La voce di Impastato: una mostra e un incontro nell’anniversario della morte

Era la notte tra l’8 e il 9 maggio 1978 quando l’attivista siciliano Peppino Impastato venne assassinato su ordine del boss Gaetano Badalamenti. Il suo cadavere fu imbottito di tritolo e fatto saltare sui binari della linea ferroviaria Palermo-Trapani, per simulare un gesto suicida. Dopo 22 anni di depistaggi, solo grazie all’impegno della madre di Peppino, la signora Felicia, e del fratello Giovanni – con il sostegno del Centro siciliano di documentazione di Umberto Santino e Anna Puglisi – fu chiarificata la natura mafiosa dell’omicidio.

Esattamente 40 anni dopo, nell’anniversario della morte, è stata inaugurata, venerdì 9 alle ore 18 nella Galleria fotografica Tina Modotti, la mostra “La voce di Impastato. Volti e parole contro la mafia”, presente il neo eletto Governatore della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga. Le fotografie di Elia Falaschi ripercorrono sei anni di interviste realizzate dal giornalista Ivan Vadori ai protagonisti dell’antimafia italiana: Gian Carlo Caselli, Lirio Abbate, Carlo Lucarelli, Luigi Ciotti, Sandro Ruotolo e alla famiglia di Impastato. Gli scatti di Falaschi rappresentano l’apparato iconografico del libro, che porta lo stesso titolo, edito da Nuova Dimensione e che verrà presentato venerdì 11 maggio a Casa Cavazzini. Saranno presenti Ivan Vadori ed Elia Falaschi che dialogheranno con le giornaliste Luana de Francisco e Cristina Savi.

La mostra sarà visitabile giovedì 10 maggio dalle 18 alle 21, dall’11 al 13 maggio dalle 10 alle 21 e fino al 27 maggio il giovedì e venerdì in orario 18-21, sabato 10-13 e 18-21, domenica 10-13.

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