PRESENTAZIONE
con PIER GIORGIO GRI
introduce FABIANA DALLAVALLE

Udine, parrocchia di San Cristoforo, anni Settanta: don Paolo, con sguardo delicato e lungimirante, cerca di stare al fianco, e di guidarli, di un gruppo di liceali che si stanno affacciando a una nuova vita, colma di grandissimi cambiamenti. Sono gli anni del tramonto della vecchia concezione di religione, della prima consapevolezza delle lotte di classe, della ribellione al passato, della nascita del femminismo e dell’impegno politico, gli anni della comparsa dell’eversione armata. Seguiamo la crescita di Daniela, che prende coscienza che entrare nell’età adulta coincide con l’entrare in un mondo ignoto e tumultuoso. L’autore legge dentro l’animo dei giovani protagonisti con uno sguardo profondo, mai banale o scontato.

PIER GIORGIO GRI Ha studiato filosofia a Milano e Padova, e l’ha insegnata a Udine, città dove vive. Ha pubblicato: Anna e Lorenzo. Un discorso indiretto (Circolo Menocchio 2017); Intrecci del tempo presente (Forum 2019); Incantevole Ludo (Forum 2021). È autore di Il tempo delle scelte (Gaspari Editore 2026).

FABIANA DALLAVALLE Giornalista e scrittrice. Laureata in Storia del teatro, scrive sulle pagine culturali del Messaggero Veneto. Con Gaspari ha pubblicato La carezza dell’acqua (2016) e L’ombra nell’acqua(2020).

Pier Giorgio Gri

Ha studiato filosofia a Milano e Padova, e l’ha insegnata a Udine, città dove vive. Ha pubblicato: Anna e Lorenzo. Un discorso indiretto (Circolo Menocchio 2017); Intrecci del tempo presente (Forum 2019); Incantevole Ludo (Forum 2021). È autore di Il tempo delle scelte (Gaspari Editore 2026).

Abitare illegale

PRESENTAZIONE
con ANDREA STAID
introduce PAOLO BON

Abitare illegale non è solo un libro sulle occupazioni, sulle case vuote o sulle crepe del diritto alla proprietà. È un’indagine sociale e antropologica sul modo in cui gli esseri umani vivono lo spazio, le relazioni e l’appartenenza a una comunità quando le regole ufficiali falliscono. Muovendo tra esperienze di occupazione abitativa, pratiche informali, comunità autogestite e forme di resistenza quotidiana, l’autore mostra come l’“illegalità” sia spesso una risposta necessaria a un sistema che esclude, marginalizza e rende inaccessibile il diritto all’abitare. Senza giudizi morali o un facile romanticismo, Staid interroga le categorie stesse di legalità, proprietà e ordine urbano, mettendo in luce le contraddizioni profonde delle città contemporanee.

ANDREA STAID Insegna Antropologia culturale e visuale alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, Antropologia culturale allo IED di Torino. Tra i suoi volumi più recenti: I dannati della metropoli(Milieu 2020); Disintegrati (Nottetempo 2020); La casa vivente (add 2021, Premio Green Book 2026); con UTET Essere natura (2022) e Abitare illegale (nuova ed. 2026). Dal 2024 è membro del comitato scientifico di vicino/lontano.

PAOLO BON Architetto con studio a Udine dal 1997. Ha realizzato opere pubbliche e private in vari comuni della regione Fvg. Ha progettato e diretto gli interventi complementari delle Ciclovie Regionali Fvg 1 e Fvg 3 e diversi campi sportivi. Ha avuto esperienze di docenza presso le Università di Trento e di Udine.È stato presidente dell’Ordine degli architetti della provincia di Udine. Fa parte del direttivo di vicino/lontano.

Una piccola guerra. Il 6 maggio del Friuli

PRESENTAZIONE
con TONI CAPUOZZO
a cura di Libreria Coop Friuli

Quante persone del mezzo milione che vivevano nell’area del terremoto – e quanti dei centomila sfollati – ci sono ancora, e hanno voglia di raccontare? In questo cinquantesimo anniversario, molti hanno già provato a farlo, con discorsi e fotografie, cerimonie e documentari. Che cosa possiamo aggiungere? Poco, ma è un poco che ha il sapore intatto del tempo: la protesta delle tendopoli prima, e l’epopea della ricostruzione dopo… Il terremoto, in fondo, è stata la piccola guerra di una generazione: un evento che ha segnato tutti e ciascuno, obbligandolo a decidere quali sono le cose importanti, quali quelle che vuole conservare. E che ti costringe a cominciare daccapo… Questo non è un saggio sociologico, e non racconta il vertiginoso cambiamento causato dal terremoto, la brusca accelerazione di fenomeni prima timidi e appena accennati. Ma è certo che, dopo, nulla è stato più come prima. Questo è più semplicemente un libro che può aiutarci a ricordare. 

TONI CAPUOZZO Giornalista, ha vissuto a Udine, Roma e Milano. Ha lavorato per la carta stampata: Lotta Continua, Reporter, Panorama Mese, Epoca, il Foglio e per la televisione a Mediaset: telegiornali e il programma Terra!. Non ama essere definito inviato di guerra, nonostante abbia seguito per trent’anni conflitti in ogni parte del mondo. Per Biblioteca dell’Immagine ha pubblicato Piccole patrie (2020), Balcania(2022), Nessuno più canta per strada (2023), Vite di confine (2024). Una piccola guerra (2026) è il suo ultimo libro. È membro della Giuria del Premio Terzani.

«Noi» non è un mezzo. Lotta di classe e godimento

PRESENTAZIONE
con ANDREA MUNI
introduce SARA NOCENT

C’è un tempo, nella vita, in cui la politica smette di essere un discorso e torna a farsi corpo, fatica, vergogna, invidia, desiderio. Da quel varco si apre «Noi» non è un mezzo: non un saggio accademico, non un diario intimo, ma un attraversamento del vissuto, del lavoro e delle sue ferite, scritto da chi ha pensato mentre sgobbava, ha teorizzato mentre sopravviveva, ha imparato a riconoscere la politica nei gesti minimi della vita sfruttata. Alternando frammenti diaristici – vivi, crudi, comici e disperati – e riflessioni teoriche, Andrea Muni ricostruisce ciò che resta dell’idea di classe e ciò che, forse, può ancora nascere dalle sue macerie. La ricerca si sviluppa attraverso un costante dialogo con Marx, Foucault, Bataille, Pasolini, Althusser, l’operaismo italiano e con i corpi reali degli sfruttati, mostrando come l’invidia, l’odio, la festa, lo spreco, il riso nel naufragio e la distruzione dell’individuo siano luoghi politici prima ancora che emotivi. Contro l’individualismo neoliberale e le sue discipline – che ci vogliono normali, produttivi, soli – questo saggio cerca un altro modo di stare insieme: un «noi» non come mezzo, ma come fine. Una forma di vita comune fatta di complicità, socialità improduttive, passioni condivise, gesti di rivolta e cura reciproca.

ANDREA MUNI Dottore di ricerca in filosofia contemporanea. Ex operaio stagionale, è attualmente docente alle scuole superiori. Fa parte dello staff della Scuola di Filosofia di Trieste e della redazione della rivista di filosofia «aut aut». Coordina la rivista e l’associazione culturale “Charta Sporca”. Ha collaborato, tra gli altri, con la pagina culturale de l’Espresso, con la rivista britannica “Blue Labyrinths” e con le riviste italiane “Argo”, “Le parole e le cose» e “Lo Sguardo”. È autore di «Noi» non è un mezzo. Lotta di classe e godimento (Einaudi 2025).

SARA NOCENT Dottoranda di Filosofia presso l’Università di Udine e Trieste con un progetto sull’estetica dei gemelli digitali umani. I suoi interessi di ricerca vertono sull’estetica, il post-strutturalismo francese e la psicoanalisi lacaniana, che ha approfondito studiando presso l’Università di Lubiana. È socio membro della Società Italiana di Estetica e dell’Associazione Internazionale Ernesto De Martino e negli ultimi anni ha studiato in particolare i rapporti tra soggetto, duplicazione e fine.

La vita anteriore

PRESENTAZIONE
con RAFFAELE SIMONE
introduce NICOLA GASBARRO

Da “come eravamo’ a come siamo diventati.  Autobiografia della generazione nata a cavallo degli anni Quaranta: l’unica nella storia dell’umanità che in una vita sola ha conosciuto tanti radicali capovolgimenti di modi di vivere e di pensare. Tra allora e ora è cambiata ogni cosa, più volte, fuori e dentro di noi: le case e le famiglie, l’ambiente, i codici di comportamento, i modi di divertirsi, di lavorare, di stare insieme, di amarsi, l’educazione e la scuola, gli oggetti e i gadget della vita quotidiana, l’abbigliamento e la concezione del corpo, dell’identità e del sesso, il modo di viaggiare, di curarsi, di mangiare… Questo incessante turbine di cambiamenti, di cui le generazioni successive non sanno nulla, viene raccontato in uno stile garbato e con l’aiuto di un apparato fotografico che fa tenerezza… e talvolta nostalgia.  

RAFFAELE SIMONE Linguista di fama internazionale, ha insegnato in diverse università nel mondo. È professore emerito dell’Università Roma Tre. È membro dell’Académie Royale belga e dell’Accademia della Crusca ed è Officier de l’Ordre des Arts et des Lettres di Francia. Tra i numerosi riconoscimenti, è suo il Prix de l’Institut de France 2022. Ha progettato e diretto importanti opere lessicografiche per la Treccani e scritto saggi di analisi della modernità. Tra i titoli più recenti: L’ospite e il nemico (Garzanti 2020); Il software del linguaggio (Raffaello Cortina 2020); La grammatica presa sul serio (Laterza 2022); Divertimento con rovine (Solferino 2022); Come la democrazia fallisce (Garzanti 2023); La vita anteriore(Laterza 2026). Collabora con Avvenire, Domani e Nouvel Obs.

NICOLA GASBARRO Antropologo. È presidente del comitato scientifico di vicino/lontano e membro della giuria del Premio Terzani. Si occupa di problemi relativi alla comparazione storico-religiosa e all’antropologia della complessità. Autore di numerose pubblicazioni, per la collana ‘vicino/lontano’ ha curato L’uomo che (non) verrà di Mike Singleton (Forum 2013).

Nero

PRESENTAZIONE
Con ENRICO CATTARUZZA, EDOARDO DE STALIS, SARA NOCENT, ALESSANDRO SBORDONI 

“Charta Sporca” nel suo trentottesimo numero affronta il tema del Nero. Dalla politica alla cronaca, passando per il dilagare di fascismi e razzismi, dello sfruttamento e del disagio psico-sociale. Più di venti tra autori e autrici hanno interpretato – ognuno a proprio modo – l’idea che sia necessario reggere lo sguardo nello specchio nero del nostro presente, fino a scorgere in questo abisso la scintilla di una nuova luce. Tra fotografia, fumetto, letteratura, saggistica e intervento politico, il numero attraversa tutte le tonalità del Nero, lasciandosi attraversare dall’arte, dal cinema, dalla musica e dalla creatività autoprodotta.

ENRICO CATTARUZZA Autore e giurista, fa parte della redazione di Charta Sporca, su cui scrive. Lavora per la Regione FVG.

SARA NOCENT Dottoranda di Filosofia presso l’Università di Udine e Trieste con un progetto sull’estetica dei gemelli digitali umani. I suoi interessi di ricerca vertono sull’estetica, il post-strutturalismo francese e la psicoanalisi lacaniana, che ha approfondito studiando presso l’Università di Lubiana. È socio membro della Società Italiana di Estetica e dell’Associazione Internazionale Ernesto De Martino e negli ultimi anni ha studiato in particolare i rapporti tra soggetto, duplicazione e fine.

EDOARDO DE STALIS Designer. Formatosi all’Accademia di Belle Arti, ha lavorato presso l’agenzia di grafica Basiq e oggi opera come libero professionista. Si occupa di progettazione grafica, identità visiva e sistemi editoriali per eventi culturali ed editoria. Segue da anni il progetto grafico della rivista Charta Sporca.

ALESSANDRO SBORDONI Redattore di “Charta Sporca”, è autore di Semiotica della fine. Saggi sul capitalismo e l’apocalisse (Institute of Network Cultures 2023), e di Beyond the Image (Set Margins 2025).

Alessandro Sbordoni

Redattore di “Charta Sporca”, è autore di Semiotica della fine. Saggi sul capitalismo e l’apocalisse (Institute of Network Cultures 2023), e di Beyond the Image (Set Margins 2025).

Edoardo De Stalis

Designer. Formatosi all’Accademia di Belle Arti, ha lavorato presso l’agenzia di grafica Basiq e oggi opera come libero professionista. Si occupa di progettazione grafica, identità visiva e sistemi editoriali per eventi culturali ed editoria. Segue da anni il progetto grafico della rivista Charta Sporca.

Enrico Cattaruzza

Autore e giurista, fa parte della redazione di Charta Sporca, su cui scrive. Lavora per la Regione FVG.

Occidente senza pensiero

PRESENTAZIONE 
con ALDO SCHIAVONE
introduce MARCO PACINI

Solo una rivoluzione intellettuale e morale potrà impedire all’Occidente di perdere sé stesso, ricongiungendolo alla parte migliore della sua storia. Nel cuore dell’Occidente, in Europa come in America, si è aperto un vuoto di idee senza precedenti, proprio mentre stiamo attraversando un passaggio d’epoca in cui avremmo più che mai bisogno di un pensiero nuovo. Di una visione e di una strategia in grado di contrastare chi tenta di trasformare la spinta verso un mondo globalizzato in una inaudita privatizzazione tecnocapitalistica del pianeta. Stiamo rischiando di conoscere il tramonto della politica democratica? Certamente siamo di fronte a nuove forme di diseguaglianze in campi cruciali per l’avvenire della nostra specie. È ancora possibile un risveglio dell’Europa per rimetterci sulla strada maestra della nostra modernità.

ALDO SCHIAVONE È uno degli storici italiani più tradotti. Ha insegnato a Bari, Firenze, all’Istituto Italiano di Scienze Umane, di cui è stato fondatore e direttore, e alla Scuola Normale Superiore. Tra le sue pubblicazioni, per Einaudi: Ius. L’invenzione del diritto in Occidente (2017²)Eguaglianza. Una nuova visione sul filo della storia (2019), La storia spezzata. Roma antica e Occidente moderno (2020²), Sinistra! Un manifesto (2023); per il Mulino: Progresso (2020), L’Occidente e la nascita di una civiltà planetaria (2022), Occidente senza pensiero (2025).

MARCO PACINI Giornalista e scrittore. Ha pubblicato Epocalisse (Mimesis 2018); Pensare la fine. Discorso pubblico e crisi climatica (Meltemi 2022); Zona critica. Esercizi di futuro tra ecologia e tecnologia (Meltemi 2024). Con Paolo Cerutti è l’ideatore del progetto vicino/lontano. È membro della redazione di “aut aut” e della giuria del Premio Terzani.

La peste. Indagine sulla destra in Germania

PRESENTAZIONE
con TONIA MASTROBUONI
introduce LUANA DE FRANCISCO

In Germania c’è una peste che non si vede, ma cresce. Avanza silenziosa nelle campagne, si radica in villaggi dimenticati, si insinua nelle scuole, nei corpi civili, nelle associazioni culturali e religiose. Non porta bandiere, ma idee. Idee vecchie, che sembravano sepolte dalla storia: razzismo, culto della purezza, antisemitismo, gerarchia biologica tra esseri umani. Dietro il volto rassicurante dell’agricoltura bio o della pedagogia alternativa, un universo inquietante prende forma. È quello delle comunità völkisch, dei neonazisti “ecologisti”, dei nostalgici del Reich, che educano i propri figli in fattorie isolate, li addestrano nei campi paramilitari, e sognano un nuovo ordine etnico. In questo libro-inchiesta, Tonia Mastrobuoni ricostruisce una rete capillare di movimenti estremisti che hanno smesso di stare ai margini: oggi lavorano con metodo per infiltrare le istituzioni, costruire consenso locale, riscrivere la memoria e conquistare il potere “dal basso”. Un viaggio disturbante nel cuore di una democrazia che si scopre vulnerabile. Un avvertimento lucido, documentato, urgente: se sta succedendo in Germania, può accadere ovunque.

TONIA MASTROBUONI Giornalista, è corrispondente per la Repubblica dalla Germania e l’Est Europa. Si occupa di economia e finanza internazionale, diplomazia europea e geopolitica. Ha vinto numerosi premi giornalistici, tra cui il Premiolino nel 2018. È autrice per Mondadori di L’inattesa. Angela Merkel, una biografia politica (2021) e L’erosione. Come i sovranismi stanno spazzando via la democrazia in Europa (2023). Con Feltrinelli ha pubblicatoLa peste. Indagine sulla destra in Germania (2025).

LUANA DE FRANCISCO Giornalista del Messaggero Veneto, è caposervizio responsabile della cronaca di Udine. Ha collaborato a lungo con Repubblica e l’Espresso. È coautrice di Mafia a Nord-Est (Bur 2015); Crimini a Nord-Est (Laterza 2020); Robot. Lavoratori e contribuenti di domani (Santelli 2023). Direttrice artistica del festival dell’informazione Il mondo fuori di Cormons. Ha vinto i premi giornalistici Silvia Trabalzini e Simona Cigana.

“Respira chi sei”

INCONTRO
con FRANCESCA ARENGI, IRENE GRECO
a cura della Libreria Moderna Udinese

Una mattinata tra libri illustrati, fumetti, meditazioni e grandi domande. Uno spazio d’incontro tra grandi e piccini per condividere lettura, respiro e semplici esercizi di meditazione accessibili a tutti. Succederà a partire dall’attraversamento di due albi illustrati, Vivere di Grant Snider e Sono sempre io di Rupert Spira, entrambi editi da Ubiliber. Due libri, per prendere la parola con sé stessi e porsi una sola domanda: “Chi sono io, dentro la vita che vivo ogni giorno?”.

FRANCESCA ARENGI Coordinatrice editoriale di Ubiliber, casa editrice nata nel 2020 con il progetto editoriale di promuovere la conoscenza della cultura, della filosofia, del pensiero buddhista.

IRENE GRECO Ha lavorato come libraia per 20 anni prima di dedicarsi esclusivamente al suo progetto Leggimiprima, attraverso il quale tiene interviste ad autori ed editori, incontri di formazione per adulti e laboratori per bambini e ragazzi. Tra i suoi libri: Leggimi prima (MIMebù 2022); Leggere l’inatteso (Il Leone Verde 2022); A cosa serve un libro? (Il Leone Verde Piccoli 2023); Leggere le emozioni (MIMebù 2025); Maestra, vieni a vedere! (Pulce 2025).

Francesca Arengi

Coordinatrice editoriale di Ubiliber, casa editrice nata nel 2020 con il progetto editoriale di promuovere la conoscenza della cultura, della filosofia, del pensiero buddhista.

Viers la lagune

PRESENTAZIONE
con PAOLO CANTARUTTI, ALESSANDRA ZIGAINA
modera SIMONE CUVA
letture PATRIZIA DUGHERO

Verso la laguna, raccolta di racconti di Giuseppe Zigaina pubblicata da Marsilio a metà anni ’90 e fuori catalogo da oltre 25 anni, viene presentata nella traduzione in friulano, di Paolo Cantarutti, uscita a fine 2025 per qudulibri. La laguna di Grado rappresenta per Giuseppe Zigaina un mondo nel Mondo, un universo mitico nel quale l’autore cerca, e trova, le tracce dell’originaria bellezza della vita. Zigaina alterna memorie dell’infanzia, vicende di vita matura e momenti contemplativi, creando un affresco profondamente intimo e al tempo stesso universale. I temi della natura e della memoria, dell’identità friulana, della sua arte e della vita, insieme al simbolismo archetipico per approfondire il mistero dell’esistenza, rappresentano il fulcro letterario e artistico di questi racconti, rendendoli preziose istantanee dello spazio vitale dell’autore.

PAOLO CANTARUTTI Voce storica di Radio Onde Furlane, è autore e collaboratore di numerose serie radiofoniche e televisive in friulano. Ha curato riviste periodiche (La Patrie dal Friûl), letterarie (La Comugne), scientifiche (Gjornâl Furlan des Siencis) e tante pubblicazioni in friulano di libri, fumetti, dischi e film.

ALESSANDRA ZIGAINA Giornalista Rai e corrispondente, dal 1995 al 1998 dell’agenzia di stampa Adnkronos. Collaboratrice di Panorama, è ora stabilmente al servizio del telegiornale regionale del Friuli Venezia Giulia. Si occupa di politica e cronaca.

PATRIZIA DUGHERO Fondatrice, insieme a Simone Cuva, della casa editrice qudulibri di Gorizia.

SIMONE CUVA Fondatore, insieme a Patrizia Dughero, della casa editrice qudulibri di Gorizia.

Alessandra Zigaina

Giornalista Rai e corrispondente, dal 1995 al 1998 dell’agenzia di stampa Adnkronos. Collaboratrice di Panorama, è ora stabilmente al servizio del telegiornale regionale del Friuli Venezia Giulia. Si occupa di politica e cronaca.

Il rivoluzionario e la maestra

PRESENTAZIONE
con GAJA CENCIARELLI
introduce REMO ANDREA POLITEO
a cura di Libreria Moderna Udinese

Adolfo Wasem e Sonia Mosquera furono rapiti nel 1972, in Uruguay, durante la dittatura militare. Per dodici anni furono sottoposti a torture indicibili. Wasem e tutto il comitato direttivo dei Tupamaros vissero in isolamento in cunicoli sotterranei chiamati calabozos. In una casa alla periferia di Roma, quarant’anni dopo la morte di Wasem, una donna, alle prese col suo ennesimo trasloco, trova un libro. La storia di Wasem le insegna che ciascuno può fare la rivoluzione a modo suo, e che aver perso i soldi, la famiglia, la casa, gli amici, non significa dover rinunciare alla libertà. Tutte le storie del mondo, anche quando sembrano slegate l’una dall’altra, distanti nel tempo e nella geografia, nella condizione politica e sociale, sono unite da un filo che si chiama libertà: Gaja Cenciarelli ci porta nella sua vita e in quella di Adolfo Wasem, per testimoniare come la rivoluzione è sempre possibile, anche quando si chiama “cambiare casa”. Queste sono le storie di un rivoluzionario e di una maestra, che poi sono una storia sola. Che è pure la nostra.

GAJA CENCIARELLI Scrittrice e traduttrice, vive e lavora a Roma, dove insegna lingua e letteratura inglese. Ha scritto romanzi, racconti, interventi critici. Fa parte dei “Piccoli Maestri”. Con Marsilio ha pubblicato: La nuda verità (2018), Domani interrogo (2022, premio Alvaro-Bigiaretti 2023) e Il rivoluzionario e la maestra (2026). 

REMO ANDREA POLITEO Libraio, è presidente dell’associazione Librerie in Comune di Udine e membro della Giuria del Premio Terzani.

Gaja Cenciarelli

Scrittrice e traduttrice, vive e lavora a Roma, dove insegna lingua e letteratura inglese. Ha scritto romanzi, racconti, interventi critici. Fa parte dei “Piccoli Maestri”. Con Marsilio ha pubblicato: La nuda verità (2018), Domani interrogo (2022, premio Alvaro-Bigiaretti 2023) e Il rivoluzionario e la maestra (2026).

Foto  – ©Foto Hubove Studio

Andrea Camilleri. Di pianeti e di uomini

PRESENTAZIONE
con FRANCESCO DE FILIPPO
introduce FABIANA DALLAVALLE

In questo dialogo con Francesco De Filippo, Andrea Camilleri rivela un volto inedito e sorprendente: non il familiare narratore dalla voce amabile e roca ma il maestro intellettuale, lucido, scomodo e fedelmente imparziale. In questo libro-intervista, Francesco De Filippo mette da parte l’immagine rassicurante del “padre di Montalbano” per concentrarsi su un pensatore acuto e lungimirante. Affrontando temi attuali – dall’intelligenza artificiale all’ambiente, dall’Europa alla filosofia, passando per il conflitto israelo-palestinese, l’arte, le masse e la politica – il volume presenta un “buon maestro”, cui far riferimento per orientarsi in un mondo in rapido mutamento, in maniera leggera e vibrante.

FRANCESCO DE FILIPPO Giornalista, scrittore e saggista. Direttore di Ansa Fvg.  Vincitore di premi letterari internazionali. Tra le sue pubblicazioni: Filosofia per i prossimi umani (con M. Frega, Giunti 2020); con Castelvecchi: Dai serpenti di Wuhan alle aragoste di Portofino (2020); Prima sterminammo gli uccelli… (2020); No vax: il grande sogno negato (2022); Trieste è un’isola (2023).

FABIANA DALLAVALLE Giornalista e scrittrice. Laureata in Storia del teatro, scrive sulle pagine culturali del Messaggero Veneto. Con Gaspari ha pubblicato La carezza dell’acqua(2016) e L’ombra nell’acqua (2020).

Alpi d’Oriente

PRESENTAZIONE
con MAURIZIO BAIT
introduce MARISA SESTITO
in collaborazione con Leggimontagna

Maurizio Bait ci giuda alla scoperta delle Alpi Giulie e del Carso portando alla luce il loro passato e la loro anima. Il Lupo di Raccolana, Julius Klugy, Vladimiro Dougan, Nives Meroi e Romano Benet, Tiziana Weiss, Ignazio Piussi… Una collezione di storie di uomini, donne, foreste e montagne che l’autore ha vissuto in prima persona calcando talora la storia, talvolta l’assenza, spesso le emozioni. Sempre la passione. L’intento è quello di restituire la memoria e il presente delle Alpi Orientali, territori di rara integrità ambientale e bellezza. Nella speranza che qualche lettore voglia ripercorrere queste vie dell’anima con spirito puro, cercando nei silenzi voci perdute o nuovi richiami. Ma soprattutto che ciascuno cerchi le proprie vie: la Montagna lo ricompenserà con mille tesori segreti.

MAURIZIO BAIT Scrittore di frontiera di discendenza austro-italo-slovena, è giornalista e autore di numerosi saggi e libri. Sul Gazzettino ha curato per anni la pagina culturale “Frontiere”. Alpi d’Oriente (Ediciclo 2024) è il suo ultimo libro.

MARISA SESTITO È stata docente di letteratura inglese all’’Università di Udine. Ha tradotto, tra gli alti, testi di William Shakespeare, Elizabeth Gaskell, Anne Brontë, Virginia Woolf; l’autore su cui con più assiduità ha lavorato è Charles Dickens, di cui ha tradotto numerosi racconti, romanzi e copioni teatrali. Con Gaspari editore ha pubblicato Cora Slocomb di Brazzà, l’ingegno e il coraggio (a cura di, 2024) e Torte di guerra (2026). 

Marisa Sestito

È stata docente di letteratura inglese all’’Università di Udine. Ha tradotto, tra gli alti, testi di William Shakespeare, Elizabeth Gaskell, Anne Brontë, Virginia Woolf; l’autore su cui con più assiduità ha lavorato è Charles Dickens, di cui ha tradotto numerosi racconti, romanzi e copioni teatrali. Con Gaspari editore ha pubblicato Cora Slocomb di Brazzà, l’ingegno e il coraggio (a cura di, 2024) e Torte di guerra (2026). 

La realtà è una materia complessa

INCONTRO 
con GIANLUCA COSTANTINI
a cura di Libreria Cluf

Gianluca Costantini è artista, attivista, uno dei principali esponenti italiani del graphic journalism. Per l’occasione ripercorrerà la propria esperienza pluriennale di impegno a tutela dei diritti umani, raccontando i propri libri, sfogliandoli assieme al pubblico, in dialogo con Roberto Franco e Riccardo Pasqual, curatori per la Libreria Cluf della rassegna sottoPELLE, dedicata al linguaggio del fumetto.

GIANLUCA COSTANTINI Artista attivista, combatte le sue battaglie civili e umanitarie attraverso il disegno. Collabora con ActionAid, Amnesty International e Arci. Pubblica su testate italiane e straniere. I suoi ultimi libri: Libia (con F. Mannocchi, Mondadori 2019); Patrick Zaki, una storia egiziana (con L. Cappon, Feltrinelli 2022); con Becco Giallo: Human Rights Portraits (2023); Julian Assange. WikiLeaks e la sfida per la libertà d’informazione (con D. Morgante, Altreconomia 2024). Ha illustrato il graphic memoir di Ai Weiwei Zodiac, pubblicato nel 2024 con i testi di Elettra Stamboulis in lingua inglese (Random House), portoghese (Objectiva) e italiano (Oblomov Edizioni).

La scacchiera letteraria. Maurensig tra psicologia e mistero

PRESENTAZIONE
con GIANNI CIANCHI, ANGELO FLORAMO

Paolo Maurensig ha venduto milioni di copie dei suoi romanzi, i più conosciuti dei quali sono La Variante di Lüneburg e Canone inverso. Ma Gianni Cianchi, critico letterario divenuto intimo amico dello scrittore nell’ultima parte della sua vita, si assume ora l’onere e l’onore di analizzare, in un saggio scrupoloso e sapiente, tutti i suoi romanzi, editi e inediti. A partire da poche essenziali notizie biografiche, ne documenta in modo esauriente e completo il percorso di maturazione intellettuale e artistica, che affonda le radici nella cultura mitteleuropea e nella letteratura americana. Non rinuncia ad approfondire con digressioni di carattere storico, letterario, filosofico, psicologico i temi ricorrenti nelle trame e negli intrecci: gli scacchi, il doppio, la musica, la pittura, il fantastico, il mistero, la moltiplicazione dei narratori. Tutti letti e indagati nella loro valenza simbolica e restituiti in un discorso di ampio respiro. 

ANGELO FLORAMO Insegnante, storico medievista, è consulente scientifico della Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli. Come narratore ha pubblicato: Balkan Cirkus (Ediciclo 2013) e per Bottega Errante: Guarneriana segreta (2015), L’osteria dei passi perduti (2017), La Veglia di Ljuba (2018), Vino e libertà (2023), Breve storia sentimentale dei Balcani (2024), L’estate indiana del ’76 (2026); con Forum: Cantata per il Cid (con D. De Marco, 2025). È stato insignito del Premio Nonino Risit d’Aur Barbatella d’Oro 2024 con la cooperativa Insieme Frutti di Pace.

GIANNI CIANCHI Ha insegnato Italiano e Latino nei licei scientifici di Tolmezzo, Udine, Tripoli, Istanbul e Buenos Aires. Critico letterario e teatrale per la Società Dante Alighieri, dal 2006 insegna Storia del teatro alla Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine. Per molti anni ha collaborato con vicino/lontano come responsabile della sezione spettacoli, del Concorso Scuole Tiziano Terzani e come regista della serata per la consegna del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani.

Crescere, la guerra

SPETTACOLO
di Francesca Mannocchi
con FRANCESCA MANNOCCHI, RODRIGO D’ERASMO
regia Giorgina Pi
musiche Rodrigo D’Erasmo
produzione Elastica e Gemma Concerti
distribuzione Gemma Concerti

CC - Evento Sottotitolato

Crescere, la guerra è uno spettacolo che intreccia voci e testimonianze vere raccolte da diverse guerre del passato e del presente, per mettere in luce il punto cieco della nostra umanità: l’indifferenza.
Un viaggio teatrale, che ci costringe ad ascoltare ciò che spesso scegliamo di non vedere: il dolore degli altri. Attraverso le parole di chi ha vissuto la guerra, lo spettacolo mostra come i semi dei conflitti futuri si annidino nell’inconsapevolezza del presente, nella distrazione di chi racconta senza cura, nella sordità di chi ascolta senza empatia. Una riflessione profonda sul tempo, la memoria e la responsabilità collettiva. Perché ogni guerra nasce anche da ciò che non siamo stati capaci di proteggere. E ogni pace si costruisce a partire da ciò che decidiamo di vedere.

RODRIGO D’ERASMO Violinista, polistrumentista, compositore, arrangiatore e produttore di formazione classica, dal 2001 a oggi ha registrato decine di album e suonato con numerose band e artisti, tra cui Mark Lanegan, Muse, Damon Albarn, Rokia Traoré e molti altri. Dal 2008 è il violinista degli Afterhours, con cui ha vinto tra gli altri il premio della critica al Festival di Sanremo 2009 e il premio Tenco nel 2012.

FRANCESCA MANNOCCHI Giornalista, scrittrice, regista. Ha vinto prestigiosi premi giornalistici per i suoi reportage dai più caldi teatri di guerra. Ha diretto Isis, Tomorrow (con A. Romenzi 2018) e Lirica Ucraina (2025, David di Donatello per il miglior Documentario). Fra i libri, per Einaudi: Io Khaled vendo uomini e sono innocente (2019, finalista Premio Terzani 2020), Bianco è il colore del danno (2021); e, per De Agostini, Lo sguardo oltre il confine. Dall’Ucraina all’Afghanistan, i conflitti di oggi raccontati ai ragazzi (2022); Sulla mia terra. Storie di israeliani e palestinesi (2024). Ha curato il fascicolo Conflitti della rivista “Sotto il Vulcano” (06/10, Feltrinelli 2023) e ora è in libreria con il testo di poesie Crescere, la guerra(Einaudi 2026)

Rodrigo D’Erasmo

Violinista, polistrumentista, compositore, arrangiatore e produttore di formazione classica, dal 2001 a oggi ha registrato decine di album e suonato con numerose band e artisti, tra cui Mark Lanegan, Muse, Damon Albarn, Rokia Traoré e molti altri. Dal 2008 è il violinista degli Afterhours, con cui ha vinto tra gli altri il premio della critica al Festival di Sanremo 2009 e il premio Tenco nel 2012.

Una voce dall’assedio. Diario da Gaza

dai reportage di Rita Baroud 
si ringrazia la Repubblica
per la gentile concessione

LETTURA SCENICA 
con MIRIAM LILITH RUSSO 
accompagnamento musicale VITTORIO VELLA 
regia di Massimo Somaglino

Per un anno intero (12 maggio 2024 -12 maggio 2025) Rita Baroud, studentessa gazawa ventunenne, trasformatasi in pochi giorni in giornalista freelance, ha raccontato ai lettori di Repubblica, e a tutti noi, la vita della popolazione di Gaza durante l’assedio. Sono pagine di diario che descrivono la realtà e i sentimenti che i grandi media non sono in grado di trasmettere nella loro immediatezza e verità. Ciò che colpisce chi ascolta la sua giovane voce è lo stupore e lo sgomento con cui Rita registra il silenzio del mondo. La sua prosa è sobria, essenziale, descrittiva, ci commuove con riflessioni e immagini di fulminea efficacia comunicativa, ci sorprende con metafore di illuminante freschezza e originalità. Anche quando alla fine deve confessare lo spaesamento e la “colpa” dell’esilio. 

L’Archivio dei diari di Pieve Santo Stefano ha attribuito a Rita Baroud il “Premio Tutino Giornalista” 2025, un riconoscimento simbolico ai nuovi protagonisti del giornalismo che ogni giorno onorano con capacità, coraggio e dedizione, la professione.

MIRIAM LILITH RUSSO Attrice e performer diplomatasi presso la BSMT di Bologna con la direzione di Shawna Farrell. Ha lavorato con i registi Massimo Somaglino, Saverio Marconi, Yasmine Marie Jahanmir, Consuelo Barilari, Andrea Nicolini, Alex Cantarelli e Roberta Spaventa. Continua a formarsi con Roberto Latini, Balletto Civile, Flavia Toti Lombardozzi, Claudia Marotti e con la compagnia spagnola Agrupación Señor Serrano. È attualmente impegnata nelle produzioni Eumenidi in Piscina con la regia di Yasmine Marie Jahanmir e Stelle Filanti, di cui è interprete e regista. È co-fondatrice della compagnia teatrale italo-americana Arêté Theatre. 

VITTORIO VELLA Editore musicale, compositore e artigiano del suono. Ha ideato sonorizzazioni di mostre e spazi architettonici in veste di compositore, sound designer e tecnico del suono e realizzato un centinaio di produzioni discografiche dedicate alla ricerca musicale avanzata. È direttore artistico del festival “Contemporanea” e del concorso internazionale di composizione “Città di Udine”. È produttore di programmi radiofonici per la RAI, ideatore della collana musicale “Soundscapes – Music for Images” e responsabile editoriale di TEM – Taukay Edizioni Musicali.

ARCI: tra ieri, oggi e domani

INCONTRO 
con LUCIANA CASTELLINA
in collaborazione con Arci Mont

La presidente onoraria dell’ARCI Luciana Castellina – classe 1929 – dialoga con i giovani e le giovani della Carnia sui temi dell’attivismo, della partecipazione e delle nuove sfide sociali, in un confronto tra generazioni per immaginare insieme il futuro dell’impegno civile. L’incontro è organizzato da Arci Mont, un nuovo circolo culturale diffuso nato da poco in Carnia, che punta a diventare uno spazio di aggregazione, dialogo e incontro per tutte le generazioni, con l’obiettivo di rafforzare il sentimento comunitario e offrire ai cittadini i mezzi per essere protagonisti attivi della vita sociale e culturale del territorio.

LUCIANA CASTELLINA Giornalista e scrittrice. Militante nel PCI dal 1947, è stata tra i fondatori del ‘Manifesto’ nel 1969, direttrice di ‘Liberazione’ dal 1992 al 1994, più volte deputata italiana ed europea. Tra le sue pubblicazioni più recenti, per Nottetempo: Guardati dalla mia fame (con M. Agus, 2014) e Amori comunisti (2018); per Forum: Un mondo di donne in cammino (con D. De Marco e A. Floramo, 2024). La scoperta del mondo (Nottetempo 2025) è l’edizione aggiornata e rivista del suo diario del 2011.

Storia della Repubblica

INCONTRO
GUIDO CRAINZ in dialogo con GIANPAOLO CARBONETTO

Ottant’anni di storia: un percorso intenso, intriso di speranze e delusioni, di traumi e mutamenti inavvertiti. Quanto siamo cambiati nel corso degli ultimi dieci anni? Quanta parte di questa storia è presente nella memoria del paese? Nel nostro orizzonte collettivo sono divenuti sempre meno “costitutivi” gli anni duri, conflittuali ma al tempo stesso solidali, della Ricostruzione, le speranze e talora le illusioni del “miracolo economico”, la ventata riformatrice degli anni Sessanta e Settanta, pur segnati, questi ultimi, dalle tragedie della “strategia della tensione” e degli “anni di piombo”. Nello spazio lasciato libero dalla crisi e dalla scomparsa dei grandi partiti di massa, si sono affermati ora, e non solo in Italia, populismi aggressivi, che segnalano un salto di qualità nel tentativo di deformare tratti fondanti della nostra storia nazionale dal dopoguerra a oggi, per delineare una diversa fisionomia culturale e istituzionale del paese. 

GUIDO CRAINZ Storico contemporaneista. Editorialista di Repubblica. Tra le ultime pubblicazioni, con Donzelli: Calendario civile europeo (a cura di, con A. Bolaffi, 2019); Ombre d’Europa. Nazionalismi, memorie, usi politici della storia (2022). È ora in libreria con la nuova edizione, aggiornata al 2026, della sua fondamentale Storia della Repubblica. L’Italia dalla Liberazione ad oggi(1945-2026) (Donzelli 2026). È membro del comitato scientifico di vicino/lontano.

GIANPAOLO CARBONETTO Giornalista, ha lavorato per quasi quarant’anni al Messaggero Veneto. È titolare del blog Eppure... Collabora con la Trentino School of Management di Trento e con la Fondazione Dolomiti Unesco ed è referente provinciale di Articolo21. La sua ultima pubblicazione: Virus il grande esperimento (con U. Morelli, KappaVu 2020).

Ossigeno per la democrazia

CONFRONTO
con TIZIANA BAGATELLA, ROBERTA DE MONTICELLI, GIACOMO MARRAMAO, GIAN MARIO VILLALTA
modera NICOLA GASBARRO

Populismo, sovranismo, nazionalismo, autocrazia, tecnocrazia… capo-crazia… Sono queste le malattie che stanno soffocando la democrazia. Siamo in grado di rianimarla, e di medicarla con gli strumenti della sola ragione politica? Ci troviamo all’interno di un processo difficile da decifrare e le nostre categorie interpretative, quelle della logica e perfino quelle della filosofia, non sembrano più in grado di indicarci una via di uscita verso la guarigione. Forse potrebbe venirci in aiuto un pensiero visionario che sia capace di trascendere le nostre abituali categorie di interpretazione e magari ci suggerisca nuove strategie di intervento: una dimensione dell’immaginario che ci spalanchi i polmoni e ci consenta di respirare il futuro, magari anche oltre l’utopia.  

TIZIANA BAGATELLA Attrice di teatro, cinema, radio e televisione e doppiatrice. Ha lavorato, tra gli altri, con Albertazzi, Zeffirelli, Cavani, Fo, Bolognini, Squarzina. Ha scritto con Gianni Guardigli la commedia Una canzone a tre tempi sulla vita di Edith Piaf ed è autrice del testo teatrale Io guardo all’Orizzonte dedicato al filosofo Carlo Michelstaedter. Ha partecipato a numerose fiction televisive tra cui C’era una volta la città dei matti sull’esperienza basagliana di Gorizia, con Fabrizio Gifuni.

ROBERTA DE MONTICELLI Già ordinaria di Filosofia della persona all’Università di Ginevra e all’Università San Raffaele di Milano, dirige la rivista internazionale “Phenomenology and Mind” e il Centro di ricerca PERSONA presso l’Università San Raffaele. Ha al suo attivo numerosi saggi usciti con le case editrici Raffaello Cortina e Einaudi. Tra le sue ultime pubblicazioni: La felicità dello spettatore. Lezioni di Estetica fenomenologica (con F. Forlè, Garzanti 2024) e Umanità violata. La Palestina e l’inferno della ragione (Laterza 2024).

GIACOMO MARRAMAO Professore emerito dell’Università di Roma Tre, dove ha insegnato Filosofia teoretica e Filosofia politica. Dirige la Fondazione Basso ed è membro del Collège International de Philosophie di Parigi. Tra i suoi libri più recenti: con Castelvecchi Per un nuovo Rinascimento (2020) e Sulla sindrome populista (2020); con Bollati Boringhieri Dopo il Leviatano. Individuo e comunità (2013), Kairós. Apologia del tempo debito (2020) e Modernità di Dante (2024). 

GIAN MARIO VILLALTA Ha curato per Mondadori gli Scritti sulla letteratura di Andrea Zanzotto (2001) e il Meridiano Poesie e prose scelte (con S. Dal Bianco1999) dedicato al poeta veneto. Sulla poesia ha scritto in numerose occasioni, e pubblicato i volumi La costanza del vocativo. Lettura della “trilogia” di Andrea Zanzotto (Guerini e Associati 1992); Il respiro e lo sguardo(Rizzoli 2005) e La poesia, ancora? (Mimesis 2021). La sua opera poetica, dal 1988 al 2022, è raccolta nel volume Poesie(Garzanti 2025). Dal 2002 è direttore artistico del festival letterario pordenonelegge.

NICOLA GASBARRO Antropologo. È presidente del comitato scientifico di vicino/lontano e membro della giuria del Premio Terzani. Si occupa di problemi relativi alla comparazione storico-religiosa e all’antropologia della complessità. Autore di numerose pubblicazioni, per la collana ‘vicino/lontano’ ha curato L’uomo che (non) verrà di Mike Singleton (Forum 2013).

Gian Mario Villalta

Ha curato per Mondadori gli Scritti sulla letteratura di Andrea Zanzotto (2001) e il Meridiano Poesie e prose scelte (con S. Dal Bianco1999) dedicato al poeta veneto. Sulla poesia ha scritto in numerose occasioni, e pubblicato i volumi La costanza del vocativo. Lettura della “trilogia” di Andrea Zanzotto (Guerini e Associati 1992); Il respiro e lo sguardo(Rizzoli 2005) e La poesia, ancora? (Mimesis 2021). La sua opera poetica, dal 1988 al 2022, è raccolta nel volume Poesie(Garzanti 2025). Dal 2002 è direttore artistico del festival letterario pordenonelegge.

Tiziana Bagatella

Attrice di teatro, cinema, radio e televisione e doppiatrice. Ha lavorato, tra gli altri, con Albertazzi, Zeffirelli, Cavani, Fo, Bolognini, Squarzina. Ha scritto con Gianni Guardigli la commedia Una canzone a tre tempi sulla vita di Edith Piaf ed è autrice del testo teatrale Io guardo all’Orizzonte dedicato al filosofo Carlo Michelstaedter. Ha partecipato a numerose fiction televisive tra cui C’era una volta la città dei matti sull’esperienza basagliana di Gorizia, con Fabrizio Gifuni.

Luciana Esposito

Giornalista, scrittrice, direttrice del giornale online Napolitan. Dal maggio 2025 vive sotto scorta per le sue inchieste sulla criminalità organizzata della periferia orientale di Napoli. Dal luglio 2025 è anche testimone di giustizia. È la prima giornalista napoletana alla quale è stata assegnata la scorta.

Vittorio Di Trapani

Giornalista Rai. Dal 2023 è presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi). Dal 2012 al 2021 è stato Segretario dell’Usigrai (Unione Sindacale Giornalisti Rai).

Gaza e Sudan, la voce di Medici Senza Frontiere. Contro il silenzio che uccide.

INCONTRO 
con GIULIA CHIOPRIS, ROBERTO SCAINI
modera ALBERTO ROCHIRA

Dal 1971 l’organizzazione Medici Senza Frontiere è impegnata a portare soccorso medico-umanitario a popolazioni la cui sopravvivenza è minacciata da conflitti armati, violenze, epidemie, disastri naturali o esclusione dall’assistenza sanitaria. Fondata da un gruppo di medici e di giornalisti, associa da sempre alla sua azione sul campo il dovere della testimonianza e della denuncia. Quando nel 1999 a MSF venne assegnato il Nobel per la Pace, il presidente internazionale di allora lo accolse con queste parole: “Il silenzio è stato a lungo confuso con la neutralità, ed è stato presentato come una condizione necessaria all’azione umanitaria. Dalle sue origini, MSF è stata creata per opporsi a questa tesi. Non siamo sicuri che le parole possano salvare vite, ma sappiamo con certezza che il silenzio uccide”. Vicino/lontano, da molti anni partner di MSF, ancora una volta si oppone con forza e convinzione alla scandalosa complicità del silenzio, per ascoltare le testimonianze di due medici di grande esperienza rientrati dal Sudan e da Gaza, dove sono in corso le più gravi crisi umanitarie del nostro tempo. 

GIULIA CHIOPRIS Pediatra ospedaliera, nata a Udine, vive a Parma. Dal 2019 ha collaborato con Emergency e con Medici Senza Frontiere, con cui ha lavorato in Yemen, Repubblica Centroafricana e Sudan, da dove è rientrata di recente. In quest’ultima missione in Darfur, in un contesto di guerra civile attiva, è stata testimone della più grande crisi umanitaria al mondo, da sempre ignorata.

ROBERTO SCAINI Medico riminese, dal 2011 partecipa alle missioni di MSF. È stato più volte in Yemen, ma anche in Siria, Etiopia, Iraq, Sud Sudan. Per l’emergenza Ebola ha lavorato in Liberia, Sierra Leone, Repubblica Democratica del Congo e Uganda e per l’emergenza COVID in Brasile e Bolivia. Ha inoltre partecipato alle operazioni di Ricerca e Soccorso nel Mare Mediterraneo. Coordinatore medico di MSF a Gaza, definisce “apocalittica” l’attuale situazione nella Striscia.

ALBERTO ROCHIRA Giornalista free lance e docente. Collabora con diverse testate, tra cui l’agenzia Ansa e il portale Ansa Nuova Europa, occupandosi di news e approfondimenti sulla regione Friuli Venezia Giulia e l’Europa centrale e orientale. Segue con particolare attenzione i settori cultura, costume, società, relazioni internazionali, scuola, formazione professionale, università.

Giulia Chiopris

Pediatra ospedaliera, nata a Udine, vive a Parma. Dal 2019 ha collaborato con Emergency e con Medici Senza Frontiere, con cui ha lavorato in Yemen, Repubblica Centroafricana e Sudan, da dove è rientrata di recente. In quest’ultima missione in Darfur, in un contesto di guerra civile attiva, è stata testimone della più grande crisi umanitaria al mondo, da sempre ignorata.

Vie d’acqua in città

PASSEGGIATA GUIDATA
con PAOLO BON, ANNA FRANGIPANE
ritrovo di fronte al Caffè Caucigh

Grazie all’acqua che ostinatamente la sua comunità ha voluto portare dove l’acqua non c’era – con la realizzazione di canali artificiali, pozzi, cisterne e altri sistemi di raccolta – la città di Udine si è sviluppata dapprima come luogo di mercato e produzione artigianale, si è poi evoluta come realtà proto-industriale e infine industriale. Oggi l’acqua trova spazi difficilmente significanti nella città: quando ancora presente, è ridotta a elemento di arredo urbano, per il quale il rapporto identitario con il luogo rimane senza voce. La passeggiata propone di svelare, per episodi di narrazione che la attraversano, il rapporto antico della città con le sue acque. E di farlo riaffiorare nel silenzio degli spazi urbani resi muti da tempo, per immaginare possibili identità future che permettano loro di respirare e far respirare la città.

Itinerario

via Gemona: il sistema delle rogge / piazza San Cristoforo: i pozzi e le cisterne /via Molin Nascosto: i mulini e le tessiture / piazza San Giacomo: fontane e acquedotti / piazza Garibaldi: la chiusura delle rogge

PAOLO BON Architetto con studio a Udine dal 1997. Ha realizzato opere pubbliche e private in vari comuni della regione Fvg. Ha progettato e diretto gli interventi complementari delle Ciclovie Regionali Fvg 1 e Fvg 3 e diversi campi sportivi. Ha avuto esperienze di docenza presso le Università di Trento e di Udine.È stato presidente dell’Ordine degli architetti della provincia di Udine. Fa parte del direttivo di vicino/lontano.

ANNA FRANGIPANE Docente di Conservazione e recupero degli edifici al corso di laurea magistrale in Ingegneria civile dell’Università di Udine. La sua attuale ricerca verte in particolare sui temi dell’acqua negli edifici e negli insediamenti, dell’economia circolare, della decostruzione e del reimpiego.

Il lievito della democrazia. Un galateo per i nostri tempi

INCONTRO 
con GIANPAOLO CARBONETTO, FRANCESCO STOPPA

Tempi grami per la democrazia, sistema di governo nato per coinvolgere tutte le risorse di una popolazione nella ricerca delle soluzioni migliori per i problemi che coinvolgono la convivenza di esseri umani. Tempi grami provocati dal risveglio dei sovranismi, dalla mai cessata voglia di autocrazia dei potenti e dal loro perenne fastidio nel sentirsi criticare e rallentare da richieste di approfondimenti o da decise opposizioni. Si occupa di questo un progetto studiato dall’Istituto storico della Resistenza Piero Fornara nel volume Il lievito della democrazia. Un galateo per i nostri tempi, edito dalla Biblioteca dell’Ippogrifo, che presenta oltre trenta punti di vista sulla democrazia, così felicemente imperfetta, perennemente incompiuta, ma assolutamente irrinunciabile.  

FRANCESCO STOPPA. È analista membro del Forum Lacaniano in Italia e docente dell’Istituto ICLeS per la formazione degli psicoterapeuti. Insegna presso la Scuola di Filosofia di Trieste e l’Università Lateranense di Roma. È redattore di «aut aut» e «L’Ippogrifo». Tra i suoi testi per Vita e Pensiero: Istituire la vita (2014), La costola perduta (2017), Salviamo la cosa pubblica (con P. Gomarasca, 2025); per Libreria al Segno editrice: La rivoluzione dentro (a cura di, 2018), Dimmi come parli (2022). 

GIANPAOLO CARBONETTO Giornalista, ha lavorato per quasi quarant’anni al Messaggero Veneto. È titolare del blog Eppure... Collabora con la Trentino School of Management di Trento e con la Fondazione Dolomiti Unesco ed è referente provinciale di Articolo21. La sua ultima pubblicazione: Virus il grande esperimento (con U. Morelli, KappaVu 2020).

Le nostre “amiche” piante

CONFRONTO
con PAOLA BONFANTE, MARCO FERRARI, MICHELE MORGANTE
in collaborazione con Scienza&Virgola
con il sostegno di Farmacia Antonio Colutta

Credere che le piante, oltre a consentirci di respirare, siano dotate di coscienza e di intelligenza, che comunichino tra loro o con gli esseri umani e accudiscano i propri figli può certo rassicurare una società che ha un gran bisogno di sentirsi in sintonia con la natura. Ma questa suggestione, che fa riferimento a un paradigma squisitamente antropocentrico, è una forma di semplificazione che non tiene conto della complessità del mondo vegetale e non rende giustizia alle evidenze scientifiche relative alla realtà biologica delle nostre “amiche” piante, aprendo la strada a potenziali rischi. Il tema merita di essere affrontato con un approccio complementare e da prospettive diverse, distinguendo il mito dalla realtà. 

PAOLA BONFANTE Professoressa emerita dell’Università di Torino, già ordinaria di Botanica. Ha dedicato la sua attività scientifica alle interazioni piante-microorganismi, e specialmente alle simbiosi tra funghi e piante (micorrize). I suoi risultati scientifici hanno aperto un nuovo campo di ricerca nel contesto del plant microbiota. Fa parte dell’Accademia dei Lincei, dell’Accademia delle Scienze di Torino, dell’Accademia di Agricoltura di Francia e dell’Accademia Europea. È tra le ricercatrici più citate al mondo (Highly Cited Researchers 2017, 2018, 2020 Clarivate Analitcs) ed è nella lista dei top scientist italiani.

MARCO FERRARI Biologo e psicofarmacologo di formazione, come giornalista si occupa di divulgazione scientifica. Ha diretto riviste naturalistiche e scientifiche: «Oasis», «Terra», «Focus Junior», «Geo», «Asferico» ed è stato caposervizio scienza di «Focus». Scrive su quotidiani, settimanali e mensili, cura enciclopedie e documentari. Tra i suoi volumi: per Codice: L’evoluzione è ovunque (2015) e Come costruire un alieno (2021); è in ora libreria con Le piante non sono animali verdi (Bollati Boringhieri 2026).

MICHELE MORGANTE Professore di Genetica all’Università di Udine, accademico dei Lincei, presidente della Associazione Genetica Italiana ed editore associato di prestigiose riviste scientifiche. È direttore scientifico dell’Istituto di Genomica applicata. Ha pubblicato: I semi del futuro. Dieci lezioni di genetica delle piante (Il Mulino 2020). È membro del comitato scientifico di vicino/lontano.

Marco Ferrari

Biologo e psicofarmacologo di formazione, come giornalista si occupa di divulgazione scientifica. Ha diretto riviste naturalistiche e scientifiche: «Oasis», «Terra», «Focus Junior», «Geo», «Asferico» ed è stato caposervizio scienza di «Focus». Scrive su quotidiani, settimanali e mensili, cura enciclopedie e documentari. Tra i suoi volumi: per Codice: L’evoluzione è ovunque (2015) e Come costruire un alieno (2021); è in ora libreria con Le piante non sono animali verdi (Bollati Boringhieri 2026).

Paola Bonfante

Professoressa emerita dell’Università di Torino, già ordinaria di Botanica. Ha dedicato la sua attività scientifica alle interazioni piante-microorganismi, e specialmente alle simbiosi tra funghi e piante (micorrize). I suoi risultati scientifici hanno aperto un nuovo campo di ricerca nel contesto del plant microbiota. Fa parte dell’Accademia dei Lincei, dell’Accademia delle Scienze di Torino, dell’Accademia di Agricoltura di Francia e dell’Accademia Europea. È tra le ricercatrici più citate al mondo (Highly Cited Researchers 2017, 2018, 2020 Clarivate Analitcs) ed è nella lista dei top scientist italiani.

Abitare è una relazione

INCONTRO
con ANDREA STAID, MICHELA VOGRIG
modera PAOLA CIGALOTTO
con il sostegno di Legacoop FVG

In un contesto segnato da crisi abitative sempre più acute – con processi di gentrificazione altamente speculativi, un turismo predatorio e alti costi degli immobili – il diritto all’abitazione è divenuto inaccessibile per quei ceti sociali che vivono una crescente insicurezza e precarietà lavorativa. L’“illegalità” – occupazione delle case vuote o violazione del diritto alla proprietà – rischia di essere così una reazione quasi obbligata. Come promuovere politiche abitative rivolte ai meno garantiti, esclusi e marginalizzati dal sistema? Come sperimentare forme di abitare che diano risposte nuove al bisogno di welfare?  Come garantire il pieno diritto alla città, favorendo la libertà di movimento e il rapporto tra centro e periferia, come favorire politiche che, attraverso la partecipazione, generino comunità e qualità della vita, se è vero, tra l’altro, che ‘abitare’ non coincide con il semplice possesso di uno spazio delimitato, ma è un processo relazionale che implica costruire legami, prendersi cura, trasformare luoghi anonimi in spazi vissuti?  

ANDREA STAID Insegna Antropologia culturale e visuale alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, Antropologia culturale allo IED di Torino. Tra i suoi volumi più recenti: I dannati della metropoli(Milieu 2020); Disintegrati (Nottetempo 2020); La casa vivente (add 2021, Premio Green Book 2026); con UTET Essere natura (2022) e Abitare illegale (nuova ed. 2026). Dal 2024 è membro del comitato scientifico di vicino/lontano.

MICHELA VOGRIG Cooperatrice e presidente di Legacoop Fvg, da oltre 20 anni si occupa di salute mentale, inserimento lavorativo ed economia sociale ed è impegnata in diversi progetti di cooperazione internazionale.

PAOLA CIGALOTTO Architetto, con master in “town centre management”. Ha firmato diversi Piani e progetti urbani, lavorando in ambito internazionale ma anche nei piccoli centri montani e transfrontalieri, nei territori della pianura urbanizzata e nei paesaggi fluviali e costieri. Ha vinto, con altri, concorsi nazionali sull’Abitare sostenibile e sull’Energia sostenibile nelle città. È stata membro della Commissione nazionale “Paesaggio e qualità del progetto” dell’INU in rappresentanza della sezione FVG e del gruppo operativo “Agenda urbana” del CNAPPC in rappresentanza della federazione regionale.

Paola Cigalotto

Architetto, con master in “town centre management”. Ha firmato diversi Piani e progetti urbani, lavorando in ambito internazionale ma anche nei piccoli centri montani e transfrontalieri, nei territori della pianura urbanizzata e nei paesaggi fluviali e costieri. Ha vinto, con altri, concorsi nazionali sull’Abitare sostenibile e sull’Energia sostenibile nelle città. È stata membro della Commissione nazionale “Paesaggio e qualità del progetto” dell’INU in rappresentanza della sezione FVG e del gruppo operativo “Agenda urbana” del CNAPPC in rappresentanza della federazione regionale.

Abbracciare l’incertezza. Come affrontare i cambiamenti

INCONTRO
con LUCA CHITTARO, STEFANIA PASCUT
e con MASSIMILIANO PASCOLI, BIAGIO TOMASETIG
in collaborazione con ARTESS – Association for Research and Training on Emotional Support Skills

La vita odierna è sempre più segnata da complessità, incertezza e rapidi mutamenti. Il sapere non è più stabile, ma dinamico, e l’incertezza diventa strutturale, rendendo necessario a ognuno di noi sviluppare nuove competenze per orientarsi. Il progetto “Abbracciare l’incertezza – spunti per interagire con i grandi cambiamenti della nostra epoca”, realizzato col contributo dalla Regione FVG, attraverso un libro in uscita per Mimesis e un “decalogo” riassuntivo, propone una riflessione sulla resilienza come capacità individuale e collettiva di attraversare le difficoltà e attribuire loro un senso. Analizzando fattori personali, sociali e sistemici, offre strategie per rafforzarla. L’obiettivo è imparare a convivere con il cambiamento, trasformandolo in occasione di crescita, consapevolezza e sviluppo condiviso.

LUCA CHITTARO Professore all’Università di Udine, dove dirige lo Human-Computer Interaction Lab. È autore di più di 200 pubblicazioni internazionali. Una parte della sua attività di ricerca si concentra sulla creazione di sistemi per addestrare le persone ad affrontare situazioni rischiose e stressanti, in particolare nei settori della salute e della sicurezza. Per Mimesis ha pubblicato Le Illusioni dei Social Media (2024) e Neuroscienze dello Yoga (2025).

STEFANIA PASCUT Coordina il progetto WHO Healthy Cities a Udine, con oltre 20 anni di esperienza in promozione della salute e prevenzione. PhD in Psicologia e Neuroscienze sociali, esperta di resilienza, benessere e invecchiamento attivo, collabora con reti nazionali e internazionali, conduce ricerche su salute, mente-corpo e sviluppo di comunità resilienti, con un approccio integrato tra individuo e contesto sociale. Autrice del libro Abbracciare l’incertezza, in uscita per Mimesis.

MASSIMILIANO PASCOLI Ha conseguito la laurea magistrale in Intelligenza Artificiale e Cybersecurity presso l’Università di Udine e l’Università di Klagenfurt. Attualmente è dottorando presso il Dipartimento di Matematica, Informatica e Fisica dell’Università di Udine. I suoi interessi di ricerca includono la simulazione delle folle e la realtà virtuale. Ha collaborato al libro Abbracciare l’incertezza

BIAGIO TOMASETIG Ha conseguito la laurea in Artificial Intelligence and Cybersecurity presso l’Università di Udine e l’Alpen-Adria-Universität Klagenfurt. È dottorando in Informatica e AI presso l’Università di Udine. La sua ricerca è incentrata sugli Edu-Metaverses e sul loro impatto nei processi di apprendimento. Ha collaborato al libro Abbracciare l’incertezza.

Biagio Tomasetig

Ha conseguito la laurea in Artificial Intelligence and Cybersecurity presso l’Università di Udine e l’Alpen-Adria-Universität Klagenfurt. È dottorando in Informatica e AI presso l’Università di Udine. La sua ricerca è incentrata sugli Edu-Metaverses e sul loro impatto nei processi di apprendimento. Ha collaborato al libro Abbracciare l’incertezza.

Massimiliano Pascoli

Ha conseguito la laurea magistrale in Intelligenza Artificiale e Cybersecurity presso l’Università di Udine e l’Università di Klagenfurt. Attualmente è dottorando presso il Dipartimento di Matematica, Informatica e Fisica dell’Università di Udine. I suoi interessi di ricerca includono la simulazione delle folle e la realtà virtuale. Ha collaborato al libro Abbracciare l’incertezza

Stefania Pascut

Coordina il progetto WHO Healthy Cities a Udine, con oltre 20 anni di esperienza in promozione della salute e prevenzione. PhD in Psicologia e Neuroscienze sociali, esperta di resilienza, benessere e invecchiamento attivo, collabora con reti nazionali e internazionali, conduce ricerche su salute, mente-corpo e sviluppo di comunità resilienti, con un approccio integrato tra individuo e contesto sociale. Autrice del libro Abbracciare l’incertezza, in uscita per Mimesis.

L’affanno e il respiro

LEZIONE 
di PIER ALDO ROVATTI
in collaborazione con ‘aut aut’ e Scuola di Filosofia di Trieste

Siamo ogni giorno più affannati, in preda all’ansia, ci manca il tempo per riflettere, per dare respiro al pensiero. Può aiutarci la filosofia? Riusciamo a introdurre una pausa, un tempo di riflessione che diventi un tempo per ascoltare gli altri e anche noi stessi? Il silenzio ha sempre due facce: una apre e l’altra chiude, una costruisce una gabbia individualistica, l’altra potrebbe schiodarci dall’isolamento. E il “vuoto” stesso può venire vissuto con questa “differenza “.

PIER ALDO ROVATTI Filosofo, dirige la rivista “aut aut” e la Scuola di filosofia di Trieste. Ha elaborato insieme a Gianni Vattimo, la filosofia del pensiero debole. Fra le pubblicazioni più recenti: L’intellettuale riluttante (elèuthera 2018); Le nostre oscillazioni(alpha beta 2019); Gli egosauri (elèuthera 2019); La filosofia è un esercizio (con N. Gaiarin, La nave di Teseo 2020); Michel Foucault (Feltrinelli 2023). È membro del comitato scientifico di vicino/lontano.

Le ragioni della speranza. Per un mondo più umano

INCONTRO
presentazione in anteprima nazionale del libro postumo di Pierluigi Di Piazza
con FRANCESCO COMINA, VITO DI PIAZZA
modera PAOLO MOSANGHINI
in collaborazione con Centro Balducci

“Non mi sento uno scrittore, pur scrivendo tanto, non mi sento un intellettuale, pur riflettendo in continuità; non mi sento prete se inteso come uomo del sacro, funzionario della religione, ma al servizio della comunità; mi sento “nient’altro che uomo” che vive in modo progettuale e coinvolto, sensibile e appassionato, sereno e tribolato; con i limiti che per primo riconosco e con qualche qualità da alimentare; con il riferimento fondamentale al Vangelo di Gesù di Nazaret, con un’apertura convinta e tribolata alla Chiesa, cerco di contribuire giorno dopo giorno a un’umanità più umana e quindi alla giustizia, alla pace, all’accoglienza, alla solidarietà. Mi sento un uomo in cammino con tante relazioni e con la compagnia di una solitudine, luogo privilegiato di una costante elaborazione spirituale”. Pierluigi Di Piazza

FRANCESCO COMINA Giornalista, insegnante e scrittore, ha coordinato per dieci anni il Centro per la pace del Comune di Bolzano. Ha raccontato le vicende e le visioni di grandi testimoni e maestri del nostro tempo in vari libri, fra i quali: Solo contro Hitler. Franz Jägerstätter e il primato della coscienza (EMI 2021); La lama e la croce. Storie di cattolici che si opposero a Hitler(Libreria Editrice Vaticana 2024); In viaggio con Agnes Heller. L’Italia, l’Europa, il male, il bene, l’amore, la giustizia, Dio… (San Paolo 2024). 

VITO DI PIAZZA Medico, è stato primario di Medicina interna all’Ospedale di Tolmezzo. È autore di Vivere e morire con dignità (con P. Di Piazza, B. Englaro, G. Facchini Martini, nuova dimensione 2016); Per un dolore umano. La sofferenza considerata da un punto di vista etico, medico e spirituale (con P. Di Piazza, L. Orsi, nuova dimensione 2020). 

PAOLO MOSANGHINI Giornalista, per il Gruppo NEM è condirettore del Messaggero Veneto. Si è laureato in Sociologia con indirizzo Comunicazione e mass media all’Università Carlo Bo di Urbino. Con Gaspari Editore ha pubblicato: (S)badanti (2017) e Tre vedove quasi inconsolabili (2020).

Francesco Comina

Giornalista, insegnante e scrittore, ha coordinato per dieci anni il Centro per la pace del Comune di Bolzano. Ha raccontato le vicende e le visioni di grandi testimoni e maestri del nostro tempo in vari libri, fra i quali: Solo contro Hitler. Franz Jägerstätter e il primato della coscienza (EMI 2021); La lama e la croce. Storie di cattolici che si opposero a Hitler(Libreria Editrice Vaticana 2024); In viaggio con Agnes Heller. L’Italia, l’Europa, il male, il bene, l’amore, la giustizia, Dio… (San Paolo 2024).

Il respiro nelle cose

SPETTACOLO
con gli allievi del primo anno di corso della CIVICA ACCADEMIA D’ARTE DRAMMATICA NICO PEPE
regia e drammaturgia Claudio de Maglio, collaborazione alla messinscena di Alessandro Maione, interventi coreografici di Marta Bevilacqua.

“Respirare” è una sfida quotidiana. Il respiro è l’anello di congiunzione tra la nostra dimensione corporea e banalmente materiale e la percezione profonda dell’”esistere” davvero nella vita: di esserci, con tutte le emozioni che siamo in grado di sperimentare e che proprio attraverso il respiro – il suo ritmo, la sua frequenza, la sua intensità – si fanno corpo, si manifestano e si rendono riconoscibili. A quante frasi la parola respiro permette di raccontare gli aspetti di una relazione? “Lasciami respirare” “Ho bisogno d’aria” “Con te finalmente respiro” “Respiriamo assieme …”. Attraverso il gesto e la parola un gruppo di giovani aspiranti attori hanno esplorato alcune delle tante sfaccettature di una condizione che accomuna l’intera umanità e tutti gli esseri viventi.  E hanno scoperto una cosa: tutti noi, da troppo tempo, viviamo in una condizione di apnea, scoraggiati nelle nostre aspirazioni più nobili. Chi ci toglie l’aria per respirare? È ora di riprendersela …  Riprendiamoci il respiro! Partiamo da qui. 
Claudio de Maglio

Interpreti: Matteo Cola, Matteo Conti, Sara Gilone, Antonio Raul Lannunziata, Stefano Lionetti, Martina Marini, Gaia Mazzolin, Edoardo Pahor, Tommaso Pecorari, Annaclara Pietrogrande, Martina Pugliese, Antonio Quercia, Guglielmo Scialpi, Edoardo Tocchetto, Maddalena Vinco, Timoteo Volpi.

Il tramonto dell’umano

INCONTRO
con DAMIANO CANTONE, GABRIELE GIACOMINILUCA TADDIO
modera SARA NOCENT
in collaborazione con l’associazione culturale Territori delle idee

La tecnica non è più soltanto un insieme di strumenti: è diventata l’ambiente in cui viviamo. Dall’esteriorizzazione del corpo agli algoritmi che orientano le nostre scelte, l’umano si è progressivamente trasferito nei dispositivi che oggi strutturano la nostra esperienza quotidiana. In questa trasformazione il soggetto si ibrida con reti e intelligenze artificiali, mentre il mondo tende a presentarsi come sistema di operazioni più che come spazio di senso. Il nichilismo contemporaneo non coincide con la perdita dei valori, ma con la loro riconfigurazione dentro un ambiente tecnico che privilegia il funzionamento. Se vivere significa avere un mondo, un ordine fragile ma necessario, può dirsi lo stesso delle macchine? Il tramonto dell’umano non annuncia una fine, ma interroga una metamorfosi: che cosa stiamo diventando?

DAMIANO CANTONE Professore associato di Filosofia del linguaggio all’Università di Udine, dove svolge attività di ricerca e didattica sui rapporti tra linguaggio, pensiero e trasformazione digitale. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche in riviste e volumi internazionali. Tra le più recenti: Umani, animali e macchine. Filosofia e Neuroscienze del linguaggio (con F. Fabbro, Bollati Boringhieri 2025).

GABRIELE GIACOMINI Ricercatore all’Università di Udine, dove insegna Teoria politica e media digitali ed è coordinatore scientifico del master in Filosofia del digitale e Intelligenza Artificiale. Tra le sue monografie: Potere digitale (Meltemi 2018); The Arduous Road to Revolution (Mimesis International 2022); Il governo delle piattaforme (con A. Buriani, Meltemi 2022); Il trilemma della libertà. Stati, cittadini, compagnie digitali (La nave di Teseo 2025). 

LUCA TADDIO Insegna Estetica all’Università di Udine. È direttore del master in Filosofia del digitale e coordinatore del corso di laurea triennale in Filosofia e trasformazione digitale. Cofondatore di Mimesis Edizioni, ne è stato direttore editoriale. Tra i suoi ultimi libri: Tensioni globali (con E. Greblo, Società Aperta 2023); Maurice Merleau Ponty (Feltrinelli 2024); Nuovi Conflitti.Populismo, Europa e transizione ecologica (con E. Greblo, Società aperta 2025); Pensare digitale. Una mappa introduttiva (con R. Masieri, Meltemi 2026); È responsabile scientifico della casa editrice Società Aperta, del Festival Mimesis e del Premio Udine Filosofia. 

SARA NOCENT Dottoranda di Filosofia presso l’Università di Udine e Trieste con un progetto sull’estetica dei gemelli digitali umani. I suoi interessi di ricerca vertono sull’estetica, il post-strutturalismo francese e la psicoanalisi lacaniana, che ha approfondito studiando presso l’Università di Lubiana. È socio membro della Società Italiana di Estetica e dell’Associazione Internazionale Ernesto De Martino e negli ultimi anni ha studiato in particolare i rapporti tra soggetto, duplicazione e fine.

Freud e la pulsione di morte

LEZIONE       
di TIZIANO POSSAMAI
introduce GINO COLLA
in collaborazione con Associazione OnArt

Al di là del principio di piacere è il saggio in cui Freud introduce uno dei suoi concetti più radicali e controversi: la pulsione di morte. In quest’opera Freud esplora l’ipotesi che, accanto alle pulsioni orientate alla conservazione della vita e al piacere, operi una forza originaria che tende al ritorno allo stato inorganico, manifestandosi nella coazione a ripetere e nella distruttività. Questa spinta, intrecciandosi e contrapponendosi alla pulsione di vita (Eros), contribuisce a delineare una lettura più complessa delle tensioni che attraversano la psiche umana. Ripercorrendo i passaggi cruciali del saggio, la lezione esplora i nodi fondamentali della teoria freudiana, rintraccia alcune significative anticipazioni e ne interroga le implicazioni per comprendere il persistente riemergere della distruttività nella storia umana.

TIZIANO POSSAMAI Insegna Antropologia culturale all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. I suoi ambiti di ricerca principali riguardano i processi di costruzione e trasformazione dell’umano, le pratiche rivolte al sé, il rapporto tra pensiero ecologico, psicoanalisi e teorie dell’inconscio. Tra le sue pubblicazioni: Dove il pensiero esita (Ombre Corte 2009; Mimesis International 2022); Consulenza filosofica e postmodernità (Carocci 2011); Inconscio e ripetizione (Meltemi 2017); La pazienza della libertà(Mimesis 2023).

GINO COLLA Presidente dell’associazione culturale On Art Udine, collabora con istituzioni, aziende, enti di ricerca e fondazioni attraverso progetti e iniziative volte a promuovere il dialogo tra arte e saperi umanistici.

Carceri. Senza respiro

con ENRICO SBRIGLIA, VALERIA VERDOLINI
modera GIOIA MELONI
saluti FABIO BALDUCCI ROMANO
con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Udine

Al 31 marzo 2026 nelle carceri italiane erano detenute 63.997 persone, 2mila in più rispetto all’anno precedente, su una capienza di 51.259 posti. Il tasso di sovraffollamento medio ha raggiunto il 138,5% con picchi drammatici che toccano il 247%. Lo scorso anno 80 persone si sono suicidate in carcere, un numero più di venti volte superiore al tasso che si registra in tutta la popolazione italiana. Lo stesso Presidente Mattarella ha definito le condizioni attuali “inammissibili” per uno Stato di diritto. Ed ecco perché nell’ultimo “Rapporto sulle condizioni di detenzione” realizzato dall’Associazione Antigone si legge: “Siamo senza respiro! I detenuti sono senza respiro. Gli operatori sono senza respiro. Come forse mai il sistema penitenziario vive una crisi profonda. Il sistema deve tornare a respirare, altrimenti rischia una pericolosissima implosione.”

ENRICO SBRIGLIA Dal 2024 è Garante regionale dei diritti della persona del FVG. Penitenziarista, è stato dirigente generale del Ministero della Giustizia. Ha diretto diverse carceri ed è stato a capo di vari provveditorati regionali dell’amministrazione penitenziaria. È presidente dell’Osservatorio Internazionale sulla legalità e Coordinatore Nazionale della dirigenza penitenziaria di diritto pubblico per la Federazione dei Sindacati Indipendenti (FSI-USAE). È autore e coautore di: Non solo carcere – norme, storia e architettura dei modelli penitenziari (AA.VV., Mursia 2016); Captivi (Edicusano 2022); 44 quarantaquattro 44 – La consapevolezza dei diritti (a cura di, Oisl 2025).

VALERIA VERDOLINI Sociologa, è docente a contratto all’Università di Milano. È responsabile del coordinamento scientifico-organizzativo di democrazia futura e di democrazia diffusa per Biennale Democrazia. Dal 2012 è presidente di Antigone Lombardia. Ha pubblicato L’istituzione reietta. Spazi e dinamiche del carcere in Italia (Carocci 2022); Milano fantasma. Etnografie di una città e delle sue infestazioni (con P. Grassi e G. Pozzi Ombre Corte 2025). Il suo ultimo saggio è Abolire l’impossibile. Le forme della violenza, le pratiche della libertà (Add Editore 2025).

GIOIA MELONI Giornalista. Ha diretto la Struttura Programmi in lingua italiana e friulana della sede Rai FVG.  Ha realizzato reportage radiofonici e documentari televisivi di indagine sociale sulle migrazioni, la psichiatria, le nuove povertà. Si occupa di diritti, disuguaglianze, rispetto degli animali e dell’ambiente.  Il suo lavoro “Porrajmos. L’olocausto dimenticato” sul genocidio del popolo Rom, è stato insignito della Medaglia della Presidenza della Repubblica.

FABIO BALDUCCI ROMANO Avvocato cassazionista e professore aggregato di diritto dell’Unione europea all’Università di Roma “Tor Vergata”. È autore di numerosi saggi, articoli giuridici e di due monografie in materia di diritto dell’Unione europea. Membro del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Udine dal 2023.

Valeria Verdolini

Sociologa, è docente a contratto all’Università di Milano. È responsabile del coordinamento scientifico-organizzativo di democrazia futura e di democrazia diffusa per Biennale Democrazia. Dal 2012 è presidente di Antigone Lombardia. Ha pubblicato L’istituzione reietta. Spazi e dinamiche del carcere in Italia (Carocci 2022); Milano fantasma. Etnografie di una città e delle sue infestazioni (con P. Grassi e G. Pozzi Ombre Corte 2025). Il suo ultimo saggio è Abolire l’impossibile. Le forme della violenza, le pratiche della libertà (Add Editore 2025).

Tassare i milionari

PRESENTAZIONE CON PROIEZIONE
con RICCARDO STAGLIANÒ

La disuguaglianza economica alle stelle è un problema serissimo. Tra le strade più ovvie e più giuste da imboccare ci sarebbe quella di ripensare il sistema fiscale in modo che chieda di più a chi ha di più, per alleggerire il carico di chi ha di meno come prevede la nostra Costituzione. Oggi invece il 7 per cento degli italiani più ricchi paga meno tasse di un onesto rappresentante del ceto medio. Per correggere la rotta si potrebbe iniziare da una misura semplice, dagli effetti rapidi e – guardando ai sondaggi – anche estremamente popolare: una patrimoniale sui multimilionari. Una tassa sin qui considerata radioattiva solo perché spiegata malissimo. Una piccola patrimoniale sullo 0,1% dei più ricchi cambierebbe sanità, istruzione, la società intera. Mentre nel mondo ne parlano tutti, da noi è ancora un tabù. Perché?

RICCARDO STAGLIANÒ Giornalista. Ha iniziato la sua carriera come corrispondente da New York per il mensile “Reset”, ha poi lavorato al Corriere della Sera e da vent’anni scrive reportage e inchieste per il “Venerdì” di Repubblica. Ha insegnato Nuovi media all’Università Roma Tre. Per Einaudi ha pubblicato: Al posto tuo. Così web e robot ci stanno rubando il lavoro (2016), Lavoretti (2018), Gigacapitalisti (2022), Hanno vinto i ricchi (2024), Tassare i milionari. Prendere ai ricchi per dare ai poveri(2026).

Sospiri amorosi: enigmaticità e leggerezza del desiderio

SEMINARIO
introduce LAURA MARTINI
relaziona MARCO FOCCHI
discutono MARIAVIRGINIA FABBRO, GELINDO CASTELLARIN
a cura della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi-Udine

ingresso libero su prenotazione:
tel. 349 4323060 e 333 4499436

L’amore sfida la razionalità: mentre la logica opera per equivalenze, l’amato è insostituibile. L’incontro amoroso è pura contingenza. Al centro vi è quell’elemento indefinibile che sfugge a ogni catalogazione. Freud identifica condizioni della scelta amorosa, ma Lacan introduce la metafora amorosa come invenzione continua, non mera ripetizione infantile. L’amore oscilla tra familiare ed enigmatico: Hans Castorp riconosce in Madame Chauchat i tratti di Pribislav Hippe. Quando questo equilibrio si spezza, subentra routine o rottura. L’odio è costitutivo dell’alterità sessuale, mantiene la differenza impedendo l’illusione fusionale. La “hainamoration” lacaniana unisce amore e odio come un nastro di Möbius. L’amore autentico include il silenzio enigmatico della pulsione, oscillando tra azzeramento routinario del desiderio e vortice divorante dell’intensità assoluta.

GELINDO CASTELLARIN Psicologo, psicoterapeuta, psicoanalista lacaniano SlPcf, esercita a Udine. È membro AME-AMP, docente dell’Istituto freudiano di Milano e dell’ISDSF di Catania.

MARIAVIRGINIA FABBRO Psicologa, psicoterapeuta, già Giudice onorario della Corte d’Appello di Trieste, partecipante SLP.

MARCO FOCCHI Psicoanalista e psicoterapeuta, vive e lavora a Milano. Direttore dell’IFCS, già presidente AME, della SLP e dell’AMP, è consulente LDPA. Autore di diversi libri e articoli su riviste italiane e straniere, tiene conferenze e seminari in ltalia e all’estero.

LAURA MARTINI Psicologa, psicoterapeuta lacaniana, partecipante SLPcf, esercita a Udine. È coordinatrice dei seminari presso la SLPcf-Udine.

Marco Focchi

Psicoanalista e psicoterapeuta, vive e lavora a Milano. Direttore dell’IFCS, già presidente AME, della SLP e dell’AMP, è consulente LDPA. Autore di diversi libri e articoli su riviste italiane e straniere, tiene conferenze e seminari in ltalia e all’estero.

Copyright foto – Deborah Raimo

L’anima nera dell’Europa

CONFRONTO 
con PIERO IGNAZI, TONIA MASTROBUONI, OMRAN SHROUFI
modera ANNA MARIA GIORDANO

L’Europa ha tollerato che Paesi membri scardinassero i principi che regolano le democrazie in Occidente senza colpi di Stato, assalti ai palazzi o repressioni sanguinose, ma con una progressiva erosione delle fondamenta dei diritti essenziali. I movimenti estremisti, diffusi a macchia d’olio in gran parte della UE, hanno smesso di stare ai margini: oggi lavorano con metodo per infiltrare le istituzioni, costruire consenso locale, riscrivere la memoria e conquistare il potere “dal basso”. Una peste che avanza silenziosa. Non porta bandiere, ma idee. Idee vecchie, che sembravano sepolte dalla storia: razzismo, culto della purezza, antisemitismo, gerarchia biologica tra esseri umani. Senza che l’allarme sia percepito fino in fondo, la democrazia si scopre vulnerabile nel cuore dell’Europa. È urgente prenderne atto perché la malattia è contagiosa.

PIERO IGNAZI Politologo. Esperto di politica comparata, è professore dell’Università Alma Mater di Bologna e Chercheur Affilié presso il Cevipof, Sciences Po di Parigi.  Con il Mulino ha pubblicato, tra gli altri: L’estrema Destra In Europa (2000). Partiti ed elezioni nell’Italia repubblicana (2022), Il Polo Escluso. Da Almirante a Meloni: la fiamma che non si spegne (2023), Il populista in doppiopetto. Berlusconi nella politica italiana (2024). Ha diretto la rivista Il Mulino dal 2009 al 2012. Ha collaborato con Il Sole 24 Ore, l’Espresso e la Repubblica. È editorialista di Domani

TONIA MASTROBUONI Giornalista, è corrispondente per la Repubblica da Germania ed Est Europa. Si occupa di economia e finanza internazionale, diplomazia europea e geopolitica. Ha vinto numerosi premi giornalistici, tra cui il Premiolino nel 2018. È autrice per Mondadori di L’inattesa. Angela Merkel, una biografia politica (2021) e L’erosione. Come i sovranismi stanno spazzando via la democrazia in Europa (2023). Con Feltrinelli ha pubblicato La peste. Indagine sulla destra in Germania (2025).

OMRAN SHROUFI Ricercatore post-dottorato presso il Dipartimento di Scienze Politiche della Vrije Universiteit Brussel, dove è membro del Centre for Democratic Futures. Ha conseguito il dottorato in Politics presso l’Università di York, con una tesi sull’emergenza di partiti di estrema destra filo-israeliani nell’Europa occidentale. La sua ricerca si concentra sulla politica di estrema destra e sulle sue intersezioni con la politica mainstream.

ANNA MARIA GIORDANO Giornalista a Rai Radio3, è tra gli ideatori e conduttori di Radio3Mondo, programma di cui è responsabile, realizzando ogni giorno una rassegna stampa estera alle 6.50 e una trasmissione di approfondimento di temi internazionali alle 11.00. Ha ideato e condotto Radio3Europa ed è autrice e conduttrice di Lovely Planet, le guide di Radio3. Ha curato settimanali di informazione politica, economica e culturale per Euronews. È cofondatrice di MediaAid, associazione che si occupa di aiuti internazionali attraverso i media. 

Omran Shroufi

Ricercatore post-dottorato presso il Dipartimento di Scienze Politiche della Vrije Universiteit Brussel, dove è membro del Centre for Democratic Futures. Ha conseguito il dottorato in Politics presso l’Università di York, con una tesi sull’emergenza di partiti di estrema destra filo-israeliani nell’Europa occidentale. La sua ricerca si concentra sulla politica di estrema destra e sulle sue intersezioni con la politica mainstream.

Piero Ignazi

Politologo. Esperto di politica comparata, è professore dell’Università Alma Mater di Bologna e Chercheur Affilié presso il Cevipof, Sciences Po di Parigi.  Con il Mulino ha pubblicato, tra gli altri: L’estrema Destra In Europa (2000). Partiti ed elezioni nell’Italia repubblicana (2022), Il Polo Escluso. Da Almirante a Meloni: la fiamma che non si spegne (2023), Il populista in doppiopetto. Berlusconi nella politica italiana (2024). Ha diretto la rivista Il Mulino dal 2009 al 2012. Ha collaborato con Il Sole 24 Ore, l’Espresso e la Repubblica. È editorialista di Domani

“Di respirare la stessa aria…”

INCONTRO
con STEFANO ALLIEVI, SOFIA BELARDINELLI, RAFFAELE ALBERTO VENTURA

Una nota canzone di De André inizia con queste parole: “Di respirare la stessa aria d’un secondino non mi va…” Qui non parliamo di secondini, ma di prigioni forse sì. E anche di rinunce, di fughe, di ribellioni. Di gente, giovani soprattutto, che non riescono più a respirare l’aria culturale che da un po’ di tempo si respira nella nostra precaria modernità occidentale. E se ne vanno. Fattualmente o metaforicamente. Si chiudono in sé stessi, si autoemarginano da una società in cui non si riconoscono e che non li riconosce. Emigrano oppure reagiscono provando a costruire nuovi mondi. Con maggiore attenzione all’ambiente e, sì, all’aria, in tutti i sensi. 

STEFANO ALLIEVI Professore di Sociologia e direttore del Master in Religions, Politics and Global Society all’Università di Padova. Si occupa di migrazioni in Europa, analisi del cambiamento culturale e pluralismo religioso. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Governare le migrazioni (Laterza 2023); Dizionario del Nordest (Ronzani 2023); Il sesto continente (con G. Bernardi e P. Vineis, Aboca 2023); Diversità e convivenza. Le conseguenze culturali delle migrazioni (Laterza 2025). È membro del comitato scientifico di vicino/lontano. 

SOFIA BELARDINELLI Ricercatrice postdoc presso il Dipartimento di Elettronica, informazione e bioingegneria del Politecnico di Milano. Lavora nell’ambito del Progetto PHOENIX e collabora come giornalista scientifica e ambientale con diverse testate, tra cui Il Bo LiveIl Tascabile, Lucy sui Mondi, occupandosi soprattutto di crisi ambientale, biodiversità, sostenibilità ed etica ambientale. 

RAFFAELE ALBERTO VENTURA Ricercatore presso il Laboratoire d’anthropologie politique dell’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. Progetta percorsi di formazione. È autore del libro di culto Teoria della classe disagiata (minimum fax 2017) e di Radical choc. Ascesa e caduta dei competenti (Einaudi 2020). Ha curato gli scritti di Cornelius Castoriadis, Contro l’economia (Luiss University Press 2022). Torna in libreria con La conquista dell’infelicità. Come siamo diventati classe disagiata(Einaudi 2025). Collabora con il quotidiano Domani e la rivista “Esprit.

Raffaele Alberto Ventura

Ricercatore presso il Laboratoire d’anthropologie politique dell’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. Progetta percorsi di formazione. È autore del libro di culto Teoria della classe disagiata (minimum fax 2017) e di Radical choc. Ascesa e caduta dei competenti (Einaudi 2020). Ha curato gli scritti di Cornelius Castoriadis, Contro l’economia (Luiss University Press 2022). Torna in libreria con La conquista dell’infelicità. Come siamo diventati classe disagiata(Einaudi 2025). Collabora con il quotidiano Domani e la rivista “Esprit.

Sofia Belardinelli

Ricercatrice postdoc presso il Dipartimento di Elettronica, informazione e bioingegneria del Politecnico di Milano. Lavora nell’ambito del Progetto PHOENIX e collabora come giornalista scientifica e ambientale con diverse testate, tra cui Il Bo LiveIl Tascabile, Lucy sui Mondi, occupandosi soprattutto di crisi ambientale, biodiversità, sostenibilità ed etica ambientale.

Genocidi

INCONTRO 
con ANTONIO MARCHESI, RICCARDO NOURY
modera ANNA DAZZAN

La parola “genocidio” è tornata – ahinoi – a occupare il dibattito pubblico. A trent’anni dal genocidio in Bosnia, assistiamo a una rinnovata attualità del crimine, che ci impone l’uso del plurale. Antonio Marchesi e Riccardo Noury ripercorrono dal punto di vista storico e giuridico norme e fatti, mettendo tra l’altro in luce i limiti della disciplina attuale. Con approccio rigoroso ma allo stesso tempo divulgativo, i due autori “desacralizzano” il concetto stesso di genocidio, mantenendo saldo il rispetto del diritto, delle vittime e dei sopravvissuti.

ANTONIO MARCHESI Insegna Diritto internazionale e Diritti umani e giustizia penale all’Università di Teramo ed è direttore del master in Peace Studies della American University of Rome. È iscritto alla sezione italiana di Amnesty International dal 1977 e ne è stato presidente dal 1990 al ‘94 e dal 2013 al 2019. Attualmente è consulente del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale. Con Riccardo Noury ha pubblicato per People Giustizia senza confini. Crimini internazionali e lotta all’impunità (2023) e Genocidi (2025).  

RICCARDO NOURY Dal 2003 è il portavoce di Amnesty International Italia, di cui fa parte dal 1980. Per People ha pubblicato La stessa lotta, la stessa ragione (2020) e, con Antonio Marchesi, Giustizia senza confini. Crimini internazionali e lotta all’impunità (2023) e Genocidi (2025). È responsabile dell’edizione italiana del Rapporto annuale di Amnesty International. Scrive, attraverso i suoi blog, sul Corriere della Serail Fatto quotidianoFocus on AfricaArticolo 21 Pressenza. Collabora al quotidiano Domani.

ANNA DAZZAN Giornalista, responsabile della sezione Dossier per UdineToday e Trieste Prima. Dopo la laurea in Culture e diritti umani, ha conseguito un Master su fenomeni migratori e trasformazioni sociali.

Antonio Marchesi

Insegna Diritto internazionale e Diritti umani e giustizia penale all’Università di Teramo ed è direttore del master in Peace Studies della American University of Rome. È iscritto alla sezione italiana di Amnesty International dal 1977 e ne è stato presidente dal 1990 al ‘94 e dal 2013 al 2019. Attualmente è consulente del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale. Con Riccardo Noury ha pubblicato per People Giustizia senza confini. Crimini internazionali e lotta all’impunità (2023) e Genocidi (2025). 

Senza diritto, che fine fanno i diritti?

INCONTRO
con ALESSANDRA ALGOSTINO, NICCOLÒ NISIVOCCIA
modera ANTONELLA FIORE
in collaborazione con ‘multiverso’

In nome di una maggior sicurezza e di una maggior stabilità, il potere piega il diritto ai suoi fini di dominio. Sta succedendo in molte delle democrazie liberali che hanno fatto dell’Occidente la grande patria del diritto e succede anche in Italia dove la distanza tra diritti fondamentali e Costituzione si fa sempre più netta: dalla democrazia conflittuale allo stato autoritario; dallo stato sociale allo stato penale; dalla sicurezza come terreno di garanzia dei diritti alla sicurezza come ordine pubblico; dall’inclusione all’espulsione; dalla partecipazione effettiva all’obbedienza all’autorità. Oggi chi osa evocare il diritto è dileggiato: ma senza diritto, che fine fanno i diritti?

ALESSANDRA ALGOSTINO Professoressa di Diritto costituzionale all’Università di Torino. Ha scritto saggi su democrazia, diritti, migranti, lavoro, partecipazione e movimenti, fonti del diritto, Europa. Fra i suoi libri: Democrazia, rappresentanza, partecipazione(Jovene 2011); Diritto proteiforme e conflitto sul diritto (Giappichelli 2018) e Non per sempre non per tutti. Il ‘quasi’ come orizzonte dei diritti (Forum 2025). Collabora con il manifesto e Volere la luna

NICCOLÒ NISIVOCCIA Avvocato e scrittore, collabora con il manifesto e con Il Sole 24 Ore. È autore di libri di poesia e di prosa poetica, tra cui Un dialogo notturno (Industria & letteratura 2024) e di saggi: Il diavolo mi accarezza i capelli (con A. Ceretti, Il Saggiatore 2020); Il silenzio del noi (Mimesis 2022); La storia di ognuno. Racconti dalla Casa della Carità (Castelvecchi 2024) e Le belle leggi (Laterza 2025).

ANTONELLA FIORE Impegnata nel terzo settore da oltre venticinque anni, dopo essere stata presidente dell’Arci di Udine e Pordenone dal 2008 al 2018, oggi coordina l’ufficio amministrazione della cooperativa sociale Hattiva Lab di Udine ed è consigliera comunale a Udine da luglio 2024.

Educare intelligenze umane. Per una critica dell’IA

INCONTRO 
LUCIANO BOI in dialogo con BEATRICE BONATO, GIOVANNI LEGHISSA
a cura di Società Filosofica Italiana-Sezione FVG

È possibile argomentare ancora a favore di una differenza tra l’intelligenza umana e quella che chiamiamo Intelligenza artificiale? Nel tempo dell’IA generativa, le cui prestazioni future sono difficili da prevedere, molti pensano che ormai il confine tra umano e non umano stia scomparendo. Di conseguenza, si dice, non ci resterebbe che adattarci, preparando le giovani generazioni a stare al passo di trasformazioni sempre più decise verso l’ibridazione tra umani e macchine. Eppure potrebbero esserci altre strade da percorrere, sotto la guida di un’idea di educazione e formazione che scommetta sull’intelligenza umana, nella sua peculiarità, piuttosto che sull’addestramento a competenze calcolabili. L’intelligenza va intesa come pensiero, intuizione, immaginazione, emozioni, sensibilità, possibilità di commettere errori, di dubitare, di porsi domande, di conferire senso alle attività e alla vita. Alla cura di un pensiero che possa ancora respirare farà allora da premessa una critica dell’IA, come quella esposta dal matematico e filosofo Luciano Boi.

LUCIANO BOI Docente all’École des Hautes Études en Sciences Sociales (EHESS) di Parigi e all’Università di Cagliari. Lavora alla ricomposizione dei rapporti tra cultura scientifica e cultura umanistica. Collabora con diversi centri di ricerca e scuole di dottorato. Tra le sue pubblicazioni: Pensare l’impossibile (Springer Verlag 2012); Vita e pensiero nel regno dell’insignificanza (con S. Isola, Acro-polis 2025). Ha curato In difesa dell’umano (con U. Curi, L. Maffei, L. Miraglia, 2 voll., Accademia Vivarium Novum 2022) e Punto e a capo (con M. Maggino, Mimesis 2025).

BEATRICE BONATO Presidente della Società Filosofica Italiana-Sezione FVG, fa parte del comitato scientifico di vicino/lontano e della redazione di “aut aut”. Collabora con la Scuola di Filosofia di Trieste, diretta da Pier Aldo Rovatti. Ha curato i fascicoli monogra­fici di “aut aut” La scuola impossibile (2013) e, con F. Leoni e M. Pacini, Bruno Latour e la modernità impossibile (2024), e diversi Quaderni di “Edizione”. Ha pubblicato il saggio Sospendere la competizione. Un esercizio etico (Mimesis 2015).

GIOVANNI LEGHISSA Filosofo, è professore associato all’Università di Torino. È redattore di “aut aut” e direttore della rivista online “Philosophy Kitchen”. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Neoliberismo. Un’introduzione critica (Mimesis 2012); Postumani per scelta. Verso un’ecosofia dei collettivi (Mimesis 2015); The Origins of Neoliberalism (con G. Becchio, Routledge 2016); L’inconscio e il trascendentale. Saggi tra filosofia e psicoanalisi (Orthotes 2023). Fa parte del comitato scientifico di vicino/lontano.

Luciano Boi

Docente all’École des Hautes Études en Sciences Sociales (EHESS) di Parigi e all’Università di Cagliari. Lavora alla ricomposizione dei rapporti tra cultura scientifica e cultura umanistica. Collabora con diversi centri di ricerca e scuole di dottorato. Tra le sue pubblicazioni: Pensare l’impossibile (Springer Verlag 2012); Vita e pensiero nel regno dell’insignificanza (con S. Isola, Acro-polis 2025). Ha curato In difesa dell’umano (con U. Curi, L. Maffei, L. Miraglia, 2 voll., Accademia Vivarium Novum 2022) e Punto e a capo (con M. Maggino, Mimesis 2025).

Europa, una ragionevole utopia

CONFRONTO 
con GUIDO CRAINZ, SIGRID KAAG, ALDO SCHIAVONE 
e in collegamento LUIGI FERRAJOLI 
modera NICOLA GASBARRO
con il sostegno di BCC Banca di Udine

vicino/lontano celebra la 
GIORNATA DELL’EUROPA 
anniversario della
Dichiarazione Schuman – 9 maggio 1950 
che segna la 
nascita dell’Unione Europea   

L’Europa è sempre di più una necessità politica, e un progetto in divenire che sfida la nostra ragion pratica e ancora di più il nostro immaginario culturale. Il ritorno dei nazionalismi del passato nel cuore dello spazio democratico edificato con un sussulto di responsabilità all’indomani dei conflitti novecenteschi, e presidiato con impegno nei decenni successivi, minaccia ora la possibilità e l’urgenza di dare vita a una costellazione di stati postnazionali fondata su un patto di solidarietà. Come può un tale progetto essere cancellato dall’orizzonte del possibile, come fosse obsoleto? Come salvarlo se non perseguendo con metodo, ma anche col coraggio dell’utopia, la specificità del pensiero europeo di matrice umanistica?

GUIDO CRAINZ Storico contemporaneista. Editorialista di Repubblica. Tra le ultime pubblicazioni, con Donzelli: Calendario civile europeo (a cura di, con A. Bolaffi, 2019); Ombre d’Europa. Nazionalismi, memorie, usi politici della storia (2022). È ora in libreria con la nuova edizione, aggiornata al 2026, della sua fondamentale Storia della Repubblica. L’Italia dalla Liberazione ad oggi(1945-2026) (Donzelli 2026). È membro del comitato scientifico di vicino/lontano.

LUIGI FERRAJOLI Insigne giurista, filosofo del diritto e della politica, è professore emerito di Filosofia del diritto all’Università Roma Tre. Tra i suoi volumi più recenti: Manifesto per l’uguaglianza (Laterza 2018); Perché una Costituzione della Terra?(Giappichelli 2021); La costruzione della democrazia. Teoria del garantismo costituzionale (Laterza 2021); Per una Costituzione della Terra. L’umanità al bivio (Feltrinelli 2022); Per una sfera pubblica del mondo (Giappichelli 2024) e Progettare il futuro. Per un costituzionalismo globale (Feltrinelli 2025).

SIGRID KAAG Diplomatica e politica olandese attiva in vari ruoli di consulenza e advisory a livello internazionale. Nei diversi governi Rutte è stata ministra delle Finanze e vice primo ministro, ministra degli Esteri, ministra per il Commercio estero e la Cooperazione allo sviluppo. Ha ricoperto incarichi di alto livello presso diverse agenzie e programmi delle Nazioni Unite. Ha lavorato per l’UNRWA a Gerusalemme, per l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni a Ginevra, per UNICEF ad Amman e per il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo a New York. È stata Sottosegretario generale delle Nazioni Unite e Coordinatrice speciale della missione congiunta ONU-OPCW per l’eliminazione del programma di armi chimiche dichiarato dalla Repubblica araba siriana (2013-2015) e poi Coordinatrice speciale delle Nazioni Unite per il Libano. 

ALDO SCHIAVONE È uno degli storici italiani più tradotti. Ha insegnato a Bari, Firenze, all’Istituto Italiano di Scienze Umane, di cui è stato fondatore e direttore, e alla Scuola Normale Superiore. Tra le sue pubblicazioni, per Einaudi: Ius. L’invenzione del diritto in Occidente (2017²)Eguaglianza. Una nuova visione sul filo della storia (2019), La storia spezzata. Roma antica e Occidente moderno (2020²), Sinistra! Un manifesto (2023); per il Mulino: Progresso (2020), L’Occidente e la nascita di una civiltà planetaria (2022), Occidente senza pensiero (2025).

NICOLA GASBARRO Antropologo. È presidente del comitato scientifico di vicino/lontano e membro della giuria del Premio Terzani. Si occupa di problemi relativi alla comparazione storico-religiosa e all’antropologia della complessità. Autore di numerose pubblicazioni, per la collana ‘vicino/lontano’ ha curato L’uomo che (non) verrà di Mike Singleton (Forum 2013).

Aldo Schiavone

È uno degli storici italiani più tradotti. Ha insegnato a Bari, Firenze, all’Istituto Italiano di Scienze Umane, di cui è stato fondatore e direttore, e alla Scuola Normale Superiore. Tra le sue pubblicazioni, per Einaudi: Ius. L’invenzione del diritto in Occidente (2017²)Eguaglianza. Una nuova visione sul filo della storia (2019), La storia spezzata. Roma antica e Occidente moderno (2020²), Sinistra! Un manifesto (2023); per il Mulino: Progresso (2020), L’Occidente e la nascita di una civiltà planetaria (2022), Occidente senza pensiero (2025).

Sigrid Kaag

Diplomatica e politica olandese attiva in vari ruoli di consulenza e advisory a livello internazionale. Nei diversi governi Rutte è stata ministra delle Finanze e vice primo ministro, ministra degli Esteri, ministra per il Commercio estero e la Cooperazione allo sviluppo. Ha ricoperto incarichi di alto livello presso diverse agenzie e programmi delle Nazioni Unite. Ha lavorato per l’UNRWA a Gerusalemme, per l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni a Ginevra, per UNICEF ad Amman e per il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo a New York. È stata Sottosegretario generale delle Nazioni Unite e Coordinatrice speciale della missione congiunta ONU-OPCW per l’eliminazione del programma di armi chimiche dichiarato dalla Repubblica araba siriana (2013-2015) e poi Coordinatrice speciale delle Nazioni Unite per il Libano.

Luigi Ferrajoli

Insigne giurista, filosofo del diritto e della politica, è professore emerito di Filosofia del diritto all’Università Roma Tre. Tra i suoi volumi più recenti: Manifesto per l’uguaglianza (Laterza 2018); Perché una Costituzione della Terra?(Giappichelli 2021); La costruzione della democrazia. Teoria del garantismo costituzionale (Laterza 2021); Per una Costituzione della Terra. L’umanità al bivio (Feltrinelli 2022); Per una sfera pubblica del mondo (Giappichelli 2024) e Progettare il futuro. Per un costituzionalismo globale (Feltrinelli 2025).

Quante lingue può permettersi una democrazia?

INCONTRO
con EROS CISILINO, GIUSEPPE CORONGIU, CARLES DUARTE I MONTSERRAT, FLAVIO SANTI
modera MARTA RIZZI
a cura di ARLeF – Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane

In Europa poche lingue occupano gran parte dello spazio pubblico, mentre molte altre sono tenute ai margini. Ma può esistere una democrazia senza pluralità linguistica? A partire dai casi di friulano, catalano e sardo, scrittori e protagonisti delle politiche linguistiche mettono in dialogo esperienze e visioni non sempre complementari. Ne emerge una riflessione su come restituire spazio e vitalità alla diversità linguistica, tra criticità ancora aperte e nuove prospettive di valorizzazione. 

EROS CISILINO Presidente dell’ARLeF, è stato consigliere della Provincia di Udine e amministratore comunale. Da sempre impegnato sui temi della tutela e valorizzazione della lingua friulana, è autore e coordinatore editoriale di varie pubblicazioni.  

GIUSEPPE CORONGIU Scrittore, attivista e studioso impegnato nella promozione e nella tutela della lingua sarda. È autore di romanzi, oltre che di saggi e articoli che affrontano questioni di politica linguistica e identità culturale.

CARLES DUARTE I MONTSERRAT Poeta e linguista, è autore di una Grammatica storica del catalano e di una Sintesi di storia della lingua catalana. Già segretario generale della Presidenza della Catalogna, dirige la Fondazione CIC di Barcellona.

FLAVIO SANTI Insegna all’Università dell’Insubria di Como-Varese. Traduce autori classici e contemporanei. Ha scritto di vampiri, precari, supereroi, ma soprattutto del Friuli, sia in poesia che in prosa. Nel 2024 ha pubblicato per Solferino L’autunno del sultano.

MARTA RIZZI Giornalista. Dopo una lunga collaborazione con il settimanale “Il Friuli” e poi con l’emittente Telefriuli, dal 2022 è voce di Radio Spazio. Si occupa di approfondimenti di attualità, tematiche sociali e cura la rubrica settimanale “Spazio Cultura”.

Marta Rizzi

Giornalista. Dopo una lunga collaborazione con il settimanale “Il Friuli” e poi con l’emittente Telefriuli, dal 2022 è voce di Radio Spazio. Si occupa di approfondimenti di attualità, tematiche sociali e cura la rubrica settimanale “Spazio Cultura”.

Carles Duarte I Montserrat

Poeta e linguista, è autore di una Grammatica storica del catalano e di una Sintesi di storia della lingua catalana. Già segretario generale della Presidenza della Catalogna, dirige la Fondazione CIC di Barcellona.

Curdi. Un popolo nella tormenta

INCONTRO CON PROIEZIONE  
in occasione della pubblicazione del volume collettaneo Interno K. Una storia curda (Forum editrice)
intervengono DANILO DE MARCOEBRU GÜNAY
modera FEDERICO VENTURINI
letture MASSIMO SOMAGLINO
immagini di Danilo De Marco
video Andrea Trangoni
con il sostegno di Fondazione per il Riformismo FVG
in collaborazione con Forum Editrice e Udine per Nûdem

La storia di alcuni popoli è storia di giustizia perennemente rinviata, di pace incompiuta e di ripetuti sfollamenti. È questa la storia dei curdi: guerre, ribellioni, oppressione, frammentazione della memoria… oblio. Interno K è un archivio di sofferenza e insieme di resistenza. Racconta gli spostamenti, ma anche il continuo ri-radicarsi. Certo i villaggi vengono bruciati, ma il pane continua a essere cotto; le lingue vengono bandite, ma i bambini continuano ad ascoltare ninne nanne nella lingua materna. Quando la lingua di un popolo viene considerata una minaccia, i suoi rappresentanti eletti vengono perseguiti, la sua memoria erosa attraverso politiche di assimilazione, le sue sofferenze delegittimate, il problema non riguarda più soltanto quel popolo, il popolo dei Curdi, ma aggredisce/attacca un modello di Stato, il concetto stesso di democrazia e i diritti umani fondamentali. La storia curda non è solo una storia di vittime, ma anche di dignità, perseveranza, consapevolezza politica e resistenza.

DANILO DE MARCO Fotogiornalista indipendente, collabora con testate giornalistiche internazionali utilizzando la fotografia per combattere l’indifferenza. Dal Tibet al Messico, dalle montagne dei Kurdi alle selve degli U’wa fino alle Ande dell’Equador, racconta la resistenza dei popoli sottomessi alla legge del più forte. Ha vinto il Premio Gentile da Fabriano 2023. Tra gli ultimi volumi, per Forum: Un tempo in Cina (2022); Un mondo di donne in cammino (con A. Floramo e L. Castellina, 2024); Cantata per il Cid (con A. Floramo, 2025) e ha curato, sempre per Forum, Interno K. Una storia curda (2026).

EBRU GÜNAY Autorevole giurista e attivista curda, è una figura centrale nella lotta per i diritti civili in Turchia. Già avvocata per i diritti umani e parlamentare, ha ricoperto il ruolo di portavoce del Partito Democratico dei Popoli (HDP). Attualmente è vicepresidente del Dem Party. Attraverso la sua attività politica e legale, segnata anche dall’esperienza della detenzione, Günay dà voce alle istanze di democrazia e libertà del popolo curdo, portando la denuncia delle violazioni dei diritti umani all’attenzione delle istituzioni internazionali.

MASSIMO SOMAGLINO Attore, autore e regista teatrale. Collaboratore del Teatro dell’Elfo di Milano. Con Giuliana Musso ha messo in scena Nati in casa, Sexmachine e Tanti Saluti. Ha realizzato, tra gli altri: Zitto, Menocchio!, Cercivento. Ha riscritto l’Histoire du soldat di Stravinskij-Ramuz e Il sogno di una cosa di Pasolini, dal titolo Nini e Cecilia (2019). È direttore artistico del Teatri Stabil Furlan.

FEDERICO VENTURINI Geografo, assegnista di ricerca all’Università di Udine, si occupa di contratti di fiume, zero waste, ecologia sociale e processi partecipativi. Ha fatto parte delle delegazioni internazionali di pace İmrali organizzate dalla Commissione civica dell’EU-Turchia.  Ha curato i volumi: La vostra libertà e la mia. Abdullah Öcalan e la questione curda nella Turchia di Erdoğan (con J. Miley, Edizioni Punto Rosso 2020); Ecologia sociale e diritto alla città (con E. Degirmenci, I. Morales, Zero in Condotta 2024).

Ebru Günay

Autorevole giurista e attivista curda, è una figura centrale nella lotta per i diritti civili in Turchia. Già avvocata per i diritti umani e parlamentare, ha ricoperto il ruolo di portavoce del Partito Democratico dei Popoli (HDP). Attualmente è vicepresidente del Dem Party. Attraverso la sua attività politica e legale, segnata anche dall’esperienza della detenzione, Günay dà voce alle istanze di democrazia e libertà del popolo curdo, portando la denuncia delle violazioni dei diritti umani all’attenzione delle istituzioni internazionali.

Clima ingiusto

INCONTRO
con VITTORIO COGLIATI DEZZA, ANDREA LAMPIS
modera OSCAR D’AGOSTINO

Il cambiamento climatico non solo genera impatti differenziati sulla popolazione, accrescendo le disuguaglianze, ma le stesse politiche di transizione energetica possono produrre effetti distributivi regressivi, esacerbando le disparità, mentre interventi sociali che ignorino la dimensione ecologica possono accelerare la crisi climatica. Come trasformare la crisi ambientale da moltiplicatore di disuguaglianze in opportunità per costruire società più eque e sostenibili? Le sfide della decarbonizzazione e della coesione sociale andrebbero affrontate simultaneamente, ridefinendo il welfare oltre gli ambiti tradizionali (abitazione, salute, occupazione, mobilità), in chiave ecologica e inclusiva. È questa la sfida più complessa del nostro tempo.

VITTORIO COGLIATI DEZZA È stato presidente nazionale di Legambiente dal 2007 al 2015. Oggi è membro del Coordinamento del Forum Disuguaglianze e Diversità e si occupa di giustizia ambientale e sociale. Ha curato Alla scoperta della green society(Edizioni Ambiente 2017) e ha collaborato alla stesura delle 15 Proposte per la giustizia sociale (il Mulino 2019); recentemente ha pubblicato Ci vorrebbe una sartoria per la vulnerabilità energetica (in «Prisma», luglio 2025) e Clima ingiusto (con G. Carrosio, Donzelli 2025).

ANDREA LAMPIS Professore ordinario di Sociologia dell’ambiente e del territorio all’Università di Udine. Ha diretto progetti di ricerca su povertà energetica, governance energetica, disuguaglianze ambientali e adattamento al cambiamento climatico, contribuendo nel 2012 al quadro concettuale del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici della Colombia. È stato Direttore del Dipartimento di Sociologia (2016-2018) dell’ Universidad Nacional de Colombia e professore Ordinario alla Universidade Federal de São Paulo (2024-2025). 

OSCAR D’AGOSTINO Giornalista del Messaggero Veneto, cura le pagine Cultura e Spettacoli e si occupa anche dell’inserto “Messaggero Veneto Scuola”. Copre l’incarico di fiduciario provinciale (Udine) per Assostampa. È tra gli organizzatori del Festival LignanoNoir intitolato allo scrittore Giorgio Scerbanenco.

Andrea Lampis

Professore ordinario di Sociologia dell’ambiente e del territorio all’Università di Udine. Ha diretto progetti di ricerca su povertà energetica, governance energetica, disuguaglianze ambientali e adattamento al cambiamento climatico, contribuendo nel 2012 al quadro concettuale del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici della Colombia. È stato Direttore del Dipartimento di Sociologia (2016-2018) dell’ Universidad Nacional de Colombia e professore Ordinario alla Universidade Federal de São Paulo (2024-2025).

Friuli 1976. Un terremoto nella grande trasformazione

INCONTRO 
presentazione in anteprima del volume a cura di C. Palazzolo, A. Zannini (Gaspari editore)
con ROBERTO GRANDINETTI, CARLO PALAZZOLO, ANDREA ZANNINI
modera GIACOMINA PELLIZZARI
in collaborazione con Università di Udine “Epicentro di saperi 1976-2026”, Gaspari Editore

Cosa ha rappresentato il terremoto del 1976 per il Friuli, per la sua gente, per la sua storia? Il volume che viene presentato, che ospita studiosi diversi che da tempo riflettono su questo tornante fondamentale della storia di questo territorio, vuole uscire dalla narrazione ‘mitografica’ sul terremoto del Friuli e provarne a considerare le conseguenze anche di lungo periodo per l’intera regione. Non solo ‘sviluppo’, né tanto meno cancellazione del Friuli arcaico, i terremoti del maggio e del settembre 1976 furono qualcosa di profondo che influirono su un territorio già in trasformazione. Al tempo stesso, però, non vanno sottovalutate le peculiarità di quell’esperienza indimenticabile: la spinta civile delle tendopoli, il contributo del clero, una collaborazione politica altrove impensabile

ROBERTO GRANDINETTI Già professore di Economia e Gestione delle Imprese all’Università di Udine e poi in quella di Padova, dove ora è docente senior. Tra i suoi temi di ricerca: l’evoluzione dei distretti industriali, l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese, i fornitori di servizi ad alto contenuto di conoscenza, il knowledge management nella transizione digitale. Autore di Impresa transnazionale ed economia globale (con E. Rullani, Carocci 1996). Il suo ultimo volume è Economia e società in Friuli nell’era digital-globale (a cura di, Gaspari 2025). 

L. CARLO PALAZZOLO Architetto, laureato e dottorato in Composizione architettonica allo IUAV di Venezia. Svolge attività di insegnamento e ricerca presso SDS di Siracusa-UniCT. Ha approfondito il tema del recupero del patrimonio storico e della memoria collettiva anche come assessore ai progetti strategici del Comune di Manzano, dal 2014 al 2019. 

ANDREA ZANNINI Insegna Storia dell’Europa all’Università di Udine, collabora con l’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione e il Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa. Scrive sul Messaggero Veneto. Tra le sue ultime pubblicazioni: Controstoria dell’alpinismo (Laterza 2024); Storia minima d’Europa. Dal Neolitico a oggi (Il Mulino 2025, III edizione). È membro del comitato scientifico di èStoria.

GIACOMINA PELLIZZARI Giornalista. Laureata in Conservazione dei Beni Culturali, ha lavorato e ora collabora con il Messaggero Veneto. Autrice di Il terremoto in Friuli (Gaspari 2021).

Cambiamo nome alle tasse!

RICCARDO STAGLIANÒ in dialogo con ALEX COBHAM in collegamento

CC - Evento Sottotitolato

Le tasse avrebbero bisogno, in tutto il mondo, di un buon ufficio stampa. Se c’è una persona che si avvicina a questo ruolo è Alex Cobham, direttore del Tax Justice Network. Chiamiamole «superpoteri sociali per farci vivere meglio insieme» dice. Dovrebbe essere facilissimo far passare una patrimoniale che impatta solo sullo 0,1 per cento dei più ricchi, e invece… «Le persone non amano pagare le tasse perché non si fidano dei governi». Poi, «siccome il controllo del discorso pubblico è spesso nelle mani della stessa élite che verrebbe tassata, questa esercita un’influenza sproporzionata». Servirebbe ribaltare il frame: non punire chi ha avuto successo, ma chiedere un contributo equo a chi ha beneficiato del sistema.

ALEX COBHAM Economista, è direttore esecutivo del Tax Justice Network. Ha lavorato come ricercatore sui flussi finanziari illeciti, sulla tassazione efficace per lo sviluppo e sulle disuguaglianze presso varie istituzioni, tra cui l’Università di Oxford, Christian Aid, Save the Children e il Center for Global Development. Ha svolto consulenze per la Commissione Economica delle Nazioni Unite per l’Africa, la Commissione Economica e Sociale delle Nazioni Unite per l’Asia Occidentale, il Department for International Developmente la Banca Mondiale. What Do We Know and What Should We Do About… Tax Justice? (SAGE 2024) è la sua ultima pubblicazione

RICCARDO STAGLIANÒ Giornalista. Ha iniziato la sua carriera come corrispondente da New York per il mensile “Reset”, ha poi lavorato al Corriere della Sera e da vent’anni scrive reportage e inchieste per il “Venerdì” di Repubblica. Ha insegnato Nuovi media all’Università Roma Tre. Per Einaudi ha pubblicato: Al posto tuo. Così web e robot ci stanno rubando il lavoro (2016), Lavoretti (2018), Gigacapitalisti (2022), Hanno vinto i ricchi (2024), Tassare i milionari. Prendere ai ricchi per dare ai poveri(2026).

Alex Cobham

Economista, è direttore esecutivo del Tax Justice Network. Ha lavorato come ricercatore sui flussi finanziari illeciti, sulla tassazione efficace per lo sviluppo e sulle disuguaglianze presso varie istituzioni, tra cui l’Università di Oxford, Christian Aid, Save the Children e il Center for Global Development. Ha svolto consulenze per la Commissione Economica delle Nazioni Unite per l’Africa, la Commissione Economica e Sociale delle Nazioni Unite per l’Asia Occidentale, il Department for International Developmente la Banca Mondiale. What Do We Know and What Should We Do About… Tax Justice? (SAGE 2024) è la sua ultima pubblicazione

IA vs democrazia. Come resistere alla regressione autoritaria automatica

INCONTRO 
con FLAVIA BARCA, FABIO CHIUSI, SERENA MAZZINI in collegamento
con il sostegno di Amga Energia & Servizi

L’intelligenza artificiale è spesso dipinta come una promessa “risolutiva”. Ma, nell’attesa che si compia quel futuro sempre più automatizzato, sta producendo danni reali alla politica: inquina l’ambiente informativo, manipola ad arte il reale, trasferisce sempre più potere nelle mani dei suoi produttori, oramai più potenti di molti capi di Stato. Quali sono le ragioni profonde per cui l’IA si pone in contrasto con i principi della vita democratica, spalancando spazi “eccezionali” dove il diritto viene sospeso e l’efficienza sostituisce la giustizia? Quali le possibili strategie di resistenza, per evitare che il saldarsi di tecnocrazia, concentrazione di potere economico e ideologie reazionarie trasformino l’intelligenza artificiale nel motore della repressione automatica?

FLAVIA BARCA Esperta di comunicazione e formazione nei settori culturali e creativi, è consulente senior per Rai Ufficio Studi e Istat, e codirettrice della rivista mensile “Letture Lente” (AgenziaCult). Impegnata in progetti di sviluppo locale a base culturale, è stata assessora alla Cultura del Comune di Roma (2013-14). Presiede l’Associazione Acume da lei fondata. È in libreria con I pregiudizi dell’AI. Come l’algoritmo premia le diseguaglianze (Donzelli 2026).

FABIO CHIUSI Giornalista e ricercatore, si occupa delle conseguenze sociali e politiche delle nuove tecnologie. Ha collaborato con diverse realtà internazionali in tema di diritti umani e intelligenza artificiale, tra cui AlgorithmWatch e Open Rights Group. Tiene un corso su Giornalismo e innovazione al master in Comunicazione della scienza dell’Università Vita-Salute San Raffaele. È autore di L’uomo che vuole risolvere il futuro. Critica ideologica di Elon Musk (2023) e La fortezza automatica. Se l’IA decide chi può varcare i confini (2025), entrambi editi da Bollati Boringhieri. È membro del comitato scientifico di vicino/lontano.

SERENA MAZZINI Social media strategist, esperta di critica dei new media, insegna alla NABA-Nuova Accademia delle Belle Arti di Milano. Ha partecipato a inchieste significative come l’affaire Pandoro e contribuito a una legge per tutelare i minori online e contrastare lo sharenting (l’abitudine a condividere foto video e dettagli sulla vita dei propri figli sui social). È autrice di Il Lato Oscuro dei Social NetworkCome la rete ci controlla e ci manipola (Rizzoli 2025).

Serena Mazzini

Social media strategist, esperta di critica dei new media, insegna alla NABA-Nuova Accademia delle Belle Arti di Milano. Ha partecipato a inchieste significative come l’affaire Pandoro e contribuito a una legge per tutelare i minori online e contrastare lo sharenting (l’abitudine a condividere foto video e dettagli sulla vita dei propri figli sui social). È autrice di Il Lato Oscuro dei Social NetworkCome la rete ci controlla e ci manipola (Rizzoli 2025).

Flavia Barca

Esperta di politiche culturali, media e trasformazione digitale, sviluppa ricerche, analisi e progetti per istituzioni pubbliche e organismi nazionali e internazionali (tra cui Rai, Istat, Commissione europea). È co-direttrice della rivista «Letture Lente» (AgenziaCult). Tra le sue pubblicazioni più recenti: La mappa delle diseguaglianze di genere (Editrice Bibliografica 2025) e I pregiudizi dell’AIDisuguaglianze e potere nell’era dell’algoritmo (Donzelli 2026), in libreria dall’8 maggio.

Che aria tira in città? Fuori e dentro casa

INCONTRO 

con PAOLO BON, SILVIO BRUSAFERRO, FRANCESCO RAMELLA
con il sostegno di Sistema Sosta Mobilità 

La qualità dell’aria che respiriamo suscita molte preoccupazioni. Spesso leggiamo articoli dai toni allarmati che paventano rischi dovuti all’inquinamento atmosferico: polveri sottili, ossidi d’azoto e molte altre sostanze attentano alla nostra salute. Sotto accusa sono soprattutto il traffico, il riscaldamento degli edifici, le emissioni di origine agricola e industriale. Oggi la situazione è molto migliore che in passato, ma ancora non basta. Quali sono le soluzioni? Quanto sono efficaci le politiche adottate finora, cosa possiamo fare per migliorarle? Cosa ci dicono, davvero, i dati epidemiologici? Quale il ruolo del traffico e dell’uso che facciamo dell’energia? Ma ci sono altri aspetti non meno importanti del nostro quotidiano cui dobbiamo pensare. Perché mentre ci preoccupiamo di quel che respiriamo quando usciamo di casa, tendiamo a dimenticare che insidie non meno subdole le abbiamo dentro le mura domestiche.

SILVIO BRUSAFERRO Professore Ordinario di Igiene generale e applicata all’Università di Udine e direttore Struttura Operativa Complessa “Qualità, Accreditamento e Rischio Clinico” ASUFC Udine. È stato presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Portavoce del Comitato Tecnico Scientifico nazionale per l’emergenza da SARS-CoV-2, membro dell’European Union Scientific Advice Platform sul Covid-19, membro del Consiglio Superiore di Sanità, direttore Dipartimento di Medicina dell’Università di Udine. Autore di oltre 220 articoli scientifici indexati. Nominato Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica Italiana. 

FRANCESCO RAMELLA Ingegnere meccanico e dei trasporti, è Dottore di Ricerca presso il Politecnico di Torino e dal 2013 è docente di “Trasporti” all’Università degli studi di Torino. Si occupa di politiche di regolazione del trasporto pubblico e di analisi costi/benefici di infrastrutture stradali e ferroviarie e di impatto ambientale dei sistemi di trasporto, analizzando le prospettive di evoluzione nel lungo periodo con riguardo alle politiche di riequilibrio modale e al ruolo dell’innovazione tecnologica. Commentatore per “Repubblica A&F” e “Tempi.it”, è fellow dell’Istituto Bruno Leoni e dal 2017 di IREF. Dal 2019 è Direttore esecutivo di Bridges Research.

PAOLO BON Architetto con studio a Udine dal 1997. Ha realizzato opere pubbliche e private in vari comuni della regione Fvg. Ha progettato e diretto gli interventi complementari delle Ciclovie Regionali Fvg 1 e Fvg 3 e diversi campi sportivi. Ha avuto esperienze di docenza presso le Università di Trento e di Udine.È stato presidente dell’Ordine degli architetti della provincia di Udine. Fa parte del direttivo di vicino/lontano.

Francesco Ramella

Ingegnere meccanico e dei trasporti, è Dottore di Ricerca presso il Politecnico di Torino e dal 2013 è docente di “Trasporti” all’Università degli studi di Torino. Si occupa di politiche di regolazione del trasporto pubblico e di analisi costi/benefici di infrastrutture stradali e ferroviarie e di impatto ambientale dei sistemi di trasporto, analizzando le prospettive di evoluzione nel lungo periodo con riguardo alle politiche di riequilibrio modale e al ruolo dell’innovazione tecnologica. Commentatore per “Repubblica A&F” e “Tempi.it”, è fellow dell’Istituto Bruno Leoni e dal 2017 di IREF. Dal 2019 è Direttore esecutivo di Bridges Research.

Silvio Brusaferro

Professore Ordinario di Igiene generale e applicata all’Università di Udine e direttore Struttura Operativa Complessa “Qualità, Accreditamento e Rischio Clinico” ASUFC Udine. È stato presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Portavoce del Comitato Tecnico Scientifico nazionale per l’emergenza da SARS-CoV-2, membro dell’European Union Scientific Advice Platform sul Covid-19, membro del Consiglio Superiore di Sanità, direttore Dipartimento di Medicina dell’Università di Udine. Autore di oltre 220 articoli scientifici indexati. Nominato Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica Italiana. 

I traditori

PRESENTAZIONE
con ARTUR WEIGANDT
introduce MARTINA NAPOLITANO
in collaborazione con Bottega Errante per il progetto “Estensioni, dentro le letterature di confine”

Il 24 febbraio 2022 è come una linea zero. È il fronte più avanzato di una battaglia. Separa amici e nemici.
I Weigandt vivono in Germania dal 1994 come una tipica famiglia sovietica di origini miste, emigrata per sopravvivere alla dissoluzione dell’URSS. Il giorno in cui Putin ordina l’attacco su Kyiv, l’equilibrio familiare viene compromesso: Artur dovrà compiere un viaggio a ritroso in Ucraina e indietro nel tempo verso Uspenka, il villaggio nella steppa del Kazakistan da cui proviene. Nel farlo scatenerà una crisi d’identità interna alla famiglia e una domanda si imporrà prepotentemente: chi sono i traditori? In un potente mix di autobiografia, reportage e romanzo familiare, Artur Weigandt ci porta in presa diretta dentro la guerra in Ucraina e nelle storie delle persone che vivono in ciò che resta dell’Unione Sovietica. Dalla Postfazione di Anna Zafesova

ARTUR WEIGANDT Giornalista e scrittore. Nato nel 1994 a Uspenka, in Kazakistan, è cresciuto in Germania, ha studiato Filosofia a Francoforte sul Meno, laureandosi con una tesi in estetica, e successivamente ha trascorso lunghi periodi a Praga, Kyiv e Tbilisi. Si è formato alla Scuola di Giornalismo di Monaco di Baviera. Nel 2021, la rivista “Medium” lo ha nominato tra i “Top 30 under 30” giornalisti tedeschi. Ha collaborato con Frankfurter Allgemeine ZeitungDie Zeit e Die WeltI traditori (Bottega Errante 2025) è il suo romanzo d’esordio.

MARTINA NAPOLITANO Docente di lingua russa e traduzione all’Università di Trieste, come giornalista segue da anni l’attualità e gli sviluppi socio-politici dell’area post-sovietica e balcanica. Ha fondato il portale di approfondimento Meridiano 13 ed è curatrice per Bottega Errante della collana di saggistica «Metamorfosi», con cui ha pubblicato il volume Capire la rotta balcanica(a cura di, BEE 2022) con testi di L. Tano, M. Siragusa, L. Tondo e la prefazione di Roberto Saviano.

Artur Weigandt

Giornalista e scrittore. Nato nel 1994 a Uspenka, in Kazakistan, è cresciuto in Germania, ha studiato Filosofia a Francoforte sul Meno, laureandosi con una tesi in estetica, e successivamente ha trascorso lunghi periodi a Praga, Kyiv e Tbilisi. Si è formato alla Scuola di Giornalismo di Monaco di Baviera. Nel 2021, la rivista “Medium” lo ha nominato tra i “Top 30 under 30” giornalisti tedeschi. Ha collaborato con Frankfurter Allgemeine ZeitungDie Zeit e Die WeltI traditori (Bottega Errante 2025) è il suo romanzo d’esordio.

Il respiro nella filosofia indiana

INCONTRO
ALBERTO ANRÒ dialoga con GIOVANNI LEGHISSA

Tanta è la trascuratezza con cui si trattano le funzioni corporee, che a volte si ha l’impressione che persino respirare sia un’attività che va studiata e appresa. Non è così però all’interno di tradizioni culturali asiatiche, dove la funzione del respiro assume un significato centrale non solo in funzione della conduzione di una vita sana, ma soprattutto in relazione a un cammino spirituale che miri a integrare l’individuo nella più ampia compagine cosmica. Di tutto ciò sono riflesso le speculazioni filosofiche sul respiro sia di matrice induista che di matrice buddhista. È dunque a uno studioso di filosofia indiana che bisogna chiedere come la pratica del respiro si saldi alla speculazione metafisica. 

ALBERTO ANRÒ Si occupa di filosofie dell’India nelle Università di Torino e Bologna. I suoi interessi di ricerca si concentrano in particolare sull’epistemologia e la logica sudasiatiche; più recentemente, sull’indagine gnoseologica delle scuole filosofiche indiane sulla cognizione degli animali non umani; in ultimo, sulla matematica e le scienze esatte del Sud Asia, anche in prospettiva comparativa, con particolare riferimento al periodo classico.

GIOVANNI LEGHISSA Filosofo, è professore associato all’Università di Torino. È redattore di “aut aut” e direttore della rivista online “Philosophy Kitchen”. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Neoliberismo. Un’introduzione critica (Mimesis 2012); Postumani per scelta. Verso un’ecosofia dei collettivi (Mimesis 2015); The Origins of Neoliberalism (con G. Becchio, Routledge 2016); L’inconscio e il trascendentale. Saggi tra filosofia e psicoanalisi (Orthotes 2023). Fa parte del comitato scientifico di vicino/lontano.

Alberto Anrò

Si occupa di filosofie dell’India nelle Università di Torino e Bologna. I suoi interessi di ricerca si concentrano in particolare sull’epistemologia e la logica sudasiatiche; più recentemente, sull’indagine gnoseologica delle scuole filosofiche indiane sulla cognizione degli animali non umani; in ultimo, sulla matematica e le scienze esatte del Sud Asia, anche in prospettiva comparativa, con particolare riferimento al periodo classico.

Da soli. Gli europei alla prova di Trump nelle sfide dell’economia globale

LECTIO MAGISTRALIS 
di LORENZO BINI SMAGHI
iniziativa organizzata dall’Università di Udine e Confindustria Udine
in occasione del Graduation Day EMBA

biglietti gratuiti ritirabili 
presso la Biglietteria del Teatro 
(martedì-sabato, ore 16.00-19.00)
e presso l’Infopoint di via Rialto 2
(martedì-sabato, 15.30-18.30)

A conclusione della V edizione udinese e della III edizione milanese dell’Executive Master of Business Administration (EMBA), organizzato dall’Università degli Studi di Udine in collaborazione con Confindustria Udine, il Teatro Nuovo Giovanni da Udine ospita anche quest’anno una lectio magistralis a ingresso libero. Seguirà la consegna dei diplomi. Relatore d’eccezione della lectio magistralis: Lorenzo Bini Smaghi.

LORENZO BINI SMAGHI Economista. Nel settore pubblico ha lavorato per il Servizio Studi della Banca d’Italia e poi all’Istituto Monetario Europeo e al Ministero del Tesoro ed è stato membro del Comitato Esecutivo della Banca Centrale Europea. Nel settore privato è stato presidente di Snam, Italgas e Société Générale. In ambito accademico è stato visiting scholar ad Harvard ed attualmente è Senior Fellow presso l’Istituto Affari Internazionali. Ha pubblicato con Rizzoli Il paradosso dell’euro (2008); e con Il Mulino: Morire di austerità. Democrazie europee con le spalle al muro (2013), 33 false verità sull’Europa (2014) e La tentazione di andarsene (2017).

Lorenzo Bini Smaghi

Economista. Nel settore pubblico ha lavorato per il Servizio Studi della Banca d’Italia e poi all’Istituto Monetario Europeo e al Ministero del Tesoro ed è stato membro del Comitato Esecutivo della Banca Centrale Europea. Nel settore privato è stato presidente di Snam, Italgas e Société Générale. In ambito accademico è stato visiting scholar ad Harvard ed attualmente è Senior Fellow presso l’Istituto Affari Internazionali. Ha pubblicato con Rizzoli Il paradosso dell’euro (2008); e con Il Mulino: Morire di austerità. Democrazie europee con le spalle al muro (2013), 33 false verità sull’Europa (2014) e La tentazione di andarsene (2017).

Project 2025. Il piano di Trump

INCONTRO
con DAVID A. GRAHAM
intervista di ANNA MARIA GIORDANO 

CC - Evento Sottotitolato

con il sostegno di Coop Alleanza 3.0

Quando Donald Trump si è reinsediato alla Casa Bianca, si è diffusa la notizia che avrebbe attuato il programma politico Project 2025, un documento di quasi mille pagine pubblicato dal think tank conservatore The Heritage Foundation. Ma cos’è Project 2025? Cosa comporta per i cittadini americani e per il mondo, nel breve e nel lungo periodo? Un pluripremiato giornalista americano ne smaschera i piani e tutti noi ne stiamo sperimentando le conseguenze nello sconvolgimento dell’ordine mondiale scatenato dal Presidente degli Stati Uniti. 

DAVID A. GRAHAM Lavora come giornalista per la rivista «The Atlantic», dove si occupa di politica interna. Ha vinto il Toner Prize for Excellence in National Political Reporting per la sua copertura delle elezioni presidenziali 2020. Ha collaborato con NewsweekThe Daily BeastThe Wall Street Journal e The National. Sul programma politico di Trump ha scritto The Project. L’inchiesta sul piano che sta ridisegnando l’America e il mondo (Chiarelettere 2025).

ANNA MARIA GIORDANO Giornalista a Rai Radio3, è tra gli ideatori e conduttori di Radio3Mondo, programma di cui è responsabile, realizzando ogni giorno una rassegna stampa estera alle 6.50 e una trasmissione di approfondimento di temi internazionali alle 11.00. Ha ideato e condotto Radio3Europa ed è autrice e conduttrice di Lovely Planet, le guide di Radio3. Ha curato settimanali di informazione politica, economica e culturale per Euronews. È cofondatrice di MediaAid, associazione che si occupa di aiuti internazionali attraverso i media.  

David A. Graham

Lavora come giornalista per la rivista «The Atlantic», dove si occupa di politica interna. Ha vinto il Toner Prize for Excellence in National Political Reporting per la sua copertura delle elezioni presidenziali 2020. Ha collaborato con NewsweekThe Daily BeastThe Wall Street Journal e The National. Sul programma politico di Trump ha scritto The Project.L’inchiesta sul piano che sta ridisegnando l’America e il mondo (Chiarelettere 2025).

Chi decide del mio ultimo respiro

CONFRONTO
con RAFFAELLA BARBIERI, STEFANO MASSOLI 
e in collegamento GIUSEPPE REMUZZI
modera MARINELLA CHIRICO

CC - Evento Sottotitolato

Vivere e morire con dignità. Il dibattito sul fine vita in Italia diventa pubblico e mediatico attraverso storie individuali che sembrano, all’improvviso, rompere un tabù innominabile “su un confine che riguarda tutti ma che continuiamo a considerare estraneo”. Storie al centro di infiniti e a volte feroci dibattiti etici, religiosi, politici, di casi giudiziari e sentenze. È il caso Englaro a segnare un prima e un dopo nella coscienza collettiva sul tema del fine vita. La morte di Eluana il 9 febbraio 2009 divide opinione pubblica e politica. Dal caso Welby (2006) a quello DjFabo/Cappato (2017-2019) fino alla vicenda della triestina Martina Oppelli (2025), con l’autodenuncia di Marco Cappato (2026). Eutanasia, dal greco “buona morte”, suicidio assistito, accanimento terapeutico, cure palliative, testamento biologico (DAT), fine vita, consenso informato: in questi 20 anni cosa è successo, cosa si è fatto e cosa si deve ancora fare per vivere e morire con dignità.

RAFFAELLA BARBIERI Commissaria alle Pari Opportunità del Comune di Udine e Presidente della Cellula Coscioni di Udine, articolazione territoriale dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di cura e ricerca scientifica. Attivista per i diritti civili e l’autodeterminazione, ha coordinato la campagna regionale Liberi Subito FVG, per la presentazione di una legge di iniziativa popolare volta a garantire procedure chiare per l’accesso alla morte volontaria. È laureanda in Giurisprudenza presso l’Università di Udine, con una tesi sul diritto al fine vita, in cui analizza il percorso che, a partire dal caso di Eluana Englaro, ha portato alla sentenza della Corte Costituzionale che ha introdotto il suicidio assistito nel nostro ordinamento.

STEFANO MASSOLI Regista televisivo e live streaming specialist.  È membro di giunta dell’Associazione Luca Coscioni, dove si occupa di diritti civili e libertà individuali, con particolare attenzione ai temi dell’autodeterminazione e del fine vita. Il suo impegno pubblico è profondamente legato alla storia della moglie, Laura Santi, e alla battaglia per il riconoscimento del diritto a una scelta consapevole e dignitosa.

GIUSEPPE REMUZZI Professore di Nefrologia all’Università di Milano e Direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. Accademico dei Lincei. Membro del Consiglio Superiore di Sanità. È nel comitato editoriale di Lancet ed è l’unico italiano a essere accolto in quello del New England Journal of Medicine. Ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti dalla società internazionale di nefrologia. Tra le sue ultime pubblicazioni: Dove comincia l’uomo (con T. Pievani, Solferino 2025) e In punta di piedi (Mondadori 2025). 

MARINELLA CHIRICO Giornalista, dal 1995 al 2025 è stata conduttrice e caposervizio della redazione giornalistica della TGR, testata regionale della RAI a Trieste. Ha seguito, anche per le testate nazionali RAI, alcuni importanti fatti di cronaca, tra questi il caso Eluana Englaro, che le è valso nel 2009 il Premio giornalistico “articolo 21”. Ha curato Io credo. Dialogo tra un’atea e un prete, di Margherita Hack e Pierluigi Di Piazza (Nuova dimensione 2012) premio letterario “Firenze per le culture della pace” 2013. 

Giuseppe Remuzzi

Professore di Nefrologia all’Università di Milano e Direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. Accademico dei Lincei. Membro del Consiglio Superiore di Sanità. È nel comitato editoriale di Lancet ed è l’unico italiano a essere accolto in quello del New England Journal of Medicine. Ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti dalla società internazionale di nefrologia. Tra le sue ultime pubblicazioni: Dove comincia l’uomo (con T. Pievani, Solferino 2025) e In punta di piedi (Mondadori 2025).

Stefano Massoli

Regista televisivo e live streaming specialist.  È membro di giunta dell’Associazione Luca Coscioni, dove si occupa di diritti civili e libertà individuali, con particolare attenzione ai temi dell’autodeterminazione e del fine vita. Il suo impegno pubblico è profondamente legato alla storia della moglie, Laura Santi, e alla battaglia per il riconoscimento del diritto a una scelta consapevole e dignitosa.

Raffaella Barbieri

Commissaria alle Pari Opportunità del Comune di Udine e Presidente della Cellula Coscioni di Udine, articolazione territoriale dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di cura e ricerca scientifica. Attivista per i diritti civili e l’autodeterminazione, ha coordinato la campagna regionale Liberi Subito FVG, per la presentazione di una legge di iniziativa popolare volta a garantire procedure chiare per l’accesso alla morte volontaria. È laureanda in Giurisprudenza presso l’Università di Udine, con una tesi sul diritto al fine vita, in cui analizza il percorso che, a partire dal caso di Eluana Englaro, ha portato alla sentenza della Corte Costituzionale che ha introdotto il suicidio assistito nel nostro ordinamento.

Sport inclusivo

INCONTRO 
con ALBERTO ANDRIOLA
in collaborazione con Zio Pino Baskin Udine, SportInclusion FVG, Spazio 35

Lo sport inclusivo rappresenta una frontiera culturale dove la diversità non è un limite, ma una risorsa progettuale. Ne sono l’emblema il Baskin e il Futs-ALL, che riscrivono le regole del basket e del calcio a 5 per permettere a persone con e senza disabilità di competere insieme, ognuno secondo le proprie capacità.

In questo solco si inserisce l’incessante lavoro della Asd Zio Pino Baskin Udine. Nata per prima nel territorio regionale e cresciuta esponenzialmente, l’associazione ha trasformato Udine in un polo di riferimento nazionale. Con oltre cento tesserati e una filosofia basata sul “cambiamento socio-culturale”, la Zio Pino dimostra che la vera vittoria non risiede solo in campo sportivo (Scudetto 2024, Coppa Italia 2025), ma nella creazione di una comunità davvero più inclusiva.

Una dimostrazione pratica di Baskin è in programma sabato 9 maggio, alle ore 11, al parco Ambrosoli.

ALBERTO ANDRIOLA Presidente della Asd Zio Pino Baskin Udine (campione d’Italia 2024) e dell’associazione SportInclusion FVG, realtà nate per promuovere lo sport inclusivo. È co-ideatore del Futs-All, una versione rivoluzionaria del calcio a 5 che permette a tutti, tra cui atleti con e senza disabilità, di competere insieme adattando il regolamento alle abilità di ciascuno. 

Alberto Andriola

Presidente della Asd Zio Pino Baskin Udine (campione d’Italia 2024) e dell’associazione SportInclusion FVG, realtà nate per promuovere lo sport inclusivo. È co-ideatore del Futs-All, una versione rivoluzionaria del calcio a 5 che permette a tutti, tra cui atleti con e senza disabilità, di competere insieme adattando il regolamento alle abilità di ciascuno. 

L’Italia delle diseguaglianze

incontro con GUIDO ALFANI, GIACOMO GABBUTI
modera ANDREA ZANNINI
in collaborazione con èStoria

In cosa consistono le ‘diseguaglianze’ nel mondo attuale? E qual è la loro origine storica? Cosa differenzia, non solo in termini economici, chi guadagna soldi da chi li possiede? Cosa rappresentano le diseguaglianze nella vita delle società, degli Stati e dei singoli individui? Due storici dell’economia che si sono dedicati ad approfondire il tema delle disparità economiche e sociali nel corso dei secoli, prestano particolare attenzione alla realtà italiana del giorno d’oggi. Una prospettiva cruciale da cui considerare l’evoluzione dell’economia e della politica nell’età del capitalismo digitale. Quali sono le ricadute che le iniquità generano sulle democrazie?

GUIDO ALFANI Professore di Storia economica alla Bocconi, dove dirige il Centro Dondena per lo Studio delle Dinamiche Sociali. È Affiliated Scholar dello Stone Center on Socio-Economic Inequality di New York e dello Stone Center on Wealth Inequality and Mobility di Chicago. La sua ricerca verte su disuguaglianza e mobilità sociale nella storia, e sulle conseguenze demografiche, economiche e sociali di epidemie e carestie. Il suo libro più recente è Come dèi fra gli uomini. Una storia dei ricchi in Occidente (Laterza 2024). 

GIACOMO GABBUTI Ha ottenuto un dottorato in Storia economica e sociale presso l’Università di Oxford, ed è ricercatore in Storia economica presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. È membro dell’Assemblea del Forum Disuguaglianze e Diversità e del consiglio redazionale di Jacobin Italia. Ha curato Non è giusta. L’Italia delle disuguaglianze (Laterza 2025).

ANDREA ZANNINI Insegna Storia dell’Europa all’Università di Udine, collabora con l’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione e il Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa. Scrive sul Messaggero Veneto. Tra le sue ultime pubblicazioni: Controstoria dell’alpinismo (Laterza 2024); Storia minima d’Europa. Dal Neolitico a oggi (Il Mulino 2025, III edizione). È membro del comitato scientifico di èStoria.

Giacomo Gabbuti

Ha ottenuto un dottorato in Storia economica e sociale presso l’Università di Oxford, ed è ricercatore in Storia economica presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. È membro dell’Assemblea del Forum Disuguaglianze e Diversità e del consiglio redazionale di Jacobin Italia. Ha curato Non è giusta. L’Italia delle disuguaglianze (Laterza 2025).

Guido Alfani

Professore di Storia economica alla Bocconi, dove dirige il Centro Dondena per lo Studio delle Dinamiche Sociali. È Affiliated Scholar dello Stone Center on Socio-Economic Inequality di New York e dello Stone Center on Wealth Inequality and Mobility di Chicago. La sua ricerca verte su disuguaglianza e mobilità sociale nella storia, e sulle conseguenze demografiche, economiche e sociali di epidemie e carestie. Il suo libro più recente è Come dèi fra gli uomini. Una storia dei ricchi in Occidente (Laterza 2024).

Bolle d’aria

LETTURE, RIFLESSIONI E MUSICHE DAL VIVO
con CRISTINA BENEDETTI, BEATRICE BONATO, STEFANO RIZZARDI
fisarmonica ALEXANDER IPAVEC

a cura della Società Filosofica Italiana-Sezione Fvg

Come respira il pensiero? Quale aria ne favorisce il ritmo, cosa lo ostacola o lo intossica? Di metafora in metafora, scegliamo di soffermarci sull’immagine della bolla, suggestiva, ambivalente, polisemica. Bolle di varie dimensioni e consistenze, biologiche e culturali, proteggono gli esseri umani insieme ai viventi. Ne permettono sopravvivenza e fioritura creativa, anche se a volte rischiano di trasformarsi in gusci impermeabili. Con Hannah Arendt, Peter Sloterdijk e altri filosofi e poeti, cerchiamo di avvicinarci all’invisibile elemento dove si svolge la vita della mente. Senza la pretesa di uscire dalla metafora in nome di un senso proprio per il quale il linguaggio “rigoroso” saprebbe trovare le parole giuste. Per valorizzare, piuttosto, la capacità delle metafore di spostarci da un piano a un altro dell’esperienza, di farcene percepire i passaggi e le differenze.

CRISTINA BENEDETTI Laureata in Filosofia, insegna Lettere nella scuola superiore. Presta con frequenza la sua voce a letture pubbliche e sceniche in vari contesti. Fa parte del gruppo di scrittura Anna Achmatova con cui ha pubblicato volumi collettanei e curato eventi e presentazioni di libri. Ha pubblicato la raccolta di poesie Parabola d’amore (KAPPA VU 2024).

BEATRICE BONATO Presidente della Società Filosofica Italiana-Sezione FVG, fa parte del comitato scientifico di vicino/lontano e della redazione di “aut aut”. Collabora con la Scuola di Filosofia di Trieste, diretta da Pier Aldo Rovatti. Ha curato i fascicoli monogra­fici di “aut aut” La scuola impossibile (2013) e, con F. Leoni e M. Pacini, Bruno Latour e la modernità impossibile (2024), e diversi Quaderni di “Edizione”. Ha pubblicato il saggio Sospendere la competizione. Un esercizio etico (Mimesis 2015).

ALEXANDER IPAVEC Docente di fisarmonica presso la Glasbena Matica di San Pietro al Natisone e di Gorizia. Ha partecipato con successo a vari concorsi nazionali e internazionali e suonato con vari gruppi cameristici e orchestre (Teatro Verdi di Trieste, Mitteleuropa Salon Orkester diretta dal maestro Daniele Zanettovich, Evasion; The original Klezmer ensemble). Ha composto colonne sonore per documentari e cortometraggi. Da qualche anno collabora con la pianista Paola Chiabudini con la quale ha prodotto i cd: Omaggio a Piazzolla e Palabra de tango.

STEFANO RIZZARDI Attore, autore e ideatore di spettacoli e reading, ha collaborato con molte realtà teatrali e culturali della regione. Lavora sul miglioramento atletico a metà strada tra ciclismo e teatro. Nel 2022 è stato regista e attore di Bacchus_Pentheus, spettacolo integralmente in lingua latina, prodotto da Schola Humanistica di Padova, riproposto a Udine, in collaborazione con la Società Filosofica Italiana-Sezione FVG, nell’ambito della rassegna “Filosofia in Città 2023. Lettere sull’umanismo”.

Il respiro affannato del Tempo. Lettura della Montagna Magica

LEZIONE
di SIMONE COSTAGLI

Se esiste un “romanzo del respiro”, questo è La Montagna magica di Thomas Mann. Qui, gli ospiti del Berghof si difendono dalla malattia con l’aria pura delle Alpi svizzere. Per Hans Castorp, il suo protagonista, il respiro diventa il termometro di una malattia che si riverbera sull’intera società europea dell’epoca. Respiro è anche la parola chiave per comprendere la concezione del Tempo nel romanzo: nell’afflato di mille pagine si dispiega l’epoca perduta dell’Europa, secondo un ritmo che alterna momenti lenti e momenti più rapidi.

SIMONE COSTAGLI Insegna Letteratura Tedesca all’Università di Udine. Si è formato accademicamente tra Firenze, Ferrara e Brema. È specialista di letteratura del Novecento, di rapporti tra letteratura e arti visive e di teoria del romanzo.

Che cos’è la salute mentale?

INCONTRO
con MARIO COLUCCI, MARICA SETARO                    
modera MARCO BERTOLI
in collaborazione con Scienza&Virgola

Che cos’è la salute mentale? riformula oggi la domanda che Franco Basaglia poneva quasi sessant’anni fa in un celebre libro a proposito della psichiatria e analizza i problemi del presente: la medicalizzazione della sofferenza psichica che sottovaluta i determinanti sociali di salute, la relazione terapeutica ristretta in protocolli e linee guida, la persistenza di stigma e pregiudizi e i trattamenti che calpestano i diritti delle persone e ignorano le loro esperienze di malattia, la sopravvivenza delle istituzioni totali e il controllo esercitato da quelle comunitarie sulle marginalità devianti, il divario di risorse nei vari paesi del mondo e le ipocrisie dei modelli di salute mentale globale. L’auspicio è quello di riaprire su questi temi una riflessione critica e l’invenzione collettiva di nuove pratiche di cura e di emancipazione sociale.

MARIO COLUCCI Psichiatra, è direttore del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura di Udine. Psicoanalista, è membro del Forum Lacaniano in Italia e della Scuola di Psicoanalisi dei Forum del Campo Lacaniano. Insegna all’Università di Trieste e all’Istituto per la Clinica dei Legami Sociali di Venezia. Socio fondatore della Scuola di filosofia di Trieste, è redattore della rivista “aut aut”. Con Pierangelo Di Vittorio ha pubblicato Franco Basaglia. Pensiero, pratiche, politica (Meltemi 2024 nuova edizione); Franco Basaglia. Un intellettuale nelle pratiche (Feltrinelli 2024) e ha curato il volume collettaneo Che cos’è la salute mentale? Genealogie e prospettive critiche (Einaudi 2026).

MARICA SETARO Storica della psichiatria, ha lavorato agli archivi personali di Franco Basaglia, Franca Ongaro, Agostino Pirella, Anna Maria Bruzzone, e alla documentazione clinica degli OP di Gorizia e Arezzo. Ha curato la pubblicazione dei saggi inediti di Franco Basaglia Fare l’impossibile. Ragionando di psichiatria e potere (Donzelli 2024).
MARCO BERTOLI Psichiatra e psicoterapeuta. È direttore del Dipartimento Dipendenze e Salute mentale dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale-Udine e membro del Consiglio direttivo del Collegio nazionale dei direttori di Dipartimento di Salute mentale.

La vôs de Patrie: don Giuseppe Marchetti 60 anni dopo

Interventi di WALTER TOMADA, CARLO VENUTI
a cura della Società Filologica Friulana
in occasione della Setemane de culture furlane 2026

Segue l’inaugurazione della mostra Le chiesette di don Giuseppe Marchetti

La mostra si potrà visitare fino al 12 giugno nella “cjanive” di Palazzo Mantic dal lunedì al venerdì con orario 10.00-12.30 e 15.30-17.30
Aperture straordinarie in occasione del festival:
sabato 9 e domenica 10 maggio 10.00-12.30 e 15.30-17.30

Dr. Bike

per gli alunni della Scuola Primaria IV novembre
iniziativa pilota a cura di Fiab Udine – aBicitUdine

Un invito a tutti i bambini della Scuola Primaria IV Novembre ad arrivare a scuola in bici. Dr. Bike, durante le ore di lezione, effettuerà un controllo gratuito, con verifiche e regolazioni: controllo freni, gomme e catena. I bambini potranno poi ritirare la loro bici, revisionata, all’uscita da scuola. Verrà distribuito anche un piccolo vademecum utile alla sicurezza, con consigli per pedalare in modo più sicuro, sereno e consapevole. Pedalare è un gesto quotidiano che fa bene ai bambini, alla scuola e alla città: più bici, meno traffico, più sicurezza.

FIAB UDINE ABICITUDINE Affiliata alla Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, promuove l’utilizzo della bicicletta come mezzo sano, economico e sostenibile per gli spostamenti quotidiani.

Respirando l’aria del tempo

Lectio magistralis di LUCIO CARACCIOLO in collegamento
intervista di MARCO ZATTERIN

CC - Evento Sottotitolato

in collaborazione con Historia, LiMes Club Pn-Ud-Ve
con il sostegno di Amga Energia & Servizi

Il nuovo disordine del mondo – scatenato dalla coppia di fatto Netanyahu-Trump, dove paradossalmente è il presidente Usa a essere al traino dell’israeliano per ragioni non chiare – rende difficile decifrare, con gli strumenti della geopolitica, gli scenari del presente, e addirittura impossibile qualsiasi previsione sull’immediato domani. È probabile che il primo dei due un disegno strategico di lungo termine ce l’abbia. Nella mente del secondo si è attivata invece una sorta di nevrotica coazione a ripetere: la guerra per la guerra senza un evidente o confessabile perché. Il mondo intanto vive con il fiato sospeso, in un clima di mobilitazione generale, in attesa della prossima mossa, del prossimo azzardo o meglio della prossima minaccia propagandistica. Colpisce Il divario tra lo scopo e i mezzi, la propaganda e la realtà. All’ombra delle rispettive bombe atomiche, due poteri fuori controllo stanno intossicando l’aria che respiriamo con le loro propagande e le loro campagne di disinformazione. Come funzionano e quanto contano davvero?

LUCIO CARACCIOLO Massimo esperto italiano di geopolitica, dirige le riviste LiMes Heartland. Ha fondato e dirige la Scuola di geopolitica e di governo di LiMes. Scrive di politica estera per ‘la Repubblica’ e per testate straniere. Insegna Studi strategici alla Luiss di Roma e Geopolitica all’Università San Raffaele di Milano. È presidente del think tank Macrogeo ed è membro del comitato scientifico di vicino/lontano. Tra i suoi ultimi libri La pace è finita. Così ricomincia la storia in Europa (Feltrinelli, 2022); Accogliere (con A. Riccardi, Piemme 2023).

MARCO ZATTERIN Giornalista professionista dal 1982, già vicedirettore de La Stampa, per cui è stato responsabile della redazione economica e finanziaria e corrispondente da Bruxelles. Segue da sempre l’economia macro e monetaria, le banche, le nuove tecnologie e il processo di integrazione europea. Fa parte del Consiglio direttivo della Fondazione CSF dal 2022 ed è ora editorialista per i sei giornali del Gruppo Nem.

Gaza, il respiro negato

EVENTO DI APERTURA

L’evento sarà preceduto dall’inaugurazione del Festival vicino/lontano 2026, alle 18.30 
con LORIS DE FILIPPI
e in collegamento PANKAJ MISHRA 
modera ANDREA FILIPPI 

CC - Evento Sottotitolato

Molto è accaduto nel mondo negli ultimi anni: guerre, catastrofi naturali, crisi finanziarie, terremoti politici. Eppure niente sembra paragonabile a Gaza. Niente suscita in noi uno sgomento e un senso di impotenza così insopportabili: quartieri polverizzati, ospedali al collasso, una popolazione sospesa tra terrore e resistenza quotidiana. Ecco perché esisterà un prima e un dopo Gaza.  Così, anche per chi in passato ha scelto di rispondere a tutto questo con l’azione, con l’intervento umanitario sul campo, tacendo e lavorando, scopre che adesso il silenzio sarebbe complicità. Gaza richiede un’eccezione. Raccontare diventa una necessità. Testimoniare un dovere. Per una generazione che non ha visto né vissuto gli sconvolgimenti del Novecento potrà essere questa tragedia la base per costruire una nuova coscienza politica?

LORIS DE FILIPPI Infermiere di formazione, da trent’anni operatore umanitario in contesti di crisi, conflitti armati ed epidemie. Come Health Specialist per UNICEF, a Gaza si è occupato del supporto alle cure pediatriche con particolare attenzione alle unità di terapia intensiva neonatale. Ha lavorato con MSF, UNICEF, WHO, UNFPA e WFP in scenari complessi: in Siria, Iraq, Haiti, Bangladesh, Indonesia, Africa, America Centrale e America Latina. È stato presidente di MSF Italia e direttore delle operazioni di MSF Belgio, contribuendo alla definizione delle strategie globali dell’organizzazione. È autore di E ancora chiediamo perdono (Mondadori 2026).

PANKAJ MISHRA Saggista, scrittore e attivista indiano. Collabora con importanti testate internazionali come GuardianNew York TimesNew Yorker. Tra i suoi libri: per Mondadori L’età della rabbia (2018) e Le illusioni dell’Occidente (2021); con Guanda il romanzo I romantici (2000) e i saggi Figli della nuova India (2023) e Il mondo dopo Gaza (2025).

ANDREA FILIPPI Giornalista. Ha diretto i quotidiani La Provincia Pavese, Messaggero Veneto, Gazzetta di Mantova e La Nuova Sardegna, la Sentinella del Canavese. È stato vicedirettore editoriale di Gedi Newsnetwork. È membro della Giuria del Premio Terzani. 

Pankaj Mishra

Saggista, scrittore e attivista indiano. Collabora con importanti testate internazionali come GuardianNew York TimesNew Yorker. Tra i suoi libri: per Mondadori L’età della rabbia (2018) e Le illusioni dell’Occidente (2021); con Guanda il romanzo I romantici (2000) e i saggi Figli della nuova India (2023) e Il mondo dopo Gaza (2025).

Friuli 1976, un nodo della vita. Dialogo con Diego Carpenedo

INCONTRO
ANDREA ZANNINI dialoga con DIEGO CARPENEDO
introduce FRANCESCA MEDIOLI
a cura di Università Popolare di Udine
in collaborazione con vicino/lontano e Università di Udine “Epicentro di saperi 1976-2026”

Diego Carpendo è stato uno dei protagonisti del terremoto del 1976 e della ricostruzione che ne seguì. Il suo ruolo è stato sia tecnico, come professionista e come componente del famoso Gruppo A della Segreteria Generale Straordinaria, sia politico, perché ha condiviso le scelte, difficili e impegnative, della classe politica regionale di quegli anni. Cinquant’anni dopo il suo sguardo ci consente di ripercorrere tutti i momenti di quella terribile prova: dall’emergenza del maggio, al duro inverno 1976-77, alle decisioni politiche prese a Roma e a Trieste, alla prova sul campo degli strumenti tecnici e amministrativi che guidarono la ricostruzione, al rapporto con i partiti, l’imprenditoria, le forze sociali. Tutto filtrato attraverso la sua straordinaria conoscenza del territorio e dello spirito della popolazione del Friuli.

DIEGO CARPENEDO È stato senatore della Repubblica Italiana. Nel 1976 fu membro del Gruppo interdisciplinare centrale della Segreteria Generale Straordinaria per la ricostruzione del Friuli. Ha pubblicato diversi romanzi e saggi storici.

ANDREA ZANNINI Insegna Storia dell’Europa all’Università di Udine, collabora con l’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione e il Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa. Scrive sul Messaggero Veneto. Tra le sue ultime pubblicazioni: Controstoria dell’alpinismo (Laterza 2024); Storia minima d’Europa. Dal Neolitico a oggi (Il Mulino 2025, III edizione). È membro del comitato scientifico di èStoria.

FRANCESCA MEDIOLI Ha insegnato vent’anni Storia delle donne all’Università di Reading nel Regno Unito e ora insegna a Ca’ Foscari a Venezia. Dal 2022 è presidente dell’Università Popolare di Udine.

Diego Carpenedo

È stato senatore della Repubblica Italiana. Nel 1976 fu membro del Gruppo interdisciplinare centrale della Segreteria Generale Straordinaria per la ricostruzione del Friuli. Ha pubblicato diversi romanzi e saggi storici.

L’apnea degli anni di piombo. L’omicidio di Germana Stefanini

GIOVANNI BIANCONI dialoga con TOMMASO PIFFER
in collaborazione con Circolo della Storia

Il 28 gennaio 1983 Germana Stefanini, vigilatrice penitenziaria del carcere di Rebibbia, viene sequestrata e uccisa con un colpo di pistola alla nuca dall’organizzazione terroristica “Potere proletario armato”, a seguito di un processo farsa inscenato da un “tribunale rivoluzionario”. I suoi assassini ne registrano l’interrogatorio su audiocassette recuperate più tardi dalla polizia. Il suo corpo è rinvenuto la sera stessa nel bagagliaio di una Fiat 131. Germana aveva 56 anni e viveva in un appartamento della periferia est della capitale. Nel 2007 le è stata assegnata “in memoria” una medaglia d’oro al merito civile, nel 2012 la Giunta comunale di Roma le ha intitolato una via, nella zona nord della città, una periferia benestante, in mezzo al verde e a circoli sportivi. Giovanni Bianconi le dedica ora un libro, dove ripercorre la drammatica vicenda dell’unica donna uccisa dal terrorismo rosso in Italia, uno dei capitoli meno conosciuti di quella lotta armata che ha insanguinato per anni il nostro Paese.

GIOVANNI BIANCONI Giornalista del Corriere della Sera, si occupa di cronaca giudiziaria, terrorismo, criminalità organizzata e politica della giustizia. Tra i suoi libri più recenti: L’assedio. Troppi nemici per Giovanni Falcone (Einaudi 2017); 16 marzo 1978 (Laterza 2019); Un pessimo affare. Il delitto Borsellino e le stragi di mafia tra misteri e depistaggi (Solferino 2022); Terrorismo italiano (Treccani 2022); Una come noi. L’omicidio di Germana Stefanini e l’abisso della lotta armata (Treccani 2025).

TOMMASO PIFFER Insegna Storia contemporanea all’Università di Udine ed è direttore scientifico del Circolo della Storia. Tra le sue pubblicazioni: Gli Alleati e la Resistenza Italiana (il Mulino 2010); Il fronte segreto. Gli Alleati, la Resistenza europea e le origini della guerra fredda 1939-1945 (Mondadori 2024) e Sangue sulla Resistenza. Storia dell’eccidio di Porzus (Mondadori 2025).

Giovanni Bianconi

Giornalista del Corriere della Sera, si occupa di cronaca giudiziaria, terrorismo, criminalità organizzata e politica della giustizia. Tra i suoi libri più recenti: L’assedio. Troppi nemici per Giovanni Falcone (Einaudi 2017); 16 marzo 1978(Laterza 2019); Un pessimo affare. Il delitto Borsellino e le stragi di mafia tra misteri e depistaggi (Solferino 2022); Terrorismo italiano (Treccani 2022); Una come noi. L’omicidio di Germana Stefanini e l’abisso della lotta armata (Treccani 2025).

Marco D’Agostini

Autore e regista di documentari e docufilm. La sua produzione filmica esplora tematiche legate alla spiritualità (I volti spirituali del Friuli, 2014; Pierluigi Di Piazza, 2016; Incanto, 2019), alle arti (JNK, 2013; Suns Europe, 2015-2025) e alle condizioni antropologiche e sociali, con particolare attenzione ai fenomeni dell’emigrazione (La vie di là. Friulani dell’Est Europa, 2010; Emigrat, 2018) e della ritualità (Quello che resta, 2026). Insegna Regia e montaggio digitale all’Università di Udine ed è professore alla Link Campus University di Roma dove si occupa dell’applicazione degli audiovisivi nella didattica e nella pedagogia speciale.  Dal 2025 è direttore artistico del Museo Sgorlon di Cassacco.

Marta Pascolini

Marta Pascolini si occupa di antropologia del patrimonio e museografia etnografica. Dottore di ricerca in Scienze Umane e già borsista presso la Fondazione Scuola dei Beni e delle Attività Culturali di Roma, è stata referente tecnico scientifico del Museo dell’Arte Fabbrile di Maniago per il quale ha curato il progetto espositivo LAMEMORIA. È consulente dell’Ente Regionale del Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia per lo sviluppo della rete regionale dei musei etnografici, fa parte dell’associazione Isoipse con cui lavora da anni allo sviluppo di progetti culturali sostenibili in contesti montani.

Il tempo della montagna. ArchitetturAlpinA in dieci storie

PROIEZIONE DEL FILM
regia di Francesca Molteni e Davide Fois
da un’idea dell’Associazione Architetti Arco Alpino
una produzione Muse Factory of Projects, 2026
Italia, 2026, durata 54’
ingresso libero

evento a cura dell’Ordine degli Architetti pianificatori, paesaggisti e conservatori della Provincia di Udine
agli architetti saranno rilasciati 2 CFP in autocertificazione

in collaborazione con CEC-Centro Espressioni Cinematografiche

intervengono 
FEDERICO MENTIL, MARCO RAGONESE, FRANCESCA RIZZANI

ArchitetturAlpinA è il primo progetto cinematografico interamente dedicato all’architettura contemporanea delle Alpi italiane, promosso dall’associazione Architetti Arco Alpino, di cui l’Ordine degli Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Udine è tra i soci fondatori. Un viaggio attraverso dieci luoghi emblematici e dieci progetti innovativi che raccontano come l’architettura possa trasformare le comunità di montagna, sostenere la loro vita quotidiana e immaginare nuovi scenari di futuro. Attraverso testimonianze in presa diretta – la maestra, gli alunni, l’addetto della funivia, il gestore dell’alpeggio, lo sciatore, la guida alpina – e le interviste agli architetti Antonio De Rossi e Alberto Winterle, il film racconta l’architettura di qualità come strumento sociale per promuovere lavoro, ricerca e risorse. Accanto alle architetture e ai suoi abitanti, la grande protagonista è la Montagna: la sua voce, le sue forme, il suo tempo, restituiti da chi la abita, la progetta, la visita, la ama.

FEDERICO MENTIL Architetto. Fondatore nel 1998, con Gaetano Ceschia a Venezia, dello studio Ceschia e Mentil Architetti Associati. Ha svolto attività di collaborazione alla didattica e di docenza presso lo IUAV di Venezia e presso le Università di Trieste, Udine e Trento. Con Giulia Pecol e Marco Ragonese nel 2023 ha fondato il collettivo ARCHITESS. 

MARCO RAGONESE Architetto e dottore di ricerca. Ha insegnato Progettazione architettonica presso le Università di Trieste, Milano, Udine e presso lo IUSVE di Venezia. È consigliere dell’Ordine degli Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori di Trieste. 

FRANCESCA RIZZANI Presidente dell’Ordine degli Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della Provincia di Udine. Architetto. È Senior Partner di Rizzani Conti e Associati Engineering & Architecture.

Francesca Rizzani

Presidente dell’Ordine degli Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della Provincia di Udine. Architetto. È Senior Partner di Rizzani Conti e Associati Engineering & Architecture.

Marco Ragonese

Architetto e dottore di ricerca. Ha insegnato Progettazione architettonica presso le Università di Trieste, Milano, Udine e presso lo IUSVE di Venezia. È consigliere dell’Ordine degli Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori di Trieste.

Federico Mentil

Architetto. Fondatore nel 1998, con Gaetano Ceschia a Venezia, dello studio Ceschia e Mentil Architetti Associati. Ha svolto attività di collaborazione alla didattica e di docenza presso lo IUAV di Venezia e presso le Università di Trieste, Udine e Trento. Con Giulia Pecol e Marco Ragonese nel 2023 ha fondato il collettivo ARCHITESS.

Sensory Shelter – Rifugio Sensoriale

INAUGURAZIONE 

installazione a disposizione del pubblico 
a cura di Alberto Cervesato, Università degli Studi di Udine 
e di Giuseppina Scavuzzo, Federica Bettarello, Martina Di Prisco 
per il progetto BeSenshome, Università degli Studi di Trieste

si ringraziano EPS Italia, Fondazione ProgettoautismoFVG Onlus

dal 5 al 10 maggio 
orari: 
da martedì a venerdì: ore 17.00-19.00
sabato e domenica. ore 10.00-19.00

I grandi eventi culturali sono luoghi di incontro e scoperta, ma anche di intensa stimolazione sensoriale. Suoni, luci e relazioni possono diventare disorientanti per chi vive con neurodivergenze come autismo, ADHD o altre condizioni che influenzano la percezione dell’ambiente. Il Sensory Shelter, nella Pescheria Vecchia di Udine, oggi Galleria Fotografica Tina Modotti, nasce come spazio di pausa e ascolto: una soglia accogliente invita a fermarsi, accompagnando verso un ambiente più intimo, dove una seduta avvolgente e fonoassorbente favorisce il riequilibrio sensoriale. Esito di una ricerca sull’abitare neurodivergente, l’installazione intende migliorare l’accessibilità al festival, ma è anche un invito a riconoscere la pluralità delle esperienze percettive e a costruire contesti culturali più consapevoli e accessibili.

FEDERICA BETTARELLO Ingegnera e assegnista di ricerca all’Università di Trieste. La sua attività di ricerca si concentra sull’acustica, con particolare attenzione all’impatto degli ambienti sulle persone neurodivergenti.

MARTINA DI PRISCO Architetta PhD e assegnista di ricerca presso il DIA dell’Università di Trieste. Le sue ricerche si concentrano sulla progettazione di spazi per la salute mentale, con focus su ambienti inclusivi per persone neurodivergenti.

ALBERTO CERVESATO Architetto, dottore di ricerca, è ricercatore tdA in Progettazione tecnologica e ambientale dell’Architettura all’Università di Udine. Svolge attività di ricerca sui temi della rigenerazione e valorizzazione dei patrimoni, con particolare attenzione al progetto ambientale e alla cultura materiale. È vicepresidente di vicino/lontano.

GIUSEPPINA SCAVUZZO Professoressa di Composizione architettonica e urbana all’Università di Trieste. La sua ricerca indaga il progetto come strumento per affrontare le disuguaglianze sociali, promuovendo inclusione ed equità spaziale.

Martina Di Prisco

Architetta PhD e assegnista di ricerca presso il DIA dell’Università di Trieste. Le sue ricerche si concentrano sulla progettazione di spazi per la salute mentale, con focus su ambienti inclusivi per persone neurodivergenti.

Federica Bettarello

Ingegnera e assegnista di ricerca all’Università di Trieste. La sua attività di ricerca si concentra sull’acustica, con particolare attenzione all’impatto degli ambienti sulle persone neurodivergenti.

Specchi. Gaza e noi

DIALOGO TEATRALE IN FORMA DI STUDIO 
di PAOLA CARIDITOMASO MONTANARI
con la partecipazione di NABIL BEY SALAMEH
scenografie da immagini di Marco Sauro
musiche di Nabil Bey Salameh

le poesie recitate da Nabil Bey Salameh sono tratte da Il loro grido è la mia voce. Poesie da Gaza
a cura di A. Bocchinfuso, M. Soldaini, L. Tosti, Fazi Editore, 2025

produzione Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

Specchi è un dialogo teatrale tra due persone. Una, Paola Caridi, che conosce dall’interno e per una lunga esperienza la vicenda dell’oppressione del popolo palestinese. E un’altra, Tomaso Montanari, che invece non se ne è mai occupata specificamente. Le loro voci si intrecciano formando un filo che aiuti a non smarrirci, in questo buio. A farli incontrare è stata l’enormità di un evento spartiacque: un genocidio pianificato, compiuto e ancora in corso sulle sponde del Mediterraneo. Il mare ‘nostro’, e mare ‘loro’. Alla retorica coloniale e razzista del ‘noi’ e ‘loro’ si oppone il sentimento dello specchio: le loro vite valgono quanto le nostre, la loro storia è la nostra storia, il loro dolore ci riguarda. 

Specchi è un dialogo sul male, sulla cura, sul senso profondo di ciò che abbiamo vissuto e stiamo vivendo. Perché Gaza è il luogo del male senza limite, della dissoluzione dell’Europa, della bancarotta morale occidentale: ma è anche il luogo in cui è possibile ritrovare la nostra umanità, la nostra responsabilità politica, e forse perfino le tracce di Dio. Gaza è il nostro specchio: uno specchio che incute paura e che ci incolpa: ma anche uno specchio che può liberarci. Gaza è la pietra di scarto su cui si costruiscono incontri e riconoscimenti, fili necessari per costruire una umanità e una politica rinnovate. La musica e la voce di Nabil Bey Salameh legano al discorso italiano i suoni e lo spirito della Palestina. Le immagini di Marco Sauro, che con i suoi disegni ha accompagnato la campagna di “Ultimo Giorno di Gaza”, ne costruiscono l’essenzialissima scena. Gaza è, per questo, la pietra di scarto su cui si costruiscono incontri e riconoscimenti, fili necessari per costruire una umanità e una politica rinnovate.

“Non dimenticare un solo nome”, l’Elegia per i sudari di Gaza, pronunciata da Paola Caridi a vicino/lontano 2025, ha ispirato la realizzazione di un enorme telo bianco: un unico, immenso sudario lungo 25 metri e largo 7. Ci sono impressi i nomi, scritti a mano uno a uno, di 18.457 bambine e bambini uccisi a Gaza dai bombardamenti e dai droni israeliani. Per iniziativa di Carnia per la Pace, una folla di persone si sono riunite a Tolmezzo per comporre questo sudario collettivo, che dal maggio scorso sta percorrendo l’Italia.  È un memoriale itinerante che ora viene esposto in San Francesco per ricordare, ancora una volta, che dietro ciascuno dei numeri delle vittime del genocidio di Gaza c’è un nome da ricordare, una storia interrotta, una vita cancellata.


PAOLA CARIDI Si occupa da oltre vent’anni di storia politica contemporanea del mondo arabo. È stata corrispondente dal Cairo per Lettera22, associazione di cui è fondatrice e presidente. Ha vissuto e lavorato a Gerusalemme, collaborando con alcune dellemaggiori testate italiane. Con Claudia Durastanti, Micaela Frulli, Giuseppe Mazza, Tomaso Montanari, Francesco Pallante ed Evelina Santangelo ha inventato e promosso “Ultimo giorno di Gaza”. Per Feltrinelli ha pubblicato: Gerusalemme senza Dio (2022), Hamas (2023 nuova edizione), Il gelso di Gerusalemme (2024), SudariElegia per Gaza (2026).

TOMASO MONTANARI Storico dell’arte, saggista e intellettuale tra i più influenti in Italia. Professore ordinario di Storia dell’arte moderna, è rettore dell’Università per Stranieri di Siena. I suoi studi si concentrano sull’arte del Seicento e sul patrimonio culturale, temi che da sempre intreccia con l’impegno civile e politico. Con Paola Caridi, Claudia Durastanti, Micaela Frulli e altri ha inventato e promosso “Ultimo giorno di Gaza”. Tra i suoi ultimi libri, per Einaudi: Se amore guarda (2023), La terza ora d’arte(2024), Libera università (2025); per Feltrinelli: Per Gaza (disegni di Marco Sauro 2025), La continuità del male (2026). 

NABIL BEY SALAMEH Cantautore, etnomusicologo, giornalista e scrittore. Nasce a Tripoli, in Libano, da genitori palestinesi originari di Jaffa, costretti all’esilio durante la Nakba del 1948. Negli anni Ottanta fonda il gruppo Al Darawish e nel 1997 i Radiodervish. Dal 1998 al 2007 è corrispondente in Italia per l’emittente televisiva Al Jazeera Arabic. Oggi insegna Etnomusicologia presso il Conservatorio di Lecce e Monopoli.

Nabil Bey Salameh

Cantautore, etnomusicologo, giornalista e scrittore. Nasce a Tripoli, in Libano, da genitori palestinesi originari di Jaffa, costretti all’esilio durante la Nakba del 1948. Negli anni Ottanta fonda il gruppo Al Darawish e nel 1997 i Radiodervish. Dal 1998 al 2007 è corrispondente in Italia per l’emittente televisiva Al Jazeera Arabic. Oggi insegna Etnomusicologia presso il Conservatorio di Lecce e Monopoli.

L’estate indiana del ‘76

ANGELO FLORAMO dialoga con MARIA LUISA COLLEDANI
presentazione in anteprima nazionale

Evento sottotitolato

I giorni del “terremoto del Friuli”, tra il maggio e il dicembre 1976,  sono raccontati attraverso gli occhi di un bambino che all’epoca non ha ancora compiuto dieci anni e che vive in bilico tra l’orrore e la favola, la paura e l’avventura. A San Daniele, a Gemona, operai jugoslavi e militari canadesi svolazzano come fantasmi notturni tra le macerie: figure indimenticabili che forse non sono mai esistite se non nella fervida immaginazione di un bambino che sa trasformare una tenda militare in un accampamento indiano e il profilo di una montagna nella faccia di quell’Orco che talvolta si risveglia, goloso com’è di case, paesi e vite umane. È così che perfino un incubo può trasformarsi in una opportunità di crescita e maturazione. Sullo sfondo, una civiltà contadina che sta morendo, sepolta sotto le macerie.

ANGELO FLORAMO Insegnante, storico medievista, è consulente scientifico della Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli. Come narratore ha pubblicato: Balkan Cirkus (Ediciclo 2013) e per Bottega Errante: Guarneriana segreta (2015), L’osteria dei passi perduti (2017), La Veglia di Ljuba (2018), Vino e libertà (2023), Breve storia sentimentale dei Balcani (2024), L’estate indiana del ’76 (2026); con Forum: Cantata per il Cid (con D. De Marco, 2025). È stato insignito del Premio Nonino Risit d’Aur Barbatella d’Oro 2024 con la cooperativa Insieme Frutti di Pace.

MARIA LUISA COLLEDANI Dopo aver frequentato l’Istituto per la formazione al giornalismo di Milano, ha iniziato la sua carriera al Messaggero Veneto, occupandosi di calcio e di cronaca. Lavora al Sole 24 Ore dal 1999, attualmente alla redazione dell’inserto culturale “Domenica”, dove si occupa, in particolare, di archeologia e arte oltre che di sport paralimpici. Da inviata, ha seguito il Mondiale di calcio in Sudafrica (2010), i Giochi olimpici di Rio de Janeiro (2016), i Giochi paralimpici di Parigi (2024) e quelli di Milano Cortina (2026).

Maria Luisa Colledani

Dopo aver frequentato l’Istituto per la formazione al giornalismo di Milano, ha iniziato la sua carriera al Messaggero Veneto, occupandosi di calcio e di cronaca. Lavora al Sole 24 Ore dal 1999, attualmente alla redazione dell’inserto culturale “Domenica”, dove si occupa, in particolare, di archeologia e arte oltre che di sport paralimpici. Da inviata, ha seguito il Mondiale di calcio in Sudafrica (2010), i Giochi olimpici di Rio de Janeiro (2016), i Giochi paralimpici di Parigi (2024) e quelli di Milano Cortina (2026).

Pesci fuor d’acqua

INCONTRO E MOSTRA-MERCATO
con CATTIVO FRANK, IGOR PERES

Il respiro viene a mancare quando veniamo al mondo, quando passiamo da un mondo all’altro. È un transito segnato dall’angoscia. A Colloredo ci esercitiamo a rinascere, in un certo senso, come persone e come comunità. Uno degli esercizi più interessanti è la lavorazione dei metalli. Il laboratorio di Frank coinvolge i tirocinanti del progetto di agricoltura sociale Primo Passo. Ogni venerdì, da due anni, Frank raggiunge il capannone agricolo di Pissignano e lo trasforma in un’orchestra di battitori e martellatori di ferro e lamiera. Gli anonimi, lisci, gelidi fogli di alluminio vengono battuti, deformati, picchiettati. Ne esce ogni volta un raccolto di figure bizzarre, di insegne e soprattutto di pesci, svariati pesci, dalle forme originali: un bestiario fiammeggiante e luminoso si è pian piano propagato nel capannone agricolo.

Ed è qui che in occasione di vicino/lontano viene allestita una mostra-mercato dei lavori dei tirocinanti. Il ricavato andrà a sostenere il progetto.

CATTIVO FRANK Alias Lanfranco Brisighelli, è un artista che lavora con materiali di recupero: ferro arrugginito, lamiera, alluminio, doghe di vecchie botti… È figlio d’arte di una nota famiglia di fotografi udinesi che hanno raccontato il Friuli e la sua gente in scatti memorabili.

IGOR PERES Lavora nell’ambito della Salute Mentale dal 2005. Attualmente coordina il Progetto di Agricoltura Sociale “Primo Passo” a Colloredo di Monte Albano.

Cattivo Frank

Alias Lanfranco Brisighelli, è un artista che lavora con materiali di recupero: ferro arrugginito, lamiera, alluminio, doghe di vecchie botti… È figlio d’arte di una nota famiglia di fotografi udinesi che hanno raccontato il Friuli e la sua gente in scatti memorabili.

Ritmi e pause

INAUGURAZIONE
personale di GIORGIO GRIFFA
a cura di LUCA PIETRO NICOLETTI
iniziativa a cura di Stamperia d’arte Albicocco

fino al 12 luglio
orari
dal lunedì al sabato: ore 9.00-12.00 e 15.00-18.00 
domenica: ore 10.00-12.00

La mostra prende le mosse da un gruppo di tre grandi acquetinte realizzate da Giorgio Griffa nel 2025, a cui è seguita un’altra lastra a due colori del 2026. Insieme, queste opere costituiscono un corpus particolarmente significativo dell’intera produzione del maestro della pittura analitica, che dagli anni Sessanta conduce un’intensa ricerca sul problema del segno, fra scrittura e ritorno a un sentimento primordiale della forma come traccia. Fra passione per la filosofia orientale e meditazione sulla storia dell’arte del passato – memore in particolare della lezione di puro colore di Matisse – Griffa ha dato un nuovo spirito al rapporto tra linea e forma, pieni e vuoti, forme statiche e geroglifici grafici, alla ricerca di un’armonia perduta che, come scrisse l’artista, fa di lui un “flâneur del paleolitico”.

GIORGIO GRIFFA Nato a Torino nel 1936, è fra i principali esponenti delle ricerche aniconiche in Italia. La sua attività espositiva inizia nel 1968, e si caratterizza per una collaborazione con Gian Enzo Sperone, a cui si aggiungeranno nel tempo Sonnabend, Biasutti, Guastalla, Marlborought e Oddi Baglioni, Casey Caplan. Sue opere sono presenti in raccolte pubbliche e musei in Italia e all’estero. Fra le rassegne recenti: la partecipazione nel 2017 alla 57° Biennale Internazionale d’Arte di Venezia. 

LUCA PIETRO NICOLETTI Insegna Storia dell’arte contemporanea e Grafica contemporanea all’Università di Udine. Si occupa di ricerche artistiche e critica militante del Novecento, con particolare attenzione ai contesti editoriali. Con Quodlibet ha pubblicato le monografie Gualtieri di San Lazzaro (2014), Argan e l’Einaudi (2018) e ha curato il Dizionario Lucio Fontana (2023); per Silvana ha curato Enrico Crispolti. Bibliografia ragionata (2025). Scrive per il Manifesto, “Titolo, “la Biblioteca di via Senato” e “l’Indice dei libri del mese”.

Stamperia d’arte Albicocco Fondata da Corrado Albicocco nel 1994 a Udine, la Stamperia collabora con artisti di fama nazionale e internazionale. Le opere realizzate dalla Stamperia d’arte Albicocco sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private e decine sono le esposizioni dedicate alla sua storia e al forte legame con i tanti artisti con cui ha collaborato. Nel 2022 a Corrado Albicocco viene assegnato il prestigioso riconoscimento di Maestro d’arte e Mestiere. Nell’ottobre 2025 il Festival “Palinsesti” di San Vito al Tagliamento dedica all’attività della Stamperia la mostra “Pittura a stampa”, negli spazi dell’Antico Ospedale di S. Maria dei Battuti.

Luca Pietro Nicoletti

Insegna Storia dell’arte contemporanea e Grafica contemporanea all’Università di Udine. Si occupa di ricerche artistiche e critica militante del Novecento, con particolare attenzione ai contesti editoriali. Con Quodlibet ha pubblicato le monografie Gualtieri di San Lazzaro (2014), Argan e l’Einaudi (2018) e ha curato il Dizionario Lucio Fontana (2023); per Silvana ha curato Enrico Crispolti. Bibliografia ragionata (2025). Scrive per il Manifesto, “Titolo, “la Biblioteca di via Senato” e “l’Indice dei libri del mese”.

Giorgio Griffa

Nato a Torino nel 1936, è fra i principali esponenti delle ricerche aniconiche in Italia. La sua attività espositiva inizia nel 1968, e si caratterizza per una collaborazione con Gian Enzo Sperone, a cui si aggiungeranno nel tempo Sonnabend, Biasutti, Guastalla, Marlborought e Oddi Baglioni, Casey Caplan. Sue opere sono presenti in raccolte pubbliche e musei in Italia e all’estero. Fra le rassegne recenti: la partecipazione nel 2017 alla 57° Biennale Internazionale d’Arte di Venezia.

Azienda Agricola Giuseppe Maggiori

L’azienda agricola Giuseppe Maggiori si trova sulle colline moreniche di Colloredo di Monte Albano, in via Pissignano 14.

L’azienda attiva dal 2017 è specializzata nella produzione di vini biologici dopo un intervento di recupero dei vigneti storici, sopravvissuti alla conversione agricola avvenuta dopo il terremoto del ’76.

Il progetto di agricoltura sociale “PrimoPasso” nasce nel 2023 dalla collaborazione tra l’azienda e la cooperativa 2001 agenzia sociale e sostenuta dal Dipartimento di Salute Mentale di Udine.

Parco Ambrosoli

Parco Ambrosoli è uno spazio verde riqualificato e accessibile, pensato per accogliere persone di tutte le età in un ambiente sicuro, inclusivo e contemporaneo. I nuovi percorsi pedonali e ciclabili attraversano l’area con linee morbide e facilmente fruibili, rendendo il parco un luogo piacevole da vivere e attraversare, anche per chi ha difficoltà motorie.

All’interno del parco trovano spazio aree gioco inclusive e spazi di sosta che favoriscono la socialità, in un contesto pensato per essere davvero aperto a tutte e tutti. Tra gli elementi più significativi si distingue il campo da basket inclusivo, dedicato al baskin, uno sport che permette la partecipazione condivisa di persone con abilità diverse. Il campo è dotato di canestri a diverse altezze ed è progettato con accorgimenti che facilitano l’orientamento e il gioco anche per chi ha difficoltà visive, rendendo l’esperienza accessibile e coinvolgente.

A rendere questo spazio ancora più speciale è l’intervento artistico realizzato da studentesse e studenti dell’Istituto Marinoni, che hanno decorato il playground trasformandolo in un luogo dove sport, inclusione e creatività si incontrano, contribuendo a rafforzare l’identità del parco come punto di riferimento per la comunità.

Scuola primaria IV Novembre

La scuola si sviluppa su tre piani e dispone di un ampio giardino interno, un vero e proprio spazio multifunzionale. Il giardino non è solo un luogo dedicato alle attività ricreative, ma si trasforma in un’aula all’aperto ideale per lezioni, laboratori e occasioni speciali come l’evento “Serata sotto le stelle a scuola”. […] La scuola “4 Novembre” si prefigge di favorire l’apprendimento e la crescita integrale dei bambini, garantendo i diritti costituzionali e promuovendo competenze cognitive, emotive, sociali ed etiche.

Attraverso le conoscenze e i linguaggi caratteristici di ciascuna disciplina, la scuola pone le premesse per lo sviluppo del pensiero riflessivo e critico necessario per diventare cittadini consapevoli e responsabili. L’obiettivo prioritario della scuola, dunque, è formare persone in grado di pensare ed agire autonomamente e responsabilmente all’interno della società. I risultati ottenuti attraverso la valutazione delle prove Invalsi nella scuola “4 Novembre” globalmente superano la media del Friuli Venezia Giulia.

Fonte: https://3icudine.edu.it/struttura/quattro-novembre/

Premio Terzani – Edizione 2026

Era ragazzo Alaa Faraj quando la guerra civile in Libia ha sospeso il gioco del calcio: la sua passione, il suo talento. Non aveva ancora vent’anni quando fu chiusa l’Università di ingegneria: il suo progetto di ragazzo di famiglia benestante. Aveva la testa piena di sogni quando è salito su quel barcone maledetto per cercare in Europa un futuro possibile. È l’inizio di un “incubo chiamato giustizia”. È condannato a 30 anni di carcere con l’accusa di essere lo scafista responsabile della morte di 49 migranti nascosti nella stiva. 

Alaa non si fa sconfiggere dalla disperazione. Studiare, imparare diventa il suo modo di sopravvivere. Ma è l’incontro in carcere con Alessandra Sciurba, docente di Filosofia del diritto, che lo trasforma in uno scrittore. 

È così che ci fa entrare nei ricordi della sua bella famiglia, nella spensieratezza della vita di quartiere a Bengasi, nella sacralità delle sue amicizie. E ci precipita nel suo inferno giudiziario. Alaa non vuole la nostra pietà: cerca giustizia. 

Un romanzo di formazione e un romanzo epistolare. Un resoconto in presa diretta che si fa stile letterario a pieno titolo. 

L’italiano è quello imparato in carcere, per capire e farsi capire, scolpito in una neo-lingua dal lessico originale, talvolta approssimativa nelle desinenze e nelle concordanze, ma mai nella chiarezza dei ragionamenti e nella potenza espressiva di emozioni e sentimenti. È la lingua speciale della testimonianza diretta, che ci concede il diritto di commuoverci fino alle lacrime. La destinataria delle sue lettere dal carcere sa ascoltare la sua voce, il suo respiro narrativo, ne incoraggia la funzione terapeutica. Ma il padrone della pagina è lui: è lui a imporre il metodo nel procedere della scrittura. E lei lo rispetta, regalandogli l’accesso a quel surrogato di libertà che la letteratura concede perfino ai carcerati. 

Per questo racconto doloroso ma necessario, per questa storia esemplare di dignità e coraggio, la giuria del Premio letterario Internazionale Tiziano Terzani conferisce il Premio Terzani 2026 a Alaa Faraj per la sua opera prima Perché ero ragazzo, Sellerio 2025. 


Anna Badkhen per Cronache di un mondo in movimento (Gramma Feltrinelli), Mohammed El-Kurd per Vittime perfette e la politica del gradimento (Fandango Libri), Mathias Enard per Disertare (edizioni e/o), Alaa Faraj per Perché ero ragazzo (Sellerio),  Bao Ninh per Il dolore della guerra (Neri Pozza), sono i cinque finalisti della ventiduesima edizione del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani, riconoscimento istituito e promosso dalla nostra associazione insieme alla famiglia Terzani, nel segno del giornalista e scrittore fiorentino. Lo ha annunciato la Giuria, riunitasi nella casa fiorentina della famiglia Terzani. «Anche quest’anno – afferma Angela Terzani Staude – la giuria ha selezionato cinque volumi finalisti che ci aiutano, ciascuno a suo modo e con la propria originale prospettiva, a meglio comprendere le tragedie collettive e private del nostro tempo, che inquietano i nostri pensieri e turbano la nostra visione del futuro:ancora la tragedia della guerra, divampata ora in Medio Oriente; la sistematica violazione di ogni diritto a Gaza e la tacita accettazione del ritiro unilaterale dai trattati internazionali; il consolidarsi di regimi oppressivi che negano libertà e diritti elementari; i mutamenti climatici, l’oppressione sociale e i conflitti che sono alla base delle migrazioni che stanno riplasmando il mondo».   I giurati – Enza Campino, Toni Capuozzo, Marco Del Corona, Andrea Filippi, Milena Gabanelli, Nicola Gasbarro, Carla Nicolini, Marco Pacini, Paolo Pecile, Remo Politeo, Marino Sinibaldi, Mario Soldaini, Saskia Terzani – si sono ora riservati un supplemento di riflessione prima di passare alla votazione finale. Il vincitore, o la vincitrice, sarà annunciato, o annunciata, a metà aprile e sabato 9 maggio (ore 21, Teatro Nuovo Giovanni da Udine) sarà l’atteso/a protagonista della serata-evento per la consegna del riconoscimento, appuntamento centrale della 22esima edizione del nostro festival, in programma a Udine dal 7 al 10 maggio.

Chi sono, visti da vicino, i cinque finalisti? 

Anna Badkhen è nata nel 1975 nell’Unione Sovietica e vive da oltre vent’anni negli Stati Uniti. Scrittrice e giornalista, come corrispondente di guerra ha seguito i conflitti in Iraq, Afghanistan, Somalia, Israele, Territori palestinesi e Cecenia. Ha pubblicato numerosi volumi e scrive regolarmente sul New York Times e sulle più prestigiose riviste letterarie. Per i suoi reportage sui civili nelle zone di guerra ha ricevuto premi prestigiosi. Cronache di un mondo in movimento, pubblicato in Italia da Gramma Feltrinelli nella traduzione di Gioia Guerzoni, raccoglie undici reportage di grande forza e qualità letteraria: compongono il ritratto di un’epoca in cui una persona su sette ha lasciato il luogo nel quale è nata e in cui il sentimento sempre più diffuso in ogni angolo del pianeta è quello di vivere in un mondo del tutto scardinato, in “una mappa di lacerazioni”. Le cause dello sconvolgimento presente – i mutamenti climatici, le guerre, l’oppressione sociale – sono restituite nella loro cruda e drammatica realtà, così come i loro devastanti effetti: innanzitutto la perdita di usi e costumi secolari e la loro esile sopravvivenza nella sfera della memoria. Anna Badkhen non descrive soltanto la disperazione e lo straniamento che “il mondo in movimento” di una migrazione epocale senza precedenti produce, ma anche i legami, le inaspettate fratellanze, le nuove comunità che la “mappa delle lacerazioni” ricompone in nome della comune appartenenza al genere umano. Dalla Great Rift Valley in Etiopia, il luogo d’origine dell’umanità, dove 160 mila anni fa si verificò la prima grande dispersione, alle attuali zone di guerra, dalle metropoli occidentali segnate da violenza e razzismo alle terre devastate dalle catastrofi climatiche e dalle carestie, Cronache di un mondo in movimento mostra come nel mondo nuovo che avanza alle spese del vecchio si possano anche trovare i semi di una ritrovata umanità.

Mohammed El-Kurd è poeta, scrittore e giornalista. È nato nel 1998 a Sheikh Jarrah, un quartiere palestinese di Gerusalemme Est. Nel 2009 i coloni israeliani hanno occupato parte della casa della sua famiglia. El-Kurd ha studiato negli Stati Uniti, dove si è laureato in Scrittura, ma è rientrato a Gerusalemme Est nel 2021, dove si è impegnato a testimoniare il conflitto in corso su numerose testate giornalistiche internazionali, anche televisive, tanto da essere nominato quell’anno da Time tra le 100 persone più influenti al mondo. Attualmente è il primo corrispondente dalla Palestina per The Nation e responsabile della redazione culturale di Mondoweiss. La sua prima raccolta di poesie, Rifqa, acclamata dalla critica, è uscita in Italia nel 2022 per Fandango Libri, che ha pubblicato anche il saggio Vittime perfette e la politica del gradimento (traduzione di Clara Nubile). El-Kurd vi combina magistralmente la sua esperienza personale di palestinese che ha subito l’allontanamento forzato da casa con la storia del suo popolo e i reportage sugli ultimi avvenimenti dell’occupazione di Gaza. La sua riflessione parte dalla convinzione che il potere politico delle immagini diffuse dai media condizioni e modifichi il modo con cui ci relazioniamo con il mondo: le immagini non si limitano a rappresentare, ma decidono anche chi è degno di compassione, chi può parlare, chi può esistere e resistere. Se per essere ascoltati i palestinesi devono diventare “accettabili”, allora gli strumenti stessi dell’ascolto sono compromessi. Con una prosa coraggiosa e una precisione lirica, Mohammed El-Kurd rifiuta un’esistenza considerata come oggetto di un discorso e mai come soggetto. Invece di chiedere agli oppressi di comportarsi come ‘vittime perfette’, El-Kurd ribalta lo sguardo e chiede ad amici e nemici di guardare i palestinesi negli occhi, rinunciando sia alla deferenza che alla condanna.

Mathias Enard è scrittore e traduttore, voce tra le più significative della nuova letteratura francese. Nato nel 1972, si è formato in Storia dell’arte all’École du Louvre e ha studiato arabo e persiano. Dopo lunghi soggiorni in Medio Oriente, nel 2000 si stabilisce a Barcellona. All’attività di professore di lingua araba all’Università autonoma di Barcellona affianca quella di traduttore. Dopo l’esordio con La perfection du tir (2003), in cui ha dato voce al punto di vista soggettivo di un cecchino in un paese in guerra, ha raggiunto notorietà mondiale con Zone (2008; trad. it. 2011). Fra le sue opere, Bussola (E/O 2016) ha vinto il premio Goncourt e il Premio Von Rezzori. Disertare, pubblicato in Italia da edizioni e/o (traduzione di Yasmina Melaouah) e finalista anche del Booker Prize 2026, è un testo di potente intensità narrativa. Come lo stesso autore ha spiegato pubblicamente, l’invasione russa dell’Ucraina e il ritorno improvviso della guerra nel nostro orizzonte lo hanno spinto a modificare il romanzo che stava scrivendo in quel momento. La biografia di un geniale e mai esistito matematico tedesco, Paul Heudeber – sopravvissuto a Buchenwald, antifascista rimasto fedele alla DDR anche dopo e nonostante il crollo dell’utopia comunista -, che viene celebrato nei dintorni di Berlino l’11 settembre 2001 in un convegno che si svolge a bordo di una piccola nave da crociera, si intreccia così con la storia di un disertore, che in una non ben precisata regione montuosa del Mediterraneo fugge dalla guerra ma non riesce a disfarsene completamente: un anonimo soldato in fuga da un conflitto indeterminato, ma forse anche dai ricordi delle violenze di cui è stato autore. Dalla tensione tra queste due storie – un romanzo innestato dentro un altro romanzo – emerge tutto ciò che è in gioco tra impegno e tradimento, fedeltà e lucidità, speranza e sopravvivenza. 

Alaa Faraj è nato a Bengasi, in Libia, nel 1995. Nell’agosto del 2015 aveva vent’anni. Era uno studente di ingegneria, una promessa del calcio. Alle spalle aveva una famiglia pronta a sostenerlo nel suo sogno: raggiungere l’Italia, la speranza concreta di un futuro felice. Ottenere un visto, però, era impossibile. L’unica strada fu allora salire a bordo di un barcone insieme a tre amici, anche loro calciatori. Durante quella disperata traversata 49 persone morirono soffocate dentro la stiva. Accusato di essere uno degli scafisti, Alaa Faraj, dopo una frettolosa indagine, è stato condannato a 30 anni di carcere. Lo scorso dicembre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli ha concesso la grazia parziale, uno sconto di pena di undici anni e quattro mesi. Alaa Faraj continua ad affermare la sua innocenza. Ha scritto Perché ero ragazzo – pubblicato da Sellerio – in prigione, in un italiano appreso dentro le celle, in uno stile fatto di dignità e stupore, a volte ironico. Un’autobiografia scritta a mano, in stampatello, su fogli rimediati in qualche modo e poi inviati, lettera dopo lettera, ad Alessandra Sciurba, docente di filosofia del diritto, conosciuta in carcere durante un laboratorio e diventata la voce e il volto della battaglia di Alaa per la giustizia e la verità. Perché ero ragazzo racconta un viaggio fatto di speranze e pericoli, l’indecenza delle morti per mare, l’arresto, la condanna, i primi dieci anni di carcere. Alaa Faraj ripercorre la sua storia con uno sguardo prima sbigottito, poi sempre più consapevole, mantenendo sempre una paradossale fiducia nello Stato. Racconta la vita dietro le sbarre, la voglia di studiare, la felicità di certi incontri, la necessità di resistere, la paura e la frustrazione sempre in agguato. 

Bảo Ninh è uno scrittore che ha vissuto la guerra sulla propria pelle. Nato nel 1952 e arruolatosi nell’Esercito Popolare del Vietnam del Nord, a diciassette anni partì per il fonte con altri 500 soldati. Tornarono in dieci. Questa esperienza traumatica è diventata il nucleo del suo romanzo, Il dolore della guerra, scritto solo molti anni dopo la fine del conflitto. Apparso per la prima volta nel 1994 in traduzione inglese, bandito in patria per la sua visione antieroica, è stato salutato dalla critica internazionale come il Niente di nuovo sul fronte occidentale del Vietnam. Circolato nel suo paese clandestinamente e solo dopo il 2006 in modo ufficiale, è a oggi il libro più venduto della letteratura vietnamita. In Italia è uscito solo nel 2025 con Neri Pozza, nella traduzione di Carlo Prosperi, per il cinquantesimo anniversario della fine della guerra del Vietnam. Il protagonista è Kien, un ex soldato nordvietnamita sopravvissuto alla guerra. Come l’autore, ha combattuto nella Brigata Gioventù d’Assalto 27. Nel dopoguerra lavora in una squadra che recupera i corpi dei caduti in quella che ormai chiamano la Giungla delle Anime Urlanti, dove sette anni prima il napalm americano ha annientato il suo battaglione di 500 soldati, facendo di lui uno dei dieci sopravvissuti. La Storia dice che hanno vinto, ma assolvendo il suo macabro compito, Kien non si sente vincitore, sente solo le voci delle anime perdute. Sui corpi che raccoglie trova solo la violenza – testimoniata, subita, inflitta – che guasta tutto ciò che è umano, in modo definitivo e irreparabile. L’esercito nemico dei ricordi lo assale a ondate, lo riporta agli orrori delle tante battaglie ma anche ai giorni dell’innocenza, all’amore per la sua Phuong quando ancora era possibile. Forse per questo Kien è stato risparmiato: per raccontare che cosa rimane dopo che i fucili tacciono, dopo che non serve più uccidere per non essere uccisi. Per raccontare il dolore della guerra, a sé stesso, a chi verrà dopo, a chiunque voglia ascoltare.

Miriam Lilith Russo

Attrice e performer diplomatasi presso la BSMT di Bologna con la direzione di Shawna Farrell. Ha lavorato con i registi Massimo Somaglino, Saverio Marconi, Yasmine Marie Jahanmir, Consuelo Barilari, Andrea Nicolini, Alex Cantarelli e Roberta Spaventa. Continua a formarsi con Roberto Latini, Balletto Civile, Flavia Toti Lombardozzi, Claudia Marotti e con la compagnia spagnola Agrupación Señor Serrano. È attualmente impegnata nelle produzioni Eumenidi in Piscina con la regia di Yasmine Marie Jahanmir e Stelle Filanti, di cui è interprete e regista. È co-fondatrice della compagnia teatrale italo-americana Arêté Theatre.

Maurizio Bait

Scrittore di frontiera di discendenza austro-italo-slovena, è giornalista e autore di numerosi saggi e libri. Sul Gazzettino ha curato per anni la pagina culturale “Frontiere”. Alpi d’Oriente (Ediciclo 2024) è il suo ultimo libro.

Enrico Sbriglia

Dal 2024 è Garante regionale dei diritti della persona del FVG. Penitenziarista, è stato dirigente generale del Ministero della Giustizia. Ha diretto diverse carceri ed è stato a capo di vari provveditorati regionali dell’amministrazione penitenziaria. È presidente dell’Osservatorio Internazionale sulla legalità e Coordinatore Nazionale della dirigenza penitenziaria di diritto pubblico per la Federazione dei Sindacati Indipendenti (FSI-USAE). È autore e coautore di: Non solo carcere – norme, storia e architettura dei modelli penitenziari (AA.VV., Mursia 2016); Captivi (Edicusano 2022); 44 quarantaquattro 44 – La consapevolezza dei diritti (a cura di, Oisl 2025).

Anna Frangipane

Docente di Conservazione e recupero degli edifici al corso di laurea magistrale in Ingegneria civile dell’Università di Udine. La sua attuale ricerca verte in particolare sui temi dell’acqua negli edifici e negli insediamenti, dell’economia circolare, della decostruzione e del reimpiego.

Saskia Terzani

Figlia di Tiziano Terzani. Nata in Italia e cresciuta in Asia, si è laureata in Storia all’Università di Cambridge. Dopo la specializzazione in Storia dell’Arte, ha lavorato per 25 anni nel campo della moda per prestigiosi marchi internazionali, vivendo a Hong Kong, Milano, Parigi, Londra. È da poco rientrata in Italia. È sposata e ha tre figli. Dal 2025 fa parte della Giuria del Premio Terzani.

Roberta De Monticelli

Già ordinaria di Filosofia della persona all’Università di Ginevra e all’Università San Raffaele di Milano, dirige la rivista internazionale “Phenomenology and Mind” e il Centro di ricerca PERSONA presso l’Università San Raffaele. Ha al suo attivo numerosi saggi usciti con le case editrici Raffaello Cortina e Einaudi. Tra le sue ultime pubblicazioni: La felicità dello spettatore. Lezioni di Estetica fenomenologica (con F. Forlè, Garzanti 2024) e Umanità violata. La Palestina e l’inferno della ragione (Laterza 2024).

Alessandra Algostino

Professoressa di Diritto costituzionale all’Università di Torino. Ha scritto saggi su democrazia, diritti, migranti, lavoro, partecipazione e movimenti, fonti del diritto, Europa. Fra i suoi libri: Democrazia, rappresentanza, partecipazione(Jovene 2011); Diritto proteiforme e conflitto sul diritto (Giappichelli 2018) e Non per sempre non per tutti. Il ‘quasi’ come orizzonte dei diritti (Forum 2025). Collabora con il manifesto e Volere la luna.

Pina Rifiorati

Componente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Udine.

Sara Nocent

Dottoranda di Filosofia presso l’Università di Udine e Trieste con un progetto sull’estetica dei gemelli digitali umani. I suoi interessi di ricerca vertono sull’estetica, il post-strutturalismo francese e la psicoanalisi lacaniana, che ha approfondito studiando presso l’Università di Lubiana. È socio membro della Società Italiana di Estetica e dell’Associazione Internazionale Ernesto De Martino e negli ultimi anni ha studiato in particolare i rapporti tra soggetto, duplicazione e fine.

Mariavirginia Fabbro

Psicologa, psicoterapeuta, Giudice onorario Corte d’Appello di Trieste, partecipante SLP.

Toni Capuozzo

Giornalista, ha vissuto a Udine, Roma e Milano. Ha lavorato per la carta stampata: Lotta Continua, Reporter, Panorama Mese, Epoca, il Foglio e per la televisione a Mediaset: telegiornali e il programma Terra!. Non ama essere definito inviato di guerra, nonostante abbia seguito per trent’anni conflitti in ogni parte del mondo. Per Biblioteca dell’Immagine ha pubblicato Piccole patrie (2020), Balcania(2022), Nessuno più canta per strada (2023), Vite di confine (2024). Una piccola guerra (2026) è il suo ultimo libro. È membro della Giuria del Premio Terzani.

 foto di Barbara Trivani

Francesca Medioli

Ha insegnato vent’anni Storia delle donne all’Università di Reading nel Regno Unito e ora insegna a Ca’ Foscari a Venezia. Dal 2022 è presidente dell’Università Popolare di Udine.

Tomaso Montanari

Storico dell’arte, saggista e intellettuale tra i più influenti in Italia. Professore ordinario di Storia dell’arte moderna, è rettore dell’Università per Stranieri di Siena. I suoi studi si concentrano sull’arte del Seicento e sul patrimonio culturale, temi che da sempre intreccia con l’impegno civile e politico. Con Paola Caridi, Claudia Durastanti, Micaela Frulli e altri ha inventato e promosso “Ultimo giorno di Gaza”. Tra i suoi ultimi libri, per Einaudi: Se amore guarda (2023), La terza ora d’arte(2024), Libera università (2025); per Feltrinelli: Per Gaza (disegni di Marco Sauro 2025), La continuità del male (2026).

Giuseppina Scavuzzo

Professoressa di Composizione architettonica e urbana all’Università di Trieste. La sua ricerca indaga il progetto come strumento per affrontare le disuguaglianze sociali, promuovendo inclusione ed equità spaziale.

Paolo Possamai

Direttore editoriale di Nord Est Multimedia. Giornalista e storico, ha realizzato il proprio percorso professionale prima nel gruppo Espresso poi in Gedi. Ha diretto i quotidiani Mattino di Padova, Tribuna di Treviso, Corriere delle AlpiLa Nuova di Venezia e Mestre e Il Piccolo di Trieste. Per oltre venti anni è stato una delle principali firme del settimanale economico di Repubblica Affari&Finanza e ha collaborato con La Stampa. Collabora con Rai Storia e Rai Radio 3 per il programma Prima pagina.

Marica Setaro

Storica della psichiatria, ha lavorato agli archivi personali di Franco Basaglia, Franca Ongaro, Agostino Pirella, Anna Maria Bruzzone, e alla documentazione clinica degli OP di Gorizia e Arezzo. Ha curato la pubblicazione dei saggi inediti di Franco Basaglia Fare l’impossibile. Ragionando di psichiatria e potere (Donzelli 2024).

Simone Costagli

Insegna Letteratura Tedesca all’Università di Udine. Si è formato accademicamente tra Firenze, Ferrara e Brema. È specialista di letteratura del Novecento, di rapporti tra letteratura e arti visive e di teoria del romanzo.

Danilo De Marco

 Fotogiornalista indipendente, collabora con testate giornalistiche internazionali utilizzando la fotografia per combattere l’indifferenza. Dal Tibet al Messico, dalle montagne dei Kurdi alle selve degli U’wa fino alle Ande dell’Equador, racconta la resistenza dei popoli sottomessi alla legge del più forte. Ha vinto il Premio Gentile da Fabriano 2023. Tra gli ultimi volumi, per Forum: Un tempo in Cina (2022); Un mondo di donne in cammino (con A. Floramo e L. Castellina, 2024); Cantata per il Cid (con A. Floramo, 2025) e ha curato, sempre per Forum, Interno K. Una storia curda (2026).

Foto di Gianluigi Colin

Flavio Santi

Insegna all’Università dell’Insubria di Como-Varese. Traduce autori classici e contemporanei. Ha scritto di vampiri, precari, supereroi, ma soprattutto del Friuli, sia in poesia che in prosa. Nel 2024 ha pubblicato per Solferino L’autunno del sultano.

Niccolò Nisivoccia

Avvocato e scrittore, collabora con il manifesto, con il Corriere della Sera e con Il Sole 24 Ore. È autore di libri di poesia e di prosa poetica, tra cui Un dialogo notturno (Industria & letteratura 2024), e di saggi: Il diavolo mi accarezza i capelli (con A. Ceretti, Il Saggiatore 2020); Il silenzio del noi (Mimesis 2022); La storia di ognuno. Racconti dalla Casa della Carità (Castelvecchi 2024) e Le belle leggi (Laterza 2025).

Antonella Fiore

Impegnata nel terzo settore da oltre venticinque anni, dopo essere stata presidente dell’Arci di Udine e Pordenone dal 2008 al 2018, oggi coordina l’ufficio amministrazione della cooperativa sociale Hattiva Lab di Udine ed è consigliera comunale a Udine da luglio 2024.

Luciana Castellina

Giornalista e scrittrice. Militante nel PCI dal 1947, è stata tra i fondatori del ‘Manifesto’ nel 1969, direttrice di ‘Liberazione’ dal 1992 al 1994, più volte deputata italiana ed europea. Tra le sue pubblicazioni più recenti, per Nottetempo: Guardati dalla mia fame (con M. Agus, 2014) e Amori comunisti (2018); per Forum: Un mondo di donne in cammino (con D. De Marco e A. Floramo, 2024). La scoperta del mondo (Nottetempo 2025) è l’edizione aggiornata e rivista del suo diario del 2011.

Alberto Cervesato

Architetto, dottore di ricerca, è ricercatore tdA in Progettazione tecnologica e ambientale dell’Architettura all’Università di Udine. Svolge attività di ricerca sui temi della rigenerazione e valorizzazione dei patrimoni, con particolare attenzione al progetto ambientale e alla cultura materiale. È vicepresidente di vicino/lontano.

Palazzo Antonini Stringher

Le origini del palazzo risalgono al tardo XVI secolo, l’edificio costituiva un ampliamento della vicina residenza nobiliare, progettata dal celebre architetto Palladio per la famiglia Antonini, originaria di Amaro, Carnia. Nel corso dei secoli il palazzo fu oggetto di diversi ampliamenti, ristrutturazioni e adattamenti sia delle parti strutturali, sia dei suoi spazi interni. La Banca d’Italia ne divenne proprietario nel 1899 e dal 1923 attuò una serie di importanti trasformazioni interne. Nel febbraio del 2007 l’intero complesso edilizio venne dichiarato di interesse culturale, ma appena due anni dopo, nel 2009, e dopo 110 anni di utilizzo, a seguito del piano di ridimensionamento della sua presenza sul territorio, l’istituto chiuse i propri uffici e mise in vendita l’immobile. I portoni rimasero chiusi fino al 2020 quando l’Università di Udine, già proprietaria del vicino palazzo palladiano, grazie alla donazione dell’eminente chirurgo di fama mondiale Attilio Maseri, lo acquisì, cedendolo prima in comodato e poi in proprietà alla Fondazione Friuli.

Accanto agli uffici di rappresentanza e a quelli operativi della Fondazione Friuli, nel palazzo sono stati ricavati spazi espositivi per ospitare la pinacoteca e l’archivio storico dell’ente Friuli, con oltre 600 opere d’arte e numerosi antichi documenti, e per accogliere mostre temporanee di artisti locali. Inoltre, un’ampia sala conferenze è in grado di ospitare incontri, dibatti e presentazioni. Il progetto di ristrutturazione ha previsto anche l’apertura di un percorso pedonale pubblico tra via Gemona e piazza Primo Maggio, attraverso un sottoportico e il Parco monumentale di palazzo Antonini-Maseri, in virtù di un accordo della Fondazione Friuli con l’Università e il Comune di Udine. Il rinato palazzo, ora sede della Fondazione Friuli, unitamente al nome della famiglia storica Antonini che lo fece realizzare, è stato intitolato alla memoria di Bonaldo Stringher, nato a Udine nel 1854, diventato nel corso della sua vita accademico in materie finanziarie, dirigente ministeriale, deputato e ministro del Tesoro, direttore generale e primo governatore della Banca d’Italia.

Ci scusiamo per il disagio: a causa di un cantiere in corso nell’edificio, l’ascensore non sarà utilizzabile per raggiungere la sala in cui si svolgono gli incontri.

Igor Peres

 Lavora nell’ambito della Salute Mentale dal 2005. Attualmente coordina il Progetto di Agricoltura Sociale “Primo Passo” a Colloredo di Monte Albano.

Andrea Filippi

Giornalista. Ha diretto i quotidiani La Provincia Pavese, Messaggero Veneto, Gazzetta di Mantova e La Nuova Sardegna, la Sentinella del Canavese. È stato vicedirettore editoriale di Gedi Newsnetwork. È membro della Giuria del Premio Terzani.

Raffaele Simone

Linguista di fama internazionale, ha insegnato in diverse università nel mondo. È professore emerito dell’Università Roma Tre. È membro dell’Académie Royale belga e dell’Accademia della Crusca ed è Officier de l’Ordre des Arts et des Lettres di Francia. Tra i numerosi riconoscimenti, è suo il Prix de l’Institut de France 2022. Ha progettato e diretto importanti opere lessicografiche per la Treccani e scritto saggi di analisi della modernità. Tra i titoli più recenti: L’ospite e il nemico(Garzanti 2020); Il software del linguaggio (Raffaello Cortina 2020); La grammatica presa sul serio (Laterza 2022); Divertimento con rovine (Solferino 2022); Come la democrazia fallisce (Garzanti 2023); La vita anteriore (Laterza 2026). Collabora con Avvenire, Domani e Nouvel Obs.

Francesca Mannocchi

Giornalista, scrittrice, regista. Ha vinto prestigiosi premi giornalistici per i suoi reportage dai più caldi teatri di guerra. Ha diretto Isis, Tomorrow (con A. Romenzi 2018) e Lirica Ucraina (2025, David di Donatello per il miglior Documentario). Fra i libri, per Einaudi: Io Khaled vendo uomini e sono innocente (2019, finalista Premio Terzani 2020), Bianco è il colore del danno (2021); e, per De Agostini, Lo sguardo oltre il confine. Dall’Ucraina all’Afghanistan, i conflitti di oggi raccontati ai ragazzi (2022); Sulla mia terra. Storie di israeliani e palestinesi (2024). Ha curato il fascicolo Conflitti della rivista “Sotto il Vulcano” (06/10, Feltrinelli 2023) e ora è in libreria con il testo di poesie Crescere, la guerra (Einaudi 2026)

Fabiana Dallavalle

Giornalista e scrittrice. Laureata in Storia del teatro, scrive sulle pagine culturali del Messaggero Veneto. Con Gaspari ha pubblicato La carezza dell’acqua (2016) e L’ombra nell’acqua (2020).

Irene Greco

Ha lavorato come libraia per 20 anni prima di dedicarsi esclusivamente al suo progetto Leggimiprima, attraverso il quale tiene interviste ad autori ed editori, incontri di formazione per adulti e laboratori per bambini e ragazzi. Tra i suoi libri: Leggimi prima (MIMebù 2022); Leggere l’inatteso (Il Leone Verde 2022); A cosa serve un libro? (Il Leone Verde Piccoli 2023); Leggere le emozioni (MIMebù 2025); Maestra, vieni a vedere! (Pulce 2025).

Elettra Stamboulis

crittrice e curatrice d’arte italo-greca, ha scritto graphic novel, storie brevi e articoli di cronaca a fumetti pubblicati in tutto il mondo. Ha curato mostre di artisti come Joe Sacco, Marjane Satrapi, Zehra Doğan e Badiucao. Specializzata in “fumetto di realtà”, ha fondato il festival Komikazen di Ravenna. Tra le ultime pubblicazioni di cui è autrice dei testi: il graphic memoir di Ai Weiwei Zodiac, pubblicato nel 2024 in lingua inglese (Random House), portoghese (Objectiva) e italiano (Oblomov Edizioni) e la graphic novel Diario segreto di Pasolini (Altraeconomia 2025).

Michela Vogrig

Cooperatrice e presidente di Legacoop Fvg, da oltre 20 anni si occupa di salute mentale, inserimento lavorativo ed economia sociale ed è impegnata in diversi progetti di cooperazione internazionale.

Torre di Santa Maria

A Udine restano tracce o notizie di cinque cerchia di mura che hanno protetto la città a partire dal Medioevo. La quarta cinta muraria venne completata nel 1383, racchiudendo i borghi Superiore, Cascanan, Poscolle e Grazzano. Ne faceva parte anche la porta o torre di Santa Maria. Edificata nel 1295, venne in epoca successiva unita a un palazzo adiacente, oggi denominato palazzo Torriani e sede di Confindustria Udine, che ha acquistato l’intero complesso a metà degli anni Settanta.

Rimasta chiusa negli ultimi 15 anni, la Torre di Santa Maria è stata al centro di un ambizioso progetto di riqualificazione, finanziato da Confindustria Udine, che nei mesi scorsi ha restituito l’edificio alla città. La Torre è ora sede permanente della “Vetrina dell’ingegno”, un polo espositivo, didattico e formativo. Con questo progetto Confindustria intende accompagnare le aziende nel recupero e nella valorizzazione della loro storia aziendale, che è anche storia del territorio e della comunità, rendendola punto di partenza per la futura competitività dell’imprenditoria e del territorio. La Vetrina dell’ingegno ospita a piano terra un’esposizione permanente dedicata alla storia dell’Associazione Industriali di Udine e uno spazio incontri, cortesemente messo a disposizione anche del nostro festival. Nei cinque piani della Torre verrà ogni anno allestita una mostra temporanea dedicata a uno degli 11 settori merceologici di Confindustria Udine. Edilizia e materiali da costruzione sono il tema della prima esposizione, tuttora in corso.

Per maggiori informazioni e dettagli sul tema dell’accessibilità, visita FVG per tutti, il Portale sull’accessibilità turistica del Friuli Venezia Giulia

Giacomina Pellizzari

Giornalista. Laureata in Conservazione dei Beni Culturali, ha lavorato e ora collabora con il Messaggero Veneto. Autrice di Il terremoto in Friuli (Gaspari 2021).

Gianluca Costantini

Artista attivista, combatte le sue battaglie civili e umanitarie attraverso il disegno. Collabora con ActionAid, Amnesty International e Arci. Pubblica su testate italiane e straniere. I suoi ultimi libri: Libia (con F. Mannocchi, Mondadori 2019); Patrick Zaki, una storia egiziana (con L. Cappon, Feltrinelli 2022); con Becco Giallo: Human Rights Portraits (2023); Julian Assange. WikiLeaks e la sfida per la libertà d’informazione (con D. Morgante, Altreconomia 2024). Ha illustrato il graphic memoir di Ai Weiwei Zodiac, pubblicato nel 2024 con i testi di Elettra Stamboulis in lingua inglese (Random House), portoghese (Objectiva) e italiano (Oblomov Edizioni).

Riccardo Noury

Dal 2003 è il portavoce di Amnesty International Italia, di cui fa parte dal 1980. Per People ha pubblicato La stessa lotta, la stessa ragione (2020) e, con Antonio Marchesi, Giustizia senza confini. Crimini internazionali e lotta all’impunità (2023) e Genocidi (2025). È responsabile dell’edizione italiana del Rapporto annuale di Amnesty International. Scrive, attraverso i suoi blog, sul Corriere della Serail Fatto quotidianoFocus on AfricaArticolo 21 Pressenza. Collabora al quotidiano Domani.

Luca Chittaro

Professore all’Università di Udine, dove dirige lo Human-Computer Interaction Lab. È autore di più di 200 pubblicazioni internazionali. Una parte della sua attività di ricerca si concentra sulla creazione di sistemi per addestrare le persone ad affrontare situazioni rischiose e stressanti, in particolare nei settori della salute e della sicurezza. Per Mimesis ha pubblicato Le Illusioni dei Social Media (2024) e Neuroscienze dello Yoga (2025).

Tommaso Piffer

Insegna Storia contemporanea all’Università di Udine ed è direttore scientifico del Circolo della Storia. Tra le sue pubblicazioni: Gli Alleati e la Resistenza Italiana (il Mulino 2010); Il fronte segreto. Gli Alleati, la Resistenza europea e le origini della guerra fredda 1939-1945 (Mondadori 2024) e Sangue sulla Resistenza. Storia dell’eccidio di Porzus (Mondadori 2025).

Andrea Staid

Insegna Antropologia culturale e visuale alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, Antropologia culturale allo IED di Torino. Tra i suoi volumi più recenti: I dannati della metropoli(Milieu 2020); Disintegrati (Nottetempo 2020); La casa vivente (add 2021, Premio Green Book 2026); con UTET Essere natura (2022) e Abitare illegale (nuova ed. 2026). Dal 2024 è membro del comitato scientifico di vicino/lontano.