Tema del festival

È “contagio” la parola-chiave di vicino/lontano 2019. Una lente prismatica attraverso cui guardare il mondo e la sua complessità. Una metafora che può evocare domande inquietanti.

Gli interventi della scienza medica sono sufficienti a prevenire e curare le epidemie che periodicamente si scatenano in contesti di crisi umanitaria e sottosviluppo economico-strutturale?
La “democrazia diretta”, che si immagina realizzabile online, può essere un sistema davvero democratico? Esiste il pericolo che – grazie ai “nuovi poteri forti” esercitati dai monopolisti della conoscenza digitale – una propaganda senza filtri trasformi il volto della democrazia in una forma inedita di autoritarismo?  Come difenderci dal virus di una disinformazione mirata? Come smontare false “verità scientifiche”, spacciate attraverso la rete?
Cosa possiamo aspettarci dal diffondersi delle ventate identitarie, sovraniste e securitarie in Europa e nel mondo? Quali sono le eredità e gli sviluppi delle diverse forme di integralismo e fanatismo?
Quale futuro può avere l’Italia, che vede persistere, e anzi aggravarsi, le antiche emergenze di un paese spezzato e ora invecchiato? Come sconfiggere il sistema corruttivo del malaffare e delle mafie, che ammorba come una pestilenza l’economia e la convivenza civile del nostro paese e si insinua ovunque nel resto del mondo?
Da dove verrà il prossimo contagio capace di sconvolgere i mercati finanziari? Chi ne sarà l’“untore” ? Quanto peserà la Cina, in termini di cultura oltre che di economia, nel “Sistema Occidente”, che credevamo al timone del mondo?
Eppure né le avventure della scienza né le battaglie per la libertà sarebbero state possibili senza qualche forma di contagio. Perché non esplorare allora le vie attraverso le quali lo slancio emozionale dell’entusiasmo si trasmette, dando ai progetti individuali e collettivi l’energia per tradursi in azioni efficaci?
A partire da questi interrogativi, il festival vicino/lontano – come sempre –  si costruisce sulla convinzione che tra i contagi di cui abbiamo più bisogno c’è quello tra approcci e saperi diversi, in modo che i punti di vista si parlino fino a scoprire modi “differenti” di leggere il mondo, valorizzando i dubbi e le contraddizioni piuttosto che le certezze, che rischiano troppo spesso di trasformarsi in pregiudizi.