Venerdì 08 Maggio
Ore 08.15 - 12.30 — Chiesa di San Francesco — Ingresso Gratuito

Il piacere della legalità? Mondi a confronto – Cibo e solidarietà

ETICA INDIVIDUALE/ETICA PUBBLICA

Presentazione dei risultati del progetto formativo interistituzionale

Ottava edizione

Istituto Comprensivo II – Sede “Valussi”

CPIA (Centro Provinciale Istruzione Adulti) sedi C.C. e via Petrarca – Udine

ISIS – Istituti di Istruzione Superiore: C. Percoto, B. Stringher, G. Sello

Presidio Rita Atria Libera contro le mafie Udine

Direzione Casa Circondariale Udine

Ufficio Esecuzione Penale Esterna UD-PN-GO

Coordina il progetto

LILIANA MAURO

Dirigenti degli istituti scolastici

Maria Piani, Istituto Comprensivo II-Udine

Rossella Rizzatto, Liceo Artistico G. Sello

Gabriella Zanocco, ISIS Caterina Percoto

Anna Maria Zilli, ISIS Bonaldo Stringher e Centro Prov. Istruzione Adulti

Docenti responsabili del progetto

Ennia Calligaro, Cecilia Di Leo, Michela MartelliRosanna Nassimbeni, Alessandra Rollo, Eleonora RomanelloFederica Ruggiero, Istituto Comprensivo II- sede Valussi

Liliana Mauro, Elena Scrazzolo, Carol Turco, CPIA e CC

Rossella Cuffaro, Lauretta Novello, Nicoletta PicottiChiara Tempo, ISIS C. Percoto

Federica Battilana, Isabella Costantini, Filomena De RiggiLuisita De Trizio, Marcella Ferro, Rita MarcedduAndrea Perrone, Grazia Sacchi, ISIS B. Stringher

Marco Grosso, Daniele Lovo, Massimo Marangone, Liceo Artistico G. Sello

Videomaker

Alessandro Venier

Il progetto interistituzionale “Il piacere della legalità? Mondi a confronto” ha raggiunto l’ottava edizione. Quest’anno i docenti e i ragazzi coinvolti appartengono a istituti diversi d’istruzione secondaria di primo e di secondo grado di Udine: Valussi, Percoto, Sello, Stringher. È compreso anche un gruppo di persone detenute della Casa Circondariale di Udine, che da gennaio si confrontano settimanalmente su temi di rilevanza sociale con i ragazzi delle scuole superiori. Il termine legalità fa da guida ai percorsi, il punto di domanda ad esso associato nel titolo del progetto mette in guardia dal banalizzare e dall’assumere per dato quanto è invece frutto di cura e di attenzione costanti. Ragazzi e docenti, insieme, si interrogano sugli effetti delle proprie azioni e delle scelte individuali e collettive. L’educazione alla legalità è esercizio di pensiero critico ed espressione di libertà. Il suo obiettivo è far comprendere che senza norme nessuna vita di gruppo è possibile e che solo nell’ambito definito dalle regole sociali è anche possibile realizzarsi con soddisfazione. Il progetto si propone come laboratorio attivo, nel quale ricerche ed esperienze sostengono la costruzione dell’identità personale e sociale con cui i ragazzi possano diventare protagonisti della storia individuale e collettiva.

Le nostre azioni possono contribuire a migliorare il mondo, ma anche essere manipolate e strumentalizzate: questa consapevolezza è acquisita attraverso il confronto con le esperienze e le testimonianze in grado di sollecitare le domande di senso degli adolescenti. Il filo conduttore è il cibo, materia prima atta a soddisfare i bisogni fisiologici per la sopravvivenza, ma anche prodotto culturale fortemente investito di significato sociale, religioso, comunicativo, identitario. Nel cibo si oggettivano relazioni affettive e di potere, bisogni reali e indotti. Nell’uso, abuso, spreco che ne facciamo si concretizzano interpretazioni del mondo.

Il rispetto per il cibo è il rispetto per noi stessi e per l’ambiente in cui viviamo. Sulla base di questa convinzione i ragazzi hanno cominciato a considerare il cibo della mensa in modo diverso: da mero oggetto di consumo a prodotto di una complessa organizzazione sociale.

Il cibo quindi come risorsa vs spreco, per sensibilizzare le giovani generazioni sulle strategie e sulle opportunità perché questo venga recuperato e diventi risorsa per tutti.