Francesca Cadel

Professoressa di Italian e Film Studies alla University of Calgary. Tra le sue più recenti pubblicazioni: Italy in the Second Half of the 19th Century: Bridging New Cultures (a cura di, con P. Nastri, Vernon Press 2024) e Dai Quaranta ai Settanta. Un percorso di Scorciatoie: da Umberto Saba al Moro di Pietro Di Donato (Mimesis 2024).

Tonia Mastrobuoni

Giornalista, è corrispondente per la Repubblica da Germania ed Est Europa. Si occupa di economia e finanza internazionale, diplomazia europea e geopolitica. Ha vinto numerosi premi giornalistici, tra cui il Premiolino nel 2018. È autrice per Mondadori di L’inattesa. Angela Merkel, una biografia politica (2021) e L’erosione. Come i sovranismi stanno spazzando via la democrazia in Europa (2023). Con Feltrinelli ha pubblicato La peste. Indagine sulla destra in Germania (2025).

Carlo Palazzolo

Architetto, laureato e dottorato in Composizione architettonica allo IUAV di Venezia. Svolge attività di insegnamento e ricerca presso SDS di Siracusa-UniCT. Ha approfondito il tema del recupero del patrimonio storico e della memoria collettiva anche come assessore ai progetti strategici del Comune di Manzano, dal 2014 al 2019.

Oscar D’Agostino

Giornalista del Messaggero Veneto, cura le pagine Cultura e Spettacoli e si occupa anche dell’inserto Messaggero Veneto Scuola. Copre l’incarico di fiduciario provinciale (Udine) per Assostampa. È tra gli organizzatori del Festival LignanoNoir intitolato allo scrittore Giorgio Scerbanenco.

Spazio 35

Nato nel 2022 nel cuore di borgo stazione a 100 anni dalla costruzione del palazzo dove risiede, Spazio35 è un “contenitore” che accoglie al suo interno diversi elementi orientati alla cooperazione e l’aggregazione sociale.
Spazio35 ospita una sala polifunzionale, pensata per eventi culturali, corsi, piccole conferenze, e uno spazio coworking.
Lo spazio, inoltre, fornisce servizi di comunicazione online e offline con particolare attenzione al settore culturale e sociale.
Il progetto di Spazio35 si basa sulla convinzione che una comunità più consapevole e partecipata oggi possa gettare le basi per un futuro più solido.

Per maggiori informazioni e dettagli sul tema dell’accessibilità, visita FVG per tutti, il Portale sull’accessibilità turistica del Friuli Venezia Giulia

Martina Napolitano

Docente di lingua russa e traduzione all’Università di Trieste, come giornalista segue da anni l’attualità e gli sviluppi socio-politici dell’area post-sovietica e balcanica. Ha fondato il portale di approfondimento Meridiano 13 ed è curatrice per Bottega Errante della collana di saggistica «Metamorfosi», con cui ha pubblicato il volume Capire la rotta balcanica(a cura di, BEE 2022) con testi di L. Tano, M. Siragusa, L. Tondo e la prefazione di Roberto Saviano.

Eros Cisilino

Presidente dell’ARLeF – Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane dal 2018, è stato consigliere della Provincia di Udine e amministratore comunale. Da sempre impegnato sui temi della tutela e valorizzazione della lingua friulana, è autore e coordinatore editoriale di varie pubblicazioni.  È attivo in numerose associazioni di volontariato civile.

Doris Cutrino

È docente di Discipline letterarie nella scuola superiore, a Udine, dopo essere stata insegnante di sostegno in diversi istituti della provincia. Nel 2017 ha aderito al progetto nazionale promosso dall’Accademia della Crusca, realizzando il percorso didattico “Viaggio nelle Parole della Cucina Friulana”, poi pubblicato sul sito “Cruscascuole”.  Dal 2019 è responsabile per vicino/lontano del Concorso Scuole “Tiziano Terzani”.

Carlo Ginzburg

Storico. Ha insegnato in diverse Università italiane, europee e statunitensi. Ha ricevuto premi prestigiosi e sedici lauree honoris causa da diverse università straniere. Tra i suoi numerosi libri, tradotti in più di venti lingue, per Einaudi (prima edizione) e Adelphi (seconda edizione): I benandanti (1966, 2020), Il formaggio e i vermi (1976, 2019), Storia notturna (1989, 2017); per Feltrinelli: Occhiacci di legno. Nove riflessioni sulla distanza (1998, 2011; riedito con Dieci riflessioni nel 2019 per Quodlibet). È ora in libreria con Il vincolo della vergogna (Adelphi 2026). 

Marino Sinibaldi

Giornalista e critico letterario. Ideatore e conduttore della trasmissione Fahrenheit su Rai Radio 3, rete di cui è stato direttore fino al 2021. Dal 2020 dirige la Festa del libro e della lettura “Libri come” di Roma. Ha pubblicato Un millimetro in là. Intervista sulla cultura (a cura di G. Zanchini, Laterza 2014). Ha fondato e diretto la rivista “Sotto il Vulcano”. Dal 2023 cura “Timbuctu”, un podcast per Il Post dove viene proposta una narrazione del mondo attraverso i libri. È membro della giuria del Premio Terzani.

Luca Perrino

Giornalista. Co-fondatore e presidente dell’Associazione Culturale Leali delle Notizie, che organizza il Festival del Giornalismo, che vedrà la sua 12esima edizione dal 9 al 14 giugno a Ronchi dei Legionari.

Anna Maria Giordano

Giornalista a Rai Radio3, è tra gli ideatori di Radio3Mondo, programma di cui è responsabile e che va in onda da 25 anni. Conduce la rassegna Stampa estera ogni giorno alle 6.50 e la trasmissione di approfondimento di temi internazionali delle 11. Ha ideato e condotto Radio3Europa ed è autrice e conduttrice di Lovely Planet, le guide di Radio3. Ha curato settimanali di informazione politica, economica e culturale per Euronews, primo canale televisivo europeo multilingue. È cofondatrice di Audiodoc, prima associazione italiana di audio documentaristi, e cofondatrice di MediaAid onlus.

Gioia Meloni

Giornalista. Ha diretto la Struttura Programmi in lingua italiana e friulana della sede Rai FVG.  Ha realizzato reportage radiofonici e documentari televisivi di indagine sociale sulle migrazioni, la psichiatria, le nuove povertà. Si occupa di diritti, disuguaglianze, rispetto degli animali e dell’ambiente.  Il suo lavoro “Porrajmos. L’olocausto dimenticato” sul genocidio del popolo Rom, è stato insignito della Medaglia della Presidenza della Repubblica.

Federico Venturini

Geografo, assegnista di ricerca all’Università di Udine, si occupa di contratti di fiume, zero waste, ecologia sociale e processi partecipativi. Ha fatto parte delle delegazioni internazionali di pace İmrali organizzate dalla Commissione civica dell’EU-Turchia.  Ha curato i volumi: La vostra libertà e la mia. Abdullah Öcalan e la questione curda nella Turchia di Erdoğan (con J. Miley, Edizioni Punto Rosso 2020); Ecologia sociale e diritto alla città (con E. Degirmenci, I. Morales, Zero in Condotta 2024).

Salone del Popolo

Il Salone del Popolo è un grande spazio di rappresentanza che, nell’aspetto, ricorda una vasta piazza trapezoidale coperta in vetro e ferro, disposta in senso longitudinale e circondata da un doppio ordine di portici e loggiati, a cui si accede da una doppia scala monumentale. Quest’ultima è progettata in asse con lo scalone d’onore del Palazzo comunale, di modo che, già dall’entrata principale di Palazzo D’Aronco, la prospettiva conduca l’occhio del visitatore verso lo stemma del comune che troneggia al centro della parete di fondo.

Originariamente la decorazione del salone era stata intesa, da Raimondo D’Aronco, come una grande rappresentazione della città, una sorta di pantheon friulano: l’architetto avrebbe voluto affidare la teoria scultorea che doveva adornare la sala ad Aurelio Mistruzzi. Tuttavia i diversi progetti dello scultore furono via via abbandonati a causa degli elevati costi di realizzazione.

Dopo la guerra, nel 1951, la giunta municipale deliberò di completare le parti decorative secondo le direttive e i disegni lasciati da D’Aronco. L’elaborazione dei disegni fu affidata stavolta a Carlo Someda de Marco. Tra il 1952 e il 1953 egli rielaborò le 12 muse trasformandole in allegorie delle attività umane: la Pace, il Commercio, l’Industria, l’Agricoltura, l’Aviazione, lo Sport, la Pittura, la Scultura, l’Architettura, la Letteratura, la Musica, il Teatro. Il decoratore udinese interpretò con certa libertà i disegni di D’Aronco, rispettati solo nella collocazione architettonica delle statue e ideò nel mezzo della parete di fronte all’ingresso lo stemma di Udine sorretto da due adolescenti, rielaborando lo stemma posto al centro della facciata esterna del Municipio.

Dai progetti daronchiani furono ripresi i bucrani che facevano da capitello alle lesene lungo le pareti, le teste di capro e le decorazioni angolari, i quattro gruppi decorativi con aquile e i 14 grotteschi mascheroni posti a decorare l’estremità dei costoloni, che si dipartivano dalle lesene lungo le pareti.

L’inaugurazione del Salone, che avvenne il 12 maggio 1953, pose fine alle lunghe vicende della decorazione a stucco del municipio.

Remo Andrea Politeo

Libraio, è presidente dell’associazione Librerie in Comune di Udine e membro della Giuria del Premio Terzani.

Roberto Scaini

Medico riminese, dal 2011 partecipa alle missioni di MSF. È stato più volte in Yemen, ma anche in Siria, Etiopia, Iraq, Sud Sudan. Per l’emergenza Ebola ha lavorato in Liberia, Sierra Leone, Repubblica Democratica del Congo e Uganda e per l’emergenza COVID in Brasile e Bolivia. Ha inoltre partecipato alle operazioni di Ricerca e Soccorso nel Mare Mediterraneo. Coordinatore medico di MSF a Gaza, definisce “apocalittica” l’attuale situazione nella Striscia.

DJ Tubet

Rapper, produttore e freestyler friulano, contamina l’hip hop con dub, reggae e world music. Nel freestyle in friulano raggiunge 15 sillabe al secondo. Fin Cumò è il suo album più recente (14 canzoni in 14 lingue). È tra i pionieri di una tecnica rap e della Pedagogia Hip Hop che applica nelle scuole.

Walter Tomada

Giornalista e insegnante, dirige il periodico “La Patrie dal Friûl”. Per Biblioteca dell’Immagine ha curato Storia del Friuli e dei friulani (2022), arrivato alla seconda edizione in poco più di un mese.

Cristina Benedetti

Laureata in Filosofia, insegna Lettere nella scuola superiore. Presta con frequenza la sua voce a letture pubbliche e sceniche in vari contesti. Fa parte del gruppo di scrittura Anna Achmatova con cui ha pubblicato volumi collettanei e curato eventi e presentazioni di libri. Ha pubblicato la raccolta di poesie Parabola d’amore (KAPPA VU 2024).

Stamperia d’arte Albicocco

Fondata da Corrado Albicocco nel 1994 a Udine, la Stamperia collabora con artisti di fama nazionale e internazionale. Le opere realizzate dalla Stamperia d’arte Albicocco sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private e decine sono le esposizioni dedicate alla sua storia e al forte legame con i tanti artisti con cui ha collaborato. Nel 2022 a Corrado Albicocco viene assegnato il prestigioso riconoscimento di Maestro d’arte e Mestiere. Nell’ottobre 2025 il Festival “Palinsesti” di San Vito al Tagliamento dedica all’attività della Stamperia la mostra “Pittura a stampa”, negli spazi dell’Antico Ospedale di S. Maria dei Battuti.

Per maggiori informazioni e dettagli sul tema dell’accessibilità, visita FVG per tutti, il Portale sull’accessibilità turistica del Friuli Venezia Giulia

Marco Bertoli

Psichiatra e psicoterapeuta. È direttore del Dipartimento Dipendenze e Salute mentale dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale-Udine e membro del Consiglio direttivo del Collegio nazionale dei direttori di Dipartimento di Salute mentale.

Paolo Cantarutti

Voce storica di Radio Onde Furlane, è autore e collaboratore di numerose serie radiofoniche e televisive in friulano. Ha curato riviste periodiche (La Patrie dal Friûl), letterarie (La Comugne), scientifiche (Gjornâl Furlan des Siencis) e tante pubblicazioni in friulano di libri, fumetti, dischi e film.

Gino Colla

Presidente dell’associazione culturale On Art Udine, collabora con istituzioni, aziende, enti di ricerca e fondazioni attraverso progetti e iniziative volte a promuovere il dialogo tra arte e saperi umanistici.

Francesco De Filippo

Giornalista, scrittore e saggista. Direttore di Ansa Fvg.  Vincitore di premi letterari internazionali. Tra le sue pubblicazioni: La nuova via della seta (Castelvecchi 2019); Filosofia per i prossimi umani (con M. Frega, Giunti 2020); Dai serpenti di Wuhan alle aragoste di Portofino (Castelvecchi 2020); Prima sterminammo gli uccelli… (Castelvecchi 2020); No vax: il grande sogno negato (Castelvecchi 2022); Trieste è un’isola (Castelvecchi 2023).

Roberto Grandinetti

Già professore di Economia e Gestione delle Imprese all’Università di Udine e poi in quella di Padova, dove ora è docente senior. Tra i suoi temi di ricerca: l’evoluzione dei distretti industriali, l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese, i fornitori di servizi ad alto contenuto di conoscenza, il knowledge management nella transizione digitale. Autore di Impresa transnazionale ed economia globale (con E. Rullani, Carocci 1996). Il suo ultimo volume è Economia e società in Friuli nell’era digital-globale (a cura di, Gaspari 2025).

Alberto Rochira

Giornalista free lance e docente. Collabora con diverse testate, tra cui l’agenzia Ansa e il portale Ansa Nuova Europa, occupandosi di news e approfondimenti sulla regione Friuli Venezia Giulia e l’Europa centrale e orientale. Segue con particolare attenzione i settori cultura, costume, società, relazioni internazionali, scuola, formazione professionale, università.

Paolo Bon

Architetto con studio a Udine dal 1997. Ha realizzato opere pubbliche e private in vari comuni della regione Fvg. Ha progettato e diretto gli interventi complementari delle Ciclovie Regionali Fvg 1 e Fvg 3 e diversi campi sportivi. Ha avuto esperienze di docenza presso le Università di Trento e di Udine.È stato presidente dell’Ordine degli architetti della provincia di Udine. Fa parte del direttivo di vicino/lontano.

Antony Basso

Chitarrista e cantante friulano, attivo da oltre 20 anni nella scena Rock Blues tra Europa e Stati Uniti, collabora con artisti di rilievo internazionale. Laureato in Didattica della Musica, è impegnato nella ricerca etnomusicologica in FVG sulle connessioni tra repertori popolari locali, tradizioni folk, blues e country d’oltreoceano.

Andrea Muni

Dottore di ricerca in filosofia contemporanea. Ex operaio stagionale, è attualmente docente alle scuole superiori. Fa parte dello staff della Scuola di Filosofia di Trieste e della redazione della rivista di filosofia «aut aut». Coordina la rivista e l’associazione culturale “Charta Sporca”. Ha collaborato, tra gli altri, con la pagina culturale de l’Espresso, con la rivista britannica “Blue Labyrinths” e con le riviste italiane “Argo”, “Le parole e le cose» e “Lo Sguardo”. È autore di «Noi» non è un mezzo. Lotta di classe e godimento (Einaudi 2025).

Anna Dazzan

Giornalista, responsabile della sezione Dossier per UdineToday e Trieste Prima. Dopo la laurea in Culture e diritti umani, ha conseguito un Master su fenomeni migratori e trasformazioni sociali.

Vito Di Piazza

Medico, è stato primario di Medicina interna all’Ospedale di Tolmezzo. È autore di Vivere e morire con dignità (con P. Di Piazza, B. Englaro, G. Facchini Martini, nuova dimensione 2016); Per un dolore umano. La sofferenza considerata da un punto di vista etico, medico e spirituale (con P. Di Piazza, L. Orsi, nuova dimensione 2020).

Marinella Chirico

Giornalista, dal 1995 al 2025 è stata conduttrice e caposervizio della redazione giornalistica della TGR, testata regionale della RAI a Trieste. Ha seguito, anche per le testate nazionali RAI, alcuni importanti fatti di cronaca, tra questi il caso Eluana Englaro, che le è valso nel 2009 il Premio giornalistico “articolo 21”. Ha curato Io credo. Dialogo tra un’atea e un prete, di Margherita Hack e Pierluigi Di Piazza (Nuova dimensione 2012) premio letterario “Firenze per le culture della pace” 2013.

Andrea Zannini

 Insegna Storia dell’Europa all’Università di Udine, collabora con l’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione e il Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa. Scrive sul Messaggero Veneto. Tra le sue ultime pubblicazioni: Controstoria dell’alpinismo (Laterza 2024); Storia minima d’Europa. Dal Neolitico a oggi (Il Mulino 2025, III edizione). È membro del comitato scientifico di èStoria.

Luana De Francisco

Giornalista del Messaggero Veneto, è caposervizio responsabile della cronaca di Udine. Ha collaborato a lungo con Repubblica e l’Espresso. È coautrice di Mafia a Nord-Est (Bur 2015); Crimini a Nord-Est (Laterza 2020); Robot. Lavoratori e contribuenti di domani (Santelli 2023). Direttrice artistica del festival dell’informazione Il mondo fuori di Cormons. Ha vinto i premi giornalistici Silvia Trabalzini e Simona Cigana.

Massimo Somaglino

Attore, autore e regista teatrale. Collaboratore del Teatro dell’Elfo di Milano. Con Giuliana Musso ha messo in scena Nati in casa, Sexmachine e Tanti Saluti. Ha realizzato, tra gli altri: Zitto, Menocchio!, Cercivento. Ha riscritto l’Histoire du soldat di Stravinskij-Ramuz e Il sogno di una cosa di Pasolini, dal titolo Nini e Cecilia (2019). È direttore artistico del Teatri Stabil Furlan.

Vittorio Vella

Editore musicale, compositore e artigiano del suono. Ha ideato sonorizzazioni di mostre e spazi architettonici in veste di compositore, sound designer e tecnico del suono e realizzato un centinaio di produzioni discografiche dedicate alla ricerca musicale avanzata. È direttore artistico del festival “Contemporanea” e del concorso internazionale di composizione “Città di Udine”. È produttore di programmi radiofonici per la RAI, ideatore della collana musicale “Soundscapes – Music for Images” e responsabile editoriale di TEM – Taukay Edizioni Musicali.

Paolo Mosanghini

Giornalista, per il Gruppo NEM è condirettore del Messaggero Veneto. Si è laureato in Sociologia con indirizzo Comunicazione e mass media all’Università Carlo Bo di Urbino. Con Gaspari Editore ha pubblicato: (S)badanti (2017) e Tre vedove quasi inconsolabili (2020).

Tiziano Possamai

Insegna Antropologia culturale all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. I suoi ambiti di ricerca principali riguardano i processi di costruzione e trasformazione dell’umano, le pratiche rivolte al sé, il rapporto tra pensiero ecologico, psicoanalisi e teorie dell’inconscio. Tra le sue pubblicazioni: Dove il pensiero esita (Ombre Corte 2009; Mimesis International 2022); Consulenza filosofica e postmodernità (Carocci 2011); Inconscio e ripetizione (Meltemi 2017); La pazienza della libertà (Mimesis 2023).

Paola Caridi

Si occupa da oltre vent’anni di storia politica contemporanea del mondo arabo. È stata corrispondente dal Cairo per Lettera22, associazione di cui è fondatrice e presidente. Ha vissuto e lavorato a Gerusalemme, collaborando con alcune dellemaggiori testate italiane. Con Claudia Durastanti, Micaela Frulli, Giuseppe Mazza, Tomaso Montanari, Francesco Pallante ed Evelina Santangelo ha inventato e promosso “Ultimo giorno di Gaza”. Per Feltrinelli ha pubblicato: Gerusalemme senza Dio (2022), Hamas (2023 nuova edizione), Il gelso di Gerusalemme (2024), SudariElegia per Gaza (2026).

Federica Sansevero

Attrice-autrice direttrice artistica del Teatro del Silenzio, promuove il pensiero a-duale. Il suo percorso integra invenzione del Femminile, interculturalità, lavoro sociale, anche con adolescenti, oltre a realizzare produzioni che uniscono lo stile del teatro popolare con quello filosofico. Ultimi lavori: Il Mostro sul disagio giovanile, CRAC sull’accettazione del cambiamento, PPP Doppia prospettiva sulla morte di Pasolini.

Palazzo Mantica

Sede udinese della Società Filologica Friulana, è una prestigiosa dimora udinese del XVI secolo. Si trova al civico 18 di via Manin, in borgo San Bartolomio, nei pressi dell’omonima porta che faceva parte della terza cerchia muraria della città. A seguito del terremoto del 1976 venne sottoposto ad un primo intervento di restauro, che terminò nel 1986 e che portò alla luce reminiscenze di un passato assai ricco. In effetti, la sede della Società Filologica ha mantenuto la stessa struttura voluta dai Mantica nella seconda metà del Cinquecento. Il suo maggior pregio architettonico è la facciata cinquecentesca che appare al tempo stesso austera ed elegante. Il piano superiore è dominato da una pentafora con due poggioli aggettanti alle estremità e una balaustra, a filo di muratura, al centro. Proprio al di sotto di tale balaustra è posto il bassorilievo Madonna con bambino circondata da cherubini, opera di Carlo da Carona, datata 1520 circa. All’interno si conservano frammenti di affreschi tardo-cinquecenteschi. Sempre del XVI secolo è un soffitto in legno con travi a vista e cantinelle, mentre sono tardo settecentesche alcune decorazioni di gusto chinoiserie e ottocenteschi gli affreschi che adornano i soffitti di alcuni locali al primo piano.

Nel 2009 hanno avuto inizio nuovi lavori di restauro e manutenzione straordinaria dell’immobile, per migliorarne la struttura architettonica, renderlo più funzionale e per recuperare nuovi spazi da dedicare ai depositi della biblioteca sociale. Nel corso di questi interventi sono venuti alla luce rinvenimenti archeologici di età protostorica, in particolare alcuni resti dell’aggere del castelliere di Udine (il terrapieno difensivo del villaggio abitato), databili all’età del Bronzo recente (1400 a.C.), ma sono emersi anche altri elementi che attestano la frequentazione dell’area già all’età del Bronzo medio (cioè al 1700 a.C.).

Nel corso dei lavori sono venuti alla luce anche un vano con copertura a volta, realizzata in laterizi e murature perimetrali in ciottoli, e una porzione delle fondamenta dell’edificio bassomedievale preesistente alla struttura attuale.

Loggia del Lionello

Magnifico esempio di gotico veneziano, è la storica sede del palazzo del Comune, luogo emblematico delle autonomie cittadine. Eretta fra il 1448 e il 1456 su disegno dell’orafo Nicolò Lionello, fu realizzata dal capomastro capodistriano Bartolomeo delle Cisterne. La contraddistinguono le fasce alterne di pietra bianca e rosa, l’elegante leggerezza del portico a grandi arcate e le finestre ad archetti trilobati. In una nicchia a pinnacoli e guglie all’angolo destro, opera di Bartolomeo Bon (1450), è la statua della Madonna con Bambino, che tiene in mano un modello di quel che era il castello prima che il terremoto del 1516 lo abbattesse. La stessa loggia del Lionello fu gravemente danneggiata da un incendio nel 1876 e immediatamente restaurata: sul lato verso via Mercatovecchio un affresco ottocentesco di Giuseppe Ghedina è liberamente ispirato a un’opera del Pordenone quasi interamente perduta in quell’incendio.

Camera di Commercio, Sala Valduga

La prima “Camera di Commercio del Dipartimento di Passariano” nasce in Friuli all’epoca di Napoleone con decreto 14 settembre 1806. Dipendente dalla Camera di Commercio di Venezia è composta da 15 membri, 9 di Venezia e 6 dei dipartimenti veneti, tra i quali uno del dipartimento di Passariano che comprendeva il Friuli.
Durante la dominazione austriaca la Camera di Commercio assieme alle consorelle del Regno Lombardo-Veneto assume il nome di Camera di Commercio della Provincia del Friuli, con sede in Udine e viene presieduta da un Delegato regio.
La nuova Camera appoggia i principali progetti di rinnovamento del Friuli, tra i quali la valorizzazione dell’industria della seta; con la riforma del 1850 assume la denominazione di Camera di Commercio e Industria del Friuli.
Nel 1866 con l’annessione al Regno d’Italia diventa Camera di Commercio ed arti per la provincia di Udine.
Nel 1923 la provincia del Friuli si divide nelle province di Udine e Gorizia con le relative Camere distinte.
Nel 1968 una parte del territorio passa alla nuova provincia di Pordenone e nasce una nuova Camera di Commercio.
Nel 1963 le norme di attuazione dello statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia in materia di agricoltura, foreste, industria e commercio, turismo ed industria alberghiera, ecc. prevedono che le Camere svolgano compiti a loro demandati dal Ministero dell’Industria e Commercio; con successiva legge regionale del 1970, ora legge regionale 10/1/1996 n. 5, il controllo sugli atti e la vigilanza sugli organi delle Camere di Commercio del Friuli Venezia Giulia viene esercitato direttamente dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

(Testo tratto dal sito web della Camera di Commercio di Udine)

Libreria Moderna Udinese

Situata nel centro storico di Udine, in Via Cavour 13, a pochi passi da Piazza Libertà e dal Castello, la Libreria Moderna Udinese è da oltre cinquant’anni un punto di riferimento culturale per la città e per l’intero territorio friulano.

Distribuita su tre livelli, offre un’ampia selezione editoriale in ambienti accoglienti e ben organizzati. Al piano terra trovano spazio le novità editoriali, la narrativa rilegata, una parte della saggistica e della manualistica, i volumi d’arte e i testi in lingua straniera (inglese, francese, tedesco, spagnolo, russo). Il primo piano, ampio e luminoso, ospita la sezione dedicata a bambine e bambini, ragazze e ragazzi, con una proposta articolata di libri e giochi didattici, oltre a titoli di cucina, tascabili e guide turistiche. Il piano interrato è dedicato ai testi professionali, universitari, alla concorsistica e alla cancelleria.

La libreria organizza regolarmente incontri con autori e presentazioni editoriali, sia al primo piano che al piano terra, dove durante la stagione estiva è possibile accogliere il pubblico anche all’esterno sotto il porticato. Inoltre, dalla fine dell’anno scolastico fino a settembre, dedica particolare attenzione al settore scolastico, garantendo un servizio efficiente e mirato.

Negli ultimi anni, grazie a una gestione rinnovata, la Libreria Moderna ha ampliato le proprie attività, confermandosi una realtà solida e dinamica nel panorama librario cittadino.

Giacomo Marramao

Professore emerito dell’Università di Roma Tre, dove ha insegnato Filosofia teoretica e Filosofia politica. Dirige la Fondazione Basso ed è membro del Collège International de Philosophie di Parigi. Tra i suoi libri più recenti: con Castelvecchi Per un nuovo Rinascimento (2020) e Sulla sindrome populista (2020); con Bollati Boringhieri Dopo il Leviatano. Individuo e comunità (2013), Kairós. Apologia del tempo debito (2020) e Modernità di Dante (2024).

Gianpaolo Carbonetto

Giornalista, ha lavorato per quasi quarant’anni al Messaggero Veneto. È titolare del blog Eppure... Collabora con la Trentino School of Management di Trento e con la Fondazione Dolomiti Unesco ed è referente provinciale di Articolo21. La sua ultima pubblicazione: Virus il grande esperimento (con U. Morelli, KappaVu 2020).

Francesco Stoppa

È analista membro del Forum Lacaniano in Italia e docente dell’Istituto ICLeS per la formazione degli psicoterapeuti. Insegna presso la Scuola di Filosofia di Trieste e l’Università Lateranense di Roma. È redattore di «aut aut» e «L’Ippogrifo». Tra i suoi testi per Vita e Pensiero: Istituire la vita (2014), La costola perduta (2017), Salviamo la cosa pubblica (con P. Gomarasca, 2025); per Libreria al Segno editrice: La rivoluzione dentro (a cura di, 2018), Dimmi come parli (2022).

Michele Morgante

Professore di Genetica all’Università di Udine, accademico dei Lincei, presidente della Associazione Genetica Italiana ed editore associato di prestigiose riviste scientifiche. È direttore scientifico dell’Istituto di Genomica applicata. Ha pubblicato: I semi del futuro. Dieci lezioni di genetica delle piante (Il Mulino 2020). È membro del comitato scientifico di vicino/lontano.

Giovanni Leghissa

Filosofo, è professore associato all’Università di Torino. È redattore di “aut aut” e direttore della rivista online “Philosophy Kitchen”. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Neoliberismo. Un’introduzione critica (Mimesis 2012); Postumani per scelta. Verso un’ecosofia dei collettivi (Mimesis 2015); The Origins of Neoliberalism (con G. Becchio, Routledge 2016); L’inconscio e il trascendentale. Saggi tra filosofia e psicoanalisi (Orthotes 2023). Fa parte del comitato scientifico di vicino/lontano.

Guido Crainz

Storico contemporaneista. Editorialista di Repubblica. Tra le ultime pubblicazioni, con Donzelli: Calendario civile europeo (a cura di, con A. Bolaffi, 2019); Ombre d’Europa. Nazionalismi, memorie, usi politici della storia (2022). È ora in libreria con la nuova edizione, aggiornata al 2026, della sua fondamentale Storia della Repubblica. L’Italia dalla Liberazione ad oggi(1945-2026) (Donzelli 2026). È membro del comitato scientifico di vicino/lontano.

Gabriele Giacomini

Ricercatore all’Università di Udine, dove insegna Teoria politica e media digitali ed è coordinatore scientifico del master in Filosofia del digitale e Intelligenza Artificiale. Tra le sue monografie: Potere digitale (Meltemi 2018); The Arduous Road to Revolution (Mimesis International 2022); Il governo delle piattaforme (con A. Buriani, Meltemi 2022); Il trilemma della libertà. Stati, cittadini, compagnie digitali (La nave di Teseo 2025).

Loris De Filippi

Infermiere di formazione, da trent’anni operatore umanitario in contesti di crisi, conflitti armati ed epidemie. Come Health Specialist per UNICEF, a Gaza si è occupato del supporto alle cure pediatriche con particolare attenzione alle unità di terapia intensiva neonatale. Ha lavorato con MSF, UNICEF, WHO, UNFPA e WFP in scenari complessi: in Siria, Iraq, Haiti, Bangladesh, Indonesia, Africa, America Centrale e America Latina. È stato presidente di MSF Italia e direttore delle operazioni di MSF Belgio, contribuendo alla definizione delle strategie globali dell’organizzazione. È autore di E ancora chiediamo perdono (Mondadori 2026).

Laura Martini

Psicologa, psicoterapeuta lacaniana, partecipante SLPcf, esercita a Udine. È coordinatrice dei seminari presso la SLPcf-Udine.

Damiano Cantone

Professore associato di Filosofia del linguaggio all’Università di Udine, dove svolge attività di ricerca e didattica sui rapporti tra linguaggio, pensiero e trasformazione digitale. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche in riviste e volumi internazionali. Tra le più recenti: Umani, animali e macchine. Filosofia e Neuroscienze del linguaggio (con F. Fabbro, Bollati Boringhieri 2025).

Simone Cuva

Fondatore, insieme a Patrizia Dughero, della casa editrice qudulibri di Gorizia.

Patrizia Dughero

Fondatrice, insieme a Simone Cuva, della casa editrice qudulibri di Gorizia.

Alexander Ipavec

Docente di fisarmonica presso la Glasbena Matica di San Pietro al Natisone e di Gorizia. Ha partecipato con successo a vari concorsi nazionali e internazionali e suonato con vari gruppi cameristici e orchestre (Teatro Verdi di Trieste, Mitteleuropa Salon Orkester diretta dal maestro Daniele Zanettovich, Evasion; The original Klezmer ensemble). Ha composto colonne sonore per documentari e cortometraggi. Da qualche anno collabora con la pianista Paola Chiabudini con la quale ha prodotto i cd: Omaggio a Piazzolla e Palabra de tango.

Stefano Rizzardi

Attore, autore e ideatore di spettacoli e reading, ha collaborato con molte realtà teatrali e culturali della regione. Lavora sul miglioramento atletico a metà strada tra ciclismo e teatro. Nel 2022 è stato regista e attore di Bacchus_Pentheus, spettacolo integralmente in lingua latina, prodotto da Schola Humanistica di Padova, riproposto a Udine, in collaborazione con la Società Filosofica Italiana-Sezione FVG, nell’ambito della rassegna “Filosofia in Città 2023. Lettere sull’umanismo”.

Sala Ajace

La sala prende il nome dalla statua che è al suo interno, realizzata da Vincenzo Luccardi (1808-1886). Raffigura l’eroe greco Ajace, che partecipò all’assedio di Troia. Si accede alla sala dalla Loggia del Lionello “uno dei monumenti più notevoli della città e il più antico della piazza, nelle linee del gotico veneziano, di cui è un tipico esempio di palazzo su loggia. Venne costruito dal capomastro Bartolomeo delle Cisterne (1448-56) su disegno dell’orafo udinese Nicolò Lionello, e decorato nella facciata nel 1548; danneggiato da un incendio il 19 febbraio 1876, fu rifatto nelle forme primitive da Andrea Scala. L’edificio, che è rivestito a fasce alternate di pietra bianca e rosa, è aperto in basso da un loggiato cinto da balaustra, cui si accede da tre scalinate: al di sopra, nella facciata, è una pentafora a colonne bianche e rosa, con balcone, fiancheggiata da due trifore; nel fianco sin., una trifora e due monofore; nel fianco d., una magnifica pentafora, pure a colonne alterne, e due monofore. All’angolo destro, Madonna col Bambino e il Castello di Udine, di Bartolomeo Bon (1448); all’angolo sinistro, la statua della Patria del Friuli di Andrea Flaibani (1876), aggiunta in occasione della ricostruzione del palazzo. Nella base della balaustrata sono visibili gli anelli di ferro che servivano per legare i cavalli. Sotto il loggiato sono i busti del luogotenente veneto Mocenigo e dei generali friulani Carlo Caneva e Antonio Baldissera; accanto è una lapide con la motivazione della concessione della medaglia d’oro al valor militare alla città e alla provincia; inoltre vi è una decorazione a fresco di Enrico Miani, e una Madonna col Bambino e tre angeli musicanti, affresco di Giuseppe Ghedina riproducente l’originale del Pordenone (quest’ultimo, in parte salvato dall’incendio, è visibile al Museo)”.

Dal sito Touring Club Italia

Gianni Cianchi

Ha insegnato Italiano e Latino nei licei scientifici di Tolmezzo, Udine, Tripoli, Istanbul e Buenos Aires. Critico letterario e teatrale per la Società Dante Alighieri, dal 2006 insegna Storia del teatro alla Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine. Per molti anni ha collaborato con vicino/lontano come responsabile della sezione spettacoli, del Concorso Scuole Tiziano Terzani e come regista della serata per la consegna del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani.

Libreria Tarantola

Fondata a Udine nel 1904, la Libreria Tarantola rappresenta oggi la più antica libreria ancora attiva in città. Deve il suo nome alla storica famiglia di librai itineranti originaria di Pontremoli, che ha segnato la storia della diffusione libraria in Italia. Nel corso del tempo, la libreria ha attraversato epoche e cambiamenti, vendendo libri in tre diverse valute: lire, marchi di occupazione ed euro.

Gestita per tre generazioni prima dalla famiglia Tarantola e successivamente dalla famiglia Tavoschi, nel 2014 la libreria è stata rilevata dalla Cooperativa Libraria Udinese, composta da giovani professionisti del settore e alcune delle libraie già attive nello staff. L’obiettivo condiviso è stato sin da subito quello di preservare l’identità storica del luogo, con un’attenzione costante alla qualità della selezione libraria e alla cura del catalogo.

Nel 2016, parte degli spazi di magazzino sono stati riconvertiti in sala multimediale, permettendo così l’organizzazione regolare di presentazioni editoriali ed eventi culturali. Nel 2019, la libreria entra a far parte del circuito Ubik, ampliando la propria rete e offrendo ai lettori un’esperienza più ricca e interattiva nella scoperta di libri e autori.

La Libreria Tarantola continua a distinguersi come punto di riferimento culturale in città, luogo di incontro e scambio, fedele alla propria vocazione originaria: la passione per i libri e per chi li legge.

Per maggiori informazioni e dettagli sul tema dell’accessibilità, visita FVG per tutti, il Portale sull’accessibilità turistica del Friuli Venezia Giulia

Mario Colucci

Psichiatra, è direttore del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura di Udine. Psicoanalista, è membro del Forum Lacaniano in Italia e della Scuola di Psicoanalisi dei Forum del Campo Lacaniano. Insegna all’Università di Trieste e all’Istituto per la Clinica dei Legami Sociali di Venezia. Socio fondatore della Scuola di filosofia di Trieste, è redattore della rivista “aut aut”. Con Pierangelo Di Vittorio ha pubblicato Franco Basaglia. Pensiero, pratiche, politica (Meltemi 2024 nuova edizione); Franco Basaglia. Un intellettuale nelle pratiche (Feltrinelli 2024) e ha curato il volume collettaneo Che cos’è la salute mentale? Genealogie e prospettive critiche (Einaudi 2026).

Roberta Altin

Professoressa di antropologia culturale all’Università di Trieste, studia le migrazioni transnazionali e l’antropologia pubblica e museale. Dirige il Centro interdipartimentale su Migrazioni e Cooperazione allo sviluppo sostenibile dell’ateneo triestino. Ha pubblicato: Destini incrociati. Migrazioni tra località e mobilità: spazi e rappresentazioni (con A. Guaran e F. Virgilio, Forum 2014); Border Heritage: Migration and Displaced Memories in Trieste (Lexington Books 2024).

Angela Terzani Staude

Nata a Firenze da genitori tedeschi, ha conosciuto Tiziano Terzani a 18 anni e lo ha seguito da allora nelle sue peregrinazioni. Ha scritto per Longanesi Giorni cinesi(1987) e Giorni giapponesi (1994), ha curato con Àlen Loreti i diari del marito Un’idea di destino (2014) e l’antologia di reportage In America (2018). Autrice del memoir L’età dell’entusiasmo (2022), è presidente della giuria del Premio Terzani e cittadina onoraria di Udine.

Beatrice Bonato

Presidente della Società Filosofica Italiana-Sezione FVG, fa parte del comitato scientifico di vicino/lontano e della redazione di “aut aut”. Collabora con la Scuola di Filosofia di Trieste, diretta da Pier Aldo Rovatti. Ha curato i fascicoli monogra­fici di “aut aut” La scuola impossibile (2013) e, con F. Leoni e M. Pacini, Bruno Latour e la modernità impossibile (2024), e diversi Quaderni di “Edizione”. Ha pubblicato il saggio Sospendere la competizione. Un esercizio etico (Mimesis 2015).

Antonio Massarutto

Insegna Scienza delle Finanze all’Università di Udine. Esperto di economia dell’ambiente, delle risorse idriche, dei rifiuti, collabora con numerose testate online come lavoce.info, RIE energia, L’Astrolabio. La sua ultima pubblicazione: Un mondo senza rifiuti? Viaggio nell’economia circolare (il Mulino 2019). È membro del comitato scientifico di vicino/lontano.

Stefano Allievi

Professore di Sociologia e direttore del Master in Religions, Politics and Global Society all’Università di Padova. Si occupa di migrazioni in Europa, analisi del cambiamento culturale e pluralismo religioso. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Governare le migrazioni (Laterza 2023); Dizionario del Nordest (Ronzani 2023); Il sesto continente (con G. Bernardi e P. Vineis, Aboca 2023); Diversità e convivenza. Le conseguenze culturali delle migrazioni (Laterza 2025). È membro del comitato scientifico di vicino/lontano.

Luca Taddio

Insegna Estetica all’Università di Udine. È direttore del master in Filosofia del digitale e coordinatore del corso di laurea triennale in Filosofia e trasformazione digitale. Cofondatore di Mimesis Edizioni, ne è stato direttore editoriale. Tra i suoi ultimi libri: Tensioni globali (con E. Greblo, Società Aperta 2023); Maurice Merleau Ponty (Feltrinelli 2024); Nuovi Conflitti.Populismo, Europa e transizione ecologica (con E. Greblo, Società aperta 2025); Pensare digitale. Una mappa introduttiva (con R. Masieri, Meltemi 2026); È responsabile scientifico della casa editrice Società Aperta, del Festival Mimesis e del Premio Udine Filosofia.

Gelindo Castellarin

Psicologo, psicoterapeuta, psicoanalista lacaniano SlPcf, esercita a Udine. È membro AME-AMP, docente dell’Istituto freudiano di Milano e dell’ISDSF di Catania.

Guglielmo Cevolin

Insegna Istituzioni di Diritto pubblico all’Università di Udine, dove è vicedirettore del Master in Intelligence e Ict e referente nella Rete delle Università per la pace (RUniPace). È presidente di Historia Gruppo Studi Storici e Sociali Pordenone, coordinatore del LiMes club Pordenone-Udine-Venezia e membro del comitato scientifico di vicino/lontano.

Riccardo Staglianò

Giornalista. Ha iniziato la sua carriera come corrispondente da New York per il mensile “Reset”, ha poi lavorato al Corriere della Sera e da vent’anni scrive reportage e inchieste per il “Venerdì” di Repubblica. Ha insegnato Nuovi media all’Università Roma Tre. Per Einaudi ha pubblicato: Al posto tuo. Così web e robot ci stanno rubando il lavoro (2016), Lavoretti (2018), Gigacapitalisti (2022), Hanno vinto i ricchi (2024), Tassare i milionari. Prendere ai ricchi per dare ai poveri (2026).

Libreria Odòs

Il progetto Odòs2 nasce a Udine nel 2006 come libreria specializzata in turismo, cartografia e narrativa di viaggio. Il nome, apparentemente enigmatico, racchiude in sé tre livelli di significato. Odòs, dal greco antico, significa strada, cammino, viaggio: un chiaro riferimento alla vocazione della libreria. La lettura in spagnolo – “O” e “Dos” (due) – allude invece alla ricca sezione di narrativa ispanica presente in catalogo. Infine, O2 è la formula chimica dell’ossigeno, simbolo di ciò che la libreria e la lettura vogliono offrire: respiro per chi viaggia, per chi pratica sport all’aria aperta, ma anche per chi, da casa, si apre al mondo attraverso i libri.

Nel 2009, dall’esperienza maturata in ambito librario, nasce la Odòs Libreria Editrice, con l’obiettivo di promuovere una nuova idea di turismo e di editoria di viaggio. Le pubblicazioni si concentrano su destinazioni italiane ed europee lontane dalle rotte più battute, con un approccio narrativo che valorizza la voce e lo stile individuale dell’autore.

Le guide Odòs si distinguono per una scrittura personale e coinvolgente, arricchita da informazioni pratiche, riferimenti storici, spunti gastronomici e approfondimenti culturali, offrendo al lettore un’esperienza completa e consapevole del viaggio.
Si tratta di guide autoriali, pensate per stimolare la riflessione sul senso del viaggiare, più che semplicemente indicare mete o itinerari, contribuendo così a tracciare un percorso innovativo nel panorama dell’editoria turistica contemporanea.

Libreria Feltrinelli

LaFeltrinelli Libri e Musica di Udine è uno dei 115 punti vendita del Gruppo Feltrinelli, una delle principali realtà italiane nel campo dell’editoria, della distribuzione libraria e della promozione culturale. Il gruppo nasce ufficialmente nel 2005 dalla fusione tra Giangiacomo Feltrinelli Editore – fondata a Milano nel 1954 – e la rete delle Librerie Feltrinelli, la cui prima apertura risale al 1957 a Pisa.

Negli anni il gruppo ha ampliato il proprio raggio d’azione con la creazione della piattaforma digitale lafeltrinelli.it e l’acquisizione della maggioranza della società Promozione Distribuzione Editoria (PDE), attiva in oltre 5.000 punti vendita, rendendola la seconda rete distributiva del settore in Italia. Nel 2014, la joint venture tra Messaggerie Italiane e Gruppo Feltrinelli ha portato alla nascita di un polo logistico capace di gestire oltre 70 milioni di libri l’anno.

Il punto vendita di Udine si affaccia anche all’interno della storica Galleria Bardelli, uno degli spazi più centrali e frequentati della città, contribuendo alla vita culturale locale con un’offerta variegata di libri, musica e incontri con autori.

Libreria Gaspari

La libreria Einaudi di Udine, situata in via Vittorio Veneto, è nata alla fine degli anni Settanta grazie all’iniziativa di Paolo Gaspari, sociologo di origini trevigiane laureatosi all’università di Trento. Dopo aver conosciuto Giulio Einaudi, Gaspari decise di fondare un’agenzia per la vendita diretta dei libri dell’omonima casa editrice torinese nel capoluogo friulano.

Nel tempo, all’attività libraria si è affiancata quella editoriale, con una specializzazione nella saggistica storica, in particolare sulla prima guerra mondiale. Molti dei volumi pubblicati portano la firma dello stesso Paolo Gaspari, che ha poi condiviso il lavoro editoriale con il figlio Marco.

Per maggiori informazioni e dettagli sul tema dell’accessibilità, visita FVG per tutti, il Portale sull’accessibilità turistica del Friuli Venezia Giulia
e link a questo https://friuliveneziagiuliapertutti.it/it/dove-andare/pianura/libreria-gaspari/

Librerie.coop Friuli

Fondata nel 1971, la Libreria Friuli rappresenta da oltre cinquant’anni un punto di riferimento per la lettura e la cultura a Udine e in tutta la regione. Situata nel centro cittadino, è riconosciuta come uno spazio di promozione culturale e di incontro tra autori e pubblico.

Elemento distintivo della libreria è la costante organizzazione di eventi e incontri con autori, che spaziano da figure del panorama locale a nomi di rilievo nazionale e internazionale. Questi appuntamenti rendono la Libreria Friuli un luogo dinamico, in cui lettori e lettrici possono partecipare a momenti di approfondimento, confronto e dialogo.

Nel corso degli anni, ha ospitato numerosi protagonisti della scena culturale, tra cui Carlo Sgorlon, Paolo Maurensig, Fulvio Tomizza e padre Davide Maria Turoldo, consolidando il suo ruolo di presidio culturale cittadino.

La libreria dispone inoltre di un ampio spazio espositivo dedicato alla promozione di libri, letture pubbliche e altre iniziative culturali.

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Galleria Tina Modotti

La galleria, conosciuta come ex Mercato del Pesce, si trova in via Paolo Sarpi.

L’edificio, attualmente sede di mostre fotografiche, era di proprietà della Confraternita del SS. Sacramento e fu acquistato da Antonio Someda nel 1691.

Nel 1796 la casa venne venduta alla famiglia Tomadini e nel 1809 Giovanni Tomadini, negoziante, l’affitta a Anna Marcona.

Nel 1925 vengono abbattute alcune case di via Valvason, per consentire lavori di costruzione di nuovi edifici e di trasformazione di edifici preesistenti. In quell’occasione vengono eseguiti anche i lavori a opera dell’ingegnere comunale Davide Badini (1897-1947), che – secondo Della Porta nelle “Memorie su le antiche case di Udine” a cura di Vittoria Masutti – modificano l’edificio antico conservando i due piani; al piano terreno è sita la pescheria. Lo stile ricalcherebbe temi del rinascimento toscano.

Davide Badini aveva collaborato anche con D’Aronco ai disegni del Municipio di Udine.

Lo storico edificio liberty , sede del mercato del pesce fino agli anni ’90, dal 2009 è intitolato alla celebre fotografa Tina Modotti (Udine, 17 agosto 1896 – Città del Messico, 5 gennaio 1942), ed é divenuto uno spazio permanente per l’esposizione di opere fotografiche, provenienti sia dall’ingente patrimonio conservato nei musei cittadini, sia da fuori città.

(Testo tratto da Udine Cultura)

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Oratorio del Cristo

In Memorie su le antiche case della città di Udine, Giovanni Battista Della Porta scrive che nel 1548 i frati di San Francesco vendettero alla Confraternita del SS. Crocifisso un terreno affinché si potesse costruire “un luogo idoneo con servizi ad uso della confraternita stessa” (G.B. Della Porta, Memorie su le antiche case della città di Udine).

Sempre Della Porta annota che nel 1592 i fratelli Savorgnan concessero alla stessa confraternita alcune case adiacenti al fine di trasformarle in un oratorio.

Si procedette quindi, secondo una serie di documenti notarili e di pagamento risalenti alla fine del XVI secolo, alla costruzione di quello che è oggi conosciuto come Oratorio del Cristo. Nel XVI secolo, a lavori ultimati, l’oratorio fu usato anche come sede del Tribunale dell’Inquisizione di Aquileia e Concordia.

Nell’ampia sala rettangolare, le pareti sono scandite da doppie lesene con capitelli pseudo-ionici. La decorazione murale è dipinta a imitazione di marmi policromi. Il soffitto ligneo è a cassettoni regolari con dentellature sulle cornici.

Attualmente l’oratorio è affidato all’uso della Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe.

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Visionario

Al suo interno: tre sale cinematografiche (Astra, Minerva e Eden per un totale di 400 posti), un ampio spazio espositivo (con una parete di oltre 20 metri e un’area plasmabile di 200 metri quadri per meglio accogliere le mostre), un Internet bar (110 metri quadri coperti), una mediateca, una sala incontri/conferenze e un bookshop con novità librarie alle quali si aggiunge una vasta selezione di DVD che spaziano dai classici della storia del cinema ai più noti film popolari italiani fino alle cinematografie asiatiche).

L’edificio, caratterizzato da una architettura razionalista anni Trenta, porta la firma dell’architetto Ermes Midena è dotato dei più recenti ritrovati della tecnologia: sistema WI FI in ognuno dei locali, dolby surround EX per le tre sale, estrema potenza luminosa per le lampade di proiezione.

Visionario, allacciandosi nel nome allo specifico dell’arte cinematografica, alla magia, all’artificio, all’immaginazione e all’idea dell’invenzione fantastica, vuole essere nella sostanza espressione di un sentimento idealista, utopico, sognatore. Un luogo fuori dal comune, originalissimo, non costretto nelle rigidità e nei ritmi dei grandi complessi a multisale – fabbriche di fatturato, supermercati del cinema – bensì un posto da vivere e assorbire come totalità e in assoluta autodeterminazione. Un nuovo luogo fisico unico, dove fare e ospitare cultura: arti visive e proiezioni cinematografiche, video e mostre, intrattenimento e formazione; luogo espressione di un patrimonio di conoscenze capace di nuove acquisizioni.

Una parete visionaria di dieci metri firmata da Gianluigi Toccafondo ne rende unico e prezioso l’ingresso. Quasi fosse una storia illustrata del cinema queste “figure pennellate” si presentano come un richiamo archetipo alle immagini mitiche del cinema di qualità e del cinema di ricerca. Forme colorate, segni svolazzanti, linee allungate di colore si stemperano su di una superficie di 10 metri di altezza e invadono, incorniciandoli, i volti di Clint Eastwood ne Gli spietati, di Nicole Kidman in Ritratto di Signora, di Al Pacino in Scarface. I colori intensi di Film Blu e Film Rosso di Kieslowski si incendiano in un’esplosione di tinte e di forme sul poster di Trainspotting fino a diventare evanescenti nei pastelli dei paesaggi ripresi dal poster di Dov’è la casa del mio amico di Kiarostami o nel rosso tenue reinventato di Paris, Texas di Wim Wenders. Uniti insieme i 74 manifesti fanno di questa parete un’opera d’arte unica, fortemente simbolica. L’immagine totale è ammaliante. Un’opera d’arte permanente coloratissima, originale ed esclusiva.

www.visionario.info

Testo tratto da Udine Cultura

Vittorio Cogliati Dezza

È stato presidente nazionale di Legambiente dal 2007 al 2015. Oggi è membro del Coordinamento del Forum Disuguaglianze e Diversità e si occupa di giustizia ambientale e sociale. Ha curato Alla scoperta della green society(Edizioni Ambiente 2017) e ha collaborato alla stesura delle 15 Proposte per la giustizia sociale (il Mulino 2019); recentemente ha pubblicato Ci vorrebbe una sartoria per la vulnerabilità energetica (in «Prisma», luglio 2025) e Clima ingiusto (con G. Carrosio, Donzelli 2025).

Pier Aldo Rovatti

Filosofo, dirige la rivista “aut aut” e la Scuola di filosofia di Trieste. Ha elaborato insieme a Gianni Vattimo, la filosofia del pensiero debole. Fra le pubblicazioni più recenti: L’intellettuale riluttante (elèuthera 2018); Le nostre oscillazioni(alpha beta 2019); Gli egosauri (elèuthera 2019); La filosofia è un esercizio (con N. Gaiarin, La nave di Teseo 2020); Michel Foucault (Feltrinelli 2023). È membro del comitato scientifico di vicino/lontano.

Nicola Gasbarro

Antropologo. È presidente del comitato scientifico di vicino/lontano e membro della giuria del Premio Terzani. Si occupa di problemi relativi alla comparazione storico-religiosa e all’antropologia della complessità. Autore di numerose pubblicazioni, per la collana ‘vicino/lontano’ ha curato L’uomo che (non) verrà di Mike Singleton (Forum 2013).

Giuseppe Corongiu

Scrittore, attivista e studioso impegnato nella promozione e nella tutela della lingua sarda. È autore di romanzi, oltre che di saggi e articoli che affrontano questioni di politica linguistica e identità culturale.

Fabio Chiusi

Giornalista e ricercatore, si occupa delle conseguenze sociali e politiche delle nuove tecnologie. Ha collaborato con diverse realtà internazionali in tema di diritti umani e intelligenza artificiale, tra cui AlgorithmWatch e Open Rights Group. Tiene un corso su Giornalismo e innovazione al master in Comunicazione della scienza dell’Università Vita-Salute San Raffaele. È autore di L’uomo che vuole risolvere il futuro. Critica ideologica di Elon Musk (2023) e La fortezza automatica. Se l’IA decide chi può varcare i confini (2025), entrambi editi da Bollati Boringhieri. È membro del comitato scientifico di vicino/lontano.

Lucio Caracciolo

Massimo esperto italiano di geopolitica, dirige le riviste LiMes Heartland. Ha fondato e dirige la Scuola di geopolitica e di governo di LiMes. Scrive di politica estera per ‘la Repubblica’ e per testate straniere. Insegna Studi strategici alla Luiss di Roma e Geopolitica all’Università San Raffaele di Milano. È presidente del think tank Macrogeo ed è membro del comitato scientifico di vicino/lontano. Tra i suoi ultimi libri La pace è finita. Così ricomincia la storia in Europa (Feltrinelli, 2022); Accogliere (con A. Riccardi, Piemme 2023).

Teatro Nuovo Giovanni da Udine

Il nuovo teatro di Udine è stato inaugurato il 18 ottobre 1997: il teatro Puccini, storico teatro del capoluogo friulano, era infatti stato distrutto da un incendio nel 1911 e mai più riaperto. Dovettero passare più di ottant’anni perché un nuovo teatro fosse restituito ai cittadini udinesi: nel corso del XX sec. la città fu modellata dagli eventi storici, in un susseguirsi di distruzioni e ricostruzioni, ma senza che venisse trovato l’accordo per l’edificazione di un nuovo teatro.

Durante gli anni di assenza di un teatro comunale, però, l’utilizzo di molte sale – più o meno adatte o disagevoli, centrali o periferiche – aveva tenuto acceso nei cittadini l’amore per lo spettacolo dal vivo, un amore che Udine aveva coltivato fin dal 1600, tenendosi sempre aggiornata rispetto alla storia della musica, del teatro d’attore, del teatro d’opera. Proprio le lunghe vicissitudini della sua costruzione fanno del Teatro Nuovo Giovanni da Udine un luogo di grande importanza simbolica. Progettato dall’ing. Giuliano Parmegiani e dall’arch. Lorenzo Giacomuzzi Moore, il Teatro è oggi un grande edificio moderno, funzionale, elegante, dall’ottima acustica e dotato delle più avanzate tecnologie.

Appartiene al Comune di Udine ma è gestito dalla Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, che ha come enti partecipanti il Comune stesso, la Provincia di Udine e la Regione Friuli Venezia Giulia. Al suo interno la sala principale per gli spettacoli è dotata di tutti i moderni servizi e di adeguati spazi di supporto. Il palcoscenico, largo ben 34 metri e profondo 28, è dotato di attrezzature sceniche all’avanguardia. Altre strutture degne di nota sono l’ampio foyer, il ridotto, usato per le prove d’orchestra, la galleria espositiva (uno spazio di 170 mq dedicato alle mostre d’arte), la sala stampa e la sala danza.

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Chiesa San Francesco

In Largo Ospedale Vecchio sorge, slanciata e solenne, la Chiesa di San Francesco, una delle più belle di Udine. Principale edificio di culto dell’ordine francescano a Udine, fu costruito tra il 1260 e il 1266, anno in cui fu consacrato dal Patriarca di Aquileia Gregorio da Montelongo.

Esempio dell’architettura francescana in Friuli – le linee architettoniche infatti riecheggiano modelli dell’architettura umbra del tardo Duecento -, ha una pianta a croce latina con un’unica navata e transetto. L’esterno ricalca le linee dell’architettura romanica, cedendo tuttavia ai primi influssi del gotico, riconoscibili negli archi a sesto acuto delle finestre e del portale. La facciata a capanna ospita un grande rosone, la cui decorazione originaria non si è conservata.

L’interno presenta un tetto a capriate lignee e tre cappelle absidali, delle quali la centrale, più grande, ospita l’altare maggiore.

Alcuni cicli di affreschi si sono conservati, anche se in condizioni non buone. I più antichi, di poco posteriori alla costruzione della chiesa, furono eseguiti da maestri nel cui stile è presente il ricordo del lavoro di Giotto alla Cappella degli Scrovegni di Padova. I cicli più tardi, invece, risalgono al XIV e XV secolo e sembrano di scuola umbro-toscana.

L’edificio fu pesantemente rimaneggiato alla fine del 1700, quando l’interno fu completamente riprogettato e trasformato: nel 1771 i francescani si trasferirono definitivamente presso la Chiesa della Beata Vergine del Carmine e San Francesco divenne di pertinenza del vicino ospedale.

Dal 1934 si cercò di riportare la chiesa alle forme originarie attraverso un progetto di restauro filologico, eliminando tutte le sovrastrutture neoclassiche. Il pesante bombardamento di Udine nel 1945 interruppe quest’opera, terminata solo negli anni Cinquanta. Ulteriori, pesanti danni furono causati dal terremoto del 1976: la ricostruzione di San Francesco divenne uno dei simboli della lotta per salvare il patrimonio culturale del Friuli.

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Marco Pacini

Giornalista e scrittore. Ha pubblicato Epocalisse (Mimesis 2018); Pensare la fine. Discorso pubblico e crisi climatica (Meltemi 2022); Zona critica. Esercizi di futuro tra ecologia e tecnologia (Meltemi 2024). Con Paolo Cerutti è l’ideatore del progetto vicino/lontano. È membro della redazione di “aut aut” e della giuria del Premio Terzani.