Edizione 2012

Ala al-Aswani

Presidente della giuria –  Angela Staude Terzani

Membri della giuria –  Giulio Anselmi, Toni Capuozzo, Andrea Filippi, Milena Gabanelli, Ettore Mo, Paolo Pecile, Valerio Pellizzari, Peter Popham, Paolo Rumiz, Marino Sinibaldi

LA MOTIVAZIONE DELLA GIURIA

Ala al-Aswani – medico, scrittore e dissidente – la rivoluzione egiziana l’ha prevista e attesa.

In questo libro, al quale va il premio Terzani 2012, non solo racconta in diretta i fatti di piazza Tahrir, ma smaschera la farsa che è stata costruita in Occidente sull’Egitto di Mubarak. Aswani ci racconta l’Egitto che non abbiamo voluto vedere: l’Egitto dell’oppressione, delle torture, dello stato di polizia, dell’ingiustizia quotidiana; ma anche l’esperienza di una dolorosa migrazione alla ricerca di migliori condizioni materiali e di una vita priva di umiliazioni e soprusi.

L’Egitto che ci viene qui raccontato non è quello di una rivoluzione sbocciata dal nulla, internet, ma quello della dissidenza di molti giovani e meno giovani che da anni cercavano di costruire un fronte di resistenza, e intanto subivano le violenze della polizia politica, e mettevano in gioco la loro stessa vita.

Non separando mai la sua arte dall’impegno in difesa dell’uomo e della democrazia, Aswani analizza la pratica dell’illegalità in un regime oppressivo e mette a nudo le radici della cultura della passività e della rassegnazione.

L’entusiasmo e la felicità che condivide con il popolo in piazza Tahrir non gli impediscono tuttavia di mettere in evidenza le questioni aperte dal processo rivoluzionario e soprattutto i rischi della controrivoluzione. “L’unica soluzione è la democrazia”: la frase con cui Aswani conclude tutti i suoi articoli non deve essere letta come un’indicazione rivolta solo ai suoi concittadini, ai quali la democrazia è stata a lungo negata, ma come un monito a tutti noi che non possiamo non vederla messa in discussione da una sempre più iniqua distribuzione delle risorse e ancor più dalla negazione ad alcuni popoli del diritto di vivere in pace nel proprio paese.

L’AUTORE

Ala al-Aswani (Il Cairo 1957) ha studiato odontoiatria all’Università dell’Illinois a Chicago ed esercita tuttora la professione di dentista al Cairo. È stato uno dei membri fondatori del movimento di opposizione Kifaya (Basta così). Il suo primo romanzo, Palazzo Yacoubian, uscito in Egitto nel 2002, è stato un vero e proprio fenomeno editoriale nel mondo arabo, ponendosi per numero di copie vendute (16 ristampe in due anni) subito dopo il Corano. Dal libro, tradotto in parecchie lingue e pubblicato in Italia da Feltrinelli nel 2006, è stato tratto anche il film The Yacoubian Building (2006). Il successivo romanzo, Chicago (Feltrinelli 2008), tratteggia la vita degli studenti arabi negli Stati Uniti dopo l’11 settembre 2001. Se non fossi egiziano (Feltrinelli 2009) è una raccolta di racconti, la cui pubblicazione è stata a lungo ritardata per l’opposizione di un burocrate. La rivoluzione egiziana è la sua ultima opera pubblicata.

L’OPERA

È successo tutto all’improvviso. Il 25 gennaio del 2011, gli egiziani scendono per strada, si sollevano contro il regime di Mubarak, affrontano la polizia antisommossa, i servizi segreti, i cecchini. Diciotto giorni dura l’epopea della rivoluzione di piazza Tahrir, e alla fine il presidente è costretto a dimettersi. Gli egiziani hanno fatto la rivoluzione, una ribellione costata cara a un’intera generazione di giovani, che lascia sul terreno oltre mille morti per riportare la democrazia in un paese di antica tradizione liberale. Perché un popolo ritenuto tra i più pacifici si ribella con una sollevazione che sconvolge, per la sua portata, tutta la regione?

Al-Aswani racconta l’Egitto che non abbiamo voluto vedere: l’Egitto della dissidenza. L’Egitto umiliato e oppresso, disperato e senza più dignità. L’Egitto che aveva deciso di fuggire, con i suoi emigranti e i suoi giovani, alla ricerca di un futuro certo e dignitoso. E racconta – poi – come un popolo, raggiunto il fondo, riesca a riscattarsi e a riguadagnare la sua fierezza.

È un paese sconosciuto ai più, quello che descrive al-Aswani, da sempre critico severissimo del regime che Hosni Mubarak voleva passare a suo figlio Gamal. Come se l’Egitto fosse un “allevamento di polli”, chiosa con disprezzo l’autore di Palazzo Yacoubian. Eppure ne aveva scritto alla luce del sole, nei numerosi articoli pubblicati dai pochi giornali d’opposizione e raccolti ora in questo libro che spiega quello che è successo prima e durante la rivoluzione del 25 gennaio, e mette in guardia da un futuro senza libertà, perché “l’unica soluzione è la democrazia”. (www.lafeltrinelli.it)

PREMIO TERZANI 2012. L’EGITTO CHE NON ABBIAMO VOLUTO VEDERE. from vicino/lontano on Vimeo.