Edizione 2007

Anna Politkovskaja

Presidente della Giuria – Angela Staude Terzani

Membri della Giuria – Giulio Anselmi, Toni Capuozzo, Andrea Filippi, Ryszard Kapuściński, Ettore Mo, Valerio Pellizzari, Peter Popham, Paolo Rumiz

MOTIVAZIONI DELLA GIURIA

In ogni parte del mondo chi sceglie di scontrarsi con l’arroganza del potere sa in anticipo che incontrerà frustrazioni, angosce solitarie, rappresaglie economiche, aggressioni fisiche. E giorno dopo giorno finisce avvolto dentro una spirale perversa – antica e sempre uguale – che produce solitudine, isolamento.

Anna Politkovskaja è stata uccisa il 7 ottobre 2006 e anche dopo la morte è accompagnata dalla stessa solitudine che il suo lavoro e il suo coraggio le avevano costruito attorno quando era in vita. Ha descritto la violenza brutale della guerra in Cecenia, la vita senza regole della nuova Russia, la ricchezza selvaggia, la mutazione genetica di una intera generazione postsovietica. Cioè ha scelto temi faticosi, difficili, che non regalano popolarità e successo. E’ temerario, se non insensato, raccontare una vita come la sua in poche righe.

Il potere di Mosca con parole aride e stentate ha detto che questa donna in realtà nella sua patria era una sconosciuta. La giuria del Premio Terzani crede invece che Anna Politkovskaja sia un simbolo straordinario che porta onore alla sua terra, al mestiere di conoscere e di raccontare. All’unanimità, con profondo rispetto, le viene assegnato il Premio Internazionale Tiziano Terzani 2007 alla memoria.

L’AUTORE

Nata a New York da genitori sovietici di nazionalità ucraina, diplomatici presso l’ONU, e laureatasi in giornalismo all’Università di Mosca, ha lavorato prima per il giornale moscovita Izvestia, e poi per la Obshchaya Gazeta e per altre radio e TV libere. Ha pubblicato alcuni libri fortemente critici su Vladimir Putin, in particolare sulla conduzione della guerra in Cecenia. Costretta a rifugiarsi a Vienna per un periodo, in seguito alle numerose minacce di morte, non ha mai cessato di denunciare con forza gli abusi commessi dalle forze russe sulla popolazione civile in Cecenia.. Ha ricevuto numerosi premi internazionali e prestigiosi riconoscimenti per il coraggio e l’indipendenza del suo lavoro giornalistico. Dal 1999 lavorava alla Novaya Gazeta. Proprio il giorno in cui è stata assassinata, il 7 ottobre 2006, stava per pubblicarvi un lungo articolo sulle torture commesse dalle forze di sicurezza cecene legate al Primo Ministro Ramzan Kadyrov. L’8 ottobre la polizia russa ha sequestrato il suo computer e tutto il materiale dell’inchiesta. Dei suoi scritti sono stati pubblicati in Italia: Cecenia, il disonore russo (2003); La Russia di Putin (2005); Proibito parlare. Cecenia, Beslan, Teatro Dubrovka: le verità scomode della Russia di Putin (2007).