Ritmi e pause
- 30 aprile 2026
- Ore 18.00
- Stamperia d’arte Albicocco
Nato da un forte legame con la figura del giornalista e scrittore Tiziano Terzani, il Festival vicino/lontano si svolge ogni anno a Udine, dal 2005, nel mese di maggio.
Incontri, dibattiti, conversazioni, conferenze, lezioni, letture, mostre, spettacoli e proiezioni occupano per quattro intense giornate il centro storico della città e alcuni dei suoi edifici più suggestivi.
Studiosi, giornalisti, scrittori e artisti di prestigio internazionale si confrontano tra loro e con il pubblico per analizzare, da punti di vista diversi, i processi di trasformazione in corso nel mondo globalizzato, in campo economico, sociale, culturale e geopolitico, allo scopo di indagarne le ragioni, i meccanismi, i significati, le prospettive.
Perché vicino/lontano?
“Vicino” e “lontano” non sono soltanto indicatori geografici e multiculturali di una situazione planetaria che deve ormai bruciare le distanze e avvicinare i mondi, comparare le diversità dei discorsi, siano essi economici o filosofici, sociali o esistenziali, alla ricerca di una lingua comune o che possieda qualcosa di comune in grado di orientarci un poco nello spaesamento generale. “Vicino” e “lontano” vorrebbero essere anche una bussola individuale, appunto la condizione critica che ha a che fare con ciascuno di noi e che pone a ciascuno la difficoltà di “abitare la distanza”, insomma – se ci riuscissimo – di non restare schiacciati e inerti sotto il peso della logica mediatica e omologante.
Pier Aldo Rovatti, filosofo, membro del comitato scientifico
LA VENTIDUESIMA EDIZIONE: “RESPIRO”
Il nuovo disordine globale rende difficile decifrare, con gli strumenti della logica, gli scenari del presente. Impossibile prevedere gli azzardi del domani. All’ombra della bomba atomica, un potere fuori controllo intossica nel mondo l’aria che respiriamo. E nel cuore dell’Europa la democrazia si scopre vulnerabile: esposta al contagio di derive illiberali e sovraniste.
Tratteniamo il respiro mentre i conflitti bruciano i polmoni del mondo. Quelli delle vittime di Gaza, cui l’edizione 2026 di vicino/lontano dedica uno spazio centrale, riprendendo il filo del discorso aperto lo scorso anno con l’attribuzione del Premio Terzani alla memoria dei giornalisti palestinesi uccisi nella Striscia.
Sono i fatti a imporlo. Gaza è una frattura della nostra storia, la pietra d’inciampo di una civiltà che ha smarrito sé stessa, la ferita che toglie il respiro. È l’urgenza che chiama in causa la responsabilità dei potenti. C’è un prima e un dopo Gaza. Tacerne ci renderebbe complici. Perché anche il silenzio uccide. Dare la parola ai testimoni e alle vittime, ascoltare la loro voce, è un dovere che ci invita a sconfiggere, dentro e fuori di noi, il punto cieco della nostra umanità: l’indifferenza.
E in una società che tende a isolare, separare, contrapporre, vicino/lontano non rinuncia a coltivare, in un confronto democratico, il respiro del pensiero critico: quel tempo lento, profondo e vitale che ogni cultura deve imparare a proteggere, insieme alla pietà, se vuole davvero restare viva.


Per vicino/lontano l’inclusione passa anche attraverso piccoli gesti. Per gli eventi in Chiesa di San Francesco è prevista la sottotitolazione grazie al supporto di Sub-ti. Per la serata del Premio Terzani è previsto l’interpretariato in LIS. Interventi site specific permettono l’accessibilità dei luoghi. In Galleria Fotografica Tina Modotti sarà a disposizione del pubblico un rifugio sensoriale.

Vicino/lontano continua a chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni.