Edizione 2010

Umberto Ambrosoli

Presidente della Giuria – Angela Staude Terzani

Membri della Giuria – Giulio Anselmi, Toni Capuozzo, Andrea Filippi, Milena Gabanelli, Ettore Mo, Valerio Pellizzari, Peter Popham, Paolo Rumiz

LA MOTIVAZIONE DELLA GIURIA

Oltre trenta anni fa, nella vicenda Sindona c’è stato un protagonista-antagonista solitario e coraggioso, l’avvocato Giorgio Ambrosoli, che ha pagato le sue scelte con una morte violenta. Quella storia personale è ricostruita con tenerezza e insieme fredda investigazione dal figlio Umberto in “Qualunque cosa succeda”. A questo libro orgoglioso viene assegnato il premio internazionale Tiziano Terzani 2010.

Per Giorgio Ambrosoli, essere al servizio dello Stato voleva dire perseguire l’interesse generale, sapendo che ad ostacolare il suo lavoro sarebbero scesi in campo interessi trasversali e poteri privati. Non era arso dal sacro fuoco della legalità, che trasforma sempre il dovere in atto eroico; era semplicemente un uomo che svolgeva il suo lavoro con senso di responsabilità. E’ questo un concetto semplice e normale che ha permesso al mondo di evolversi e di progredire, ma che invece nel nostro paese il tempo ha trasfigurato. L’opera letteraria di Umberto Ambrosoli è riuscita a raccontare, attraverso la quotidianità del lavoro del padre, la dedizione solitaria e a volte anonima di uomini che si spendono con generosità. Attraverso il racconto di una delle storie più buie d’Italia, si fa strada il grande valore di quest’opera, ovvero la sensazione che non sia impossibile affrontare le fatiche o gli orrori. Pagina dopo pagina, “Qualunque cosa succeda” incita a non essere vili, e a non barattare la dignità con la permanenza su una poltrona. Ti accende il desiderio di voler assomigliare a quell’avvocato rigoroso. Ti accende anche la speranza di riuscirci. Non per diventare eroi, ma per essere persone normali.

L’AUTORE

Umberto Ambrosoli, classe 1971, è avvocato penalista a Milano. È il più giovane dei figli di Giorgio Ambrosoli. Da anni è impegnato a valorizzare e attualizzare la storia del padre. Partecipa a incontri nelle scuole di tutta Italia, a convegni e a iniziative pubbliche ed editoriali.

L’OPERA

A trent’anni dall’omicidio dell’avvocato Giorgio Ambrosoli, il libro del figlio Umberto ripropone una storia di straordinario impegno civile, ancora attualissima. Giorgio Ambrosoli fu ucciso a Milano l’11 luglio 1979 da un killer, su mandato del bancarottiere Michele Sindona. Aveva passato gli ultimi cinque anni della sua vita assolvendo a un incarico importante e gravoso: la liquidazione coatta della Banca privata italiana di Sindona, punto di snodo di un intero sistema politico-finanziario corrotto e letale. L’avvocato Ambrosoli era consapevole dei rischi, della solitudine e delle difficoltà e lo divenne sempre di più. Scriveva alla moglie: “Pagherò a caro prezzo l’incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un’occasione unica di fare qualcosa per il Paese […] qualunque cosa succeda, comunque, tu sai cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo”. Questo libro propone la storia di Ambrosoli da un punto di vista inedito e significativo: lo sguardo del più giovane dei suoi figli, oggi avvocato a sua volta. Sulla base dei ricordi (personali, familiari, di amici e collaboratori), dei documenti e delle agende del padre, delle carte processuali e di alcuni filmati dell’archivio rai, racconta non solo la vita di Ambrosoli nell’Italia di quegli anni, ma anche quella della sua famiglia, prima e dopo la morte del padre. Il racconto illumina il carattere esemplare delle scelte di Giorgio Ambrosoli, la sua coerenza agli ideali di libertà e responsabilità e, insieme, sottolinea il valore positivo di una storia ancora straordinariamente attuale: “Quanto è accaduto a papà – scrive Ambrosoli – è una storia attuale, in ogni momento, e anche oggi potrebbe ripetersi. Senza la coscienza dei singoli che scelgono di rispettare le norme e con esse la convivenza civile, le leggi da sole non bastano a salvare una società”.